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lunedì 7 aprile 2025

Francesca Mannocchi sul femminicidio a Propaganda Live - postato da Lorenzo Tosa

 

Ieri Francesca Mannocchi a Propaganda Live ha dato vita a uno dei monologhi più importanti, intensi, necessari forse mai pronunciati in televisione.
In questo straordinario intervento, di una grande giornalista, ha detto tutto quello che ha senso dire oggi sul femminicidio, su Sara Campanella, su Ilaria Sula, sulla violenza di genere, sulla cultura del possesso, sul linguaggio tossico dei media, sulla colpevolizzazione della vittima, su Nordio e su certa propaganda razzista di una classe politica indegna.
Prendetevi cinque minuti per leggerlo e ascoltarlo fino in fondo. Salvatelo, condividetelo. Praticatelo.
“Sara Campanella era una studentessa universitaria, aveva 22 anni e frequentava il corso di laurea in tecniche di laboratorio biomedico.
Lo frequentava finché un suo compagno di corso, Stefano Argentino, di anni 27, l'ha accoltellata alla gola per strada a Messina. Il giorno prima che venisse uccisa Sara ha scritto alle sue amiche: “Il malato mi segue”.
L'accoltellamento è avvenuto a una fermata dell'autobus al centro della città. Sara Campanella è morta prima di arrivare al vicino policlinico universitario, lo stesso dove Sara Campanella faceva il tirocinio.
Anche Ilaria Sula era una studentessa universitaria e anche lei aveva 22 anni, frequentava il corso di laurea in Statistica alla Sapienza qui a Roma.
Lo scorso 25 marzo è scomparsa, almeno finché il suo corpo è stato trovato in una valigia in fondo a un dirupo nel comune di Poli, a 30 chilometri da Roma. L'ha uccisa il suo ex fidanzato, Mark Samson, 23 anni, anche lui studente, di Architettura. L'ha uccisa, l'ha messa dentro una valigia e l'ha lanciata da un dirupo.
Due femminicidi, gli ultimi. Da dove partiamo? Come sempre dai numeri. I numeri non prevedono opinione, ma dovrebbero prevedere l'acquisizione di una consapevolezza, dovrebbero chiederci di capire qual è il contesto sociale, culturale che produce i femminicidi e poi da lì dare risposte politiche, responsabilità.
“Differenza Donna”, l'associazione impegnata nella difesa dei diritti delle donne contro la violenza di genere, ci dà alcuni dati, per esempio i dati del 1522, - continuiamo a memorizzare questo numero, è il numero antiviolenza, il 1522. Dal 2020 i contatti del 1522 sono raddoppiati, erano 30 mila nel 2020, 60 mila nel 2024. A chiamare sono donne prevalentemente dai 35 ai 50 anni, donne all'interno di una relazione che subiscono violenze dai mariti, dai compagni, da persone con cui hanno scelto di fare dei figli.
Sono donne normali, con lavori normali, che hanno relazioni con uomini che noi definiamo normali, come gli assassini di Sara Campanella e Ilaria Sula. In 30 anni di attività “Differenza Donna” ha accolto 70 mila donne, 140mila bambine e bambini. Nel 2024, l'anno scorso, le donne di nazionalità italiana sono state 1.550, le migranti comunitarie 1.150, le migranti non comunitarie 400.
Ieri il Ministro Nordio ha detto che alcune etnie hanno una sensibilità diversa dalla nostra verso le donne e a guardare dai numeri viene da dire meno male. Dobbiamo guardare i dati certo, però in Italia non esiste una banca dati istituzionale pubblica completa sui femminicidi. I dati più importanti, significativi sono quelli dell'osservatorio “Non una di meno”: nel 2023 su 120 donne uccise, 96 sono state uccise in ambito affettivo, familiare. Nel 2024 su 115 donne uccise, 99 sono state uccise in ambito affettivo e familiare. In 50 casi l'assassino era il marito, il compagno, il convivente, in 14 il figlio, in 12 è stato l'ex compagno.
Le persone uccise conoscevano chi le ha uccise. Da dove nasce la violenza? La violenza nasce dal linguaggio, dalle parole, partiamo da lì, dal lessico sbagliato, fuorviante, incompleto, dannoso che usiamo per descrivere questo fenomeno, quello del “troppo amore”, del “delitto passionale”, “dell'impeto di rabbia”. La violenza di genere non si affronta come si dovrebbe perché le parole che usiamo per raccontarla riflettono la cultura del dominio dell'uomo sulla donna.
Dove cresce, nasce, dove germoglia la violenza? Nell'educazione, nelle parole che associamo ai fenomeni, perché le parole alimentano il nostro comportamento e il comportamento costruisce la cultura e fa le società. Il linguaggio ci consente di costruire la cultura, certo, ma anche di mascherarla di mistificarla, come le storie che parlano di donne che vengono assassinate, ma non di uomini che uccidono, sono le donne che vengono violentate, ma non gli uomini che violentano, sono tutte cornici queste, cornici che servono a reiterare l'idea che la violenza contro le donne sia rara, anormale, imprevedibile, la verità è che questi uomini fanno parte di una rete del linguaggio, di credenze e comportamenti normalizzati che continuano a perpetuare quella violenza e noi, i mezzi di informazione, abbiamo un ruolo potente e definitivo da svolgere nel plasmare la comprensione sulla violenza di genere: “Diceva che mi avrebbe tolto il bambino”, “voleva lasciarmi”, uccide la moglie malata, “è un gesto d'impeto”, “l'ha uccisa perché aveva l'Alzheimer”, “il marito era provato”. Oppure le foto che rappresentano queste donne e questi uomini, le donne abbracciate al loro assassino morte e condannate a vita nella loro memoria ad essere ricordate, abbracciate agli uomini che le hanno uccise. È così il racconto pubblico, le donne ammazzate perché “erano amate troppo”, perché questi uomini proprio non riuscivano a sopportare che le donne avessero deciso di chiudere una relazione, non accettavano la separazione. Uomini di cui i vicini o parenti intervistati sull'omicidio dicono sempre “non avrebbero mai avuto motivo di uccidere”, “erano proprio persone normali”. I “raptus”, i racconti romanzati dell'omicidio, la colpevolizzazione della vittima, come negli ultimi casi, gli ultimi due. “Due anni di stalking, ma lei non aveva mai denunciato”, così ha titolato ieri un quotidiano romano, insinuando il dubbio che forse certo se lei avesse denunciato chissà… E invece no, non è mai lei, è lui che è un assassino.
“Aveva sottovalutato il pericolo”, lei, la vittima. Lui “un ragazzo riservato e schivo, appassionato di moto”, e chi se ne frega se Stefano era appassionato di moto, Stefano era un assassino.
Quasi tutte le donne che conosco sono state molestate sessualmente a un certo punto della loro vita, se non insulti, commenti sessuali indesiderati da parte di colleghi, amici, parenti, e poi violenza fisica, violenza sessuale. Abbiamo combattuto la vergogna, l'esempio di famiglie che ci hanno cresciuto più o meno consapevolmente pensando che la libertà andasse se necessario sacrificata. Alle più fortunate di noi hanno insegnato a essere libere, le meno fortunate lo hanno imparato da sole, imparando a riconoscere gli stereotipi che hanno introiettato loro malgrado, a ucciderle l'archetipo in cui la cultura - la cultura e non la natura - avrebbe voluto ingabbiarle, quella in cui le donne stanno dove devono stare, in disparte, mentre gli uomini comandano.
Ora no, vogliamo una stanza tutta per noi, una stanza dove siamo libere, sappiamo dire no. Una stanza dove insegniamo alle nostre figlie a dire no e dove insegniamo ai nostri figli che quei no si rispettano, esercitiamo una libertà emotiva, sentimentale, fisica e sessuale, mentre ci vorrebbero ancora silenziose, ci vorrebbero ancora al nostro posto mentre loro comandano.
E invece no, stiamo scardinando il perimetro di una lingua che ci ha visto per anni ingabbiate a modello accudente, a una postura materna e votiva.
E invece no, il danno, il danno che ci hanno prodotto gli abusi che abbiamo subito è irriparabile, ma la lingua no, la lingua è irriparabile e sarà la nostra prima e ultima forma di giustizia.
Cominciamo a capovolgere il lessico per demolire la violenza contro le donne, come ha fatto Giselle Pelicot: non siamo noi che dobbiamo vergognarci, la vergogna deve cambiare lato perché ci vogliamo tutte vive.”


Purtroppo, da sempre, la donna è ritenuta un essere inferiore, anche dalla chiesa; l'uomo, invece, è il paladino..., anche quando non difende una causa nobile... perchè lui è il combattente, l'eroe... E' in questa distorta concezione ideologica che si perpetrano i delitti. E non sarà facile modificare queste errate concezioni arcaiche e immotivate, che ritengo anche razziste! Non si può pretendere che la donna, perchè riceva rispetto, debba somigliare ad un uomo... penso che sia meglio il contrario, vivremmo molto meglio se l'uomo smettesse di essere un maschio e diventasse, invece, un UOMO! L'uomo forte che protegge i suoi cari senza alcuna coercizione!
cetta

domenica 19 novembre 2023

Mi sono fidata di te. - Rino Ingarozza

 

Ho creduto al tuo amore.
Alle tue parole.
Alle tue rassicurazioni.
Ho pensato che un uomo che ama
non potesse farmi del male.
Ho pensato che avresti capito.
Ho pensato che mi avresti capito.
Ho pensato che tu fossi una brava persona.
Ho pensato e creduto che non avresti mai alzato quella mano.
Ho pensato e creduto che mi avresti rispettata.
Ho pensato e creduto che avresti pensato.
Ho pensato e creduto che mi avresti pensata.
Ho pensato e creduto che ti saresti fermato.
Ho anche tentato di fermarti, di farti capire, di farti ragionare.
Persino un animale si sarebbe fermato, vedendo il mio pianto, il mio vacillare, la mia impotenza.
Ma tu no, hai continuato.
E ancora, ancora e ancora.
Fino a fermare il mio respiro e soddisfare il tuo ansimare. Fino a placare la tua sete omicida.

https://www.facebook.com/photo/?fbid=10210863305096213&set=a.10205798293674093

sabato 9 settembre 2023

“Non esiste vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare” (Seneca).

 

Le nuove sanzioni punitive introdotte dal governo per combattere i reati di femminicidio e violenza sulle donne , a mio parere, produrranno l'effetto contrario ai desiderata.

Femminicidio:

uso più stringente del braccialetto elettronico. (che fino ad oggi è servito, pressoché, a nulla)

Se il braccialetto elettronico verrà rifiutato si passerà a misure più severe come l'obbligo di firma alle forze dell'ordine. (quindi, si può anche rifiutare...)

Stupro:

L'annunciato decreto escluderà la possibilità di concedere gli arresti domiciliari a chi è accusato di stupro. (Quindi, si potevano scegliere gli arresti domiciliari? (...Dimenticavo: tra questi c'é Apache...)

- diritto al gratuito patrocinio per chi ha subito violenza. - pagato da chi? E con quali avvocati?

- I sindaci avranno maggiori poteri di intervento e potranno 'utilizzare cittadini volontari, ovviamente non armati, per il controllo del territorio'. - (un ritorno alle ronde, che sappiamo benissimo come agivano ai tempi del fascismo?)

Sappiamoci capire, i provvedimenti vanno presi, ma con criterio, si deve far capire al maschio che non gli è concesso tutto ciò che vuole; che anche se la chiesa lo pone al centro del'Universo, lui non è l'icarnazione del Dio in terra, lo stesso Dio che, se esistesse veramente, non si comporterebbe come si comporta.
Lui, infatti, ha fatto uccidere suo figlio, (avuto come e da chi? da se stesso con l'argilla come ha fatto con Adamo?), per redimere i peccati dal mondo... Quindi, ci spinge a commette un peccato per redimere i peccati di tanti? Di tutti quei suoi figli lasciati a decidere in virtù del "libero arbitrio" che ha loro concesso? Ha creato il mondo popolato di esseri abbandonati a se stessi senza dar loro un indirizzo, un buon insegnamento? 
Può un padre commettere questo grave delitto sul figlio prediletto per cancellare i delitti di tutti gli altri suoi figli?

Un Dio, creatore dell'Universo, creatore della vita sulla terra, ha ritenuto necessario sacrificare un suo essere per perdonare i peccati dal mondo, quando, essendo il creatore del tutto avrebbe potuto farlo senza sacrificare nessuno?

Prescindendo dalla religione (che non è commisurabile alla fede come bisogno dell'uomo e, in quanto latente e non bisognevole dell'uso del vil denaro, al quale la chiesa è attaccatissima), per correggere gli errori commessi dall'uomo, in virtù del tanto decantato "libero arbitrio" (creato da menti bacate per far nascere e crescere sensi di colpa anche dove questi siano inesistenti) bisogna partire dalla logica, dal cogito, e porsi la domande: "Perchè succede tutto ciò? Dove abbiamo sbagliato?" e provvedere a correggere gli errori.

Primo fra tutti, partire dal principio che l'uomo non è Dio, anche se crede di esserlo ogni uomo sulla terra, lo stesso uomo che la sta distruggendo per dabbenaggine e per smania di potere e visibilità, creando figure come i re, gli zar, i condottieri, i mega presidenti, miliardari che rimpinguano le loro ricchezze affamando i tanti e che gareggiano a chi ce l'ha più grosso, e tanta altra roba inutile e dannosa. 
La natura, unica nostra amica e nostra dea, ci ha resi tutti uguali, ha creato l'uomo che insemina l'ovulo e decide il sesso del nascituro, la donna che accoglie il seme e lo conserva amorevolmente nel suo grembo.
La natura è più giusta, più tutrice che padrona, più amorevole che punitiva.
Le punizioni, nella maggior parte dei casi, sono contro producenti: sono l'amore, il rispetto, la solidarietà, la comprensione, la sincerità a renderci degni di definirci uomini, ed è di ciò che dobbiamo avvalerci

PS. A tutti quelli che odiano e denigrano gli omosessuali: vi siete mai chiesti come mai e perchè esistono? Pensateci... potrebbero essere il risultato di qualche cromosoma che non ha ancora deciso se essere una X una Y? 
In ogni caso è la natura che li crea e tutto ciò che crea la natura non è abominio, è un miracolo, un meraviglioso miracolo dotato di peculiarità di cui noi, da comuni esseri viventi, non siamo dotati; sono migliori di noi, ne ho conosciuti alcuni e vi assicuro che hanno una sensibilità che manca a noi poveri individui in cerca d'autore.
Infine, gli angeli non hanno sesso, riflettete.

Rifletteteci e, se volete, datemi una risposta esauriente e comincerò a prendervi in considerazione...

cetta.

Foto fornita gentilmente da: Bashta | Dreamstime.com.

venerdì 10 settembre 2021

Donna uccisa a colpi arma da fuoco, l'assassino in fuga.

 


Il fatto a a Noventa Vicentina, nel parcheggio di un'azienda.

Una donna è stata uccisa stamane a colpi d'arma da fuoco a Noventa Vicentina. Autore del delitto un uomo , italiano., con il quale la vittima, di origini straniere, si trovava nel parcheggio di un'azienda.

Dopo averla uccisa, l'uomo è fuggito in auto facendo perdere le tracce, ed è attualmente ricercato dai carabinieri, con il supporto della polizia, in tutta la provincia vicentina e lungo la rete autostradale. Non si conoscono al momento le motivazioni alla base del delitto. 

ANSA

Succede ogni giorno, ormai.
Le religioni, tutte, compresa la cattolica, ostentano la superiorità dell'uomo sulla donna, riducendo quest'ultima alla stregua di un oggetto da utilizzare a piacimento e, se trasgredisce, la si condanna a morte.
D'altronde, secondo quanto citato nelle Sacre Scritture, fu Eva a commettere il peccato originale, Adamo, mentre lo commetteva con Eva, aveva la faccia girata dall'altra parte, non partecipava volontariamente all'atto, quindi, fu riconosciuto innocente.
Insieme, Adamo l'innocente ed Eva la peccatrice, una volta cacciati dall'Eden, sempre per colpa di Eva, ebbero dei figli, non è detto sapere quanti, ma il Vangelo, scritto dagli uomini/maschi, riporta i nomi di due di questi, Caino e Abele. Caino, primogenito dei due, quindi figlio del peccato di Eva, pur essendo maschietto e, pertanto, innocente, non avendo donne a disposizione, uccise il fratello Abele. Poichè i figli ereditano i geni dei genitori, si arrivò alla determinazione che Caino li avesse ereditati dalla peccatrice, quindi divenne il male, Abele, mansueto ed innocente, ereditando i geni dall'innocente Adamo, divenne il bene.
La domanda che sorge spontanea è: come mai l'uomo attuale ha ereditato i geni della peccatrice Eva che generò Caino, e non quelli dell'innocente Adamo, padre non putativo di Abele?
cetta.

mercoledì 17 marzo 2021

Londra, scontri con la polizia alla veglia per la morte di Sarah Everard. Ministro Interno: “Immagini scioccanti, serve indagine”

 

Il femminicidio della 33enne ha profondamente scosso la Gran Bretagna: accusato del rapimento e dell'omicidio è l'agente di Scotland Yard Wayne Couzens. Alla veglia, che era stata vietata perché violava le norme anti-Covid, la polizia ha agito con violenza verso i manifestanti, tra i quali molte donne. Quattro gli arresti.

Sarah Everard, 33 anni, era scomparsa mentre rincasava a piedi verso la sua casa di Brixton la sera del 3 marzo ed è stata ritrovata morta mercoledì 10 marzo a Ashford, nel Kent, a circa 78 chilometri dall’ultimo luogo nel quale era stata vista. Ad essere formalmente accusato per il suo rapimento ed omicidio è l’agente di Scotland Yard – cioè della polizia di Londra – Wayne Couzens che ieri, in una breve udienza davanti ai giudici del Westminster Magistratès Court, è apparso con l’aria avvilita e testa bassa, in una tuta di felpa grigia e con un’evidente ecchimosi sulla fronte. Il caso ha scosso profondamente la Gran Bretagna, in queste ore ulteriormente scioccata da quanto accaduto ieri sera alla veglia per Sarah nel quartiere londinese di Clapham Common: un centinaio di persone si sono radunate per ricordarla a lume di candela, ma si sono verificate tensioni con la polizia visto che l’evento era stato vietato a causa delle norme anti-covid.

I video e le foto pubblicati sui social media mostrano gli agenti che trattengono e ammanettano alcuni partecipanti al raduno. Il ministro dell’Interno britannico Priti Patel ha dunque chiesto alla polizia di Londra “un’indagine approfondita” su ciò che è successo, definendo “scioccanti” le immagini diffuse sui social media che mostrano la polizia agire con violenza verso i manifestanti, tra i quali molte donne. Il sindaco di Londra, Sadiq Khan, ha parlato di scene “inaccettabili” e ha chiesto al capo della Metropolitan PoliceCressida Dick, “una spiegazione urgente”. La polizia ha confermato stamani l’arresto di quattro persone.

Si alzano critiche anche dal fronte dei Labour, dove il leader del partito Keir Starmer ha definito le scene a Clapham “profondamente inquietanti. Condivido la rabbia e il nervosismo per il modo in cui la situazione è stata gestita. Non è un buon metodo per mantenere l’ordine”, ha aggiunto. In giornata, la moglie del principe WilliamKate, si era recata a Clapham, per rendere omaggio alla giovane, così come anche Boris Johnson e la compagna Carrie Symonds.

Il caso di Sarah Everard – Ha scatenato un’ondata di indignazione in tutto il Regno Unito, dove da tempo ferve un dibattito su come contrastare l’incremento dei femminicidi, al quale si è aggiunto lo shock quando il cerchio si è stretto attorno a un uomo di Scotland Yard. Shock aggravato dalla polemica che ribolle sulla leggerezza con cui la polizia londinese avrebbe gestito il caso dell’agente, denunciato due volte per atti osceni in luogo pubblico e mai sanzionato né messo in questione, visto il suo ruolo in servizio di vigilanza presso le ambasciate. La vicenda è iniziata la sera del 3 marzo quando, lasciando la casa di amici a Clapham, Sarah Everard decide di fare a piedi i 50 minuti di strada fino alla sua abitazione nel sud di Londra. Una breve conversazione al cellulare alle 21.30 con il compagno, poi più nulla. A denunciarne la scomparsa alla polizia è stato quest’ultimo, il giorno dopo.

Nello stesso momento in cui Sarah s’incamminava per non tornare mai più a casa, non lontano, Couzens smontava dopo un turno di guardia all’ambasciata americana. Nessun elemento avrebbe legato le due persone se non fosse stato per una serie di immagini catturate da varie telecamera di sicurezza montante agli angoli delle strade, sui citofoni di case e sugli autobus, che hanno mostrato l’auto di Couzens in prossimità di dove la ragazza aveva dato segni di vita l’ultima volta. L’auto è stata seguita, telecamera dopo telecamera, fino al paesino del Kent dove abita l’agente, entrato nella Metropolitan Police nel 2018.

Nei giorni immediatamente successivi alla scomparsa di Sarah, i colleghi di Couzens hanno riferito di aver notato in lui segni di stress. Poi, martedì scorso, è scattato l’arresto. Da solo in cella, in 48 ore l’uomo è stato medicato per due volte per ferite alla fronte, probabilmente provocate battendo la testa contro il muro. Il giorno dopo, una settimana dopo la scomparsa, è stato rinvenuto il cadavere della 33enne in un bosco a poca distanza dalla casa dell’agente ad Ashford, nel Kent, avvolto in un sacco in plastica per calcinacci e riconosciuto solo dalle protesi dentarie. L’autopsia è stata eseguita, ha riferito in aula Zoe Martin, che però non ha rivelato la causa della morte.

Mentre Couzens il 13 marzo compariva in aula, Scotland Yard aveva vietato una veglia di solidarietà per Sarah e per tutte le vittime di femminicidio sul luogo in cui era scomparsa la 33enne, nel parco di Clapham Common: “Non ci fa certo piacere che questo evento sia cancellato, ma è la cosa giusta da fare vista la minaccia reale e presente del Covid-19″. In alternativa alla veglia, intitolata ‘Reclaim these Streets’ (Riprendiamoci le strade), gli organizzatori avevano chiesto di accendere candele in memoria di Sarah alle 21.30, ora della scomparsa, e di fare donazioni alla campagna contro la violenza di genere.



giovedì 10 dicembre 2020

Uccise la moglie, assolto: “Delirio di gelosia”. Il pm voleva l’ergastolo: “Messaggio grave”. - Urbano Croce

 

Assolto perché in preda a delirio di gelosia. E quindi incapace di intendere e di volere quando ha impugnato un mattarello da cucina e per tre volte ha colpito in testa la moglie che dormiva a letto, accoltellandola poi alla gola e accanendosi infine su altre parti del corpo, con la stessa lama lasciata vicino al cadavere. Parla di “caso unico di assoluzione per gelosia dall’accusa omicidio” la giovane pm di Brescia, Claudia Passalacqua, che aveva chiesto l’ergastolo per Antonio Gozzini, l’80enne docente in pensione, assassino un anno fa della moglie Cristiana Maioli, di 16 anni più giovane.

Sulla base di una doppia consulenza psichiatrica, firmata dal perito di parte e da quello della difesa, la Corte d’assise ha pronunciato una sentenza di assoluzione, “per totale vizio di mente” disponendo il trasferimento dell’imputato in una residenza per l’esecuzione delle misure di sicurezza. Temeva che la moglie lo tradisse. “Convinzioni che si erano riattivate bruscamente in forma di un vero e proprio delirio di gelosia”, scrive il consulente della Procura, Sergio Luca Monchieri, inquadrando “il disturbo delirante” che è stato determinante per escludere totalmente la capacità di intendere e volere e quindi portare all’assoluzione. “Sentenza giusta visto quanto emerso durante il dibattimento. Parliamo di un uomo malato”, ha commentato l’avvocato Jacopo Barzellotti, legale del docente in pensione che da anni soffriva di depressione. Per la Procura invece Gozzini era da condannare al fine pena mai perché “era lucido, ha agito per vendetta nei confronti della moglie che voleva farlo ricoverare a causa della depressione e in tutto questo tempo non ha mai chiesto scusa ”. L’anziano aveva vegliato il cadavere della moglie per oltre 24 ore, avendola, come da sua confessione, ammazzata tra mercoledì 3 e giovedì 4 ottobre, salvo lanciare l’allarme solo il venerdì dopo con una telefonata alla donna di servizio. “Non c’era un motivo particolare per cui ho deciso di uccidere mia moglie. So solo che stavo malissimo: in depressione possono succedere queste cose”, aveva detto l’uomo alla polizia giudiziaria.

Per il pubblico ministero, che ha già annunciato ricorso in appello, “è pericoloso far passare il messaggio che in quel momento, quando ha ucciso la moglie, non era capace di intendere e volere perché geloso”. E le polemiche non mancano. “Ci sembra che con questa sentenza la gelosia e la depressione diventino condizioni legali per compiere impunemente un femminicidio”, commenta la presidente della Rete D.i.Re Antonella Veltri. “Una sentenza che dice in sostanza che se si è depressi e gelosi si possono anche ammazzare le proprie compagne”.

https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2020/12/10/uccise-la-moglie-assolto-delirio-di-gelosia-il-pm-voleva-lergastolo-messaggio-grave/6031979/

Capisco se non gli si dia il carcere duro, ma l'assoluzione non è accettabile! Ha assassinato la moglie con estrema veemenza e non ci sono scusanti che possano giustificare un'assoluzione.
Oltretutto, l'assoluzione, nel caso in questione, è un pessimo precedente per eventuali simili casi futuri...
Incomprensibile!
c.

giovedì 18 luglio 2019

Codice Rosso è legge, cosa prevede.

Codice Rosso è legge, cosa prevede

Via libera definitivo alla cosidetto Codice Rosso, il ddl che dispone le misure per tutelare le vittime di violenza domestica e di genere. Il provvedimento ha ottenuto 197 voti a favore, 47 astensioni e nessun voto contrario. A favore hanno votato M5S, Lega, Fi, Fdi e Gruppo delle Autonomie. Pd e Leu si sono astenuti.

"Oggi il Codice Rosso, fortemente voluto da questo Governo, è legge dello Stato" scrive il premier Giuseppe Conte su Facebook. "Uno strumento pensato per aiutare le tante donne che quotidianamente sono minacciate, perseguitate, stalkerizzate, sottoposte a violenze fisiche o psicologiche da ex compagni o mariti, talvolta semplicemente da conoscenti". "I dati parlano di una vittima ogni 72 ore e ci restituiscono l'immagine di un Paese nel quale, evidentemente, il problema della violenza contro le donne è prima di tutto culturale. Ed è lì che bisogna intervenire, a fondo e con convinzione, per cambiare davvero le cose. Grazie anche al supporto fondamentale delle associazioni che da anni si impegnano per combattere contro la violenza di genere, abbiamo studiato e messo a punto ogni strumento che consentirà di offrire a chi chiede aiuto una rete efficace di protezione che si attiverà da subito", aggiunge Conte. "Il Codice Rosso, a cui hanno lavorato i ministri Giulia Bongiorno e Alfonso Bonafede, che ringrazio, è un modo per non far sentire queste donne sole e indifese. Non è la soluzione definitiva, e ne siamo consapevoli. Ma è un primo importante passo, che mi rende orgoglioso, nella direzione della rivoluzione culturale di cui il nostro Paese ha fortemente bisogno".
Procedimenti penali più veloci per prevenire e combattere la violenza di genere. Il Codice Rosso, definitivamente approvato dal Senato, non punta solo su un generalizzato inasprimento delle pene per combattere il dilagare di violenze, maltrattamenti e femminicidi, ma agisce sul 'fattore tempo' come elemento determinante per scongiurare l'esito irreparabile che, ormai con cadenza quotidiana, viene riportato dalle cronache. La maggioranza sbandiera il risultato raggiunto a palazzo Madama, mentre l'opposizione ne contesta gli effetti positivi annunciati, perché è una legge a costo zero e non stanzia risorse.
Il disegno di legge si compone di 21 articoli che, come fa notare una relazione del Servizio Studi del Senato, "individuano un catalogo di reati attraverso i quali si esercita la violenza domestica e di genere e, in relazione a queste fattispecie, interviene sul codice di procedura penale al fine di velocizzare l'instaurazione del procedimento penale e, conseguentemente, accelerare l'eventuale adozione di provvedimenti di protezione delle vittime". Il provvedimento incide sul codice penale per inasprire le pene per alcuni dei citati delitti, per rimodulare alcune aggravanti e per introdurre nuove fattispecie di reato.

VELOCIZZAZIONE DELLE INDAGINI E DEI PROCEDIMENTI GIUDIZIARI - Gli articoli da 1 a 3 del ddl intervengono sul codice penale prevedendo, a fronte di notizie di reato sui delitti di violenza domestica e di genere che la polizia giudiziaria, acquisita la notizia di reato, riferisca immediatamente al pubblico ministero, anche in forma orale. Alla comunicazione orale seguirà senza ritardo quella scritta. Il pubblico ministero, entro 3 giorni dall'iscrizione della notizia di reato, assume informazioni dalla persona offesa o da chi ha denunciato i fatti di reato e nel caso scattano le indagini di polizia giudiziaria.

DIVIETO DI AVVICINAMENTO RAFFORZATO - Le norme in vigore che disciplinano il reato di violazione dei provvedimenti di allontanamento dalla casa familiare e del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa, vengono rafforzate e punite con la reclusione da sei mesi a tre anni per chiunque violi gli obblighi o i divieti previsti dall'autorità giudiziaria.

PUNITO IL MATRIMONIO FORZATO - Una delle innovazioni introdotte dal Codice Rosso è l'articolo che punisce, con la reclusione da uno a 5 anni, il delitto di costrizione o induzione al matrimonio che colpisce chi "con violenza o minaccia costringe una persona a contrarre vincolo di natura personale o un'unione civile", approfittando delle condizioni di vulnerabilità o di inferiorità psichica o di necessità di una persona. La disposizione, vista la dimensione ultranazionale del fenomeno da colpire, stabilisce che il reato sia punito anche quando il fatto è commesso all'estero da cittadino italiano o da straniero residente in Italia.

PENE AGGRAVATE IN CASO DI MATRIMONIO FORZATO DI MINORI - Il nuovo articolo contiene le circostanze aggravanti del reato di matrimonio forzato: la pena è aumentata se i fatti sono commessi ai danni di un minore di 18 anni é aumentata da 2 a 7 anni se viene colpito un minore sotto i 14. Si vogliono così contrastare, in attesa di una legge organica, il fenomeno delle spose-bambine e dei matrimoni precoci e forzati.

PIU' RISORSE PER ORFANI DEL FEMMINICIDIO - Sul fronte delle risorse, la legge recepisce il finanziamento di 7 mln a partire dal 2020, già previsto nella Legge di Bilancio.

MALTRATTAMENTI E ATTI PERSECUTORI - L'articolo 9 interviene sui delitti di maltrattamenti contro familiari e conviventi e di atti persecutori, elevando la pena minima a 3 anni, fino a una massima di sette; se dal fatto deriva una lesione personale grave, si applica la reclusione da 4 a 9 anni; con una lesione gravissima, la reclusione da 7 a 15 anni. I caso di morte la morte, la reclusione raddoppia da 12 a 24 anni. La fattispecie viene ulteriormente aggravata quando il delitto di maltrattamenti è commesso in presenza o in danno di minore, di donna in stato di gravidanza o di persona con disabilità.

REVENGE PORN, PUNITO ANCHE CHI CONDIVIDE IMMAGINI - La lotta al revenge porn è un altro aspetto innovativo della legge, che punisce chi realizza e diffonde immagini o video privati, sessualmente espliciti, senza il consenso delle persone rappresentate per danneggiarle a scopo di vendetta o di rivalsa personale. Punito anche chi 'condivide' le immagini on line. Il reato viene punito con la reclusione da uno a sei anni e con la multa da euro 5.000 a euro 15.000 e prevede una serie di aggravanti nel caso, a esempio, se il reato di pubblicazione illecita è commesso dal coniuge, anche separato o divorziato o da una persona che è o è stata legata da relazione affettiva alla persona offesa.

ERGASTOLO PER OMICIDIO AGGRAVATO - L'articolo 11 modifica il codice penale intervenendo sull'omicidio aggravato dalle relazioni personali, di cui all'art. 577 c.p., per estendere il campo d'applicazione delle aggravanti consentendo l'applicazione dell'ergastolo anche in caso di relazione affettiva senza stabile convivenza o di stabile convivenza non connotata da relazione affettiva.

DA 8 A 14 ANNI DI CARCERE - A chi causa lesioni permanenti personali gravissime, come la deformazione o lo sfregio permanente del viso. La cronaca riporta ormai decine di casi di donne rimaste irreparabilmente offese per essere state colpite al volto dall'acido corrosivo lanciato da uomini che non si erano rassegnati all'interruzione del matrimonio o di una relazione sentimentale.

VIOLENZA SESSUALE, FINO A 24 ANNI DI RECLUSIONE - L'articolo 13 inasprisce le pene per i delitti di violenza sessuale che, in caso di violenza su un minore di dieci anni, parte de un minimo di 12 fino a un massimo di 24 anni di reclusione.

TRATTAMENTO PSICOLOGICO PER CONDANNATI PER REATI SESSUALI - E' prevista la possibilità per i condannati per delitti sessuali in danno di minori, di sottoporsi a un trattamento psicologico con finalità di recupero e di sostegno, suscettibile di valutazione ai fini della concessione dei benefici penitenziari.

FORMAZIONE SPECIFICA PER POLIZIA E CARABINIERI - La legge stabilisce l'attivazione di specifici corsi di formazione per il personale della Polizia di Stato, dell'Arma dei Carabinieri e della Polizia penitenziaria "in relazione alla prevenzione e al perseguimento dei reati di violenza domestica e di genere".

IL TALLONE D'ACHILLE - Secondo l'opposizione la legge non avrà gli effetti positivi auspicati da governo e maggioranza: la clausola di invarianza finanziaria, a fronte dei diversi impegni contenuti nel Codice Rosso, rimarranno 'lettera morta' per l'assenza di risorse hanno dichiarato i diversi rappresentanti dell'opposizione intervenuti in aula. "Abbiamo valutato con attenzione, non solo a livello politico ma anche a livello tecnico - ha obiettato il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede - l'invarianza finanziaria prevista dal provvedimento e in questo caso abbiamo fatto tutte le valutazioni che erano necessarie".

venerdì 8 marzo 2019

Sicilia, 8 Marzo macchiato di sangue: massacrata di botte dal fidanzato per un post.

https://www.tp24.it/immagini_articoli/08-03-2019/1552026319-0-sicilia-marzo-macchiato-sangue-massacrata-botte-fidanzato-post.jpg

"Non permettere a nessuno di spegnere il suo sorriso". Per questo post una giovane di 30 anni è stata uccisa dal suo fidanzato. Massacrata di botte. 
Alessandra aveva 28 anni e amava la cucina. Viveva con Christian, 26 anni, in un piccolo appartamento in una borgata di Messina, Santa Lucia Sopra Contesse. I genitori di Alessandra abitano nello stesso edificio, al piano di sotto, ma non hanno sentito né le urla dell’ennesima lite scoppiata tra i due fidanzati, né le grida della ragazza, colpita più volte alla testa, sbattuta a terra fino a morire. A scoprire il delitto è stato il padre della giovane vittima. Con la moglie avevano più volte provato a chiamarla e, non avendo avuto risposta, si erano allarmati. Così ha deciso di salire in casa per capire cosa fosse accaduto. Entrato da una finestra rimasta aperta, ha trovato Alessandra sul letto in una pozza di sangue. Era morta probabilmente da qualche ora. Il viso tumefatto, il corpo pieno di lividi. Segni inequivocabili di una violenza bestiale. I sospetti degli inquirenti - le indagini sono state coordinate dal procuratore di Messina Maurizio De Lucia - sono caduti presto sul fidanzato. Le cose nella coppia non andavano più bene. Christian era geloso di un ex ragazzo della vittima e temeva che i due si fossero riavvicinati. Era diventato ossessivo, lei aveva deciso di lasciarlo.
Ieri sera l’ultima discussione. Christian ha perso la testa e l'ha massacrata di botte. Poi si è allontanato. Interrogato dalla polizia, ha prima negato. Poi è crollato e ha confessato l’omicidio, raccontando agli investigatori di aver agito in preda a un raptus di gelosia. La Procura l’ha fermato in serata.
«Non c'era stato mai nessun segnale e per questo non è stato possibile evitare questo gesto fatto eclatante» ha spiegato questa sera in una conferenza stampa, nella Questura di Messina, il Procuratore aggiunto Giovannella Scaminaci. «Gli strumenti oggi ci sono per prevenire questi fatti - aggiunge - ma non c'era mai stata una denuncia. Mi auguro che chiunque in futuro sia vittima di questo tipo di episodi li denunci». Il pm Marco Accolla titolare dell’inchiesta presente alla conferenza stampa osserva: «quanto è avvenuto è molto grave. A prescindere da quello che l’indagato ha dichiarato abbiamo continuato l’interrogatorio fino a quando ha ammesso le sue responsabilitá. La relazione inizia meno di un anno fa. Convivevano da maggio del 2018 spesso litigavano e interrompevano relazione ma si continuavano a frequentare. Ultimamente non dormiva a casa della ragazza. L’omicidio è avvenuto in tarda serata. Inizialmente ha tentato di allontanare da se ogni sospetto. Ha mandato una sms dal telefono della ragazza al padre di lei chiedendo aiuto. Nel messaggio dava la colpa all’ex ragazzo della giovane dicendo che era presente in casa e che le impediva di aprire la porta. Dopo alcune verifiche è emerso che l’ex fidanzato non c'entrava nulla e Ioppolo ha confessato. Il movente è la gelosia e le condizioni economiche molto difficili».

Ennesimo massacro il cui motivo non è, come vorrebbero far credere, la gelosia, ma la presunzione di possedere la donna come un bene del quale usufruire a piacimento. L'uomo difficilmente ama altri che non siano se stesso.
Il suo ego gli impedisce di amare, perché vuole sentirsi libero di volare di fiore in fiore pur continuando ad usufruire della stabilità del focolare domestico dove il suo "bene acquisito" gli garantisce una continuità, della quale non riuscirebbe a fare a meno; fermo restando, però, che questo bene-acquisito, essendo assurto all'onorifico ruolo di mamma-adottiva, non può permettersi la libertà di mollarlo, mettendolo in difficoltà anche nei confronti di parenti ed amici, per cui, durante una "tempesta emotiva", può capitargli di mettere in mostra .....il mostro che è!
bycetta.

venerdì 22 febbraio 2019

Raptus omicida, uccide moglie a coltellate.

Raptus omicida, uccide moglie a coltellate

Uxoricidio in piena notte a Marghera (Venezia). Alle 3.25 della scorsa notte le forze dell'ordine si sono recate in piazza Mercato, in seguito alla chiamata di un uomo che affermava di aver ucciso la propria moglie in preda ad un raptus. Le parole dell'uomo sarebbero state: "Ho fatto una cavolata". Una volta giunti sul posto, gli agenti si sono trovati davanti una scena agghiacciante. La donna, che era ancora viva, era stata colpita con un vistoso taglio alla gola e da più ferite al torace.


L'uomo, che non era fuggito, aveva atteso l'arrivo dei poliziotti ed è stato subito identificato. Si tratta di un 43enne di Venezia arrestato per omicidio. Al momento sono in corso le indagini degli investigatori della squadra mobile e i rilievi degli specialisti della polizia scientifica, allo scopo di raccogliere ogni utile fonte di prova per risalire alla dinamica e alla causa dei fatti. A quanto pare, secondo le indicazioni fornite dai vicini, quella della scorsa notte sarebbe stata l'ennesima lite in un rapporto fra i due che negli ultimi giorni si era fatto sempre più difficile.


Non bastano le leggi a fermare la mano violenta dell'uomo, che la tradizione ha posto in una posizione di supremazia rispetto alla donna, è necessario, pertanto, rieducarlo al rispetto di colei che, con la gravidanza, durante la quale cresce e sviluppa nel grembo il nuovo essere umano, dimostra di essere l'unica e vera custode della vita sulla terra.