Le Phoenix Towers, i grattacieli cinesi a energia rinnovabile
I massicci investimenti cinesi nei settori dei pannelli solari e dei parchi eolici stanno riuscendo a contrastare, a livello globale, gli effetti del crollo del prezzo del petrolio che induce “naturalmente” ad aumentarne i consumi facendo impennare le emissioni di CO2.
Nel 2014, gli investimenti in energia pulita sono cresciuti nel mondo del 16%, toccando quota 310 miliardi di dollari. Lo rivelano i dati pubblicati oggi da “Bloomberg New Energy Finance”, secondo i quali quello dell’anno scorso è stato il primo aumento della spesa in green energy dal 2011.
Il +16% è stato sostenuto soprattutto dalla crescita degli investimenti in energia solare, eolica, biocarburanti e altre tecnologie a bassa emissione di carbonio.
E, secondo Bloomberg, la Cina – tra i grandi mercati di energie rinnovabili – è stato quello che ha fornito il contributo più sostanzioso, aumentando i suoi investimenti del 32% e portandoli a 89,5 miliardi di dollari. In particolare la Repubblica popolare è diventata il principale mercato per quanto riguarda l’energia solare, e uno dei principali per quella eolica, grazie al sostegno statale alle aziende che hanno scelto di diversificare le proprie fonti energetiche.