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mercoledì 29 gennaio 2025

"Il mito della Caverna" di Platone".

 

SAPEVI CHE IL MITO DELLA CAVERNA DI PLATONE RIVELA LA NATURA DELLA NOSTRA REALTÀ?

Allegoria che sfida la nostra percezione del mondo
Nel libro VII de "La Repubblica",
(Platone presenta una delle allegorie più celebri e profonde della filosofia occidentale) il Mito della Caverna. Questo racconto non è solo una narrazione affascinante, ma anche uno strumento potente per comprendere la teoria della conoscenza e la percezione della realtà, concetti centrali nel pensiero platonico.
Immaginate una caverna oscura dove un gruppo di prigionieri è incatenato fin dalla nascita. Questi prigionieri sono immobilizzati in modo tale che possono guardare solo verso una parete di fronte a loro. Dietro i prigionieri, c'è un fuoco e, tra il fuoco e i prigionieri, c'è un sentiero rialzato. Su questo sentiero passano persone che portano oggetti e figure di varie forme, proiettando ombre sulla parete che i prigionieri possono vedere. Per questi prigionieri, quelle ombre sono l'unica realtà che conoscono.
Le ombre nella caverna simboleggiano l'ignoranza e la percezione limitata di coloro che non hanno raggiunto la conoscenza vera. Rappresentano una realtà distorta e superficiale, una metafora di come le apparenze e le percezioni possano ingannare la nostra comprensione della vera natura delle cose.
Il mito prende una svolta significativa quando uno dei prigionieri viene liberato. All'inizio, questo prigioniero prova un dolore acuto e una confusione intensa nel venire esposto alla luce del fuoco e, infine, al sole del mondo esterno. La luce è accecante, e il prigioniero lotta per comprendere questa nuova realtà. A poco a poco, i suoi occhi si abituano, e inizia a vedere il mondo così com'è: colori, forme, la vastità del cielo e lo splendore del sole. Questo processo simboleggia il cammino verso la conoscenza e l'illuminazione intellettuale, un viaggio arduo e doloroso, ma profondamente trasformativo.
Il prigioniero liberato si rende conto che le ombre nella caverna non sono la realtà, ma semplici illusioni. Nel suo desiderio di condividere questa rivelazione, torna nella caverna per liberare gli altri. Tuttavia, al suo ritorno, trova resistenza e viene frainteso da coloro che sono ancora incatenati. Per loro, le ombre restano l'unica realtà valida, e l'idea di una realtà diversa è inconcepibile e minacciosa. Questo ritorno sottolinea la difficoltà di trasmettere e accettare la verità in un mondo abituato alle illusioni, un riflesso della resistenza umana al cambiamento e all'accettazione di nuove verità.
Il Mito della Caverna, quindi, non illustra solo la teoria epistemologica di Platone, ma anche la sua visione sull'educazione e il ruolo del filosofo nella società. Il filosofo, come il prigioniero liberato, ha la responsabilità di guidare gli altri verso la luce della conoscenza, anche se ciò comporta affrontare l'incomprensione e la resistenza.


mercoledì 25 settembre 2024

CAVERNA VORONYA, il punto più vicino al centro della Terra.

 

Uno dei sogni più desiderati da Jules Verne, descritto nel suo romanzo del 1864 "Viaggio al centro della Terra", era esplorare l'interno del nostro pianeta. Anche se la Caverna Veryovkina non ci porta a quelle profondità, ci permette di raggiungere il punto più vicino al centro della Terra attualmente conosciuto.

Con i suoi circa 2.212 metri di profondità, la Caverna Veryovkina è la grotta più profonda al mondo. Si trova nel passo tra le montagne Krepost e Zont, nella regione dell'Abkhazia, uno stato indipendente ufficialmente dichiarato parte della Georgia.

La caverna fu scoperta nel 1968 da alcuni speleologi di Krasnoyarsk, che riuscirono a raggiungere una profondità di 115 metri. Nel 1986, un nuovo gruppo di Mosca, guidato da Oleg Parfenov, raggiunse la notevole profondità di 440 metri.

Dal 2015, una serie di nuove spedizioni del gruppo Perovo-Speleo ha stabilito che la grotta era ancora più profonda, superando ripetutamente nuovi record fino a raggiungere 2.212 metri a marzo 2018 e registrando un sistema di tunnel sotterranei di oltre 6.000 metri.

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