mercoledì 16 maggio 2012

PARTITI POLITICI O ORGANIZZAZIONI MALAVITOSE?

 
Questi politici, che osano lamentarsi quando la popolazione manifesta la sua rabbia contro di loro, quando li paragona alle associazioni malavitose. E mentre loro protestano a noi viene da chiederci: scusate,ma dov’è la differenza?
Cosa fanno per distinguersi? Cosa hanno fatto quando, di seicentotrenta deputati solo 20 erano presenti in aula, per discutere i tagli al finanziamento pubblico dei partiti? Seicento dieci di questi signori erano assenti!
Questi signori sono gli stessi che quando dovevano giurare il falso, affermando che Ruby era la nipote di Mubarak erano tutti presenti, tutti pronti a sputare sulla faccia degli italiani, e sulla loro credibilità, per salvare il capo banda dalla galera. Erano tutti presenti, quando si doveva impedire alla giustizia di fare giustizia, consentendo l’arresto di chi tra loro era indagato e osano definirsi “diversi” dalle organizzazioni malavitose? Forse proteggere i ladri significa essere diversi? Oppure favorire il ladrocinio e lo sperpero del denaro pubblico, affidando appalti a disonesti in cambio di mazzette, significa fare il bene dello stato? E’ un bene per la popolazione, quando si fanno pagare le opere pubbliche dieci volte di più per spartirsi i miliardi insieme ai mafiosi?
Questi luridi ceffi, ai quali uno stipendio di mille euro sarebbe troppo, in quanto un lavoratore per poter percepire mille euro, deve lavorare otto ore al giorno, mentre questi nulla facenti usufruiscono di stipendi da lotteria. Stipendi rubati dalle tasche della popolazione! E’ un furto pretendere lo stipendio senza averlo guadagnato e oltretutto di quelle proporzioni, quando sono assenteisti per allergia al lavoro!
Questi signori che definiscono “antipolitica” chi condanna questo disonesto modo di concepire la politica, sono per davvero senza vergogna. Accusano la popolazione di voler affossare i partiti che, secondo loro, sono la base per una democrazia. Che idiozia! Non vogliono ammettere che non è la popolazione a condannare a morte i partiti, ma essi stessi! Sono loro ad aver trasformato i partiti in cosche. Sono loro, con l’insaziabile sete di potere e l’oscena avidità, a gettare così in basso i partiti. Sono loro ad aver ucciso i partiti per trasformarli in associazioni per delinquere e dovrebbero fare soltanto mea culpa.
A questo punto sarebbe sacrosanto scioglierli tutti i partiti e proibirne la rinascita. Andrebbero messi fuori legge. Questa gente andrebbe cacciata a calci dal nostro Parlamento, se persino in un momento come questo, in cui gli italiani non sanno come fare per sfamarsi, in cui la gente si suicida per la disperazione, essi non sono capaci neppure di rinunciare all’equivalente di un pacchetto di sigarette. In quale altro modo si può definire questa classe politica che dopo aver portato il paese alla rovina, continua ad ingozzarsi sfruttando una popolazione agonizzante?



http://mariapiacaporuscio.wordpress.com/2012/05/16/1600/#comment-870

1 commento:

  1. Diciamo che vanno di pari passo e che fanno parte dello stesso ingranaggio.

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