martedì 19 giugno 2012

Cambiare mentalità per cambiare il Paese. - Fabio Nacchio


Paul Gauguin (Where Do We Come From? What Are We? Where Are We Going?)
Il Welfare? Una fastidiosa forma di assistenzialismo pubblico; I diritti civili, la sessualità, la diversità? Materia per qualche aristocratico prestato alla politica (e magari pure gay); L’ambiente? Roba per quei fanatici ecologisti… E’ così che, più o meno, ragiona l’italiano medio, compreso il politico. C’è un egoismo, un disprezzo per il bene comune, una perdità di valori così forte ed evidente che la politica ha il dovere di colmare. Come? Non solo a colpi di legge, ma anche e soprattutto favorendo una diffusione di valori positivi, valori comuni, valori moderni e di una cultura europea che chi governa in questo Paese conosce solo e soltanto per i sacrifici imposti dalla BCE e dal cieco governo della Merkel.
Prendete il reddito minimo garantito: l’UE ci chiede di introdurlo nel nostro sistema di welfare dal 1991. Eppure nessun governo, fino ad adesso, ha provveduto ad introdurlo. Perchè? Perchè i governi che si sono succeduti vedono in quello che sarebbe uno strumento utile a ridurre il disagio sociale, una misura di “assistenzialismo statale” che indurrebbe i giovani a non cercarsi più un lavoro per campare sulle spalle dello Stato. Una concezione del welfare, dunque, che nulla ha a che vedere con l’Europa, dove una misura del genere esiste ovunque ed è collegata a misure per l’occupazione che servono a limitare l’uso di certi strumenti. Vedete? Anche qui c’è una mentalità perversa: si dà per scontato che i giovani italiani non abbiano voglia di lavorare, per farsi mantenere ora da mammà e papà, e ora dallo Stato. Non c’è fiducia, non c’è rispetto da parte dei giovernanti per coloro che vivono situazioni fortemente disagiate.
Parliamo sempre di disagio quando parliamo di “diversità”, “sessualità” e diritti civili. Tre temi collegati tra di loro. In questo Paese abbiamo questi tre grossi problemi: la sessualità, il sesso è ancora un tabù. I rapporti sessuali, benchè naturali e diffusi in ogni ordine e grado della società italiana, sono visti come un argomento di cui non parlare, un argomento da nascondere, disinnescare per vergogna, ignoranza, paura ingiustificata. Perchè non c’è niente di più naturale della sessualità e dei rapporti sessuali vissuti in libertà e consapevolezza. Ecco che, quindi, questi due temi si scontrano con la necessità di regolarizzare forme di convivenza familiare. Guai a parlare di convivenze di fatto. Ancora più guai se si parla di matrimonio gay e adozioni per le coppie omosessuali. C’è una ignoranza spaventosa su questi temi. E se è vero che leggi contro l’omofobia, leggi per regolarizzare le convivenze, leggi per i matrimoni e le adozioni gay sono sempre più necessarie, è anche vero che non possiamo procedere solo sul lato legislativo, dimenticando quello culturale. Perchè procedendo a colpi di legge, progrediremmo sicuramente a livello democratico, ma non a livello culturale, non progrediremmo culturalmente, come Paese, avvicinandoci all’Europa.
E cosa dire dei beni comuni, partendo dall’ambiente? Vivo nel modenese e il terremoto nella bassa pianura ha sconvolto le nostre vite. Ora si sta ripartendo (o almeno, cerchiamo di farlo) ma la gente, dopo le continue scosse, è disorientata. Non capisce il perchè. E ad ogni parola di qualche geologo che avverte della possibilità di nuove scosse, c’è panico. Sia tra la popolazione che tra gli amministratori che cercano di mantenere la calma. Ma non si può vivere così. Dobbiamo renderci conto che non viviamo su una tavola piatta dove nulla può succedere. Viviamo su un pianeta geologicamente giovanissimo, che è in cerca di una stabilità che non troverà mai. Ed ecco che, quando al suo interno (pochi km sotto terra) avvengono forti contrasti, in superficie spesso assistiamo a terremoti, eruzioni vulacaniche, liquefazione dei terreni. Benchè certi eventi portino distruzione, sono del tutto naturali. Ecco allora che dobbiamo attrezzarci per convivere in pace con il nostro meraviglioso pianeta che ci ospita. Partendo dalla messa in sicurezza degli edifici, dei terreni instabili e promuovendo una battaglia culturale contro gli abusivismi di ogni genere, che tanto hanno deturpato e deturpano i nostri territori. Insomma, bisogna rendersi conto che l’ambiente va salvaguardato non perchè così avremmo vinto una battaglia ideologica, ma perchè di mezzo c’è la nostra vita e quella di coloro che verranno dopo di noi.
Serve, quindi, per finire, assieme ad una necessaria coalizione politica, una idea di società che miri a smuovere le coscienze di questo Paese. Perchè questo Paese cambia se cambia la mentalità e la cultura di chi ci vive.

1 commento:

  1. Le belle parole scritte su un foglio di carta, se restano parole e non diventano realtà, possono servire solo ad aumentare il disagio.

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