venerdì 27 agosto 2021

Pissipissibaubau. - Marco Travaglio

 

Il 4 agosto, quando Claudio Durigon, sottosegretario leghista all’Economia, annunciò in un comizio alla presenza di Salvini che, in caso di vittoria del centrodestra a Latina, il Parco Falcone e Borsellino sarà ridedicato ad Arnaldo Mussolini, pensammo ingenuamente che quello fosse troppo persino per i Migliori. E che in poche ore il Migliore dei Migliori, SuperMario Draghi, l’avrebbe accompagnato alla porta con una dichiarazione per ricordare che nel suo governo non c’è spazio per i nostalgici del fascismo e della mafia, che Arnaldo Mussolini non era solo un fascista ma pure un tangentista, che preferirlo a Falcone e Borsellino è uno sfregio alla legalità e una captatio benevolentiae ai malavitosi che imperversano a Latina (anche nella campagna elettorale del fascioleghista). Invece non accade nulla da 22 giorni. Anzi, da Palazzo Chigi trapelano “fastidio” e “irritazione” perché M5S, Pd e varie forze di sinistra, spinti dal Fatto e dalle 160mila firme sulla nostra petizione, hanno provveduto a fare ciò che non faceva il premier: chiedere le dimissioni dell’impresentabile. Ora che Salvini e Durigon, dopo i capricci, appaiono rassegnati all’estremo sacrificio, leggiamo sul Foglio di un “lavorio di Palazzo Chigi”, che però “non apprezza le uscite tese a umiliare” Durigon.

Ma povere stelle, Draghi e Durigon: l’uno non vuole umiliare un fascista che preferisce Arnaldo Mussolini a Falcone e Borsellino; e l’altro, quello che preferisce Arnaldo Mussolini a Falcone e Borsellino, non vuole essere umiliato. Sta’ a vedere che alla fine la colpa di questo sconcio è di chi lo denuncia, cioè nostra. Due anni fa un premier, non certo dei Migliori, cacciò il sottosegretario leghista Armando Siri, coinvolto in una storiaccia di rapporti con giri di mafia e indagato per corruzione. E lo spiegò pubblicamente: “Questo è un governo che ha l’obiettivo di recuperare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni e ha un alto tasso di sensibilità per l’etica pubblica”. Ora invece siamo al “lavorio”, al pissipissibaubau tra il lusco e il brusco. Come per gli altri impresentabili – Gerli, Tabacci, De Carolis, Farina-Betulla – nominati dai Migliori e poi, appena smascherati (quasi sempre dal Fatto), fatti sparire alla chetichella, aumma aumma, senza uno straccio di spiegazione. Desaparecidos come nelle purghe staliniane, quando i gerarchi scomparivano dalle foto ufficiali senza motivazioni. Ma, su Durigon, la motivazione conta più della rimozione. Se Draghi non dice nulla sul suo sottosegretario che preferisce Mussolini a Falcone e Borsellino, vuol dire che gli sta bene così. E allora respinga le sue dimissioni. Tanto ormai l’han capito in tanti che quella storia dei Migliori era solo un’esca per gonzi.

ILFQ


Che Draghi sia un uomo con idee di destra, più che di sinistra, si evince dal fatto che venga presentato come economista, accademico, banchiere, dirigente pubblico e Presidente del Consiglio; 
- se ne deduce, pertanto, che essendo un uomo abituato a comandare e dirigere non disdegni chi inneggia alle persone che del potere e del comando abbiano fatto largo uso e, talvolta, anche abuso. 
E' nel suo DNA e non può nascondere tale tendenza.
c.

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