È dovuto intervenire persino Gustavo Zagrebelsky, uno dei più importanti costituzionalisti italiani, già Presidente della Corte Costituzionale.
Non uno che passava di lì per caso, insomma.
E a “In Altre parole” Zagrebelsky, dall’alto di tutto il suo curriculum, ha preso una posizione chiarissima a favore, in solidarietà e a sostegno del professor Alessandro Barbero.
“Ho visto tutto l’intervento del professor Barbero e l’ho trovato particolarmente pacato , riflessivo, tale da indurre chi lo guardasse a riflettere per conto suo, quindi un contributo alla formazione di un’opinione pubblica.
Il professor Barbero è uno stimatissimo professore che si occupa di Storia, non ha mai incontrato incidenti di percorso, e in occasione del Referendum, come cittadino, ha espresso le sue opinioni.
Qualcuno gli ha detto: “Ma tu sei uno storico, stai zitto”. Ma come? Paolo Mieli, che è uno storico dovrebbe stare zitto? Non dovrebbe poter esprimere le sue opinioni?
Ora, ciò che a me sembra scandaloso nel caso del professor Barbero non è tanto la censura, quanto la gogna che ha subito sulla base di puri pretesti.
Massimo Gramellini ne ricordava uno: il fatto che il professor Barbero ha detto una lista di sorteggiati della quota parlamentare che entrerebbe nei consigli superiori, sarebbe di origine governativa, sarebbe fatta dal governo.
Ora, in effetti nella riforma c’è scritto che sarà fatta dal Parlamento, ma sappiamo bene da decenni che il Parlamento, la maggioranza parlamentare è la maggioranza del governo.
Del resto, se io chiedessi ai presenti in studio: la riforma della Costituzione a a chi la ascrivete? Chi l’ha fatta? Il ministro Nordio e la Presidente Meloni. È la riforma del governo.
Perché diciamo questo? Perché la proposta del governo in Parlamento ha avuto un voto di ratifica, senza discussione, senza emendamenti, in tempi strettissimi, cioè è stata una riforma imposta.
Quindi la svista del professor Barbero in realtà corrisponde a una realtà effettiva: ovvero che quella riforma è del governo.
Quello di Barbero non è un “innocente errore”. La verità è che noi non sappiamo che cosa accadrà perché le norme di attuazione su quel punto sono tutte da scrivere e sappiamo bene qual è la fame, l’aspetto famelico di questa maggioranza.
Il professor Barbero è un intellettuale riconosciuto da tutti, che ha i suoi followers, come si usa dire, di destra, di centro e di sinistra, e forse è questo ciò che fa paura: il fatto che il professor Barbero è ascoltato non soltanto dalla sinistra, ma ha un pubblico molto più vasto che si basa sulla stima, e allora per questo bisogna attaccarlo.
Allora, diciamoci la verità che questo è uno scandalo, che questo non deve accadere.
Non è un problema di censura, ma è un problema di insofferenza, insofferenza ampliata dai giornali nei confronti di chi, avendo un seguito di persone che stimano il soggetto che parla, usa la delegittimazione”.
Nulla davvero da aggiungere.
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