mercoledì 3 agosto 2011

L’Azzeccagarbugli dell’impunità. - di Lidia Ravera

Lidia Ravera

È il trionfo di Azzeccagarbugli, l’avvocato delle tenebre. Quello che di codicillo in codicillo, tesse la trama dell’impunità dei prepotenti. Costui potrà, grazie alla celestiale ostinazione del capo del governo, intralciare la macchina della giustizia da qui all’eternità, inserendo, fra gli ingranaggi del giudizio, quantità illimitate di parole inutili e narrazioni superflue, come quella sabbiolina apparentemente inoffensiva che ti impalla il motore e ti manda fuori strada. I processi, già oberati di burocratici rallentamenti, diventaranno interminabili.

E intanto si sarà provveduto ad abbreviare il tempo di prescrizione. Se tiri di qua e stringi di là, se meni il can per l’aia quanto basta, puoi usufruire della Grande Rimozione. L’obiettivo, di questa ennesima personalissima iniziativa, non è difendere i cittadini con la legge, ma difenderli dallalegge. Ladri ed evasori, stragisti e concussori, mafiosi e truffatori, sentitamente, ringraziano.

E noi? Noi, ordinary people, gente comune e banalmente onesta, noi che non viviamo dei proventi del crimine e quindi non possiamo investire in Azzeccagarbugli, pagando parcelle decennali, noi, se ci fanno un torto, come ce la caviamo? Da domani saremo un po’ più soli e un po’ più vulnerabili.



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