venerdì 1 ottobre 2021

Nero e più nero. Inchiesta Fanpage inguaia Carlo Fidanza (FdI).

 

"Lavatrici per fare il black" e battute razziste. Richiesta di dimissioni dell'europarlamentare.


“C’hai la svastica sulla schiena”, “Bravo camerata”, “l’allegra brigata nera”. Sono solo alcune delle frasi captate da una telecamera nascosta nell’inchiesta lunga tre anni, realizzata da Fanpage sulla campagna elettorale di Fratelli d’Italia. Negli incontri registrati ci sono riferimenti al nero del fascismo, ma anche al nero dei soldi. Che si possono lavare. Perché questo emerge dall’inchiesta: lavatrici per pulire finanziamenti in nero, incontri con esplicite battute razziste, fasciste e sessiste: questo lo spaccato che emerge, con il sistema dell’insider, da un giornalista sotto copertura, tra esponenti di Fdi a Milano. Il giornalista, tre anni fa, si è finto un uomo d’affari a cui interessava finanziare un gruppo politico italiano al fine di ottenere vantaggi per il proprio business e ha iniziato a frequentare un gruppo di personaggi di estrema destra a Milano.

Il capo, secondo l’inchiesta, è Roberto Jonghi Lavarini, detto il “Barone nero”, condannato a due anni per apologia del fascismo.  “Abbiamo un gruppo trasversale, diciamo esoterici, ci sono massoni...ammiratori di Hitler...più abbiamo il nostro informale servizio di sicurezza, dove ci sono ex militari”, dice, senza sapere di essere registrato. “Abbiamo contatti politici nel centro destra. Nella Lega ma anche in Forza Italia e Fratelli d’Italia”. E il riferimento del partito di Giorgia Meloni è Carlo Fidanza, europarlamentare. “Lo sento tutti i giorni”, dice Lavarini, che lo presenta al giornalista di Fanpage. Si stabilisce così un rapporto che consente all’insider di frequentare il gruppo di esponenti di Fdi durante eventi e riunioni della campagna elettorale per le elezioni comunali a Milano per la quale sostengono la candidatura al consiglio comunale dell’avvocato Chiara Valcepina “patriota tra i patrioti”, la definiscono precisando che “potremmo usare un altro termine”. Nelle registrazioni la si vede ridere mentre un uomo fa allusioni sulla fine che farebbe fare alle barche dei migranti. Ma non sono solo gli stranieri nel mirino: “Come cazzo fai a Milano a eleggere un sindaco siciliano”, il riferimento è al candidato di centrodestra, Luca Bernardo. E giù le risate. 

A questo punto dalle risate si passa ai soldi. Sia Fidanza che Valcepina chiedono finanziamenti al presunto uomo d’affari col quale sono ormai in confidenza. Lui si dimostra disponibile a fornire aiuto in cambio di sostegno a questa società. “Le modalità sono: versare nel conto corrente dedicato. Se invece voi avete l’esigenza del contrario e vi è più comodo fare del black, lei si paga il bar e col black poi coprirà altre spese”, dice Fidanza al finto imprenditore, che è deputato a queste operazioni, entra più nei dettagli: Il “barone nero” spiega di avere “una serie di lavatrici” per il finanziamento alla campagna elettorale che sostiene di avere usato più volte. La procedura è già rodata, insomma.

Durante alcune riunioni del gruppo, inoltre, con la telecamera nascosta si riprende anche altro. E c’è anche un momento in cui si prende in giro Paolo Berizzi, giornalista sotto scorta perché minacciato dai neonazisti. Mentre scattavano una foto, Fidanza invece del tipico “cheeeese”, urla il cognome del giornalista, sottoscorta perché minacciato dai neofascisti.

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