giovedì 28 luglio 2022

Estate, vacanze, sorpassi. - Ettore Zanca

 

Estate, ci si alterna nelle partenze e nei ritorni. I buontemponi che postavano foto incantevoli scrivendo “eh che brutta vita”, tornano a fare la vita di prima, perchè non è che avessero svoltato, ma semplicemente avevano 10 giorni di ferie e a turno come i criceti, si scende e si sale sulla ruota. Tutti. Ma quello che più si nota è che le autostrade sono invase da masse di ritorno a casa e di partenza. Macchine piene di capifamiglia che per qualche ora conteranno qualcosa perché portano la propria tribù da qualche parte. Si spera compresi gli animali che chissà perché a un certo punto della stagione hanno lo stesso valore di poro nonno senza la pensione. superflui. La faccia è quella di chi è al volante e controlla tutti. Onnipotente come quando riesce a stappare la bottiglia di salsa alla moglie, o le aggiusta la presa del forno. “Se non ci fossi io…”. Poi magari la moglie nella vita di tutti i giorni è abile al volante che Verstappen è una suora. Ma l’autostrada è loro, tutta. E l’aria è quella di Thanos che sta per schioccare le dita disponendo delle sorti umane. In tutto questo c’è una pratica che ogni estate si ripete: il sorpasso. Ha più tipologie. Qui provo a illustrarne alcune.

Sorpasso rusticano - comincia con una lampeggiata alla macchina davanti, che però non vuole saperne di spostarsi, quando lo fa, ingaggia con chi lo ha sorpassato una gara a chi si supera di più fatta di sguardi torvi e maledizioni. Di solito si conclude con un arrivo all’autogrill dove i due sorpassanti nomineranno i baristi come padrini e si sfideranno a colpi di panino Apollo sullo spiazzo antistante la scritta gigante, tra ali di folla urlante.

Sorpasso scanner - Chi sorpassa non si accontenta di aver fatto retrocedere il rivale, ma vuole guardarlo, capire come è fatto, intuire i suoi sentimenti da finestrino a finestrino.

Sorpasso Wembley 2021- Quello fatto dal furbo di turno che con tre corsie ingorgate, si fionda in quella di emergenza guadagnando metri. Ma ogni tanto il dio del Telepass interviene e castiga. Dopo qualche chilometro il coglionauta viene fermato dai poliziotti, che gli fanno una multa larga quanto un tappeto persiano e del valore dello stesso, come cucito da Serse in persona. Viene chiamato così, perchè il resto degli automobilisti che passano ad incedere lumachesco davanti alla scena del multone srotolato, scendono dalle macchine e tra perfetti sconosciuti si abbracciano, come alla finale degli Europei al rigore parato da Donnarumma.

Sorpasso del navigatore rincitrullito- 
Mentre vi trovate in tratti di autostrada recenti, il vostro navigatore non li riconosce e li scambia per strade urbane, urlando repentino “tra due millimetri gira subito a destra!!”. Se si è lobotomizzati e storditi dall'ennesima replica di Peppa pig sparata dal tablet dei bimbi dietro, si finisce pure per obbedirgli, ritrovandosi dentro al cantiere di Sasso Marconi non si sa come, tra le urla di automobilisti ed operai che provano a indovinare il mestiere di madri e le doti morali dei padri.

Sorpasso sinusoidale - Chi lo fa, di solito, è contemporaneamente impegnato a chattare, stare su Facebook, farsi un selfie per Instagram, indossare occhiali da sole fighi e daggiovani, pur avendo cinquant’anni, il risultato è che non vede una beneamata fava, ha il telefono in mano e si becca l’augurio e l’auspicio degli altri di andare quanto prima a chiedere l’amicizia al guard rail o a chattare con un platano. Possibilmente rimanendo illesi che qui non si augura il male a nessuno.

Sorpasso T-rex - Il sorpasso che richiede impegno, in quanto il sorpassante ha la macchina meno potente del sorpassato, che da perfetto estronso (come diceva Herrera ad un giornalista), invece di agevolarlo, accelera quel tanticchia che fa venire le extrasistole all’altro per completare la manovra. Il risultato è che il sorpassante si appiccica al volante con le mani cortissime quasi a spingere manualmente da dentro la sua povera carretta. Assumendo una posa col braccino corto simile proprio al tirannosauro.

Sorpasso Moby Dick - come il mitico capitano Achab che d’improvviso vede la balena bianca, così scorgiamo all’ultimo momento l’autogrill dove fermarsi assolutamente per pressione vescicale di tutta la famiglia ormai oltre la guardia, o lo svincolo che assolutamente dovevamo prendere. Segue manovra in diagonale, azzardata, con un pizzico di marcia indietro e arpioni di ancoraggio al cartello di uscita, bilanciamenti da un lato dell’intera figliolanza per spingere la macchina nella direzione giusta e infine, bestemmie da vecchi lupi di mare di chi ci stava dietro in corsia, molto colorite nevvero.

Sorpasso alla cieca - bagagliaio pieno fino all’inverosimile, zainetti Seven e Winny The Pooh schiacciati sul vetro, visuale azzerata dietro, si attua uno studio delle correnti e si mette in funzione il senso di ragno per captare il minimo rumore diverso, poi si affronta il sorpasso e il rumore diverso arriva. Urlato dalle macchine dietro e con le mani tese a simulare corna di cervo che esce di foresta, come diceva Boskov.

Sorpasso Mattarella o fantasma - Tecnicamente non esiste. Per farlo bisognerebbe riuscire a partire. Ma varie liti familiari e di governo impediscono anche solo di mettere i bagagli in macchina e quindi si resta a casa a cercare di comporre le cose al meglio e curnutiando tutti perché si perde la caparra della vacanza.

Sorpasso a figa di coniglio - Nessuno davanti al sorpassante, nella corsia di mezzo, potrebbe procedere tranquillo, velocità media, ma no, deve andare in terza corsia, perchè non si dica che non sfidi la sorte. Infatti la sfida, a colpi di chitemmuort esclamati da chi va più veloce. Si chiama “a figa di coniglio” perché definirlo “a cazzo di cane” pareva brutto.

Sorpasso tra gentiluomini (gentlemen’s sorpass) - Leggenda narra che esista, una macchina mette la freccia, va nella corsia apposita, la macchina davanti è più lenta, il guidatore di quest’ultima se ne avvede, alza la mano in segno di scuse e mette la freccia per rientrare, il sorpassante guarda e dona un sorriso, restituito dal sorpassato. Dicono esista. Ma nessuno lo vede fare dai tempi delle 126 Camelot.

In ogni caso, scherzi a parte, pensiamo che guidare è più importante che stappare un barattolo di salsa, abbiamo spesso in macchina un carico importante che in breve riassume la nostra vita, le persone che amiamo. Buon rientro e buona partenza. A tutti i sorpassanti. E non abbandonate gli animali. Ché se no le bestie non sono loro. Siete voi. 

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