venerdì 27 maggio 2011

Berlusconi all’ultima spiaggia. - di Patrizia Rettori

Niente di nuovo sotto il sole. Berlusconi va in tv (ancora!) a dire che non è colpa sua: sono gli altri, i candidati deboli, gli alleati infidi, gli elettori senza cervello, ad azzopparlo. Ma state tranquilli, lui non se ne andrà, anche se perdesse Milano o Napoli o tutte e due. Davvero?

In realtà nel centro destra sembra accaduto qualcosa di irreparabile. Non è tanto la sconfitta al primo turno quanto il fatto che a quella sconfitta il capo non sia stato capace di reagire. Non si sono viste armi segrete, alzate d’ingegno, trovate sorprendenti. Solo il solito Berlusconi che ripropone all’infinito se stesso e il consueto armamentario propagandistico. Per ora gli elettori non hanno abboccato, e speriamo che confermino la scelta nei ballottaggi. Ma la sensazione inedita è che, comunque vada il voto, a non abboccare più siano le sue truppe.

Il blocco sociale che lo sosteneva si va sgretolando: c’è un mondo, che va dagli imprenditori alla gerarchia cattolica, che non gli crede più e, anzi, lo ritiene ormai impresentabile. Fa impressione vedere un personaggio come AntonioD’Amato, leader della Confindustria più berlusconiana di sempre, tifare esplicitamente De Magistris. O un grande vecchio come Cesare Romiti dichiarare il suo appoggio a Pisapia. Per non parlare delle posizioni prese dal cardinale Tettamanzi e da giornali come Avvenire e Famiglia cristiana.

È ovvio che tutto questo disorienti lo schieramento politico di governo. Perdere supporter di quel calibro deve fare molto male. E nessuno, tranne qualche fedelissimo, vuole essere travolto dal crollo dell’imperatore. Non Bossi, che infatti già cerca di riposizionarsi e riduce al minimo sindacale il suo appoggio ai candidati berlusconiani. E nemmeno larghi settori del Pdl, che lavorano freneticamente a nuove aggregazioni capaci di avere un futuro.

Tutto questo lavorio verrà alla scoperto in fretta se Milano e Napoli saranno conquistate da Pisapia e De Magistris. Il fatto che Berlusconi abbia sentito il bisogno di dire e ripetere che non ci saranno contraccolpi sul governo significa proprio che si sente in allarme rosso. Ma la novità che si percepisce in queste ore convulse è che se pure accadesse l’imprevedibile, e cioè se Moratti e Lettieri la spuntassero, la situazione non sarebbe comunque più recuperabile. Certo, ci sarebbe una battuta d’arresto e in un primo momento si sprecherebbero le professioni di lealtà. Ma la consapevolezza di averla scampata per il rotto della cuffia e di essere all’ultima spiaggia riporterebbe presto alla luce tutte le tensioni nascoste. Pensate alla manovra economica che dovrà essere varata per far fronte agli impegni di risanamento presi con l’Europa: Bossi avrà la sua ricetta e nel Pdl ne verranno avanzate altre quattro o cinque. Ciascuno cercherà interlocutori dentro e fuori la maggioranza, e gli interlocutori detteranno le loro condizioni, la prima delle quali sarà di mettere da parte il Cavaliere. Né sembrano fondate le speranze dei berlusconiani ortodossi di cercare l’intesa con Casini.

Al leader dell’Udc si possono imputare molte cose, ma non la stupidità. Che senso avrebbe, per lui, trasformarsi in stampella per un premier a fine corsa? Nessuno. L’Udc ha un progetto preciso: cambiare la legge elettorale con un sistema alla tedesca e attuare una parte dimenticata della Costituzione attraverso una legge sulla democrazia nei partiti. E’ un’idea impegnativa, che ha molti difetti e però ha anche qualche pregio: prosciuga l’acqua del berlusconismo archiviando l’era del bipolarismo muscolare, e cancella il fenomeno dei partiti personali (Pdl compreso) rendendoli scalabili da parte di una nuova classe dirigente.

In ogni caso, il dibattito post elettorale si svolgerà su un terreno già deberlusconizzato. E sarà un bel banco di prova per la sinistra in generale e per il Pd in particolare. Ne parleremo. Ma ora l’importante è vincere i ballottaggi. Perché se ci riusciremo tutti i processi saranno accelerati, idee e proposte verranno allo scoperto e si potrà finalmente ragionare sul futuro.

http://www.libertaegiustizia.it/2011/05/26/berlusconi-allultima-spiaggia/



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