
Lungo la costa del Golfo del Messico all’inizio del secondo millennio a.C., vide la luce la civiltà più antica e misteriosa perduta di tutti i tempi: gli Olmechi. Questo popolo, raggiunse il massimo splendore intorno al 1500/1200 a C.
A loro si devono le prime forme di scrittura glifica, il sistema di numerazione fatto di punti e linee, le prime iscrizioni relative al calendario di Lungo Conto, con la misteriosa data d’inizio nel 3113 a.C.
I primi esempi di grande scultura artistica e monumentale; il primo utilizzo della giada; le prime raffigurazioni di armi o utensili; i primi centri cerimoniali; i primi orientamenti celesti… tutto questo fu opera degli Olmechi.
Con tutti questi primati, non sorprende che qualcuno abbia paragonato la civiltà olmeca a quella dei Sumeri che vanta primati simili in Mesopotamia. Tra l’altro, entrambe le civiltà apparirono improvvisamente nella storia. Nei loro testi, i Sumeri parlavano della loro civiltà come di un dono ricevuto dagli dèi, i visitatori della Terra che potevano vagare per i cieli e che perciò venivano spesso rappresentati come esseri alati.

Davvero uniche sotto tutti gli aspetti, sono delle enormi teste in pietra scolpite con incredibile maestria e con strumenti che non conosciamo, raffiguranti i vari capi olmechi. Il primo a vedere una di queste teste, fu J. M. Melgar y Serrano nel 1869, che così le descrisse: “un’opera d’arte… una scultura stupenda che rappresenta stranamente un etiope”.
Nel 1925, gli studiosi occidentali confermarono la scoperta di altre teste enormi, una delle quali era alta 2,5 metri per m. 6,5 di circonferenza e pesava circa 24 tonnellate. Non vi è dubbio che raffiguri un negroide africano con un elmetto in testa.

Tutte le pietre basaltiche usate per le teste, vennero portate dal luogo di origine fino al luogo dove poi sarebbero state scolpite, e talvolta la destinazione definitiva si trovava anche ad un centinaio di chilometri di distanza dal luogo di origine, e per giunta la distanza da percorrere era costituita da giungla ed acquitrini. Come sia stato, quindi, possibile trasportare i giganteschi massi e infine scolpire e levigare queste enormi statue, resta ancora oggi un vero mistero.
Fonte: conoscenzealconfine del 24/10/2018
Nessun commento:
Posta un commento