lunedì 25 giugno 2012

Salta tetto pensioni d'oro per i grand commis. - Chiara Scalise



Cgil: 'Inaccettabili' tagli a sanità e statali. Bonanni: 'Quadro increscioso'.

Niente tagli alle pensioni d'oro (sopra i 6mila euro) dei gran commis: il governo frena la maggioranza e chiede tempo. La proposta infatti non verrà approvata con il primo decreto legge sulla spending review all'esame della Camera ma, è la promessa, sarà rimessa sul tavolo insieme alle misure per lo sviluppo. Mentre il Parlamento é a lavoro sul provvedimento-cornice di revisione della spesa, l'Esecutivo lavora invece al provvedimento 'Bondi' che dovrebbe rivedere le uscite per beni e servizi della pubblica amministrazione. Il nuovo decreto legge sembrerebbe però perdere peso e ora si starebbe tornando all'ipotesi di varare pacchetto da soli 4,2 miliardi nel 2012, ai quali si aggiungerebbero altri 7-10 miliardi per ciascun anno del biennio 2013-2014.
L'ipotesi di varare un dl 'light' potrebbe però mettere a rischio la possibilità di evitare l'innalzamento dell'Iva e al contempo la copertura delle spese legate al terremoto. Certo non si può escludere che il testo possa venire rimpolpato una volta arrivato in Parlamento o che possa essere accompagnato da un'altra tranche di misure. Il via libera del Consiglio, inizialmente previsto per domani, dovrebbe comunque arrivare solo la prossima settimana, dopo il Consiglio europeo. "Questione di giorni", dice infatti il vice ministro all'Economia, Vittorio Grilli.
Per il due luglio è previsto un incontro con i sindacati (che insistono nel chiedere che la sanità e il pubblico impiego non vengano toccati) a Palazzo Chigi e questa settimana invece, in vista anche dell'appuntamento a Bruxelles, il premier Mario Monti incontrerà i leader dei partiti della maggioranza.
Intanto alla Camera tiene banco il caso sulle nuove regole per le offerte pubbliche, che con un emendamento del Pd approvato al Senato annullano molte gare e che secondo le stime del Tesoro pesa sulle casse dello Stato per circa 1,2 miliardi di euro. Un nodo (l'eventuale modifica è stata infatti accantonata) che ha rallentato i lavori delle commissioni Bilancio e Affari costituzionali di Montecitorio: i Democratici non sarebbero intenzionati a fare marcia indietro. Capitolo invece chiuso quello dei risparmi per Camere, Quirinale e Corte costituzionale: l'indicazione è di metterli in campo ma spetterà alle istituzioni interessate decidere come, quanto e quando. Altro tema sul quale si sarebbe trovata l'intesa riguarda Ferrovie e Poste, che verrebbero escluse dai tagli previsti dalla spending review.

1 commento:

  1. Queste notizie mi fanno allontanare sempre più dalla politica.
    Ci prendono per i fondelli giornalmente. I tagli alla spesa sociale, l'aumento spropositato delle tasse, il calo costante del nostro potere d'acquisto sono le uniche risorse alle quali ricorrono frequentemente questi politicanti da strapazzo. I loro interessi, intanto, non si toccano. E se qualcosa riescono a fare, non che tocchi le loro tasche, non ha valore antecedente alla legge, ma solo dopo anni.
    Perchè io debbo rinunciare a tutto per pagare tutto a loro?

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