sabato 10 ottobre 2015

In risposta all'articolo su "l'amaca" di Michele Serra.




Rispondiamo, punto per punto, al post di Michele Serra.

- No, caro Michele, la faccenda di Marino non si ferma alla semplice bottiglia di vino, peraltro costosina. 

- Per quanto riguarda la Panda rossa, io ravviserei nella faccenda l'atteggiamento inaccettabile e fastidiosissimo di chi usa sentirsi al di sopra delle leggi e degli altri e che , pertanto, è solito adottare con troppa nonchalance la formula del "lei non sa chi sono io".

- L'essere onesti, inoltre, non comprende utilizzare la carta di credito aziendale, vedi Pittsburgh e comune di Roma, per spese personali, non comporta neanche utilizzare soldi provenienti da persone di dubbia fama come Buzzi, per finanziare la propria campagna elettorale.

- La vorrei anche rendere edotto del fatto che i grillini, che lei definisce poco propensi a capire, non hanno alcuna intenzione di allinearsi a persone che adottano concetti come quelli più sopra menzionati: accettare e praticare anche solo una parte di essi significa essere come quelli che hanno governato e male l'intero paese, e quindi, essere già sulla buona strada per esserne divorati integralmente.

Con buona pace della sua discutibile concezione dell'onestà.

Cetta — perplessa.

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