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venerdì 3 luglio 2026

L’ASEAN NON SCEGLIE LE BANDIERE: SCEGLIE CHI COSTRUISCE.

 

“Russia, Stati Uniti e Cina non si contendono la regione nello stesso modo. Ognuno occupa una nicchia diversa. E questo dice molto sul nuovo ordine mondiale.”
Se c’è una regione del mondo che sta mostrando come stiano realmente cambiando gli equilibri geopolitici, è il Sud-Est asiatico.
Vietnam, Indonesia, Thailandia, Cambogia, Malesia e gli altri Paesi dell’ASEAN sono oggi al centro dell’attenzione delle grandi potenze. Ma, contrariamente a quanto spesso viene raccontato, non siamo di fronte a una competizione diretta in cui tutti cercano di fare la stessa cosa.
Ognuno gioca una partita diversa.
La Russia sta concentrando i propri sforzi in un settore dove dispone di un vantaggio competitivo consolidato: l’energia nucleare.
L’accordo firmato nel marzo 2026 con il Vietnam per la realizzazione della centrale nucleare di Ninh Thuan 1, dotata di due reattori VVER-1200 per una capacità complessiva di 2,4 GW, rappresenta molto più della costruzione di un impianto energetico. È un progetto destinato a creare una partnership industriale di lungo periodo, comprendente formazione tecnica, ricerca scientifica, trasferimento tecnologico e sviluppo delle competenze locali.
Non si tratta nemmeno di un progetto nato oggi. L’intesa originaria risale al 2011, fu sospesa nel 2016 per ragioni economiche e rilanciata dopo la visita ufficiale di Vladimir Putin ad Hanoi nel 2024 e il successivo riavvio del programma nucleare vietnamita.
Rosatom, inoltre, non si limita alla costruzione della centrale: partecipa allo sviluppo di un centro di scienza e tecnologia nucleare, gestisce il reattore di ricerca di Dalat e continua a fornire combustibile nucleare e isotopi destinati anche al settore medico.
Parallelamente Mosca sta discutendo iniziative analoghe con Indonesia, Thailandia e Cambogia, proponendo anche piccoli reattori modulari e programmi di ammodernamento delle infrastrutture energetiche.
Gli Stati Uniti, invece, perseguono una strategia differente.
Washington continua a essere un protagonista economico della regione, ma concentra la propria presenza soprattutto sugli accordi commerciali, sull’accesso ai mercati, sugli investimenti finanziari, sull’economia digitale e sulle catene del valore.
Gli accordi commerciali siglati con diversi Paesi ASEAN nel 2025 vanno esattamente in questa direzione: riduzione delle barriere tariffarie, facilitazione degli scambi, commercio digitale e maggiore integrazione economica.
Le grandi infrastrutture fisiche, tuttavia, non rappresentano il principale terreno d’intervento americano.
Ed è proprio qui che emerge il ruolo della Cina.
Attraverso la Belt and Road Initiative, Pechino ha investito negli ultimi anni miliardi di dollari nella costruzione di porti, autostrade, linee ferroviarie ad alta velocità, centrali energetiche, zone industriali e corridoi logistici, diventando in molti Paesi dell’ASEAN il principale partner infrastrutturale.
Il risultato è una fotografia molto diversa da quella spesso proposta nel dibattito occidentale.
Non assistiamo a una guerra economica in cui tutti fanno la stessa cosa.
Assistiamo piuttosto a una divisione delle specializzazioni.
La Russia esporta soprattutto tecnologia energetica avanzata.
Gli Stati Uniti puntano sul commercio, sulla finanza, sull’innovazione digitale e sugli investimenti privati.
La Cina costruisce infrastrutture materiali e consolida reti logistiche e industriali.
Nel frattempo i governi dell’ASEAN fanno ciò che ogni Stato razionale dovrebbe fare: collaborano con tutti, senza trasformare ogni accordo economico in una scelta ideologica.
È forse questa la lezione più interessante.
Mentre in Europa il dibattito è spesso dominato da slogan, sanzioni e contrapposizioni politiche, gran parte dell’Asia continua a ragionare in termini di energia, porti, commercio, investimenti, tecnologia e crescita economica.
Il nuovo ordine mondiale non si sta costruendo nelle conferenze stampa.
Si sta costruendo nei cantieri.
📚 Fonti
• Reuters – Russia e Vietnam firmano l’accordo per la centrale nucleare di Ninh Thuan 1 (marzo 2026).
• World Nuclear News – Accordo Rosatom-Vietnam e sviluppo del programma nucleare vietnamita.
• U.S. Trade Representative (USTR) e Casa Bianca – Accordi commerciali tra Stati Uniti e Paesi ASEAN.
• ASEAN Secretariat – Cooperazione economica e integrazione regionale.

giovedì 5 giugno 2025

Statua del drago di pietra nella gola di Beji Guwang a Bali, Indonesia.

 

Questa straordinaria foto mostra l'impressionante statua del drago di pietra nella gola nascosta di Beji Guwang a Bali, Indonesia.
Formato dall'erosione naturale per migliaia di anni, il canyon è una meraviglia sia della natura che dell'arte, con intricate incisioni che riflettono la mitologia balinese. L'atmosfera mistica del canyon, arricchita dai suoi dintorni verdi e dalle acque scorrevoli, lo rende un gioiello nascosto sia per gli avventurieri che per gli amanti della cultura.
I visitatori sono affascinati dalle antiche formazioni rocciose del canyon e dalla magistrale maestria artigianale di pietre che hanno resistito alla prova del tempo. Questa location tranquilla e incantevole offre una miscela unica di bellezza naturale e patrimonio culturale, invitando esplorazione e curiosità.

giovedì 6 marzo 2025

Gunung Padang: la piramide più antica del mondo nascosta sotto la Terra. Indonesia. - Nicolas Kess Jighu

Gunung Padang: la piramide più antica del mondo nascosta sottoterra.
E se la piramide più antica del mondo non fosse in Egitto ma in Indonesia? Gunung Padang, un sito misterioso nella Giava Occidentale, potrebbe essere proprio questo. Sebbene sembri una semplice collina ricoperta di fitta vegetazione, sotto la sua superficie si trova un'enorme struttura antica, che potrebbe riscrivere la storia umana.

Studi recenti che utilizzano il georadar (GPR), la tomografia sismica e gli scavi archeologici suggeriscono che Gunung Padang sia una piramide a più strati, costruita nel corso di migliaia di anni. Lo strato più alto, visibile oggi, è costituito da colonne di pietra, muri, sentieri e spazi aperti, datati a circa 3.000-3.500 anni fa (1.000 a.C.). Ma gli strati più profondi rivelano scoperte ancora più sorprendenti.

A una profondità di 3 metri, un secondo strato di blocchi di basalto colonnare è stato datato tra 7.500 e 8.300 anni fa (circa 6.000 a.C.), precedente alle prime civiltà conosciute. Al di sotto di questo, un terzo strato si estende per 15 metri di profondità e si stima abbia circa 9.000 anni. Ancora più sorprendentemente, un quarto strato, secondo la datazione al radiocarbonio C14, potrebbe essere antico quanto 28.000 anni, spingendo la civiltà umana indietro a un'epoca molto prima della storia registrata.

Questa scoperta sfida l'archeologia tradizionale, che tradizionalmente sostiene che gli umani fossero cacciatori-raccoglitori primitivi a quel tempo. Gunung Padang suggerisce che società avanzate potrebbero essere esistite molto prima di quanto abbiamo mai immaginato. I ricercatori ritengono che prima della fine dell'ultima era glaciale, una vasta massa continentale chiamata Sundaland si estendesse attraverso l'attuale Indonesia. Quando il livello del mare si innalzò 14.000 anni fa, gran parte di essa fu sommersa, nascondendo potenzialmente centinaia di civiltà perdute sotto le onde.

Gunung Padang potrebbe essere la chiave per svelare il nostro passato dimenticato? Con tre camere sotterranee ancora da esplorare, i segreti di questa antica piramide aspettano ancora di essere svelati.

https://www.facebook.com/photo/?fbid=615584574681720&set=a.542257502014428

giovedì 14 dicembre 2023

Indonesia, scoperta piramide che potrebbe avere 27mila anni. - Francesca Orazi

E’ stata scoperta una piramide sotto il sito preistorico di Gunung Padang, a Giava occidentale, in Indonesia. Le prime analisi rivelano che potrebbe essere stata costruita ben 27.000 anni fa, ed essere quindi la più antica del mondo.

Un articolo, pubblicato sulla rivista ‘Archaeological Prospection’ il 20 ottobre, ha aperto un acceso dibattito circa i resti di una piramide ritrovata in Indonesia, tanto che molti archeologi si sono subito dissociati dal contenuto. La collocazione temporale così antica è un dato non indifferente nel panorama archeologico mondiale. Se la piramide indonesiana avesse davvero 27.000 anni, ciò la renderebbe molto più antica della prima piramide egizia, la Piramide di Djoser, risalente a 4.600 anni fa e significherebbe anche che è precedente al più antico sito megalitico conosciuto, Gobekli Tepe in Turchia, costruito circa 11.000 anni fa. Danny Hilman Natawidjaja, geologo dell’Agenzia nazionale per la ricerca e l’innovazione di Bandung si è espresso a riguardo, manifestando le sue perplessità: “Non è facile costruire piramidi in quanto bisogna avere un’elevata abilità nella muratura”[…] “La natura ordinata, sagomata e massiccia di queste rocce, alcune delle quali pesano fino a 300 chilogrammi, esclude la probabilità di un trasporto su distanze significative”. […]”La geometria regolare e la composizione distinta di questo oggetto, nonché i suoi materiali non correlati alle rocce circostanti, indicano la sua origine antropica”. Tra il 2011 e il 2014, Natawidjaja e colleghi hanno studiato il sito utilizzando diverse tecniche di penetrazione del terreno per determinare cosa si trova sotto le terrazze e hanno identificato quattro strati che, secondo loro, rappresentano fasi distinte di costruzione. Lo strato più interno è un nucleo di lava indurita, che è stato ‘meticolosamente scolpito’, secondo il documento. Gli strati successivi di rocce, disposte come mattoni, sono stati costruiti sopra il piano più antico. Gli strati sono stati datati al carbonio, utilizzando il terreno depositato tra le rocce ottenuto da un nucleo scavato nella collina. Secondo il documento, la prima fase di costruzione è avvenuta tra 27.000 e 16.000 anni fa. Ulteriori aggiunte sono state apportate tra gli 8.000 e i 7.500 anni fa e lo strato finale, che comprende le terrazze a gradoni visibili, è stato messo in opera tra i 4.000 e i 3.100 anni fa.

A proposito dello studio pubblicato nell’articolo, Lutfi Yondri, archeologo del BRIN di Bandung, in Indonesia, ha affermato: “Lo studio ha dimostrato che le popolazioni della regione abitavano le grotte tra i 12.000 e i 6.000 anni fa, molto tempo dopo la presunta costruzione della piramide, e nessuno scavo di questo periodo ha rivelato prove di una sofisticata attività di muratura”. E, alle sue parole, si aggiunge Flint Dibble, archeologo dell’Università di Cardiff, nel Regno Unito: “Sono sorpreso che il documento sia stato pubblicato così com’è”. Secondo Dibble, sebbene l’articolo presenti “dati legittimi”, le sue conclusioni sul sito del rinvenimento e sulla sua età non sono giustificate. Gunung Padang comprende cinque terrazze di pietra a gradoni, con muri di contenimento e scale di collegamento, che si trovano in cima a un vulcano spento. Continua Dibble: “Non ci sono prove evidenti che gli strati sepolti siano stati costruiti dall’uomo e che non siano il risultato di agenti atmosferici naturali e del movimento delle rocce nel corso del tempo” […] “Il materiale che rotola giù da una collina è destinato, in media, a orientarsi”.

Anche Bill Farley, archeologo della Southern Connecticut State University di New Haven ha i suoi scetticismi sulla collocazione temporale del rinvenimento: “Il lavoro non fornisce prove dell’esistenza di una civiltà avanzata durante l’ultima era glaciale”. I campioni di terreno di Gunung Padang, risalenti a 27.000 anni fa, pur essendo accuratamente datati, non recano segni di attività umana, come carbone o frammenti di ossa. I dati archeologici mostrano che la transizione da società di cacciatori-raccoglitori a società complesse che occupavano grandi insediamenti è avvenuta dopo l’inizio dell’Olocene, 11.700 anni fa. La più antica città attualmente conosciuta è il sito di Catalhoyuk, risalente a 9.000 anni fa, nell’attuale Turchia. Intanto, la rivista ‘Archaeological Prospection’ e la sua casa editrice, Wiley, hanno avviato un’indagine sull’articolo. Eileen Ernenwein, geofisica archeologica presso la Tennessee State University di Johnson City, che è co-editore della rivista, ha dichiarato in un’e-mail a ‘Nature’: “I redattori, me compresa, e il gruppo etico di Wiley stanno attualmente indagando su questo articolo in conformità alle linee guida del Committee on Publication Ethics”.

Nell’attesa di nuovi sviluppi sul contenuto dell’articolo, il sito di Gunung Padang è stato presentato nel documentario di Netflix Ancient Apocalypse del 2022, condotto dallo scrittore britannico Graham Hancock, il quale promuove l’idea che una civiltà globale avanzata sia stata spazzata via 12.000 anni fa, al termine dell’ultima era glaciale. Gli autori riconoscono a Hancock il merito di aver corretto il loro lavoro.

https://www.quotidianoarte.com/2023/12/04/indonesia-scoperta-piramide-che-potrebbe-avere-27mila-anni/

lunedì 5 aprile 2021

Oltre 70 morti nelle inondazioni in Indonesia.

 

I dispersi sono circa 42.

Oltre 70 persone sono morte e dozzine sono ancora disperse dopo che inondazioni improvvise e frane hanno colpito l'Indonesia e il vicino Timor orientale.
"Ci sono 55 morti, ma questo numero è del tutto provvisorio e cambierà sicuramente, mentre circa 42 persone sono ancora disperse", ha detto all'emittente MetroTV Raditya Djati, portavoce dell'agenzia indonesiana per la gestione dei disastri.

Altri 16 corpi erano già stati trovati.

ANSA
La terra si ribella, ma se la prende con i più deboli.

domenica 23 dicembre 2018

Devastante tsunami colpisce le isole di Giava e Sumatra in Indonesia.

 

                                                                                 

mercoledì 19 dicembre 2018

Gigantesca “piramide” celata dalla terra emerge in Indonesia: è a strati e antichissima.

Credit: Natawidjaja et al. / AGU Fall Meeting 2018
in foto: Credit: Natawidjaja et al. / AGU Fall Meeting 2018

Archeologi dell’Istituto delle Scienze indonesiano hanno scoperto un’immensa “piramide” nascosta nel cuore di una collina sul monte Padang, nella parte occidentale di Giava. Il tempio, composto da più strati, occupa l’intero volume della collina, un’area di ben 150mila metri quadrati. Lo strato più antico della costruzione interrata si stima abbia ben 28mila anni.

Sulla cima del Monte Padang, nella parte occidentale dell'isola di Giava (Indonesia), è stata scoperta un'antichissima e immensa “piramide” nascosta da terra e vegetazione. Si tratta di un tempio costruito strato dopo strato nell'arco di millenni, del quale fino ad oggi era conosciuta solo la parte superficiale, dove è ospitato un sito archeologico avviato all'inizio del XIX secolo.

I ricercatori dell'Istituto delle Scienze indonesiano guidati dall'archeologo Danny Hilman Natawidjaja sospettavano da tempo che una parte della collina non fosse completamente naturale, tuttavia non immaginavano che tutta l'area sotterranea – alta una trentina di metri – fosse un'immensa costruzione artificiale. “Credevamo che in passato questa collina fosse una specie di edificio. Si è scoperto che si estende molto più in basso, consiste di diversi strati ed è in realtà l'intero volume della collina”, ha dichiarato all'agenzia di stampa russa Rio Novosti il geologo Andang Bakhtiar, supervisore dell'area archeologica. Gli scienziati hanno svelato l'arcano servendosi di immagini satellitari, rilevazioni radar, tomografie a raggi X e altri metodi di scansione. Grazie ad essi hanno rilevato i gradoni di un tempio che si estende per ben 150mila metri quadrati.

La parte più profonda sarebbe stata costruita ben 28mila anni fa, mentre gli strati più recenti dovrebbero avere rispettivamente 9mila anni, 8.300-7.500 anni e 3.000-3.500 anni. Lo strato più superficiale è composto da rocce basaltiche intagliate per formare colonne e passaggi; proprio durante quest'ultima opera di aggiornamento sarebbe stato deciso di interrare e celare con la vegetazione le parti più antiche della struttura. È interessante sapere che nell'area del sito archeologico gli autoctoni si recano ancora oggi per pregare e deporre corone di fiori; non si esclude che questa tradizione religiosa vada avanti da migliaia e migliaia di anni con lo stesso rito.

Anche se le piramidi vengono automaticamente accostate agli antichi egizi, costruzioni simili (pur se architettonicamente diverse) erano realizzate anche da Sumeri, Maya, Aztechi e popoli legati al buddismo. Del resto la struttura piramidale è quella più idonea per costruire templi enormi e resistenti nel tempo. Anche i cinesi avevano piramidi dedicate a grandi imperatori, il cui segreto dello strano orientamento è stato recentemente svelato da un archeologo italiano. I dettagli sull'affascinante piramide indonesiana sono stati presentati in seno all'ultimo meeting della American Geophysical Union (AGU).

https://scienze.fanpage.it/gigantesca-piramide-celata-dalla-terra-emerge-in-indonesia-e-a-strati-e-antichissima/