Mentre gli italiani fanno i conti con bollette sempre più pesanti, stipendi fermi e un’inflazione che rosicchia anche il carrello della spesa, il governo decide che la priorità è un’altra: produrre DRONI insieme all’Ucraina.
Non per difendere il territorio nazionale, non per una strategia autonoma, ma per inserirsi sempre più profondamente dentro una guerra che NON È LA NOSTRA.
L’incontro tra Giorgia Meloni e Volodymyr Zelensky non porta a un tentativo di mediazione, non apre spiragli diplomatici, ma consolida una scelta precisa: rafforzare
la PRODUZIONE MILITARE.
Nel frattempo, il cosiddetto “war tour” europeo del leader ucraino serve a una cosa sola: garantire continuità alla guerra, non certo alla pace.
E poi c’è un dettaglio che dovrebbe far riflettere tutti:
la Russia ha reso pubblici nomi e indirizzi delle aziende coinvolte nella produzione di droni in Europa.
Questo significa una cosa molto semplice: quei luoghi diventano OBIETTIVI SENSIBILI.
Tradotto ancora più chiaramente: il rischio si sposta anche QUI.
Così, senza un vero dibattito pubblico, senza una discussione seria nel Paese, ci ritroviamo dentro la filiera bellica, esponendo territorio e imprese,
mentre continuiamo a raccontarci che tutto questo serve alla pace. Ma la verità è più lineare e meno rassicurante: stiamo NORMALIZZANDO LA GUERRA dentro casa nostra.
E allora la domanda è inevitabile: davvero questa è la priorità di un Paese che fatica ad arrivare a fine mese?![]()
seguici anche su TELEGRAM dove troverai contenuti censurabili su FB: https://t.me/donchisciotte667
https://www.facebook.com/photo/?fbid=3350753631773047&set=a.397017047146735

Nessun commento:
Posta un commento