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Un diario, dove annoto tutto ciò che più mi colpisce. Il mio blocco per gli appunti, il mio mondo.
martedì 14 luglio 2026
venerdì 11 marzo 2022
Da Palermo a Campobello: il colpo per aiutare Messina Denaro. - Riccardo Lo Verso
Bottino da un milione di euro. Non tutti i responsabili sono stati individuati.
PALERMO – Un nuovo tassello investigativo su una rapina che qualche anno fa fece scalpore. Il bottino servì per finanziare la latitanza di Matteo Messina Denaro.
Nel novembre 2013 un commando armato fece irruzione nel deposito della Ag Trasporti di Campobello di Mazara.
Di quel commando potrebbe avere fatto parte anche Domenico Macaluso, 49 anni, il cui nome è emerso nell’inchiesta che ha portato all’arresto del capomafia di Brancaccio, Giuseppe Guttadauro, il “dottore”.
Macaluso è indagato per mafia: avrebbe fatto parte della famiglia di Roccella. Non è stata, però, emessa una misura cautelare nei suoi confronti. Se è vero, secondo il giudice, che Macaluso si sarebbe messo a disposizione di Guttadauro, non ci sono, però, elementi univoci da cui emerge la sua partecipazione all’associazione mafiosa.
Non fu una rapina qualunque quella del novembre 2013. Sia per l’obiettivo che per il destinatario del bottino: i soldi servirono per aiutare la famiglia di Matteo Messina Denaro.
L’azienda rapinata apparteneva a Giovanni Arduino, fratello del boss Giuseppe (ufficialmente faceva il portiere di albergo), uomo forte del mandamento di Brancaccio e condannato con sentenza definitiva. Qualche mese prima della rapina la Ag Trasporti era finita sotto sequestro.
Grazie all’aiuto di un basista il gruppo di rapinatori, che faceva capo a Francesco Guttadauro (figlio del cognato di Matteo Messina Denaro, Filippo Gittadauro, fratello di Giuseppe, il “dottore”) e Luca Bellomo (marito di Lorenza Guttadauro, altra figlia di Filippo Guttadauro). Tra gli arrestati per il colpo c’era anche Ruggero Battaglia.
Dal deposito sparirono 600 colli di merce e 17 mila euro in contanti. Ad entrare in azione fu un gruppo di otto persone, di cui alcune non sono mai state identificate. Indossavano le pettorine della polizia ed arrivarono a bordo di due macchine e di un furgone bruciati dopo la rapina. Dissero che cercavano un carico di droga, legarono con delle fascette una decina di dipendenti e lavorarono indisturbati.
Sono diversi i pentiti che hanno parlato della rapina. Per ultimo Salvatore Sollima di Bagheria. I palermitani non si tirarono indietro. Arrivò la richiesta di Battaglia: “Viremu di aiutare sti picciotti che hanno bisogno picchi hanno ad aiutare stu picciottu che ammancò da casa. Si riferiva a questa persona che è latitante da tanto tempo”.
C’è un particolare che bisogna rivalutare alla luce dei nuovi elementi investigativi. Una donna avrebbe avuto, per un periodo di tempo, un canale di comunicazione con Messina Denaro. Secondo gli investigatori, dovrebbe trattarsi di Maria Insalaco, la madre di Luca Bellomo. Solo che la donna è deceduta ad aprile 2019.
domenica 7 giugno 2020
Sogni d’oro. - Marco Travaglio
Ma chi cammina piegato a 90 gradi da una vita non può raddrizzarsi all’improvviso. È qui, non sulla “collegialità” o altre menate dettate ai giornaloni, che nasce la lite dell’altroieri tra Conte e i ministri Pd su “Stati generali” e “Piano di rinascita” (criticato per l’assonanza con quello di Gelli da chi nel 2011-‘14 ha governato col piduista B.). I dem (e il piduista) vogliono prendere subito gli spicci del Mes e “rinviare a settembre” (hanno detto proprio così) il piano di investimenti da presentare all’Ue per ottenere i 173 miliardi. Che hanno un’unica condizionalità: dire come li spenderemo. Infatti Conte, sempre dipinto come un democristiano indecisionista, vuole far presto (sostenuto una volta tanto dal M5S che, in crisi di identità, prende a prestito la sua). E ai bradipi spossati da mesi di vertici diurni e notturni che volevano andare in ferie per tre mesi, ha risposto: “Tra poco c’è il Consiglio europeo. L’Ue non aspetta, gl’italiani nemmeno. Abbiamo sabato, domenica, lunedì e martedì per mettere nero su bianco le nostre idee: mercoledì le raccogliamo e giovedì Stati generali”. Panico alla parola “giovedì”. Terrore alla parola “idee”: un partito normale ne avrebbe da vendere e le tirerebbe fuori non in quattro giorni, ma in quattro minuti. Però stiamo parlando del Pd.
venerdì 29 maggio 2020
Caro Salvini, adesso è lei a dire spesso dei no (strumentali). - Luisella Costamagna

Caro Matteo Salvini, l’altra sera a Fuori dal Coro le ho fatto recapitare da Mario Giordano la seguente domanda: “Coi 5S vi siete ‘lasciati’ perché, secondo lei, dicevano troppi no. Ora però a dire No è lei, innanzitutto sul Mes, su cui è d’accordo anche Berlusconi. Non le va bene un prestito da 36 miliardi a un tasso agevolato dello 0,1%, mentre promuove i 22 miliardi di Buoni del Tesoro sui cui lo Stato – ovvero tutti noi – dovrà pagare almeno l’1,4%. Quale padre di famiglia sceglierebbe il mutuo più salato? Per lei vengono ‘Prima gli Italiani’ o l’avversione all’Europa?”. Domanda semplice. Infatti ho notato che, mentre mi ascoltava, annuiva sorridendo coi suoi nuovi occhiali, tipo studente che pensa “evvai, questa la so!”. Ma la sua risposta è stata piuttosto deludente.
giovedì 28 maggio 2020
All’Italia 172 miliardi di euro. - Massimo Erbetti

All’Italia, dovrebbero andare 172,7 miliardi di euro. Di questi 81,807 miliardi sarebbero versati come aiuti e 90,938 miliardi come prestiti.
A leggere i numeri sembrerebbe un successo e se fosse vero, lo sarebbe veramente, il problema è che queste cifre devono essere votate dal Parlamento Europeo e il percorso è pieno di ostacoli. Ostacoli messi li di proposito da chi vuole il bene del popolo italiano solo a parole. Comunque c'è da dire che una misura di tale portata non si era mai vista e se la commissione europea l'ha fatta è solo per merito del governo italiano e di Conte, che è riuscito in un'impresa titanica. Alla faccia di chi (Salvini e Meloni) per soli scopi personali ha cercato di sabotare fin dall'inizio, non votando il Recovery, fregandosene del paese, degli italiani, delle imprese e della mostruosa crisi che ci attende.
Nelle ultime ore, le dichiarazioni dei due leader sovranisti de "noantri" rispetto alla proposta sono state quantomeno puerili e sguaiate, mentre la Meloni cercava di sviare il discorso su altro: "Sapete cosa fa il governo mentre ci troviamo in mezzo alla più grande crisi del paese? In commissione affari costituzionali si discute di una legge elettorale che punta all'ingovernabilita del paese" ha dichiarato, come se non sapesse che la calendarizzazione di quella legge è all'ordine del giorno da almeno sei mesi...ma si sa, quando non si hanno argomenti si cerca di distogliere l'attenzione su altro. Salvini invece ha cominciato a parlare di MES, di restituzioni del prestito (ma vah..) e di tempi lunghi...ecco appunto tempi lunghi, ha ragione Salvini, ci vorranno mesi affinché i soldi arrivino, peccato però che questo sia dovuto ai suoi alleati europei che stanno alla guida di quei Paesi i “Frugal Four” (cosi vengono chiamati) e sono Danimarca, Svezia, Olanda e Austria, che avevano presentato il loro piano per gli aiuti ai Paesi europei colpiti dal Covid-19 da dare esclusivamente sotto forma di prestiti e non a fondo perduto, evitando qualsiasi forma di condivisione del debito e scongiurando ogni eventuale aumento alla spesa europea. Questi paesi faranno una vera e propria battaglia contro il piano Von der Leyen e Salvini ci dovrebbe spiegare come mai è alleato con chi non vuole darci nemmeno un euro...ma non lo farà, continuerà a parlare, anzi a straparlare, per nascondere la sua più grande sconfitta. Un fatto è certo, da oggi sarà molto piu difficile parlare di un'Europa brutta e cattiva che non vuole aiutarci e di un governo incapace di farsi ascoltare...questo S. e M. lo sanno bene, come sanno che il castello di carte che hanno costruito in questi mesi, con bugie come la firma del MES che secondo loro il governo italiano ha firmato almeno quattro volte, sta venendo giù...e spero che con lui vengano giù anche i consensi di questi due "amici" del popolo italiano, perché come diceva qualcuno: "Si possono ingannare poche persone per molto tempo o molte persone per poco tempo. Ma non si possono ingannare molte persone per molto tempo".
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domenica 24 maggio 2020
Strategia o malattia mentale? - Massimo Erbetti

Austria, Svezia, Paesi Bassi, Danimarca, fanno una contro proposta al piano che prevede 500 miliardi a fondo perduto proposto da Germania e Francia. Il piano si concentra su diversi punti cruciali, tutti mirati a trasformare il fondo in un prestito:
- rifiuto della della messa in comune del debito,
- niente sussidi a fondo perduto,
- nessun aumento significativo del bilancio Ue 2021-2027,
- creazione di un fondo- prestiti limitato nel tempo, che durerà massimo due anni e che presenterà una clausola per la sua disattivazione,
- vincolo del prestito a riforme, criteri di condizionalità e discipline del bilancio.
Praticamente questi quattro paesi ci dicono che dobbiamo sbrigarcela da soli, come se il Covid-19 fosse un problema solo nostro, come se fossimo colpevoli di quanto accaduto.
Un'Europa così non ha senso, un'Europa dove ogni stato pensa al proprio orticello, non può funzionare. Nessuno, ma proprio nessuno può farcela da solo, è impossibile. E questo lo ha capito anche la Germania, infatti nell'ultimo rapporto stilato da quel paese si nota una totale inversione di tendenza rispetto alle politiche economiche della BCE.
La cosa strana di tutta questa storia è che quegli stati che non vogliono un'Europa solidale, sono guidati da partiti alleati dei sovranisti di casa nostra. Mi domando come possano Salvini e Meloni, sedere al fianco di chi vuole lasciarci soli, se veramente volessero il bene degli italiani, non dovrebbero combatterli invece di unirsi a loro? Come mai da una parte Salvini dice che 500 miliardi a fondo perduto sono pochi e dall'altra se la fa con chi non vuole darci neanche quelli? Non vi viene in mente che tutto questo non quadra?
Quale strategia si cela dietro tutto questo? Perché una strategia deve pur esserci, altrimenti ci sarebbe un problema psichico.
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lunedì 11 maggio 2020
Aiutiamoli a casa loro? - Massimo Erbetti

Aiutiamoli a casa loro è una verità, un pensiero, o solo una scusa per lasciarli al loro destino?
Dopo gli ultimi fatti accaduti, dopo la liberazione di Silvia Romano, mi frulla in testa questa domanda a cui purtroppo non riesco a dare risposta.
Secondo alcuni, se "Silvia avesse fatto volontariato in Italia, ora non si troverebbe in questa situazione" ...si vero giusto, anzi giustissimo, dico io... "ma facendo volontariato in Italia non avrebbe potuto "aiutarli a casa loro"...".a questa mia affermazione, la risposta è:" c'è tanta gente in difficoltà qui, perché andare ad aiutare altri? ". Per cui, non è vero che volete aiutarli a casa loro, non li volete proprio aiutare. Altri dicono che" si è pure convertita all'Islam", e allora? Che significa? Perché adesso è di una religione diversa dovevamo lasciarla lì? Vanno salvati solo i cattolici? I mussulmani, i buddisti ecc., tutti lasciati al loro destino? Eppure la nostra Costituzione è chiara in merito:
Art. 3.
"Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese"
Un'altra domanda mi frulla poi in testa: come mai per i Maró, non ci furono tutte queste polemiche? Loro (i Maró) erano su una nave di un armatore privato a difendere gli interessi di un privato, non se ne potevano stare a casa loro? Forse molti hanno dimenticato che i Maró erano li in base al decreto legge del 12 luglio 2011 che aprì la strada all'imbarco dei militari sulle navi civili battenti bandiera italiana e alla convenzione dell'11 ottobre dello stesso anno tra il ministero della Difesa e la Confederazione italiana armatori.
Insomma "aiutiamoli a casa loro" quando ci sono interessi economici va bene, quando invece lo si fa per contrastare fame, malattie, e disperazione no?
Uno Stato degno di tale nome, non si pone il problema del perché un italiano si trovi all'estero e neanche a fare cosa, uno Stato, un vero Stato, fa di tutto per riportare a casa i propri "figli" e che essi si chiamino Silvia Romano, Massimiliano Latorre o Salvatore Girone, poco importa. Ma voi di questo ve ne fregate, per voi ci sono figli e figliastri, alcuni vanno salvati e altri lasciati al loro destino.
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Prescindendo dal fatto che, per aiutarli a casa loro, dovremmo liberarli dall'oppressione degli stati che rubano le risorse delle loro terre riducendoli alla fame.
martedì 24 marzo 2020
Dalla Russia con amore, in arrivo gli aiuti di Putin.
Laboratori mobili, medici militari, mezzi speciali. Nove jet sono in arrivo a Roma ed entro la notte i rinforzi saranno in Lombardia. Di Maio: "10 milioni di mascherine in arrivo. L'Italia non è sola".
La mobilitazione è stata rapidissima. Sabato Putin ha chiamato il premier Conte, domenica pomeriggio il primo jet è decollato da una grande base alle porte di Mosca e nella serata è arrivato all'aeroporto militare a Pratica di Mare. Altri otto seguiranno nel giro di ore. Tutti i materiali raggiungeranno poi la Lombardia.

Le foto diffuse dal ministero della Difesa russo mostrano la colonna di mezzi che sale sui velivoli. Si notano un laboratorio mobile, alcuni camion militari, una fila di ufficiali e diversi furgoni con aiuti medici. Sulle fiancate sono stati disegnati cuori con i tricolori dei due Paese e la scritta in tre lingue “Dalla Russia con amore”, come il film di 007.

Ognuno dei nove Ilyushin 76 può caricare circa 45 tonnellate tra merci e uomini: sono “i muli” volanti, protagonisti della storia dell’Armata Rossa sovietica, tutt’ora in servizio dopo essere stati modernizzati nei motori e nelle strumentazioni. Difficile valutare l’esperienza dei rinforzi in arrivo da Mosca: in Russia ufficialmente l’epidemia è a livelli minimi, anche se i dati vengono contestati da molti osservatori.

Il personale sembra proveniente dai ranghi della Protezione Civile, che fa capo al ministero dell’Interno, e da quelli delle forze armate. Dovrebbero essere parte delle unità pronte all’azione per fronteggiare le catastrofi e addestrate allo scenario della “guerra batteriologica”. E per questo in grado di operare con efficacia nella battaglia contro il coronavirus.

L’elenco degli aiuti annunciato da Mosca infatti comprende anche veicoli speciali e strumenti per la “sanificazione dei trasporti”: una bonifica fondamentale per i reparti militari impegnati in zone contaminate e adesso utilissima anche negli ospedali lombardi. I camion inoltre trasportano scorte di mascherine, tute protettive e tamponi per i test.
"Tra oggi e domani - ha dichiarato il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, che ha accolto all'aeroporto militare di Pratica di Mare l'aereo russo - arriveranno oltre 10 milioni di mascherine in Italia. Da mercoledì invece inizieranno ad arrivare 100 milioni di mascherine dalla Cina, così come comunicato nei giorni scorsi. Partirà un primo lotto da sei milioni e poi venti milioni di mascherine ogni settimana. Questo dimostra che l'Italia non è sola e che coltivare amicizie con altri Stati è fondamentale".
https://www.repubblica.it/cronaca/2020/03/22/news/dalla_russia_con_amore_in_arrivo_gli_aiuti_di_putin-252006026/
lunedì 16 marzo 2020
Coronavirus, il governo discute il decreto con gli aiuti economici. Le attese: stop a mutui e fisco, contributi per partite Iva, congedi.

Licenziato dal pre consiglio nella tarda serata di domenica, il testo sarà all'ordine del giorno del Consiglio dei ministri convocato alle ore 9. La versione non definitiva è composta da trenta pagine e 120 articoli, prevede diverse misure. Dai voucher baby sitter e congedi per genitori, fino ai fondi per la sanità e le forze dell’ordine.
venerdì 15 febbraio 2019
Affamare il Venezuela fino alla sottomissione. - Israel Shamir

— AFP news agency (@AFP) February 2, 2019
VIDEO: Migliaia di manifestanti dell’opposizione si riversano nelle strade di Caracas per sostenere il leader dell’opposizione del Venezuela, Juan #Guaidò, che chiede elezioni anticipate, mentre aumentano le pressioni internazionali affinché il presidente #Maduro si dimetta
— AFP news agency (@AFP) February 2, 2019