domenica 23 dicembre 2012

I marò in Italia per il Natale in famiglia: "Finalmente respiriamo aria di casa".



Roma - (Adnkronos/Ign) - I due soldati, trattenuti da dieci mesi in India con l'accusa di omicidio, sono rientrati a Roma (VIDEO) per quindici giorni di permesso. Non appena atterrati, hanno ricevuto la telefonata di Monti, poi l'incontro con NapolitanoLatorre: "Dai nostri cari il coraggio per andare avanti". Girone: "Siamo fiduciosi".

Roma, 22 dic. (Adnkronos/Ign) - Finalmente a casa. E' atterrato alle 12.48, sulla pista militare dell'aeroporto di Ciampino l'Airbus 319 che ha riportato in Italia Massimiliano Latorre e Salvatore Girone. I due marò, trattenuti da dieci mesi in India con l'accusa di aver ucciso due pescatori indiani, mentre scortavano la petroliera Enrica Lexie nell'Oceano Indiano, tornano a casa per il Natale. A Ciampino, ad attendere Massimiliano Latorre c'erano la sorella Franca, la figlia Giulia, i nipoti Giovanni e Alessandra Urbinello e Cristian D'Addario. Per riabbracciare Salvatore Girone, il padre Michele, la mamma Maria Ferrara, la moglie Giovanna Ardito, la figlia Martina di sei anni e il nipote Michele.
I due fucilieri di Marina sono stati accolti anche dai ministri degli Esteri e della Difesa, Giulio Terzi e Giampaolo Di Paola, insieme al Capo di Stato Maggiore, Ammiraglio Luigi Binelli Mantelli. Poco dopo l'atterraggio, il presidente del Consiglio Mario Monti li ha chiamati al telefono per ribadire l'impegno del governo per una definitiva soluzione del caso. Latorre e Girone dovranno presentarsi il 15 gennaio davanti al giudice di Kollam nel processo che li vede imputati di omicidio. Nel pomeriggio di sabato sono stati poi ricevuti al Quirinale dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.
''Per tutta la Marina questo è il più grande regalo di Natale che potessimo ricevere'' ha detto l'ammiraglio Binelli Mantelli, prima di lasciare il microfono a Latorre, sulla pista dello scalo di Ciampino. "Sono molto emozionato - ha detto il marò - finalmente respiriamo l'aria di casa, della nostra amata Italia. Dobbiamo ringraziare le istituzioni per aver permesso tutto ciò". "Ringraziamo il Presidente (Napolitano, ndr) che negli ultimi giorni ha accolto le nostre famiglie, anche non sapendo del nostro arrivo, per dargli forza e coraggio. Quella forza e coraggio loro - ha rimarcato - che è stata la nostra forza e coraggio per andare avanti".
"Siamo fiduciosi, lo siamo sempre stati e lo siamo oggi'', ha detto Salvatore Girone, ''abbiamo dentro una grande gioia perché il governo italiano e le istituzioni, il governo indiano e le istituzioni ci hanno concesso questo grande permesso, questa grande fiducia di passare il Natale qui in Italia con i nostri cari". "Continuiamo ad avere sempre fiducia -ha aggiunto il marò- e ringraziamo sempre il governo che ci è stato molto vicino e non ci ha mai mollato. Ringraziamo il Presidente Napolitano, e tutto il popolo italiano che ci è stato sempre vicino e continua a esserlo. Grazie a tutti" ha concluso Girone.
''I nostri marò sono tornati a casa. Grande emozione nel riabbracciare Massimiliano e Salvatore, valorosi servitori dello Stato'', ha scritto in un tweet il ministro degli Esteri, Giulio Terzi. Prima dell'atterraggio dell'Air Bus in arrivo dall'India, i familiari dei due militari hanno voluto ringraziare le istituzioni e gli italiani in alcune brevi dichiarazioni rese alla stampa. "Siamo felici, abbiamo il cuore in festa" ha detto Michele Girone. Con la mano poggiata sulla spalla del nipote, il papa' di Salvatore Girone, commosso, ha rivolto ''un grazie grandissimo al lavoro delle istituzioni, del nostro governo e del governo indiano, che ha dato la possibilità a mio figlio e a Massimiliano di poter incontrarci in una festa come quella del Natale". "Grazie al popolo italiano che in questi mesi ci e' stato tanto vicino", sono state le parole di Franca Latorre, sorella di Massimiliano."Abbiamo tanto sospirato questo momento -ha aggiunto, non nascondendo la commozione- speriamo di vivere questo momento serenamente. Grazie a tutti".
L'aereo militare, partito da Ciampino, li ha riportati in serata poi nella loro Puglia. All'aeroporto di Brindisi i due marò sono stati accolti con uno striscione di benvenuto da parte dei tifosi della locale squadra di calcio. A breve, dopo gli ultimi adempimenti di protocollo, torneranno a casa.
Soddisfazione bipartisan nel mondo politico. ''Marò Latorre e Girone finalmente in Italia. L'Italia vi difenderà. Bentornati e buon Natale'', ha scritto, via twitter, il segretario del Pdl, Angelino Alfano, salutando l'arrivo dei marò a Roma. ''Finalmente l'Italia può riabbracciare due coraggiosi servitori della Patria'', ha sottolineato Edmondo Cirielli, presidente della commissione Difesa della Camera.''A Massimiliano Latorre e Salvatore Girone -ha aggiunto- vanno i miei più sinceri auguri, fiducioso in una conclusione positiva della vicenda''. "Nessuno screzio con Guido Crosetto io e lui siamo assolutamente d'accordo", assicura Ignazio La Russa, esponente del nuovo movimento di centrodestra 'Fratelli d'Italia', in merito al presunto disaccordo tra lui e Guido Crosetto sulla candidatura dei due marò. "Siamo d'accordo tutti, discuteremo dell'argomento dopo le vacanze" ha fatto sapere l'ex ministro della Difesa.
Intanto l'Eurispes lancerà nei prossimi giorni una campagna di informazione a sostegno dell'idea che i due marò debbano restare in Italia anche dopo il periodo di licenza concesso dalla Corte del Kerala. "Il governo italiano -si legge in una nota dell'istituto- ha assunto impegni internazionali verso lo Stato indiano e li rispetterà pur non condividendo profondamente il contegno sinora tenuto dalle autorità indiane nella vicenda dei marò. I nostri marinai -si legge ancora- hanno dato la loro parola di italiani e di soldati e la manterranno, pur vivendo l'incubo dell'ingiusto processo per la negazione del giudice naturale e della straziante angoscia derivante dalla lontananza dai propri figli e dalle proprie famiglie". "Ma la nostra Costituzione nella più alta declinazione dello stato di diritto -precisa Eurispes- attribuisce all'Autorità Giudiziaria, nell'autonomia e nell'indipendenza dagli altri poteri dello Stato (Parlamento e Governo) l'obbligo dell'applicazione della legge e dell'esercizio della giurisdizione". "La Procura della Repubblica di Roma ha, sin dal febbraio del 2012, nell'immediatezza degli accadimenti, aperto un procedimento penale nei confronti di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone ritenendo fondatamente la propria competenza giurisdizionale a giudicare le loro condotte e le loro eventuali responsabilità ed ha in concreto esercitato la propria competenza ad indagare e a processare delegando indagini e facendo svolgere accertamenti alla Polizia Giudiziaria italiana".


http://www.adnkronos.com/IGN/News/Cronaca/I-maro-in-Italia-per-il-Natale-in-famiglia-Finalmente-respiriamo-aria-di-casa_314016498003.html

Che strani che siamo noi italiani, tributiamo a due assassini gli stessi onori che si riservano agli eroi.


Il Reddito Di Cittadinanza.

Auguri...



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venerdì 21 dicembre 2012

Cinque per mille, mancano all’appello 80 milioni di euro donati dai contribuenti.


Cinque per mille, mancano all’appello 80 milioni di euro donati dai contribuenti


Il Forum del Terzo Settore: "Risposte incoerenti e ambigue dal ministro Grilli. Lo Stato non ha alcun diritto o potere di trattenere o decurtare gli importi incassati, essendo invece obbligato a trasferirli interamente ai soggetti indicati dal contribuente".

Sono 463 i milioni di euro che i contribuenti hanno assegnato al 5 per mille per l’anno 2010, ma sono solamente 383 quelli che sono stati ripartiti alle associazioni. Mancano quindi all’appello 80 milioni. E’ quanto emerge dalla risposta che il ministro dell’Economia, Vittorio Grilli, ha inoltrato al Forum del Terzo Settore in seguito alle ripetute richieste di chiarimenti circa l’effettivo ammontare delle erogazioni del 5 per mille del 2010 e delle modalità con cui questi fondi verranno distribuiti. Lo ha reso lo stesso Forum in una nota.
Nel maggio scorso, ricorda il Forum, era stato lanciato l’allarme da alcuni organi di stampa sul fatto che dal totale della somma complessivamente raccolta in base alle scelte dei contribuenti, vi era una riduzione di circa il 17% nella erogazione a favore dei soggetti beneficiari. Il Forum aveva allora chiesto spiegazioni, che sono arrivate ora. La documentazione allegata alla risposta del ministro Grilli, che riporta un carteggio tra la Ragioneria di Stato e l’Agenzia delle Entrate, secondo il Forum “è incoerente e ambigua”.
Se infatti da un lato l’Agenzia delle Entrate conferma la somma dei 463 milioni di euro che i contribuenti hanno destinato al 5 per mille, dall’altro ribadisce che l’effettiva disponibilità è di soli 383 milioni. D’altro canto la nota del Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato segnala  invece una disponibilità totale di risorse per 409,3 milioni di euro. “Oltre a un ritardo inaccettabile nei tempi di pagamento, si aggiungono risposte confuse che destano allarme e preoccupazione tra i soggetti che hanno ricevuto o sono in attesa di ricevere l’erogazione del 5 per mille. Sappiamo bene quanto questo strumento sia di vitale importanza per il mondo degli enti non profit” si legge nella nota.
Il Forum sottolinea che lo Stato non ha alcun diritto o potere di trattenere o decurtare gli importi incassati – come ribadito anche dalla Corte Costituzionale nella sentenza n. 202 del 2007 – essendo invece obbligato a trasferirli interamente ai soggetti indicati dal contribuente. “Se così fosse ci troveremmo di fronte a una violazione gravissima delle leggi e del patto di fiducia tra Stato e cittadini”, sostiene il Forum, che chiede “risposte urgenti e definitive in merito alla reale distribuzione delle risorse del 5 per mille. Porteremo avanti il nostro impegno perché uno strumento di sussidiarietà fiscale, così importante per le associazioni venga applicato come previsto dalla legge”.
http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/12/21/cinque-per-mille-mancano-allappello-80-milioni-di-euro-donati-dai-contribuenti/452902/

E' inaccettabile che il Governo calpesti in continuazione quanto sancito dalla Costituzione!

Servizio Pubblico : Le armi contro l'antipolitica - Puntata 09




Pubblicato in data 20/dic/2012
Cosa è stato il governo Monti? Ce lo racconta Marco Travaglio mettendo allo scoperto tutte le sfumature di comunicazione utilizzate ed analizzando tutte le armi che i politici pensano di utilizzare contro il ciclone dell'antipolitica.

Napolitano commuta la pena a Sallusti: niente carcere ma 15mila euro di multa.

Alessandro Sallusti

Roma - (Adnkronos) - Il presidente della Repubblica ha firmato il decreto: "L'intento è sollecitare una riflessione sull'esigenza di pervenire a una disciplina più equilibrata ed efficace dei reati di diffamazione a mezzo stampa". Il direttore del 'Giornale' ringrazia su Twitter: "Deve valere per tutti, è chiara indicazione alla magistratura e alla politica".

Roma, 21 dic. (Adnkronos) - Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che questa mattina ha ricevuto dal ministro della Giustizia Paola Severino la documentazione relativa alla domanda di grazia in favore di Alessandro Sallusti avanzata dall'avvocato Ignazio La Russa, ha firmato - ai sensi di quanto previsto dall'art. 87, comma 11, della Costituzione - il decreto con cui e' stata concessa al direttore del quotidiano il 'Giornale' la commutazione della pena detentiva ancora da espiare nella corrispondente pena pecuniaria (quantificata, secondo i parametri normativi indicati dall'art.135 del Codice penale, in 15.532 euro).

La decisione, si legge in una nota del Quirinale, nel rispettare le pronunce dell'autorita' giudiziaria in applicazione dell'attuale normativa, tiene conto dell'avviso favorevole formulato dal ministro della Giustizia a conclusione dell'istruttoria compiuta con l'acquisizione delle osservazioni (contrarie) del Procuratore generale di Milano e del parere (favorevole) espresso dal magistrato di sorveglianza.
Sono state anche considerate le dichiarazioni gia' rese pubbliche dalla vittima della diffamazione. Cosi' come si e' preso atto che il giornale sul quale era stato pubblicato l'articolo giudicato diffamatorio dopo la condanna del suo ex direttore ha riconosciuto la falsita' della notizia formalizzando con la rettifica anche le scuse.
La decisione di commutare la pena raccoglie altresi' gli orientamenti critici avanzati in sede europea, in particolare dal Consiglio d'Europa, rispetto al ricorso a pene detentive nei confronti di giornalisti. Si e' anche valutato che la volonta' politica bipartisan espressa in disegni di legge e sostenuta dal governo, non si e' ancora tradotta in norme legislative per la difficolta' di individuare, fermo restando l'obbligo di rettifica, un punto di equilibrio tra l'attenuazione del rigore sanzionatorio e l'adozione di efficaci misure risarcitorie.
''Con il provvedimento di commutazione della pena detentiva'' in pena pecuniaria, ''il Presidente della Repubblica ha inteso ovviare a una contingente situazione di evidente delicatezza, anche nell'intento di sollecitare, nelle istituzioni e nella societa', una riflessione sull'esigenza di pervenire a una disciplina piu' equilibrata ed efficace dei reati di diffamazione a mezzo stampa''. Si legge in una nota del Quirinale.
Sallusti commenta su Twitter: "Ringrazio Napolitano. Accetto la grazia, precedente. Deve valere per tutti i giornalisti, chiara indicazione a magistratura e politica''.


Capito quali sono le priorità impellenti di Napy?
Mettersi contro la magistratura è lecito?
Calpestare la Costituzione è lecito?
Fare il Presidente della Repubblica e non rispettarne gli articoli costituzionali è lecito?
Non siamo tutti uguali per Napy, e lo avevamo capito da tempo.