Un diario, dove annoto tutto ciò che più mi colpisce. Il mio blocco per gli appunti, il mio mondo.
lunedì 20 aprile 2026
domenica 19 aprile 2026
Una svolta storica nella lotta contro il cancro.
In Puglia nasce il primo acceleratore lineare di protoni al mondo: una tecnologia innovativa che promette di rivoluzionare la protonterapia rendendola finalmente più precisa, accessibile ed economica.
Un passo avanti concreto per milioni di pazienti: trattamenti più mirati, meno effetti collaterali e nuove speranze per il futuro della medicina.
L’Italia si conferma protagonista nella ricerca e nell’innovazione sanitaria.
Il futuro della cura del cancro è già iniziato.
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leggi anche: https://it.wikipedia.org/wiki/Protonterapia
venerdì 17 aprile 2026
giovedì 16 aprile 2026
A Pavia, al CNAO – Centro Nazionale di Adroterapia Oncologica - curano tumori con acceleratore di nanoparticelle a cura del SSN.
In Italia esiste un posto che sembra fantascienza, ma è un ospedale. Non un laboratorio segreto.
Non un progetto militare. Un ospedale.
A Pavia, dentro un bunker con 6 metri di cemento armato, c’è un acceleratore di particelle che non studia l’universo.
Lo cura.
Si chiama CNAO – Centro Nazionale di Adroterapia Oncologica.
E ogni giorno un sincrotrone da 25 metri di diametro spara ioni di carbonio contro tumori che la chirurgia non può toccare e la radioterapia non riesce a scalfire.
Non è chemio.
Non è radioterapia classica.
È adroterapia: la stessa tecnologia dei laboratori del CERN, ma usata per salvare vite.
Gli ioni di carbonio sono pesanti, precisi, devastanti per il tumore. Rilasciano energia solo dove serve, risparmiando i tessuti sani. È come colpire un granello di sabbia in mezzo al mare.E centrarlo.
In Italia, solo il CNAO può farlo.
Nel mondo, i centri così sono sei.
Dal 2011 ha trattato più di 4.000 pazienti che altrove non avevano alternative. Dal 2014 è tutto coperto dal Servizio Sanitario Nazionale.Gratuito.Pubblico.Reale.
Mentre il CERN cercava bosoni, a Pavia si costruiva una macchina per dare una seconda possibilità a chi non ne aveva più.
E allora la domanda resta:
Perché non lo sa nessuno?
Forse perché questa è una storia che non fa rumore.
Fa miracoli.
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Frana di Niscemi.
Frana Niscemi, indagati gli ultimi 4 presidenti della Regione siciliana: Lombardo, Crocetta, Musumeci e Schifani.
https://www.facebook.com/photo?fbid=1406173988203546&set=a.602503655237254
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Era ora, finalmente!!! Speriamo che il colpevole paghi!
MARCO TRAVAGLIO - L’amico di famiglia - IFQ-16 aprile 2026
Per la Meloni le pulizie di Pasqua fra gli amici sembravano non finire più: dai piccoli (Delmastro, Bartolozzi e Santanchè) ai grandi (Trump, Netanyahu e Orbán). Purtroppo si sono interrotte sul più bello, quando poteva liberarsi o almeno distanziarsi da quello più costoso e petulante: Zelensky. Invece se lo tiene stretto, anche se l’ha ereditato dalla buonanima di Biden. L’interesse nazionale è comprare gas russo a basso costo e alleviare le bollette più care d’Europa (le nostre), spingendo per un compromesso Mosca-Kiev. Il che potrebbe servirle a far pace con Trump e recuperare consensi staccandosi dall’Ue più bellicista e facendo qualcosa di buono per l’Italia. Non sia mai. Ricevendo Zelensky, la Meloni s’è vantata perché “in quattro anni la posizione di Europa e Italia è stata sempre la stessa al fianco di Kiev”. Un trionfo: l’Ucraina, già fallita nel 2021 (da tempo è il secondo Paese europeo più povero, ma anche il più armato), ha perso un quinto del territorio e 17 milioni di abitanti su 44 (quelli fuggiti in Europa e in Russia e quelli delle regioni occupate), e sopravvive grazie a 50 miliardi annui di prestiti del Fmi, più i 15-20 mensili necessari per continuare a combattere, quasi tutti a carico dell’Ue. Ma per la Meloni “è un dovere morale e una necessità strategica perché è in gioco la sicurezza dell’Europa”. Infatti, grazie ai 195 miliardi in armi e fondi a Kiev, alle sanzioni a Mosca e al sabotaggio ucraino ai gasdotti Nord Stream, l’Ue è alla canna del gas. E il peggio viene ora che, senza più Orbán, regaleremo altri 90 miliardi a Kiev.
Ma ecco il piazzista ucraino, con l’aria di quello che ci fa un favore: “Abbiamo sviluppato un formato speciale di accordo sulla sicurezza, il ‘Drone Deal’, con la nostra esperienza militare su droni, missili, sistemi antiaerei e guerra elettronica. Proponiamo di unirla alle capacità dei nostri partner per sostenerci l’un l’altro”. Cioè: noi manteniamo il suo regime pagandogli tutto, anche i cessi d’oro, e quello ci offre gentilmente di ricomprargli gli armamenti che gli regaliamo e gli finanziamo (così efficaci che nell’ultimo anno Kiev ha perso 450 kmq). Intanto ce ne chiede altri. Anziché ridergli in faccia, la Meloni l’ha ringraziato per “metterci a disposizione la straordinaria esperienza di sicurezza maturata in questi anni, un valore aggiunto per gli alleati” e ha promesso di “aumentare l’interazione tra i nostri settori della difesa e le nostre industrie”. Avrebbe potuto chiedergli lumi sugli attacchi terroristici ucraini ai gasdotti nel Baltico e alle petroliere fantasma nel Mediterraneo, una delle quali vaga da settimane fra Italia e Libia minacciando un disastro ambientale mai visto. Ma pareva brutto. Rischiava di giocarsi anche l’ultimo amico rimasto.
Il Fatto Quotidiano
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Energia, Wave Star, la centrale che produce elettricità pulita delle onde del mare.
Incredibile il potenziale dell’energia del mare. Pensate, basterebbe lo 0,02% dell’energia prodotta dal mare per soddisfare il fabbisogno energetico di tutta la terra! Tra le rinnovabili oggi è forse la meno conosciuta, ma secondo le stime, questa preziosa risorsa, nei prossimi anni subirà una forte impennata. E l’Italia, con quasi 8.000 km di coste, potrebbe essere uno dei paesi leader per la ricerca, lo sviluppo e l’implementazione di queste nuove tecnologie marine. Cosa stiamo aspettando? Ah, dimenticavo. I nostri politici proprio non se la sentono di dare un dispiacere del genere ai loro amici delle lobby del Petrolio!
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