Un diario, dove annoto tutto ciò che più mi colpisce. Il mio blocco per gli appunti, il mio mondo.
mercoledì 31 dicembre 2025
domenica 28 dicembre 2025
Lettera aperta di Mario Capanna a Sergio MATTARELLA!
Signor Presidente,
mi rivolgo a Lei in forma aperta perché è di interesse pubblico il tema che Ella ha recentemente sollevato.
Nel Suo discorso per lo scambio di auguri con i rappresentanti delle istituzioni ha dichiarato: “La spesa per dotarsi di efficaci strumenti che garantiscano la sicurezza collettiva è sempre stata comprensibilmente poco popolare (…) e tuttavia, poche volte come ora, è necessaria”.
Dissento con rispettosa fermezza.
Questa sua posizione bellicista confligge con i sentimenti della grande maggioranza del popolo italiano, decisamente contrario al riarmo.
Senz’altro Lei conosce il sondaggio del Censis, secondo cui, se l’Italia fosse coinvolta in una guerra, solo il 16 per cento dei cittadini impugnerebbe le armi: tutti gli altri, con diverse motivazioni, si rifiuterebbero.
Secondo Lei la “necessità” del riarmo deriverebbe dal fatto che “siamo costretti a difenderci da nuovi rischi che, senza infondati allarmismi, sono concreti e attuali”.
Quali i “nuovi rischi, concreti e attuali”?
Su questo punto focale non può essere reticente, ha il dovere di indicarli.
Qualcuno potrebbe aggredirci? Chi?
Posto che ad invaderci non possono essere né la Repubblica di San Marino né lo Stato del Vaticano né un Paese europeo né gli Usa né la Cina, che ha interesse a commerciare tranquillamente, non resta che la Russia, da Lei in altre occasioni indicata ripetutamente come il “nemico”.
Mentre Putin va ripetendo a chiare lettere di non voler portare la guerra in Europa, ma che è pronto a difendere il suo Paese se essa e la Nato lo attaccassero – il che è stato considerato da Bruxelles una “minaccia” (!?).
Per riarmarci, rovesciamo la realtà.
Nelle stesse ora in cui Lei pronunciava il Suo discorso, Papa Leone XIV, nel suo messaggio per la Giornata mondiale della pace, affermava: “E’ scandaloso che si faccia la guerra per raggiungere la pace (…) con campagne di comunicazione e programmi educativi che trasmettono una nozione meramente armata di difesa e di sicurezza, (…) con forme di blasfemia per trascinare le parole della fede nel combattimento politico”.
Si scagliava, poi, contro “la logica contrappositiva, che va molto al di là del principio di legittima difesa, dato più attuale in una destabilizzazione planetaria che va assumendo ogni giorno maggiore drammaticità e imprevedibilità”.
Tutto ciò, sottolineava il Pontefice, si traduce in “ripetuti appelli a incrementare le spese militari e le scelte che ne conseguono sono presentate da molti governanti con la giustificazione della pericolosità altrui” (de te fabula narratur?...).
L’alternativa indicata è la ricerca della pace, attraverso la “via disarmante della diplomazia, della mediazione, del diritto internazionale”.
Non trova pure Lei preoccupante che i maggiori media italiani non abbiano dato notizia del messaggio di Leone XIV?
Siamo arrivati al punto che la “libera” stampa censura anche il Papa, perché ragiona al contrario del pensiero unico.
Le parole del Pontefice collimano con quelle di Albert Einstein: “Senza il disarmo non vi può essere una pace stabile. La corsa agli armamenti porterà inevitabilmente a nuove catastrofi”.
Signor Presidente, il riarmo genera una doppia tragedia: sottrae montagne di risorse per i bisogni sociali più importanti e non è mai univoco, nel senso che se uno si dota di più armi lo fa anche l’altro.
Così si riarmano l’Europa, gli Usa, la Russia, la Cina: una spirale annichilente che va assolutamente fermata, prima che la parola passi alle armi nucleari.
Perciò mi permetta di nutrire la speranza che Lei, nel prossimo messaggio di fine anno, eviti la coazione a ripetere.
Con cordialità Mario Capanna
La redazione di stop vuole aggiungere una sola cosa: Presidente Mattarella siamo convinti abbia a cuore la stabilità del governo ma la invitiamo a non insistere nel foraggiare gli approcci di un governo che continua a manifestarsi opportunista, lontano anni luce dal perseguire perequazione ed uguaglianza e che continua ad appoggiare regimi a cui la nostra nazione avrebbe il dovere di tenere le distanze e verso i quali si sono palesate e manifestate connivenze delinquenti ( vedi caso Almasri) o derubricazione dei diritti fondamentali! Senza parlare della vicenda a Gaza per la quale il governo risulta persino denunziato a livello internazionale per concorso in genocidio. La invitiamo pertanto a riflettere evitando dichiarazioni che travalichino il ruolo di garanzia che lei e’ tenuto ad assicurare alla nazione, anche e se necessario a discapito del governo in carica! Grazie!
https://www.facebook.com/photo/?fbid=909914268219788&set=a.131453279399228
domenica 21 dicembre 2025
L’articolo 32 della Costituzione italiana. - Michele Sodano.
L’articolo 32 della Costituzione italiana sancisce che “la Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività”. Non è una frase ornamentale, è un pilastro etico e politico della nostra nazione. Mette nero su bianco che in Italia la salute non è un favore, non è una concessione, non è un premio elargito da chi governa. È un diritto originario e inviolabile, che precede la propaganda, le campagne elettorali e persino il consenso.
La politica estera secondo Mattarella. -
(di Antonio Padellaro – ilfattoquotidiano.it) – Da quando, a luglio, citò il Terzo Reich per dire che l’aggressione russa all’Ucraina era “della stessa natura”. Fino a venerdì scorso quando ha chiesto ai partiti di non fare storie nel sostenere le “necessarie” spese per la Difesa, “nel momento in cui il modello democratico appare sfidato da Stati sempre più segnati da involuzioni autoritarie”. Il protagonismo di Sergio Mattarella sul conflitto Russia-Ucraina espresso nelle più svariate circostanze rituali, e dalle più alte cattedre europee, non conosce sosta. Sono soprattutto gli attacchi frontali che il capo dello Stato sferra continuamente contro il Cremlino a fare notizia. “Non evochi la pace chi muove la guerra”. “La sola minaccia del nucleare è un crimine contro l’umanità”. “La Russia vuole ridefinire con la forza i confini dell’Europa”. “Mosca fuori dalla storia”. “È in atto un’operazione contro il campo occidentale, che vorrebbe allontanare le democrazie dai propri valori, separando i destini delle diverse nazioni”. Queste incisive frasi, e le numerose altre che non riportiamo per ragioni di spazio, proprio per la vasta risonanza suscitata e, naturalmente, per il ruolo e l’autorevolezza di chi le ha pronunciate. Non dovrebbero indurre a qualche seria riflessione sulle conseguenze che ne derivano? Prima di tutto l’esposizione in prima persona del presidente della Repubblica alle ritorsioni e alle minacce russe, affidate alla postura aggressiva della portavoce Maria Zakharova incaricata di sibilare le veline di Vladimir Putin. Colpisce poi una certa solitudine del nostro capo dello Stato rispetto ai suoi pari grado occidentali, anche nel gruppo dei cosiddetti volenterosi, che preferiscono non esporsi su un terreno così minato e che, a sua differenza, adottano preferibilmente un cauto linguaggio di stampo paludato-istituzionale. Esiste, infine, un contesto interno che potrebbe riguardare, sul tema della guerra, non solo una certa sovraesposizione del linguaggio allarmato ed esplicito del Quirinale rispetto a quello più diplomatico del governo, ma appunto le scelte che ne scaturiscono. Data la natura delle questioni sollevate, le parole di Mattarella infatti non possono essere rubricate semplicemente nella categoria dei “moniti”, frequentemente usati (e abusati) nella storia recente e passata dagli inquilini del Colle. Il capo dello Stato, tra gli altri incarichi, presiede un organismo di eccezionale importanza strategica come il Consiglio supremo di difesa, nel quale insieme ai vertici militari siedono i ministri di Esteri, Interno, Economia, Difesa, Sviluppo economico. Si suppone che nelle riunioni di questo alto consesso venga praticata l’arte della sintesi, né si hanno notizie in contrario. Ma qualche interrogativo sulle indicazioni di fondo rimane. Prendiamo la linea del governo Meloni-Salvini favorevole a quel piano Trump che non esclude, anzi, la cessione alla Russia del Donbass, almeno quella parte prevalente della regione già conquistata dall’esercito di Putin sul campo. Come si concilia tutto ciò con le parole di Mattarella? Quando per esempio egli sostiene che “non si possono ridefinire con la forza i confini dell’Europa”? E dal tradizionale discorso di fine anno quali scenari di pace e di guerra saranno disegnati da colui che oggi, di fatto, appare il frontman della politica italiana estera e di difesa?
Niente Asset Russi.
UNIONE SOVIETICA EUROPEA. - Marco Travaglio
Nella foga di combattere le autocrazie copiandole,
giovedì 18 dicembre 2025
FARMACI CONTRO IL TUMORE DEL FEGATO: IL SANT'ORSOLA DI BOLOGNA ESEGUE LA SUA PRIMA ELETTROCHEMIOTERAPIA SU EPATOCARCINOMA.
Un'équipe di radiologi interventisti dell'IRCCS bolognese ha portato a termine con successo una procedura che combina impulsi elettrici controllati e farmaci chemioterapici per aggredire più efficacemente un epatocarcinoma. Grazie alla nuova Sala Angiografica realizzata con un investimento di 800mila euro di fondi PNRR, l'IRCCS si iscrive nel ristretto gruppo di centri capaci di eseguire l'intervento su questo tipo di lesioni. "Con questo approccio possiamo aggredire anche tumori del fegato finora incurabili".
A prima vista, tra geometrie azzurre e rossastre in continua evoluzione e scie luminose che attraversano il monitor, sembra di assistere ad un film di fantascienza. In realtà, nulla di più diverso. Quella che compare sullo schermo, infatti, è la procedura di posizionamento di sottili elettrodi ad ago, inseriti all'interno del fegato di un paziente per aprire (attraverso brevissimi impulsi elettrici) minuscoli varchi nelle membrane cellulari di un tumore. Varchi che consentono al farmaco oncologico di entrare più facilmente all'interno delle cellule neoplastiche, potenziandone l'effetto. E che permettono dunque di aggredire lesioni neoplastiche che non potrebbero essere trattate con tecniche tradizionali.
È il principio dell'Elettrochemioterapia, tecnica innovativa e minimamente invasiva che potenzia drasticamente l'efficacia della terapia chemioterapica grazie all'impiego di impulsi elettrici controllati. Già impiegata nella cura di diverse neoplasie benigne e maligne, al Policlinico di Sant'Orsola pochi giorni fa è stata eseguita per la prima volta su un epatocarcinoma, tumore maligno del fegato. Grazie alla nuova Sala Angiografica della Radiologia Addomino-pelvica Diagnostica e Interventistica diretta dalla prof.ssa Cristina Mosconi, infatti, l'IRCCS Policlinico di Sant'Orsola si iscrive nel ristretto gruppo di centri specialistici nazionali capaci di eseguire il trattamento su questo tipo di lesione.
La procedura è sicura, caratterizzata da altissima precisione e dal basso impatto sui tessuti circostanti. Risulta particolarmente indicata per pazienti con lesioni del fegato non candidabili a interventi chirurgici più invasivi né a trattamenti di ablazione percutanea tradizionali (come l'ablazione a radiofrequenza o a microonde). "Ci consente di aggredire anche lesioni del fegato che finora venivano considerate non trattabili con le tecniche disponibili", spiega in merito la prof.ssa Mosconi.
L'intervento è stato eseguito dall'équipe guidata dai radiologi interventisti Antonio De Cinque, Lorenzo Braccischi e Francesco Modestino in collaborazione con gli specialisti dell'Anestesia Polispecialistica e Rianimazione diretta da Andrea Zanoni. Il paziente, che è seguito da tempo dalla Medicina Interna per il trattamento delle gravi insufficienze d'organo dell'IRCCS, è stato dimesso dopo pochi giorni. "Questo nodulo in particolare sia per la posizione che per la peculiare vascolarizzazione non poteva essere trattato con altre tecniche – spiega la dottoressa Federica Mirici Cappa – L'intervento è andato bene e il paziente non ha avuto complicanze, ma per valutare l'efficacia del trattamento bisognerà attendere i controlli dei prossimi mesi".
"Bologna si conferma un punto di riferimento per il trattamento della patologia epatica: dalla presa in carico alle procedure interventistiche avanzate, dall'eccellenza oncologica fino al trapianto e alle più moderne tecniche di riperfusione – commenta la direttrice del Dipartimento Medico chirurgico delle malattie digestive, epatiche ed endocrino-metaboliche dell'IRCCS, Maria Cristina Morelli - La multidisciplinarietà e la vocazione all'innovazione del Policlinico consentono di seguire il paziente a 360 gradi sperimentando, quando possibile, anche tecniche innovative".
"Si tratta di un'operazione che richiede un ambiente altamente specializzato, perché il paziente deve rimanere completamente immobile per il corretto posizionamento degli elettrodi e per gestire l'erogazione degli impulsi controllati ad alta tensione - aggiunge la prof.ssa Mosconi – Le tecnologie in dotazione alla nuova Sala Angiografica del Policlinico di Sant'Orsola sono state fondamentali per la buona riuscita dell'operazione". Inaugurata ad ottobre grazie ad un investimento di quasi 800mila euro mila euro garantiti da fondi PNRR, la sala è infatti dotata di sistemi di navigazione 3D di ultima generazione e di dispositivi che consentono la fusione delle immagini di ecografia, TAC e risonanza: innovazioni fondamentali per ottenere il massimo della precisione e della sicurezza della procedura, pur preservandone le caratteristiche di mininvasività.
Come funziona l'Elettrochemioterapia. L'approccio elettrochemioterapico sfrutta il fenomeno dell'elettroporazione reversibile. Gli impulsi elettrici prodotti dagli aghi posizionati con precisione attorno alla lesione inducono infatti la formazione di pori transitori nella membrana cellulare ionica del tumore. Ed è proprio attraverso questi varchi temporanei che il farmaco somministrato per via endovenosa riesce a infilarsi: in condizioni normali le molecole chemioterapiche sarebbero troppo grandi per superare in forze questa barriera, ma grazie a questo aiuto la loro concentrazione all'interno della cellula aumenta in misura esponenziale (di diverse migliaia di volte). Di conseguenza, l'azione citotossica risulta drasticamente più efficace: il farmaco riesce a interrompere efficacemente la proliferazione delle cellule neoplastiche, portandole alla morte.
La Radiologia Addomino-pelvica Diagnostica e Interventistica esegue sia procedure diagnostiche (Tac, risonanza magnetica ed ecografia), principalmente per malattie, oncologiche e non, del fegato, delle vie biliari, dell'intestino e delle vie urinarie, che procedure interventistiche sotto guida radiologica ed ecografica. Grazie alla ventennale esperienza acquisita nelle procedure di radioembolizzazione, per le quali è centro di riferimento nazionale, e all'introduzione di tecniche innovative come la TAME (embolizzazione delle arterie genicolate), sottopone a trattamento ogni anno circa 1.800 pazienti.
La Medicina Interna per il Trattamento delle Gravi Insufficienze d'Organo è strutturata in servizi di competenza specialistica e ultraspecialistica e si occupa della diagnosi e del trattamento integrato delle patologie acute e croniche severe del fegato e delle vie biliari. Afferisce al Programma Aziendale di Trapianto Epatico, che si configura come importante momento di incontro interdisciplinare di consolidate competenze plurispecialistiche.
https://www.facebook.com/photo?fbid=1447236997403854&set=a.719119263548968
Il narcisista. -
mercoledì 17 dicembre 2025
MA MATTARELLA DA CHE PARTE STA?
Yoshinori Ōsumi, il biologo giapponese che, nel 2016, ha vinto il premio Nobel per la Medicina «per le sue scoperte dei meccanismi di autofagia»..
Ha scoperto l'esistenza dell'autofagia nei lieviti, utilizzando questi ultimi per individuare i geni coinvolti nel processo stesso. Grazie a questo sempre più accurato screening genetico, ha individuato alcune delle importanti funzioni dell'autofagia nei processi fisiologici umani. Altre funzioni sono ancora oggetto di ricerca. Dal 2014 è professore onorario presso l'Istituto di Tecnologia di Tokyo.
Ha vinto il premio Nobel per la medicina nel 2016 «per le sue scoperte dei meccanismi di autofagia».[1]