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martedì 10 marzo 2026

LA BATTAGLIA FINALE: SALVINI CHIEDE IL "BLOCCO" DELLE TRASMISSIONI TELEVISIVE – MAURIZIO CROZZA DIVENTA IL "NEMICO NAZIONALE" NUMERO 1!

 

Il terremoto causato dall'atto di Maurizio Crozza di stracciare documenti legali in diretta non accenna a placarsi; anzi, ha scatenato un "attacco totale" senza precedenti da parte di Matteo Salvini. Subito dopo la fine del programma, il Vicepresidente del Consiglio non è riuscito a contenere la rabbia ed è subito salito sul palco con parole durissime, accusando Crozza non solo di averlo insultato personalmente, ma anche di un attacco diretto al sistema giudiziario e all'ordine pubblico italiano.
La situazione è degenerata a livelli vertiginosi quando il team legale di Salvini ha presentato una richiesta d'urgenza per la sospensione immediata del programma di Crozza, citando come causa "incitamento a violare la legge". Roma è stata scossa dalla notizia che Salvini stava esercitando un'enorme pressione sulla dirigenza dell'emittente televisiva, minacciando di tagliare tutti i finanziamenti se a questo "ribelle" non fosse stato tolto definitivamente il microfono.
Nel frattempo, mentre Giorgia Meloni si preparava a entrare in Parlamento per affrontare la crisi mediorientale, lo scandalo di Salvini è stato una doccia fredda sull'unità della coalizione di governo. Molte fonti interne hanno rivelato che Meloni era furiosa perché questo incidente aveva rubato tutta l'attenzione del pubblico, trasformando il suo importante reportage in un semplice "personaggio di supporto" nel dramma di Salvini e Crozza. Gli ambienti finanziari milanesi sono in subbuglio per la prospettiva di una crisi della libertà di parola che potrebbe scuotere l'immagine dell'Italia a livello internazionale, mentre Crozza rimane provocatorio, dichiarando: "Se vogliono tacere, hanno scelto la persona sbagliata da minacciare!"
LE PORTE DELLA TELEVISIONE SI SBATTERANNO DAVANTI A CROZZA, O SALVINI SUBIRÀ UN ALTRO UMILIANTE FALLIMENTO?

mercoledì 16 marzo 2022

Censura democratica. - Marco Travaglio

 

Da tre settimane il circoletto onanista-atlantista che se la canta e se la suona è alla disperata ricerca di qualcuno che difenda l’armata russa e giustifichi i fiumi d’inchiostro versati contro il presunto “partito italiano di Putin”. Si è provato a iscrivere al Cremlino chi ricorda le responsabilità della Nato nell’accerchiamento della Russia. Ma non ci è cascato nessuno: pure Biden nel 1997 e Kissinger nel 2014 dicevano le stesse cose, tuttora condivise da fior di analisti occidentali; e sono proprio gli atlantisti a dire che la Nato con l’Ucraina non c’entra nulla. Allora si è inventato che chi critica l’invio delle armi alle milizie ucraine (inclusi i ceffi con la svastica del battaglione Azov) sta con Putin. Ma non ha abboccato nessuno: tutti gli esperti spiegano che le nostre armi non ribalteranno l’esito della guerra pro Ucraina, ma contro, allungando il conflitto con più perdite di civili e di territori. Figurarsi il sollievo quando le Sturmtruppen hanno finalmente trovato un intellettuale equidistante fra Ucraina e Russia: Povia (che è pure No vax, quindi vale doppio). Ecco perché i panciafichisti occidentali non si decidono a scatenare la terza guerra mondiale, malgrado gli appelli di Zelensky e della sua moderatissima vice: per via di Povia. Che però non è solo. Ieri Aldo Grasso, il Povia dei guerrafondai, ha smascherato il suo complice: Maurizio Crozza, capofila del “‘neneismo’ oltraggioso della sinistra radicale”.

E dove sarebbe l’oltraggio? Tenetevi forte: Crozza ha financo mostrato la cartina d’Europa con l’avanzata della Nato a Est dopo che nel 1990 il Segretario di Stato Usa Baker aveva promesso a Gorbaciov “non un centimetro più a Est”. Poi la Nato si mangiò dieci Paesi, fino al confine ucraino. Ma questo, spiega Grasso, fu perché quei Paesi “preferiscono vivere, di loro spontanea volontà, sotto l’ombrello della Nato”: lui è convinto che la Nato sia una bocciofila dove paghi la tessera e ti iscrivi: non sa che devi essere invitato, e solo a patto di non compromettere la sicurezza degli altri membri, come invece è avvenuto invitando Paesi che era meglio lasciare neutrali. Per chi non si sentisse abbastanza oltraggiato da una cartina, c’è di peggio: “Per rafforzare il suo antiamericanismo, Crozza ha ricordato che a Cuba nel ’62 gli Usa mica han lasciato che i russi gli mettessero i missili ai confini”. E, siccome Crozza conosce la storia meglio di Grasso, “la sua satira diventa comizio”. È lo stesso argomento usato dai berluscones contro Luttazzi e i Guzzanti che dicevano le verità proibite dal regimetto. Lo stesso argomento usato dai putiniani contro chi dice le verità proibite dal regime. Cose che càpitano nei Paesi democratici che, a furia di esportare la democrazia di qua e di là, hanno esaurito le scorte.

https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2022/03/16/censura-democratica/6527023/