Un diario, dove annoto tutto ciò che più mi colpisce. Il mio blocco per gli appunti, il mio mondo.
lunedì 9 marzo 2026
IL CODICE DA VINCI - Viviana Vivarelli.
sabato 7 marzo 2026
Giustiziate per crimini di guerra.
Se la donna non si rialzava, la pestava fino a ucciderla. Una sopravvissuta, Halina Vosniak, testimoniò che Barkman portava sempre con sé un bastone, lo chiamava il suo giocattolo. Ho visto uccidere almeno 14 donne con quel bastone. Barkman sorrideva mentre lo faceva. Iwa Paradis, 24 anni al momento dell’arrivo a Stuttov, aveva un metodo diverso. Era specializzata nelle selezioni, il processo in cui le guardie decidevano quali prigioniere erano ancora abbastanza forti per lavorare e quali dovevano essere mandate alle camere a gas. Paradis si divertiva a giocare con le sue vittime. Diceva loro che erano state selezionate per un trasferimento in un campo con condizioni migliori. Le faceva marciare verso le docce con la promessa di cibo caldo e vestiti puliti. Poi chiudeva le porte delle camere a gas e osservava attraverso lo spioncino mentre il Cyclon B faceva il suo lavoro. Elisabeth Becker, la più giovane delle cinque, aveva solo 21 anni quando arrivò a Stutthof. La sua specialità era la tortura. aveva sviluppato una tecnica che chiamava l’annegamento a secco. Costringeva le prigioniere a tenere la testa in un secchio d’acqua gelida fino quasi all'asfissia. Poi le tirava fuori all’ultimo secondo, ripeteva il processo fino a quando la vittima non perdeva conoscenza o moriva. Wanda Cluff gestiva l’infermeria del campo, una definizione crudelmente ironica. Nell’infermeria di Stothof non si curava nessuno. Si selezionavano i malati troppo deboli per lavorare e li si mandava alla morte. Claff partecipava attivamente alle iniezioni letali di fenol somministrate ai prigionieri considerati irrecuperabili. Gerda Steinof era responsabile del blocco di punizione dove le prigioniere venivano mandate per infrazioni reali o immaginarie. Le punizioni includevano la fame totale, le percosse sistematiche, l’esposizione al gelo. Poche uscivano vive dal blocco di Steinov. Nel gennaio 1945, con l’armata rossa a poche decine di chilometri, le SS ordinarono l’evacuazione di Stohoff. Decine di migliaia di prigionieri furono costretti nelle famigerate marce della morte verso ovest. Chi cadeva veniva fucilato sul posto, chi non poteva camminare veniva abbandonato nel gelo a morire di ipotermia. Si stima che delle 50.000 persone evacuate da Stottof, oltre la metà mori durante le marce o immediatamente dopo, le cinque guardie tentarono di fuggire mescolandosi ai rifugiati civili che fuggivano l’avanzata sovietica, ma la loro fortuna durò poco. Una per una furono riconosciute da sopravvissute che le avevano viste in azione a Stuttov. Entro la primavera del 1945 tutte e cinque erano in custodia polacca. Il processo iniziò il 25 aprile 1946 davanti a un tribunale speciale polacco ad Ansica. era il primo processo per crimini di guerra contro personale di un campo di concentramento condotto in Polonia e attirò l’attenzione internazionale. Le prove erano schiaccianti. Oltre 100 testimoni, tutti i sopravvissuti di Stuttov, si presentarono a deporre. Le loro testimonianze, raccolte meticolosamente dagli investigatori polacchi, descrivevano un catalogo di orrori che lasciò scioccata persino una corte abituata agli orrori della guerra. La difesa attentò diverse strategie. Alcune imputate affermarono di aver solo eseguito ordini. Altre sostenero che le testimonianze erano esagerate o inventate. Barkcman adotta una tattica diversa. Negò tutto, affermando di essere stata una semplice impiegata amministrativa che non aveva mai toccato una prigioniera. Le prove la smentirono completamente. Dozzine di sopravvissute la identificarono positivamente come la donna che le aveva torturate o che avevano visto torturare e uccidere altre prigioniere. Un’investigatrice polacca aveva persino recuperato il giocattolo di Barkman, il bastone che aveva usato per uccidere, ancora macchiato di sangue secco. Durante l’interrogatorio finale, il pubblico ministero chiese a Barkman se provasse rimorso per le sue azioni. La sua risposta agghiacciò la corte: “Rimorso? Per cosa? Erano solo ebree. Il verdetto fu emesso il 31 maggio 1946. Tutte e cinque le donne furono dichiarate colpevoli di crimini di guerra e crimini contro l’umanita. La sentenza morte per impiccagione. La mattina del 4 luglio 1946 le cinque condannate furono condotte nel cortile della prigione. Una folla di migliaia di persone si era radunata all’esterno per assistere all’esecuzione, molti di loro sopravvissuti di Stuttov o familiari di vittime. Jenny Wanda Barkman fu la prima a salire sul patibolo. Secondo i testimoni presenti, mantenne un atteggiamento di sfida fino all’ultimo. Quando le fu chiesto se avesse ultime parole, rispose: “La vita è davvero un piacere e i piaceri sono di solito brevi il boia le mise il cappio al collo. Alle 5:17 la botola si aprirono. Iwa Paradis pianse e chiese pietà. Elisabeth Becker svenne e dovette essere sostenuta dalle guardie. Panda Claf mormorò una preghiera. Gierda Steinhoff non disse nulla. Alle 5:53, meno di un’ora dopo l’inizio, l’esecuzione era completata. La folla all’esterno della prigione non celebrò. Un silenzio cupo si era impossessato di tutti. La giustizia era stata fatta, ma non c’era gioia, solo la consapevolezza che nessuna punizione avrebbe potuto cancellare ciò che era accaduto a Stutthof. Il processo e l’esecuzione delle guardie di Stuttov stabilirono principi legali fondamentali. Per la prima volta un tribunale stabilì che eseguire ordini non era una difesa accettabile per crimini contro l’umanita. Per la prima volta donne furono ritenute pienamente responsabili per crimini di guerra senza alcuna attenuoante per il loro genere. Questi principi sarebbero stati incorporati nei successivi processi di Norimberga e nella convenzione di Ginevra del 1949, formando la base del moderno diritto umanitario internazionale. Il campo di Stuttov fu preservato come memoriale. Oggi è un museo che ogni anno accoglie centinaia di migliaia di visitatori. Le baracche, le camere a gas, i forni crematori sono mantenuti come monito permanente di ciò che l’umanita è capace di fare quando l’odio diventa politica di stato. Nel museo, una sala è dedicata ai processi del dopoguerra, le foto delle cinque guardie giustiziate sono esposte insieme alle testimonianze delle loro vittime, non per celebrare la loro morte, ma per ricordare che la giustizia, anche se tardiva, deve sempre prevalere. Delle circa 65.000 persone uccise a Stuttov. Molte non hanno nemmeno un nome registrato. Morirono nell’anonimato. Il loro unico crimine essere nate ebree, polacche, russe o semplicemente nel posto sbagliato, al momento sbagliato. Le cinque donne che le uccisero invece sono ricordate non come martiri, non come vittime, come carnefici, come promemoria, che la capacità di infliggere il male non ha genere e che la responsabilità dei crimini non può essere trasferita su ordini superiori. Questa è la storia delle guardie donne di Stuttov, una storia di orrore, di giustizia e del peso terribile che la storia pone su coloro che scelgono di diventare strumenti di morte. È una storia che l’umanita non deve mai dimenticare.
https://news3.goldnews24h.com/lesecuzione-brutale-delle-guardie-donne-di-stutthof-admin6/
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Napoli e Russia.
Pochi sanno che i Nostri rapporti diplomatici con la Russia sono sempre stati eccellenti prima che la Russia sprofondasse nel comunismo e Napoli cadesse preda della massoneria.
Lo stesso Zar , Nicola I, fu ospite del Nostro Re Ferdinando II a Napoli.
Fu proprio in occasione di questa visita che lo Zar volle fare dono di due riproduzioni di cavalli di bronzo .
Oggi li ammiriamo al Palazzo Reale di Napoli dal lato di ingresso dei giardini Reali a cui si accede dal largo Castello .
La visita dello Zar era dettata dalla ammirazione che il mondo intero aveva per il Nostro Regno, per una delle Nostre eccellenze in particolare .
Lo Zar, infatti, era rimasto molto colpito dalla qualità dell'acciaio che le Nostre industrie di Mongiana, in Calabria, erano in grado di produrre.
Queste acciaierie furono studiate a fondo dai tecnici Russi giunti al seguito dello Zar Nicola I, che di li a poco furono in grado di riprodurre una copia fedele a Krondstad.
Il paradosso che sconvolge è che se oggi andassimo a Krondstad troveremmo la industria gemella di Mongiana in piena produttività.... mentre se andassimo a Mongiana in Calabria troviamo il deserto attorno a 4 pietre in rovina.
Già perché da Noi vennero i "liberatori" , quelli in camicia rossa ed i piemontesi che distrussero ogni Nostra attività produttiva.
Ma viene spontanea una domanda :
Ma se riuscirono ad invaderci, sebbene a tradimento di pochi, una volta conquistati che bisogno ebbero di distruggerci il Nostro patrimonio industriale ?
Ebbene, perché difronte ad un intero Popolo ostile, il tradimento di pochi generali a poco poteva servire .
In palio c'erano gli immensi traffici commerciali che si aprivano all Oriente attraverso il nuovo Canale di Suez.
La opzione di ANNIENTARE un intero Popolo fu decisa proprio difronte alla impossibilità di sottometterci tutti.
Così ci riempirono di TASSE
Ci bruciarono i raccolti
Ci requisirono interi allevamenti
Ci chiusero le industrie
Si portarono verso nord gli impianti industriali con cui diedero vita all "industrializzato" nord.
Ci chiusero le scuole per 15 anni, producendo una intera generazione di ignoranti facili da sottomettere.
Diedero poteri di vita e di morte a bande di criminali liberati dalle galere ed ORGANIZZATI per impedirci ogni libera impresa (leggasi mafia/camorre/ndrangheta).
Imposero servizi di leva obbligatoria che strappavano giovani braccia da lavoro per 5 anni.
Chi si opponeva veniva fucilato come a Pietrarsa.
Ed ovunque erano fucilazioni sommarie, stragi, stupri...un inferno.
I soldati fatti prigionieri contro ogni legge di guerra e sciolti nella calce viva a fenestrelle in piemonte.
Parallelamente il primo governatore della appena nata banca centrale, tal bombrini carlo (massone piemontese a servizio della massoneria inglese) cosi candidamente esprimeva il suo "indirizzo" politico :
《 bisogna mettere i meridionali, nelle condizioni di NON intraprendere MAI PIÙ 》
...e così è stato fino ad oggi.
Un inferno da cui ci si poteva sottrarre solo in due modi :
O combattendolo
O fuggendo
Chi combatteva non poteva neppure apparire come patriota, ma veniva etichettato come "brigante" così da scoraggiare altri a seguirne le gesta... come oggi non verrebbe a nessuno di seguire un "terrorista".
Chi fuggiva da emigrante abbandonando la Terra più bella del mondo, andava ad arricchire altre Terre.
Per proiettare nel lungo termine la sottomissione del Nostro Popolo, si compì un capolavoro del male, arrivando a dare supporto pseudo scentifico a chi ci insultava.
Fu infatti dato sostegno ad un tal ezechiele lombroso che con conclusioni sconfessate da ogni medicina ufficiale, aveva prodotto la prima "teoria della razza".
Un utile strumento per zittire chiunque si fosse detto meridionale nel mondo. Un modo osceno di zittire un Popolo che fino al giorno prima era ammirato e stimato in tutto il mondo.
Bastava la parola "meridionale" o Napoletano o Siciliano per farsi appiccicare "automaticamente" l'etichetta di ladro, criminale, imbroglione , assassino che il medico criminale ci aveva predisposto... poi arrivo il mafioso... poi il padrino .....fino al "gomorroide" di oggi come piacerebbe a chi finanzia dalle TV di stato filmacci che ci descrivono come sinonimo di un ammasso di degradati criminali.
Se la Nostra Civiltà ULTRAMILLENARIA ha ceduto il posto al degrado, se la stima che ci riconosceva il mondo intero si è dissolta, se a questa ammirazione si è surrogata la diffidenza verso il meridionale, se oggi esiste la mafia e gomorra ... invece dei Nostri Primati ...la colpa è solo di chi ha preso il comando dal 1860 ad oggi.
Paradossalmente il loro tentativo di "aggiornare" le etichette da appiccicarci (briganti, mafiosi ...gomorroidi) si sta capovolgendo in un atto di accusa micidiale per coloro i quali hanno assunto il comando a casa Nostra.
Quei cavalli di bronzo ci raccontano di un Regno ricco ed ammirato, stimato e dignitoso in pace con il mondo ...e guardate come ci hanno combinato.
Ma il delitto perfetto non esiste ed in tanti tanti stanno scoprendo le menzogne dentro cui intere generazioni sono state "educate".
Le statue dei nostri aguzzini stanno cadendo inesorabilmente una ad una e cadranno tutte, è solo questione di tempo. Prima tra tutte quella alla stazione centrale di Napoli.
Riemergeremo più forti e consapevoli di prima sia sulla Nostra Terra e sia, sopratutto, sul NOSTRO MARE.
Che il tradimento di quei nostri 4 generali che spalancarono i Nostri confini alle orde barbariche ci sia di lezione per non cadere mai più nello stesso orrore.
Dalla pagina Magna Grecia - Regno delle Due Sicilie.
https://www.facebook.com/photo/?fbid=1332803272210826&set=a.587923126698848
Guerra USA, Iran, conseguenze,
Il miliardario di spicco degli Emirati Arabi Uniti, Khalaf Ahmad Al Habtoor, ha appena pubblicato una lettera aperta a Trump.
martedì 3 marzo 2026
DEMONI- Viviana Vivarelli
Due presidenti, con la bocca lorda di sangue, due signori folli della guerra stanno creando caos nel mondo in una carneficina senza fine.
Dietro di loro gruppi finanziari, signori delle armi, maestri del crimine su larga scala, seguiti da una schiera di cani latranti o ammutoliti il cui valore potenziale è zero ma che continuano a pavoneggiarsi come il tacchino con le piume non sue, sciatti, scialbi, immondi, indegni del potere di governo che i popoli hanno loro dato, nell'ignoranza di plebi ridotti dai media come i cani di Pavlov, che sbavano a comando, non pensanti, non responsabili, con le reazioni meccaniche e inconsce degli zombi.
... e la guerra si allarga!
Non bastavano l'attacco alla Groenlandia, al Venezuela, a Cuba, non basta l'inutile e sanguinoso protrarsi della guerra ucraina, con l'Europa impazzita che pensa solo ad altre armi, che non fiata di fronte ad altre guerre. I due fratellini simesi dell'orrore, Trump e Netanyhau, procedono in una paranoia criminale, allargando conflitti su conflitti, senza più nemmeno uno straccio di scusa, un simulacro di prova, una scintilla d'anima, in un'avanzata orgiastica del Male.
I due signori dell'Apocalisse in procinto di rovinare il mondo.
Pietà per i vermi che ancora si prostrano ai due demoni scatenati.
I flebili balbettii di un Tajani li riassumono tutti, nella vergogna nazionale, nella degradazione umana.
E ancor peggio, i discorsi ormai farneticanti della Von der Leyen echeggiano del deserto.
L'umanità si ritira, come si ritira la spiaggia dopo una mareggiata distruttrice. E non sappiamo cosa è peggio, se la tracotanza dei nemici del mondo o la vigliaccheria di chi si scusa dicendo che non può far nulla e, intanto che non fa nulla, consente la distruzione totale di ogni forma di legge o di diritto, di ogni lembo di pace, di ogni traccia di umanità.
Non so dove voglia arrivare Israele nella sua furia sconfinata demoniaca di aggressione. E non so dove voglia arrivare Trump che nessuno sembra frenare nella sua furia scatenata di potere e di morte.
Dicevano gli antichi Greci che il peggior vizio di chi comanda è la hybris, l’orgogliosa tracotanza che porta l’uomo a presumere della propria potenza e fortuna e a ribellarsi contro l’ordine costituito, sia divino che umano, immancabilmente seguita dalla vendetta o punizione divina ( tísis ).
Diceva Eschilo:
"Nessun uomo mortale deve nutrire pensieri (di morte) troppo alti."
"La hybris, quando fiorisce, produce come frutto una spiga di rovina (até), da cui si miete un raccolto di pianto."
"Non c'è difesa per l'uomo che, nella sazietà della ricchezza, ha rovesciato con un calcio il grande altare della Giustizia per farlo sparire."
La parola hybris* dà il senso di una violenza smisurata, insolente, oltraggiosa di ogni diritto, arrogante. Porta con sé la violazione di ogni limite e misura, di fronte alle leggi degli dei, degli uomini, della natura. È la violazione di un kosmos, di un ordine naturale senza cui non c'è vita. È l'assenza di qualsiasi consapevolezza e responsabilità. È qualcosa di atroce, di buio, che spezza i confini del possibile e dell'accettabile perché mette a rischio ogni vita umana, e dunque dovrebbe essere rigettata da tutti e invece annichilisce in un silenzio di morte, perché chi non reagisce non esiste, è come fosse già morto.
Si domanda: c'è ancora un equilibrio possibile tra l'hybris di queste creature infernali e la stessa vita dell'intero mondo?
Dobbiamo davvero aspettare una vendetta divina contro questi usurpatori del potere di vita e di morte a livello globale, o possiamo cominciare, noi, a darci una mossa per frenare il Male che avanza?
*La hybris (in greco antico ὕβριςhýbris) è un concetto cardine della cultura greca che indica tracotanza, insolenza, superbia o eccesso. Definisce l'arroganza umana di chi sfida l'ordine divino o sociale, superando i limiti imposti (la "misura") e provocando la punizione divina (tisis).
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L'interruttore molecolare che riporta le cellule del cancro al colon allo stato di cellule normali.
Per decenni, il cancro è stato considerato un processo irreversibile. Ma un gruppo di scienziati in Corea del Sud ha ottenuto un risultato che sta cambiando questa idea.
I ricercatori del Korea Advanced Institute of Science and Technology (KAIST) hanno identificato un “interruttore molecolare” capace di riportare le cellule del cancro al colon a uno stato simile a quello normale, senza distruggerle. Invece di eliminarle, sono riusciti a riprogrammarle.
La scoperta si basa sul controllo di proteine chiave che determinano il comportamento cellulare. Quando questo interruttore viene attivato correttamente, le cellule smettono di comportarsi come cellule tumorali e recuperano funzioni più stabili.
Sebbene sia ancora in fase sperimentale, apre una possibilità che prima sembrava impossibile: non solo combattere la malattia, ma cambiarne il destino dall’interno.
Alcune rivoluzioni non eliminano il problema. Lo trasformano.
Fonte: Nature Communications / KAIST
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