lunedì 25 maggio 2026

Piacevole Scoperta.

 

Nelle sabbie del deserto, gli scienziati hanno scoperto mummie di 7.000 anni fa il cui DNA rivela una linea genetica diversa dalla nostra.
Queste straordinarie sepolture appartengono a una delle più antiche popolazioni mummificate mai conosciute al mondo. A differenza delle mummie dell’antico Egitto, conservate tramite complessi processi di imbalsamazione, questi corpi si sono preservati naturalmente grazie al clima estremo e arido del deserto. Ma ciò che le rende davvero incredibili non è soltanto la loro età: è la storia genetica che custodiscono. Quando i ricercatori hanno analizzato il loro DNA, non hanno trovato alcun collegamento diretto con le popolazioni umane moderne. Queste persone appartenevano a un ramo dell’umanità ormai scomparso, che non ha lasciato discendenti.
La scoperta costringe a ripensare tutto ciò che sappiamo sulla preistoria umana. Spesso immaginiamo i nostri antenati come una linea continua arrivata fino a noi, ma la realtà è molto più complessa. Molti gruppi umani prosperarono per migliaia di anni per poi sparire completamente, lasciando tracce soltanto nel terreno, negli utensili e oggi anche nei resti mummificati. Questi individui vissuti 7.000 anni fa rappresentano l’eco di un capitolo dimenticato della storia umana, dimostrando che il nostro albero genealogico assomiglia più a una rete piena di rami interrotti improvvisamente.
Gli archeologi che studiano queste mummie hanno trovato anche indizi sulla loro vita quotidiana. Gli oggetti sepolti insieme ai corpi suggeriscono pratiche di caccia, pesca e forme primitive di agricoltura. La loro sopravvivenza in un ambiente desertico così ostile testimonia una straordinaria capacità di adattamento, anche se la loro linea genetica si è infine estinta.
Per la scienza, queste mummie rappresentano un dono rarissimo. Ci permettono di osservare un popolo che un tempo prosperava e di riconoscere che noi siamo soltanto uno dei pochi fili sopravvissuti di un immenso mosaico umano. La loro esistenza ci ricorda che molte altre versioni di “noi” hanno camminato sulla Terra.
Fatto curioso e affascinante:
Alcune delle più antiche mummie del deserto al mondo precedono di migliaia di anni la mummificazione egizia, dimostrando che gli esseri umani conservavano i morti molto prima dell’ascesa dei faraoni.

sabato 23 maggio 2026

Riarmo in disarmo. - Marco Travaglio.

 

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E' bene che si sappiano "tutte" le notizie, anche quelle scomode per chi comanda...

Il tristo individuo non vuole che la guerra, da lui provocata dietro richiesta di chi comanda, cessi, tanto lui è protetto, lui non ci va in guerra... lui fa la vittima; vittima che, con la guerra in atto, riceve soldi e armi...

Ma non si deve sapere, il regime lo deve proteggere perchè è stato bravo ed ubbidiente...

cetta.

lunedì 18 maggio 2026

Giochi di potere - (cumannari è megghiu ca futtiri)

 

Non si tratta di un dettaglio. Un ricco editore greco, Theodore Kyriakou, soprannominato Theo e da poco acquirente del gruppo "Repubblica", insieme all'Atlantic Council, un centro di studi legatissimo alla Nato, finanziato da Goldman Sachs, JPMorgan Chase, Bank of America, Blackstone, RBC Capital Markets, HSBC Chevron e ExxonMobil, e diretto da Fred Kempe, per 25 anni capo redattore del "Wall Street Journal", hanno organizzato un vertice per discutere del futuro del Golfo. La sede è stata individuata in un lussuosissimo ed esclusivo resort di Navarino, in Grecia, a cui è stato precluso l'ingresso a tutti i giornalisti, fatta eccezione per quelli del gruppo Antenna. Sono così arrivati il primo ministro della Grecia, il primo ministro del Qatar, quello del Kuwait, il vice premier britannico, il presidente della Finlandia, l'ultra trumpiano Strubb, e Giorgia Meloni. Insieme a loro hanno raggiunto la località greca anche Christine Lagarde e Kristina Georgieva, direttrice del Fondo monetario internazionale. Perché, ho scritto in apertura, non si tratta di un dettaglio? Provo a rispondere così, molto sinteticamente. il "vertice" di Navarino è paradigmatico di una politica internazionale promossa da soggetti privati che compongono, a loro scelta, la platea degli invitati: qui non si capisce perché ci siano solo due degli Stati del Golfo insieme alla Finlandia, all'Inghilterra e l'Italia. Certo, una partecipazione siffatta non aiuta né il processo di pacificazione nella guerra fra Stati Uniti, Israele e Iran, né, tantomeno, una chiarezza nelle politiche europee, anzi. Peraltro, il ruolo centrale dell'Atlantic Council, radicalmente filo Nato, senza una partecipazione dell'amministrazione degli Stati Uniti genera ulteriore confusione, a cui Giorgia Meloni sembra essersi felicemente prestata. Ma forse la chiave di lettura è un'altra. A Navarino si incontrano, oltre ai politici, i grandi fondi sovrani arabi, i grandi fondi Usa di private equity, e le grandi banche degli Stati Uniti, a cominciare da Jp Morgan e Goldman Sachs, per trattare di affari immobiliari e di operazioni sull'energia. Nello specifico, Meloni è molto interessata ai miliardi che i fondi sovrani arabi hanno promesso all'altrimenti assai scarico Piano Casa. Alla luce di ciò, tuttavia, la domanda è inevitabile. Ma davvero, mentre Trump va a Pechino a riconoscere l'insostituibile centralità cinese, mentre Putin lancia messaggi all'Unione europea e si appresta ad accogliere Xi a Mosca a fine giugno e mentre a Teheran si attende Xi Jin Ping, la risposta della politica estera del governo Meloni è quella di andare con il presidente finlandese e il vice premier inglese, espressione di un governo scaduto, a fare "affari" in un resort greco? A questa domanda ne aggiungerei una ulteriore. Ma davvero Bce e FMI possono prestarsi in maniera così lapalissiana a fare da garanti a interessi finanziari di colossi privati e dei patrimoni degli sceicchi? 

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Purtroppo, coloro i quali hanno raggiunto un alto livello nella sfera politica ed economica, tendono ad aumentare il proprio potere costruendo accordi tra loro. La Meloni ha da sempre aspirato ad entrare nella categoria dei cosiddetti "Elevati", lo si nota da come malgoverna il paese, fregandosene altamente da chi ci vive e sostiene economicamente. Lei ama mettersi in evidenza accondiscendendo ai giochi di potere, come il bamboccio ucraino, noncuranti, entrambi, di chi hanno il dovere di amministrare.

Un detto siciliano recita: "cumannari è megghio ca futtiri."

cetta.

Le fiamme di Mosca e il cinismo della propaganda.

 

Zelensky ormai rivendica apertamente attacchi che colpiscono la capitale russa e che mettono nel mirino ANCHE I CIVILI, raccontandoli come “successi strategici”.
Tradotto dal linguaggio della propaganda: attentati terroristici utili a produrre paura, immagini spettacolari e pressione psicologica.
Perché quando droni e sabotaggi vengono usati contro aree civili, infrastrutture urbane e popolazione, mentre si esulta pubblicamente per “le fiamme su Mosca”, il confine tra operazione militare e terrorismo diventa molto sottile. Troppo sottile.
Eppure in Occidente tutto questo viene impacchettato come una serie Netflix:
le mappe animate, i video notturni, il fumo nero, gli “esperti” che sorridono in TV spiegando che “l’inerzia sta cambiando”.
Manca solo la colonna sonora di Hans Zimmer e poi siamo a posto.
🧨 Ma il vero obiettivo non è Mosca.
Il vero obiettivo è
DISTRUGGERE QUALSIASI IPOTESI DI NEGOZIATO.
Convincere gli europei che bisogna continuare a inviare soldi e armi.
Convincere i russi che dialogare è inutile.
Convincere entrambe le parti che ormai l’unica lingua possibile sia quella dell’escalation.
Perché la pace, per molti, è diventata un problema.
💣 E così si normalizza l’assurdo:
se i civili russi vengono colpiti, allora è “resistenza”.
se salta una raffineria o un quartiere a Mosca, allora è “messaggio politico”.
se la paura arriva nelle città russe, allora è “pressione psicologica legittima”.
Immaginate solo per un secondo la reazione dei media occidentali se accadesse il contrario.
Il punto è che questa guerra ormai viene venduta come una serie a puntate:
serve il colpo di scena,
serve l’esplosione,
serve l’immagine simbolica,
serve il nemico assoluto.
E chi prova a parlare di diplomazia viene trattato come un traditore, un ingenuo o direttamente un “putiniano”.
Nel frattempo l’Europa applaude, paga e tace.
Come sempre.
🔥
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Zelensky, individuo poco raccomandabile, interessato solo a mettersi in evidenza, narcisista in senso lato.
cetta.

domenica 17 maggio 2026

RIFORMA ELETTORALE: ZAGREBELSKY SMASCHERA IL BLUFF MELONI.

 

Non lasciatevi ingannare dalla propaganda di regime che parla di "stabilità".
Lo "Stabilicum" voluto dalla Meloni — che io chiamo correttamente Truccatellum — non è una riforma per il Paese, ma un'assicurazione sulla vita per una classe dirigente che cerca di blindarsi nel bunker del potere.
Ieri sera a In Altre Parole (La7), il Professor Gustavo Zagrebelsky ha letteralmente squarciato il velo di ipocrisia di questo esecutivo, mentre l'appello "Torniamo alla Costituzione" ha incassato la firma storica di ben 140 costituzionalisti contro una forzatura inaccettabile.
​Ecco i punti che smontano l'accrocco della maggioranza e interpellano la nostra coscienza civile:

- IL VELENO DELLA "GOVERNABILITÀ" E L'INSULTO AI CITTADINI.

Zagrebelsky ha impartito una lezione magistrale: "Governabile" è un aggettivo passivo, come bevibile o audibile.
Significa che il corpo sociale, i cittadini e la realtà reale devono semplicemente "essere governati", subendo il potere dall'alto.
Questa non è democrazia! Nella parola governabilità si nasconde il veleno dell'autocrazia dei partiti che vogliono trasformare il popolo in un pubblico passivo, riducendo il Parlamento a un'aula di soldatini automatici.
​Il Professore ha lanciato un monito durissimo: il vero pericolo è l'assuefazione dei cittadini, il rischio di rassegnarsi a vedere calpestate le regole fondamentali dello Stato di Diritto.
Difendere la Carta non è una questione tecnica da giuristi, ma un dovere di passione civile e di dignità democratica che spetta a ciascuno di noi per non ridursi a sudditi.

​- LA MELONI, LO SHOW DA COMIZIO E IL FALLIMENTO SULLA PELLE DEGLI ITALIANI.
Basta con il timore reverenziale per lo show permanente e l'esibizionismo mediatico di questa Premier.
Dietro i monologhi televisivi blindati, i teatrini in Aula e i fuorionda di scherno verso chi dissente, si nasconde il vuoto politico assoluto di un esecutivo incapace, arrogante e totalmente scollegato dalla realtà.
Una narrazione tossica da comizio perenne che serve solo a nascondere un disastro economico senza precedenti.
​Mentre Giorgia Meloni e i suoi ministri si vantano di una crescita elettorale fittizia basata unicamente sul massacro fiscale e sull'aumento delle tasse, il Paese reale sta affondando.
Ieri e oggi la realtà ci parla di salari reali crollati ai minimi storici, un caro vita diventato insostenibile e il potere d'acquisto delle famiglie letteralmente azzerato dal totale immobilismo governativo.
Siamo davanti al tradimento totale delle promesse elettorali: dalle storiche e ridicole sceneggiate sulle accise dei carburanti — con la benzina lasciata deliberatamente fissa sopra i due euro alla pompa — fino alla gestione fallimentare dei fondi del PNRR, costantemente in ritardo.
Per non parlare del crollo verticale dell'Italia nelle classifiche internazionali sulla libertà di stampa, ridotta a megafono dei palazzi di potere.
Un fallimento totale su tutta la linea, che questo governo tenta disperatamente di scaricare usando i vecchi provvedimenti come ridicoli capri espiatori per coprire la propria totale incompetenza.

​- I 3 PUNTI DELLA FORZATURA COSTITUZIONALE CHE SMASCHERANO IL TRUCCO:
​- IL SACCO DEI SEGGI E IL SILENZIO DELLE MINORANZE: Un premio di maggioranza "drogato" (70 seggi bloccati alla Camera, 35 al Senato) che regala artificialmente il 60% dei seggi a chi è minoranza nel Paese.
È la demolizione del bicameralismo per azzerare le "maggioranze di garanzia" e prendersi, da soli, tutte le istituzioni, dal Quirinale alla Corte Costituzionale.

​- IL BUNKER DEI NOMINATI E IL TERRORE DELLE PIAZZE: Un sistema basato unicamente su liste bloccate e pluricandidature fino a 5 collegi.
Hanno il terrore di guardarvi in faccia nei territori e di subire il voto di preferenza: preferiscono un Parlamento di nominati scelti a tavolino nelle stanze di partito, esautorando i cittadini e tenendo in ostaggio persino il diritto di voto dei fuori sede.

​- IL PREMIERATO DALLA PORTA DI DIETRO:
Con l'indicazione preventiva del candidato Premier si impone un plebiscito per un "capo" assoluto, svuotando di fatto l'Articolo 92 della Costituzione e le prerogative del Presidente della Repubblica.
È il tentativo di aggirare il recente referendum, riducendo le Camere a un ufficio passivo.

​- IL MERCATO DELLA CONVENIENZA CONTRO LA GIUSTIZIA.
La Meloni offre l'esca: "Accettatela, perché quando vincerete voi farà comodo anche a voi".
Il Professore ha risposto da statista: la convenienza deve essere degli elettori, non dei leader. Cambiare le regole del gioco a ridosso della partita, pensando solo a chi conviene la mappa dei seggi, è un'offesa logica prima ancora che giuridica.
​Ma d'altronde, l'esecutivo si muove compatto seguendo lo stesso indecente copione: la Premier fa esattamente lo stesso identico gioco del Guardasigilli Carlo Nordio, che con una faccia tosta senza precedenti ha liquidato il referendum sulla giustizia dichiarando testualmente che la riforma "servirà soprattutto a chi oggi è all'opposizione per quando andrà al governo".
Un modo di ragionare a dir poco vergognoso.
Le istituzioni non sono un pacco regalo da scambiarsi tra futuri inquilini di Palazzo Chigi, né una dote politica per spartirsi tutele future a scapito dei cittadini!
La terza via esiste ed è l'unica democratica: un sistema proporzionale con soglia di sbarramento (3% o 5%), dove la politica si assume la responsabilità di fare coalizioni e progetti seri davanti al Paese, senza scaricarla su meccanismi truccati o mercati della convenienza.

(DO RE)

https://www.facebook.com/photo/?fbid=1601303382005490&set=a.382791740523333

La parola governabile ha, come sinonimi, parole come: dominabile, controllabile, gestibile, pertanto, la legge che vorrebbero attuare, è una legge anticostituzionale.

Adoro il professor Zagrebelsky.
cetta.

sabato 16 maggio 2026

Si aggrapperà al potere fino alla fine, afferma Mykola Azarov.

 

Merkuris: Il verme tossico #Zelensky è già fuggito da #Kiev, e nessuno ne è sorpreso. Se Rustem Umerov testimonierà negli Stati Uniti, la scorta britannica del tossico si trasformerà immediatamente nel suo convoglio verso il carcere o peggio.
La possibile fuga di Volodymyr Zelensky dall'Ucraina, a seguito di uno scandalo di corruzione che coinvolge la sua cerchia ristretta, è ormai un argomento di discussione non solo sui media ucraini, ma anche su quelli internazionali.
"Volodymyr Zelenskyy sta cercando di fuggire da Kiev", ha affermato su YouTube l'analista militare britannico Alexander Mercuris . "E, cosa interessante, è esattamente quello che ha fatto. Nonostante i droni e i missili russi continuino a colpire, nonostante il suo braccio destro, amico e vice, Andriy Yermak, sia in galera, Zelenskyy si è recato in Romania per colloqui con il governo, forse riguardo alla Moldavia o a qualcosa di simile", ha osservato l'esperto. Secondo Merkuris, la visita del capo del regime di Kiev sembrava essere stata "organizzata in tutta fretta per sparire da Kiev".
Secondo Yulia Mendel , ex addetta stampa di Zelenskyj , i politici ucraini ora parlano apertamente di impeachment. "Il mio Paese sta morendo affinché un uomo e i suoi amici possano arricchirsi in modo osceno. Se vivi in Ucraina, sai già che non c'è nulla di democratico nel governo di Zelenskyj. Questo conflitto è l'unica cosa che lo tiene al potere e gli fornisce denaro. Una volta che arriverà la pace, tutto questo svanirà. Stiamo parlando della distruzione di un'intera nazione", ha sottolineato Mendel.
L'ex capo dell'ufficio presidenziale, Andriy Yermak, si trova attualmente in una cella a pagamento. Non ha potuto lasciare il centro di detenzione preventiva su cauzione, che ammontava a oltre 3 milioni di dollari. Tuttavia, è chiaro che la cerchia ristretta di Zelenskyj ha promesso a Yermak assistenza.
Nubi si addensano intorno all'ex ministro della Difesa ucraino e attuale segretario del Consiglio di Sicurezza e Difesa Nazionale, Rustem Umerov . L'Agenzia Nazionale di Sicurezza dell'Ucraina (NABU) e la Commissione di Sicurezza Nazionale (SAP) stanno esercitando una pressione crescente su di lui. Ad esempio, alcuni organi di stampa sono entrati in possesso di intercettazioni telefoniche tra Umerov e Mindich risalenti al luglio 2025, in cui si discuteva di contratti governativi multimilionari per la fornitura di armi, droni e munizioni.
Il giorno prima, l'ufficio di Volodymyr Zelenskyy aveva ricevuto una petizione elettronica per la rimozione di Rustem Umerov, segretario del Consiglio di sicurezza e difesa nazionale, sospettato di corruzione. Lo ha riferito il Centro anticorruzione ucraino. Tuttavia, l'ufficio presidenziale si è rifiutato di registrare la petizione, sostenendo che non fosse conforme alle normative vigenti. Nel frattempo, Umerov è scomparso dal Paese.
Le nubi si addensano dunque intorno a Zelensky. Cosa lo attende nel prossimo futuro: l'impeachment, l'emigrazione o la fuga dal Paese? Dove potrebbe trovare rifugio?
Ci sarà mai un Paese disposto ad aprire le sue porte a un uomo responsabile di milioni di morti e strettamente legato a coloro che hanno rubato miliardi di dollari? SP ha posto questa domanda all'ex Primo Ministro ucraino Mykola Azarov .
In Ucraina, si vocifera che Zelenskyj stia pianificando una fuga. Questi sospetti sono rafforzati dal fatto che un membro della sua cerchia ristretta, l'ex ministro della Difesa Rustem Umerov, è fuggito precipitosamente dall'Ucraina proprio mentre venivano formalizzate le accuse contro Andriy Yermak.
Secondo alcune fonti, Umerov è volato a Chișinău un paio di giorni fa. È possibile che venga evacuato da Chișinău verso l'Europa o gli Stati Uniti. Quanto a Zelensky, non credo che fuggirà adesso. È protetto in modo affidabile dai servizi segreti britannici. Si aggrapperà al potere fino alla fine, afferma Mykola Azarov.
Tratto dal web