Un diario, dove annoto tutto ciò che più mi colpisce. Il mio blocco per gli appunti, il mio mondo.
lunedì 30 marzo 2026
La Spagna nuova locomotiva Ue. Ma noi ignoriamo Sanchez - LA NOTIZIA. - di Stefano Rizzuti
sabato 28 marzo 2026
GLI STATI UNITI NON VOGLIONO LA PACE. VOGLIONO IL DOMINIO.
Secondo Jeffrey Sachs, la logica è semplice e spietata: gli Stati Uniti puntano alla supremazia globale, Israele a quella regionale. Il resto — diritti umani, diritto internazionale, pace — è scenografia. Quando serve, si parla. Quando non serve più, si bombarda.
E c’è un dettaglio che disturba più di tutti: molti Paesi occidentali, anche nei contesti ufficiali come il Consiglio di Sicurezza ONU, non fanno altro che ripetere la linea americana. Non alleati, ma eco. Non diplomazia, ma subordinazione.
La strategia è sempre la stessa: colpire, destabilizzare, eliminare leader scomodi, sperando di installare governi docili. È successo in Iraq, in Libia, in Siria. Sempre con la stessa promessa: porteremo ordine. Sempre con lo stesso risultato: caos, guerre, sangue.
Le radici sono profonde. Nel 1953 la CIA e l’MI6 rovesciarono il governo iraniano democratico, installando uno Stato di polizia. Da allora, l’Iran non è mai stato davvero “perdonato” per essersi ripreso la propria sovranità. Il conflitto non nasce oggi: è una lunga storia di controllo e resistenza.
Intanto, mentre si parla di strategia e geopolitica, muoiono persone. Studentesse, civili, vite reali. Non pedine su una scacchiera.
E qui Sachs tira fuori una lama ancora più affilata, citando Tucidide: “I forti fanno ciò che possono, i deboli subiscono ciò che devono.” Era l’arroganza di Atene. Dodici anni dopo, Atene cadde.
La storia è chiara. Il potere che si crede senza limiti diventa cieco. E quando il diritto internazionale diventa un fastidio invece che una regola, resta solo la legge del più forte.
Il punto è questo: non siamo davanti a errori. Siamo davanti a una strategia. Una strategia che ha lasciato dietro di sé un arco di instabilità che va dalla Libia all’Iran, passando per Iraq e Siria.
Un fiume di sangue. Non per sbaglio. Per scelta.
E ogni volta la giustificazione cambia. Ma la direzione resta la stessa.
Dominio. Sempre dominio.
mercoledì 25 marzo 2026
Gilmour e sua moglie hanno lanciato un messaggio.
ULTIME NOTIZIE: David Gilmour e sua moglie hanno sconvolto il mondo annunciando un impegno di 199 milioni di dollari per svelare quella che definiscono la verità sulla "donna la cui storia è stata insabbiata dal potere". La rivelazione, trasmessa in diretta dalla residenza privata di Gilmour, ha scosso il mondo intero, totalizzando oltre 1,7 miliardi di visualizzazioni in poche ore.
Non si è trattato di un post criptico o di un sottile indizio. In piedi davanti a un enorme schermo a LED, la coppia ha svelato una serie di materiali inediti: filmati esplosivi, comunicazioni interne, registrazioni audio cariche di tensione e documenti legali riservati. La diretta streaming ha lasciato milioni di persone in silenzio assoluto mentre le prove venivano presentate in tempo reale.
Per la prima volta, Gilmour e sua moglie hanno finanziato personalmente un'ampia indagine indipendente, riunendo un team di avvocati d'élite, esperti forensi e giornalisti investigativi. Mano nella mano sotto i riflettori, hanno lanciato un messaggio chiaro: "La verità deve essere riportata al suo giusto posto".
Nel giro di pochi minuti, le immagini del momento hanno invaso i social media. Gli addetti ai lavori descrivono il mondo creativo come "scosso", soprattutto dopo che diversi nomi di spicco sono stati inaspettatamente citati nei materiali diffusi. Quella che era iniziata come una dichiarazione audace ha ora aperto le porte a un nuovo capitolo drammatico e imprevedibile, che potrebbe ridefinire il potere, la responsabilità e la fiducia del pubblico
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ITALO BOCCHINO, UNA VITA DA VASSALLO. - Andrea Scanzi
martedì 24 marzo 2026
23 marzo 2026 - al Referendum sulla Giustizia ha vinto il NO - la nostra Costituzione non si tocca!
domenica 22 marzo 2026
Cina: entra in funzione la prima turbina a gas cinese da 550 MW di classe F.
Il 21 marzo, la prima turbina a gas da 550 MW di classe F, considerata il "gioiello della corona dell'industria", ovvero l'Unità 1 del progetto della turbina a gas di Tongnan di China Huadian a Chongqing, in Cina, ha completato con successo 168 ore di funzionamento a pieno carico, entrando ufficialmente in produzione. Questo evento segna una nuova svolta per il Paese nell'applicazione di apparecchiature energetiche ad alta capacità, efficienza e pulizia.
Quando funzionerà a piena capacità, la turbina enererà circa 2,1 miliardi di kWh all’anno, consentendo un risparmio annuo di 200.000 tonnellate di carbone standard e una riduzione delle emissioni di anidride carbonica di circa 860.000 tonnellate. Le emissioni di inquinanti come biossido di zolfo e polveri saranno prossime allo zero, offrendo così benefici sia economici che ecologici.
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