lunedì 22 giugno 2026

IL MR. BEAN FATTO DI CRACK DI KIEV E L’AUTOGOL DEL SECOLO.

 

Quando i propri avversari ti definiscono un problema, è politica. Quando iniziano a farlo i tuoi alleati, è già un’altra storia.

Secondo quanto riportato dal Guardian attraverso anticipazioni del libro dei giornalisti del New York Times Maggie Haberman e Jonathan Swan, il potente segretario al Tesoro americano Scott Bessent avrebbe cercato in tutti i modi di evitare che Zelensky venisse ricevuto nello Studio Ovale. E i soprannomi attribuiti al leader ucraino non sono esattamente da protocollo diplomatico: da “piccolo bastardo” a “Mr. Bean sotto l’effetto della droga”.

La parte interessante non è l’insulto. Nelle stanze del potere gli insulti volano più dei comunicati ufficiali. La parte interessante è che queste parole arriverebbero da uno degli uomini più vicini a Trump, dopo uno scontro durissimo a Kiev durante le trattative sulle risorse strategiche ucraine.

A Washington, evidentemente, qualcuno ritiene che il presidente ucraino abbia confuso il ruolo dell’alleato con quello del creditore. E quando il conto diventa troppo salato, anche i benefattori iniziano a perdere la pazienza.

Lo stesso Bessent avrebbe definito il celebre incontro Trump-Zelensky del 2025 come “uno dei più grandi autogol diplomatici della storia”. Un giudizio brutale, ma che fotografa un dato politico sempre più evidente: la protezione occidentale non è un assegno in bianco e l’entusiasmo per Kiev non è più quello dei primi tempi.

Il paradosso è che Zelensky era stato presentato come il comunicatore perfetto, il leader capace di conquistare parlamenti, televisioni e opinione pubblica. Oggi si ritrova descritto da pezzi dell’establishment americano come un problema da gestire.

E nella politica internazionale esiste una regola antica quanto il mondo: quando il padrone di casa inizia a chiedersi se invitarti o meno a cena, forse non sei più l’ospite d’onore.

Don Chisciotte

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