Oggi il titolare di uno stabilimento balneare di Bacoli ha definito chi utilizza la spiaggia libera “un pezzente”. Avete letto bene. Ed ha aggiunto. “Il Sindaco vuole aumentare la spiaggia libera perché ama i pezzenti”.
Ecco, sarò molto breve.
Caro ex concessionario di spiaggia pubblica, ascoltami bene. Hai ragione, amo i pezzenti. Li amo così tanto, che porteremo i litorali della nostra città ad avere oltre l’80% tra spiaggia libera e spiaggia libera attrezzata. Per tutti, libera. Senza più padroni. Ma con nuove concessioni di chioschi, in spiagge libere attrezzate, e stabilimenti, affidati con bandi pubblici. Senza piaceri, amici. Ma per merito. E con regole chiare: per i bagnanti e per i lavoratori. Cosi assicureremo ai cittadini ed a chi lavora in spiaggia più diritti, più tutele. Così libereremo il lungomare da prenditori senza scrupoli. Sarà una rivoluzione.
Perché il vostro tempo è finito.
È finita la cassa piena di soldi, a scapito di lavoratori sottopagati, o addirittura fatti lavorare in nero. Come schiavi, sotto al sole, per pochi spiccioli al giorno. È finito il tempo in cui frugavate nelle borse per vietare alle mamme di portare in spiaggia l’omogenizzato ai propri figli. O ad un papà di portare una bottiglia d’acqua. O ad un ragazzo di accedere con un panino. È finita l’epoca in cui chiedevate soldi pure per riscaldare una bottiglia di latte. È finito lo scempio dell’occupazione del nostro litorale con il titolo di “abusivo storico”. Sono finiti gli anni di vacche grasse in cui avete spellato vive le famiglie facendovi pagare lettini e sedie sdraio a peso d’oro. Sono finiti i bei tempi dei parcheggi abusivi senza pagare tasse e devastando il territorio, incassando cifre indegne anche per sole poche ore di sosta. Sono finite le stagioni in cui vietavate di accedere al mare perché “il varco del lido è proprietà privata”.
Bacoli non è la vostra. Le spiagge non sono vostre. Il mare non è vostro. Liberarci da questo scempio, sarà la più grande conquista che garantiremo al popolo stanco della vostra protervia, arroganza. Una missione epocale, che stiamo costruendo con grande lavoro, impegno, studio.
I “pezzenti” si riprenderanno ciò che è loro. E gli intoccabili prepotenti se ne torneranno a casa.
Ve l’ho promesso: ci riusciremo.
Un ultimo appello voglio invece rivolgerlo ai lidi balneari della nostra città, guidati da imprenditori degni di questo nome. Ed a Bacoli ce ne sono. Così come mi rivolgo agli imprenditori che vogliono investire nel nostro paese, senza violentare natura, territorio. Ed assicurando lavoro.
Rispettate le leggi, non ascoltate consigli che possono arrecarvi solo danno. E preparatevi alla bellissima stagione dei bandi pubblici. Con grande serenità, e allontanando da voi chi pensa di essere padrone di un bene di tutti.
Così come mi rivolgo ai lavoratori delle spiagge, da sempre sfruttati. Ed ai lavoratori tutti, ai giovani, ai meno giovani, ai cittadini. Ribellatevi ai padroni. Il loro tempo è finito. Costituitevi in cooperative, unite le forze, preparate progetti bellissimi: e partecipate ai prossimi bandi pubblici per la gestione di stabilimenti o di chioschi in spiagge libere attrezzate di Bacoli.
Abbiamo bisogno dell’ingegno, delle idee innovative e della passione di tutti. Abbiamo bisogno di energia pulita e dirompente. Prepariamoci a scrivere una nuova pagina di gestione di beni comuni nella nostra terra. Come dovrà accadere in tutta Italia. Insieme, si fa la storia. Granello dopo granello. Un passo alla volta.
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