Visualizzazione post con etichetta pazienza. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta pazienza. Mostra tutti i post

venerdì 10 luglio 2026

'Campana a morto'. - Andrea Marcigliano

 

'Campana a morto'
<<Qualcosa si muove. Qualcosa si sta, drammaticamente, preparando.
Vladimir Putin sembra aver esaurito la pazienza con cui ha voluto affrontare la ormai troppo lunga crisi ucraina.
Pazienza dovuta, essenzialmente, al non volere un confronto diretto con la NATO, che poteva trascinare la Russia in una guerra senza confini.
Ora, però, la situazione sta rapidamente mutando.
Il leader russo sembra avere, ormai, raggiunto la convinzione che la NATO voglia sostenere in eterno l’Ucraina di Zelensky. Spingendola ad un, per altro inutile, massacro, al solo scopo di esaurire le forze di Mosca.
E questo è un rischio che Putin non può accettare.
Meglio, quindi, un attacco in profondità. Che risolva rapidamente la questione, eliminando l’Ucraina dalle carte geografiche politiche.
Perché questo rischio, se così è poi lecito chiamarlo, diviene giorno dopo giorno sempre più reale.
Mosca non aveva alcuna intenzione di cancellare l’Ucraina. L’intento della, cosiddetta, “Operazione Speciale” era solo quello di mettere in sicurezza la minoranza russofona del Donbas e della Crimea, che stava subendo un vero e proprio genocidio, non solo culturale, da parte del governo di Kiev.
Il perdurare del conflitto, voluto da americani ed europei, ha, tuttavia, avuto un effetto paradosso sugli obiettivi russi.
Che si sono, un po’ alla volta, dilatati.
Divenendo, prima, annessione delle province russofone. Poi, estendendosi alla conquista, ora in atto, di Odessa. Per saldare la Russia con la Transnistria e togliere, a ciò che resterebbe dell’Ucraina, ogni sbocco al mare.
Come si suol dire, però, l’appetito vien mangiando.
E poi Putin ha dovuto, obtorto collo, prendere atto di due fatti.
In primo luogo l’impossibilità di trovare una composizione diplomatica del conflitto.
Perché il governo fantoccio di Zelensky insiste nella guerra e persiste con atti di terrorismo. Spalleggiato e sostenuto dagli europei. Nonché foraggiato, più o meno velatamente, di armi americane.
Che Trump, da buon affarista, continua a fornire, facendole pagare alla UE. Anche se, come è ormai palese, ha di fatto abbandonato l’Ucraina al suo destino.
In seconda istanza, Putin ha una crescente urgenza di chiudere il conflitto ucraino. Prima che gli europei siano in grado di intervenire direttamente.
Per il momento questa è una eventualità ancora lontana e dubbia. Tuttavia certi movimenti di Macron e, soprattutto, di Merz in Germania non possono non impensierirlo.
Meglio, quindi, andare alla guerra esplicitamente. Con i rischi che questa, naturalmente, comporta.
Meglio andarvi fino a che la Russia si trova in una posizione assolutamente favorevole. Di decisa superiorità.
Questo può significare solo una cosa. Per Kiev stanno suonando le ultime ore.
E il suono è quello di una campana a morto>>.