Trump incontra Zelensky e lascia cadere sul tavolo una frase che, da sola, vale più di decine di comunicati diplomatici:
«Non ha alcun impatto su di noi, a parte il fatto che vendiamo armi. Siamo a migliaia di chilometri di distanza.»
Una dichiarazione quasi poetica nella sua sincerità.
Siamo lontani. Non ci riguarda. Però vendiamo armi.
Il tutto pronunciato mentre, al vertice delle grandi economie industriali del pianeta, compare ancora una volta Zelensky.
E qui nasce una domanda semplice.
Che ci faceva Zelensky al G7?
Il G7 dovrebbe discutere di competitività, debito, inflazione, energia, dazi, terre rare, declino industriale europeo e sfida cinese.
E invece, come in quelle vecchie commedie dove l’ospite inatteso arriva sempre nel momento meno opportuno, ecco che la porta si apre di nuovo.
«Caro Trump, indovina chi viene a cena…»
L’Ucraina non fa parte del G7.
Non fa parte dell’Unione Europea.
Non fa parte della NATO.
Eppure è diventata la presenza più costante di molti membri effettivi.
Si parla di commercio? Arriva Zelensky .
Si parla di sicurezza? Arriva Zelensky.
Si parla di bilanci? Arriva Zelensky.
Tra poco basterà organizzare un congresso mondiale di apicoltura e qualcuno proporrà una sessione straordinaria sugli aiuti a Kiev.
La parte più interessante, però, è la frase di Trump.
Perché, nel momento stesso in cui afferma che quella guerra è lontana migliaia di chilometri dagli Stati Uniti, aggiunge l’unica attività che sembra davvero collegare Washington al conflitto: la vendita di armi.
Un dettaglio non trascurabile.
Soprattutto dopo anni in cui il conflitto è stato raccontato come una questione vitale, esistenziale e imprescindibile per l’intero Occidente.
Alla fine il paradosso è tutto qui.
Zelensky continua a presentarsi ai vertici che non gli appartengono.
Trump ammette che il suo Paese è lontano dal campo di battaglia.
E il G7, nato per governare l’economia mondiale, assomiglia sempre più a una fiera dove il prodotto principale non è la crescita economica ma la gestione permanente della guerra.
Forse Zelensky non era fuori posto.
Forse era semplicemente nel reparto giusto.
Quello accanto al catalogo.