mercoledì 18 marzo 2026

SHOCK PETROLIO, UNO DEI PEGGIORI EVENTI PER LA DEMOCRAZIA’

 

STIGLITZ. Premio Nobel per l'economia
La guerra di Trump in medioriente la paghiamo noi (ditelo alla sua amica Giorgia Meloni)

(ANSA) – “Saranno i cittadini comuni a sostenere la maggior parte dei costi”, tra “aumento dei prezzi del petrolio” e dei beni importati. “Gli Usa avevano già una crisi del costo della vita, e ora è ancora più grave”. “Questo è uno degli eventi peggiori che si possano immaginare per la democrazia”.
Lo ha detto Stiglitz in un’intervista all’ANSA prima della partecipazione a Bruxelles al Simposio Fiscale Ue 2026. “Non solo Trump ha ridotto le sanzioni contro la Russia, ma il prezzo del petrolio russo è schizzato alle stelle”: “purtroppo la Russia è un grande vincitore”.
“Vediamo gli americani pagare il prezzo in termini di aumento dei prezzi del petrolio e di tutto ciò che importano, con effetti lungo tutta la catena di approvvigionamento” è stata la premessa.
“Gli Stati Uniti avevano già una crisi del costo della vita, e ora è ancora più grave”. “Finora l’Iran ha provocato forti aumenti nei prezzi di petrolio e gas, ma ci aspettiamo che, se la situazione continuerà, questi aumenti si estendano anche al cibo, all’alluminio e a molte altre materie prime”, ha segnalato.
In questa situazione “ci sono alcuni vincitori: le compagnie petrolifere stanno andando molto bene... e, purtroppo, la Russia è un grande vincitore”. “Non solo Trump ha ridotto le sanzioni contro la Russia, ma il prezzo del petrolio russo è schizzato alle stelle. Questo è uno degli eventi peggiori che si possano immaginare per la democrazia”.
“Nel momento in cui la Russia ha invaso l’Ucraina, invece di investire massicciamente nelle energie rinnovabili, l’Europa si è concentrata sulla costruzione di terminali di gas naturale liquefatto, rendendosi vulnerabile a un altro shock. Ho sempre scherzato dicendo che il sole e il vento non sono perfettamente affidabili, ma sono più affidabili di Putin e sono più affidabili di Trump. Quindi l’Europa avrebbe dovuto investire di più nella creazione di energia rinnovabile”. Lo ha detto il Nobel per l’Economia Joseph Stiglitz intervenendo al Simposium fiscale Ue 2026 a Bruxelles
“Il mondo oggi affronta una crisi climatica, lo sappiamo tutti. Affronta anche una crisi delle disuguaglianze e una crisi della democrazia. C’è una vulnerabilità della democrazia, un arretramento democratico che molti di noi non si aspettavano nel corso della propria vita, e tutto questo è avvenuto molto rapidamente.
Sapete tutti abbastanza della crisi climatica. È una crisi di lunga durata”. Su questo “le tasse avrebbero fatto una grande differenza una carbon tax, non al livello basso che avete in Europa, non dovrei criticare perché negli Stati Uniti è pari a zero, ma a un prezzo del carbonio che rifletta il costo reale, superiore ai 100 euro per tonnellata”.
TRUMP È CIRCONDATO DA MILIARDARI SIMBOLO DI DERIVA OLIGARCHICA’
“C’è stato un aumento enorme delle disuguaglianze, in particolare ai vertici, e questo si collega all’erosione democratica: quando si concentrano potere di mercato e ricchezza nelle mani di pochi, si traduce inevitabilmente in un’erosione della democrazia”. “Nulla lo dimostra meglio dell’immagine del giorno dell’insediamento di Donald Trump, circondato da miliardari: anche l’America è diventata un’oligarchia, si spera temporaneamente”.
“Il denaro ha dettato le politiche economiche e ogni aspetto delle politiche pubbliche”. “Negli ultimi 25 anni oltre il 40% dell’aumento della ricchezza è andato all’1% più ricco, mentre il 50% più povero ha ricevuto solo l’1%”.
“L’1% più ricco ha visto la propria ricchezza crescere di 1,3 milioni di dollari, il 50% più povero di poco più di 500”.
Per questo “serve una fiscalità più progressiva” e “una qualche forma di tassa sui grandi patrimoni”, vedi la proposta danese dello 0,5% come “un passo nella giusta direzione”.

Gli elicotteri Usa sulle Madonie, Minardo: «Le autorità locali non andavano avvisate». - di Giacinto Pipitone 17 Marzo 2026

 

A chiarire cosa è avvenuto è stato il presidente della commissione Difesa del Senato: «Si tratta di attività del tutto ordinarie»

Mentre a Roma e Palermo si moltiplicano interrogazioni parlamentari perché il ministro Crosetto e la Meloni chiariscano i rischi per la Sicilia, da Sigonella è la stessa Us Navy statunitense a spiegare che quelli sulle Madonie sono stati «voli di addestramento di routine effettuati rispetto delle normative italiane».

Diffuse le prime foto, ieri il clima si è immediatamente surriscaldato. Il Pd si è mosso all’Ars con Valentina Chinnici: «È l'ennesimo atto unilaterale che rischia di trascinare la nostra Isola e l'Italia in uno scenario di tensione bellica senza che vi sia stata alcuna informazione o dibattito democratico». E al Senato i Dem hanno rilanciato con Alessandro Alfieri, Enza Rando e Antonio Nicita che hanno chiesto se il ministro della Difesa, la Prefettura e la Regione fossero stati preventivamente avvisati.

A chiedere chiarezza è stata anche la Cgil col segretario regionale Alfio Mannino e quello palermitano Mario Ridulfo. E pure i 5 Stelle col capogruppo all’Ars Antonio De Luca hanno attaccato: «Essere partner della Nato non vuol dire essere succubi degli americani, specialmente in questo periodo».

A chiarire cosa è avvenuto è stato Nino Minardo, presidente della commissione Difesa del Senato: «Si tratta di attività del tutto ordinarie. Gli elicotteri navali sono progettati e addestrati per operare anche su terreni non preparati, effettuando touchdown temporanei su pianori o aree aperte durante le esercitazioni operative. Le immagini diffuse mostrano operatori che scendono rapidamente dal portellone laterale: un quadro pienamente compatibile con normali attività addestrative di inserzione e recupero di team operativi». Ma soprattutto il senatore di Forza Italia rileva che «i voli militari, compresi quelli degli assetti alleati che operano da Sigonella, si svolgono nel pieno rispetto della sovranità nazionale. Avvengono nel quadro degli accordi internazionali e sotto il coordinamento delle autorità italiane competenti per la gestione dello spazio aereo, a partire dall’Aeronautica Militare. Allo stesso modo, queste attività rientrano nelle competenze dello Stato: le amministrazioni locali non sono normalmente destinatarie di comunicazioni preventive». Infine, Minardo invita a riflettere su un fatto: «Se davvero fossimo di fronte alla preparazione di operazioni militari sensibili, difficilmente verrebbero documentate in un post pubblico sui social della stessa U.S. Navy».

Ma l’allarme sul volo degli elicotteri ieri è arrivato anche da ambienti del centrodestra. Per il leghista Vincenzo Figuccia «è inopportuno che i sindaci dei territori interessati non siano stati preventivamente informati. In futuro vi sia un maggiore coinvolgimento delle amministrazioni locali e delle comunità interessate».

https://gds.it/articoli/politica/2026/03/17/gli-elicotteri-usa-sulle-madonie-minardo-le-autorita-locali-non-andavano-avvisate-81d0c2d0-0232-47c7-a4d5-7228f174a137/


Sono profondamente turbata da questa notizia... non dobbiamo permettere che ciò accada! In quanto nostra leader, la Meloni è responsabile della nostra sicurezza e del nostro benessere; se dovesse accadere qualcosa di grave, dovrà risponderne.

cetta.

𝗕𝗢𝗡𝗘𝗟𝗟𝗜 𝗘 𝗜𝗟 𝗚𝗥𝗘𝗘𝗡 𝗗𝗘𝗟𝗟𝗔 𝗚𝗨𝗘𝗥𝗥𝗔.

 

𝐈𝐥 𝐟𝐚𝐧𝐚𝐭𝐢𝐬𝐦𝐨 𝐞𝐧𝐞𝐫𝐠𝐞𝐭𝐢𝐜𝐨 𝐜𝐡𝐞 𝐩𝐫𝐞𝐩𝐚𝐫𝐚 𝐩𝐨𝐯𝐞𝐫𝐭𝐚̀, 𝐝𝐞𝐯𝐚𝐬𝐭𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐞 𝐬𝐞𝐫𝐯𝐢𝐭𝐮̀ 𝐚𝐭𝐥𝐚𝐧𝐭𝐢𝐜𝐚.
🔻
L'ultima sortita del “verde” Angelo Bonelli, che bolla come «fuori dalla realtà» l'idea di tornare al gas russo, è il segnale definitivo di una politica che ha smarrito ogni contatto con la terra e con il popolo. Sotto una patina di retorica "green", si nasconde un progetto che non solo ci condanna alla perdita dell’industria, ma prepara una 𝘀𝗽𝗮𝘃𝗲𝗻𝘁𝗼𝘀𝗮 𝗱𝗲𝘃𝗮𝘀𝘁𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗽𝗮𝗲𝘀𝗮𝗴𝗴𝗶𝘀𝘁𝗶𝗰𝗮 della Sardegna, della Sicilia e della Penisola italiana.
Un capolavoro di follia che rischia di produrre contemporaneamente deindustrializzazione, impoverimento sociale e desolazione ambientale.
Cioè, assistiamo al paradosso di un ambientalismo che, nel nome dell’ambiente, finisce per distruggere territorio, economia e pace.

𝗜𝗹 𝗺𝗶𝗿𝗮𝗴𝗴𝗶𝗼 𝗱𝗲𝗶 𝟲𝟬 𝗚𝗪: 𝗟𝗼 𝘀𝘃𝗲𝗻𝘁𝗿𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗱𝗲𝗶 𝗯𝗲𝗶 𝗽𝗮𝗲𝘀𝗮𝗴𝗴𝗶.

Bonelli promette l’installazione di 60 GW di rinnovabili in appena tre anni. Si tratta di un annuncio privo di qualsiasi 𝐩𝐚𝐫𝐚𝐦𝐞𝐭𝐫𝐨 𝐦𝐚𝐭𝐞𝐫𝐢𝐚𝐥𝐞 o possibilità di mercato nel campo delle forniture. Ma c’è di peggio: un'operazione di tale portata, forzata in tempi così brevi, comporterebbe la trasformazione di gran parte del territorio nazionale in un 𝗶𝗺𝗺𝗲𝗻𝘀𝗼 𝗱𝗶𝘀𝘁𝗿𝗲𝘁𝘁𝗼 𝗶𝗻𝗱𝘂𝘀𝘁𝗿𝗶𝗮𝗹𝗲 𝗮 𝗰𝗶𝗲𝗹𝗼 𝗮𝗽𝗲𝗿𝘁𝗼. Come giustamente osservato, terre come la 𝗦𝗮𝗿𝗱𝗲𝗴𝗻𝗮 e la 𝗦𝗶𝗰𝗶𝗹𝗶𝗮, insieme a gran parte della dorsale appenninica e persino le Alpi, verrebbero sacrificate sull'altare di un ecologismo astratto, subendo effetti irreversibili che nulla hanno a che fare con la tutela dell'ambiente.
È questo il "bell'ambientalismo" dei Verdi? Distruggere la bellezza identitaria di comunità umane millenarie per inseguire slogan irrealizzabili?

𝗜𝗹 𝗴𝗮𝘀 𝗿𝘂𝘀𝘀𝗼 𝗰𝗼𝗺𝗲 𝗴𝗮𝗿𝗮𝗻𝘇𝗶𝗮 𝗱𝗶 𝘀𝗼𝘀𝘁𝗲𝗻𝗶𝗯𝗶𝗹𝗶𝘁𝗮̀ 𝘀𝗼𝗰𝗶𝗮𝗹𝗲

Contrariamente alla propaganda di Bonelli che riprende il peggio delle stupidaggini russofobe che hanno accelerato il declino di un intero continente, il gas russo ha rappresentato per decenni un fattore di 𝘀𝘁𝗮𝗯𝗶𝗹𝗶𝘁𝗮̀ 𝗽𝗹𝗮𝗻𝗲𝘁𝗮𝗿𝗶𝗮 e un'energia preziosa per una transizione ordinata. Rinunciarvi non è affatto una scelta ecologica, ma una sottomissione alle logiche della NATO che impone l'acquisto di gas americano a prezzi insostenibilmente superiori.
Senza il "ponte" del gas, la transizione non sarà un progresso, ma una 𝘁𝗲𝗿𝗮𝗽𝗶𝗮 𝘀𝗵𝗼𝗰𝗸 che svuoterà le tasche dei cittadini e chiuderà le fabbriche, rendendo il mutamento
socialmente intollerabile.

𝗗𝗮𝗹𝗹'𝗲𝗰𝗼𝗹𝗼𝗴𝗶𝗮 𝗱𝗶 𝗳𝗮𝗰𝗰𝗶𝗮𝘁𝗮 𝗮𝗹 "𝗩𝗲𝗿𝗱𝗲 𝗠𝗶𝗹𝗶𝘁𝗮𝗿𝗲"

Bonelli, allineato ai 𝗩𝗲𝗿𝗱𝗶 𝘁𝗲𝗱𝗲𝘀𝗰𝗵𝗶 – organici al blocco più bellicista e atlantista d'Europa – finge di ignorare l'impatto ambientale della guerra. Mentre propone di fatto di coprire di specchi e acciaio le nostre colline, tace colpevolmente sul "𝘃𝗲𝗿𝗱𝗲 𝗺𝗶𝗹𝗶𝘁𝗮𝗿𝗲": l'attività bellica è una delle più devastanti del pianeta per consumo di idrocarburi e distruzione ecosistemica.
Sostenere l'escalation e il riarmo, come fa la classe dirigente subalterna a Washington e ai maggiordomi di Bruxelles di cui Bonelli è parte integrante, significa essere i veri 𝗻𝗲𝗺𝗶𝗰𝗶 𝗱𝗲𝗹𝗹’𝗲𝗰𝗼𝘀𝗳𝗲𝗿𝗮 𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗽𝗮𝗰𝗲.

𝗨𝗻 𝗽𝗮𝘁𝗿𝗶𝗼𝘁𝘁𝗶𝘀𝗺𝗼 𝗱𝗲𝗶 𝘀𝘂𝗱𝗱𝗶𝘁𝗶.

Chi rifiuta il pragmatismo energetico per consegnarsi ai predatori d'oltreoceano non si presenta come un patriota, ma come l’ennesimo esecutore di ordini altrui.
Quella di Bonelli non assomiglia a una politica ambientale. In tutta evidenza è 𝗮𝘁𝗹𝗮𝗻𝘁𝗶𝘀𝗺𝗼 𝘁𝗲𝗿𝗺𝗶𝗻𝗮𝗹𝗲 travestito da ecologia. È una visione che vuole un'Italia servile, deindustrializzata e, infine, colpita al cuore nella sua bellezza paesaggistica.
Una "ucrainizzazione" della nostra società che dobbiamo respingere con forza per difendere la nostra sovranità e il nostro futuro.

Pino Cabras 

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CASTA CONTRO CARTA. Marco Travaglio FQ 18.03”26

 

Fanno tenerezza la Meloni e le sue quinte colonne che tentano di dimostrare la bontà della schiforma Nordio col decisivo argomento che c’è un sacco di politici, professori, (de)pensatori, (im)prenditori e ma(g)nager del centrosinistra che votano Sì.
Oh bella, sai che stupore: sono 35 anni, da quando fu beccata a rubare da Mani Pulite, che l’intera Casta padronale sogna di demolire la Carta per mettere la giustizia sotto la politica per continuare a farsi i suoi porci comodi impunita e indisturbata.

E anche questo voto, come tutti da vent’anni, non è fra destra e sinistra, ma fra Popolo e Casta. Negli anni 90 e 2000, mentre B. depenalizzava i suoi reati e mandava in prescrizione i suoi processi, il centrosinistra varava le peggiori “riforme” per incenerire anche i processi degli altri.
Come se la giustizia non l’avesse paralizzata abbastanza il Codice di Giuliano Vassalli, pessimo ministro della Giustizia per conto di Craxi (celebre fra l’altro per aver trascinato al Csm il giudice Carlo Alemi, che osava indagare su Dc&camorra nel sequestro Cirillo), che ora il Sì e il No si contendono manco fosse Giustiniano.

La boiata del nuovo articolo 111 della Costituzione (il famoso “giusto processo”) nacque nel 1998-’99 dall’inciucio bicamerale sul nuovo articolo 513 del Cpp che cestinava le prove di Tangentopoli: siccome fu raso al suolo dalla Consulta,
destra e sinistra lo trasformarono in norma costituzionale. E senza referendum, perché lo votarono tutti, tranne Rifondazione.

Infatti l’opposizione a B. la facevano i girotondi in piazza, non i partiti in Parlamento.
La sinistra di destra, che si fa chiamare “riformista” per mancanza di riforme, si sublimò poi nel veltronismo e nel renzismo: le ultime due versioni light del berlusconismo.
Con la solita compagnia di giro di intellettuali di corte, avvocati di partito e di clientela, sedicenti costituzionalisti giunti anche ai vertici della Consulta che trovano sempre qualche cavillo per giustificare le peggiori schiforme perché tengono famiglia e cattedra: gente che la Carta l’ha sempre odiata e coglie ogni occasione per demolirla.

Poi, per fare numero, c’è qualche vecchio avanzo di craxismo e spesso di galera. Questa è la famosa “sinistra del Sì” che impazza sui media come se avesse dietro le masse: invece ha dietro il deserto.

Ruderi di ceto politico senza popolo: un po’ a caccia di poltrone (“Ehi, Giorgia, io sono qua, sempre a disposizione!”), un po’ in cerca di vendette contro i magistrati che li hanno inquisiti, un po’ contro il Pd che finalmente li ha scaricati, ma soprattutto contro gli elettori che – meglio tardi che mai – hanno smesso di votarli.

Chi pensa che nobilitino il Sì porta solo acqua al No. Certi nomi e certe facce non sono un blasone, ma un’aggravante. 

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martedì 17 marzo 2026

 

STORICO: LA CORTE SUPREMA SPOGLIA TRUMP DEL SUO SCUDO LEGALE SUL CASO EPSTEIN....
Titolo: COLPO FINALE ALL’IMMUNITÀ! La Corte Suprema Decide Contro Donald Trump, Consentendo di Convocarlo Legalmente nel Caso Epstein
In una decisione che ha scosso le fondamenta della Casa Bianca e del sistema giudiziario americano, la Corte Suprema ha ufficialmente respinto l’immunità assoluta di Donald Trump nel controverso caso Jeffrey Epstein.
Questa sentenza storica stabilisce un precedente senza precedenti: il Presidente non può più usare la sua carica come scudo impenetrabile contro la giustizia. Con questa risoluzione, Trump può ora essere legalmente convocato per testimoniare e fornire prove riguardo ai suoi legami con la rete di Epstein. Mentre Washington reagisce all’impatto della decisione, attivisti e vittime celebrano quella che considerano la fine dell’impunità ai livelli più alti del potere. Per la prima volta, la strada verso la verità sembra completamente aperta.
Credi che questa decisione della Corte Suprema segni l’inizio della fine dei segreti di Donald Trump?
News4Italia.



Quello della Corte Suprema è un atto dovuto, necessario! Non possiamo essere amministrati da persone che si sentono al di sopra della legge e in diritto di compiere ogni reato senza essere indagate e sanzionate!

cetta

lunedì 16 marzo 2026

MA MI FACCIA IL PIACERE. - Marco Travaglio

 

Era ora.
“Col Sì rivoluzione copernicana. Saremo finalmente un Paese democratico e libero. Entreremo a pieno diritto nelle democrazie occidentali. E ci toglieremo i residui della dittatura comunista e di quella fascista” (Carlo Nordio, ministro FdI della Giustizia, 14.3). Nel senso che si dimette?
Senti chi parla.
“La lezione di Mattarella agli studenti: ‘Non agire fuori dal diritto internazionale’” (Stampa, 11.3). Cioé non fare come lui in Serbia.
Agenzia Sticazzi. “Cile, la cravatta di Kast al giuramento scelta da Giorgia Meloni” (Ansa, 11.3). E poi dicono che il giornalismo investigativo è morto.
Prendere i voti. “Mantovano: ‘I cattolici voteranno sì’” (Ansa, 3.3). “Catania, da TikTok alla parrocchia, l’omaggio choc al boss Santapaola: ‘Qui ha fatto la storia’” (Corriere della sera, 9.3). “Il No conviene agli islamici” (Giornale, 9.3). “La Mecca dice No” (Tommaso Cerno, Giornale, 14.3).
Mi sa che ha ragione Mantovano.
Demenza naturale.
“La propaganda Cgil ha ‘convinto’ l’algoritmo dell’Ia a schierarsi per il No” (Giornale, 15.3). Questa Ia è musulmana e pure comunista.
Cetto Laqualunque/1. “Ecco come il Sì risolleverà l’economia” (Gabriele Albertini, Libero, 11.3). Più pilu per tutti.
Cetto Laqualunque/2. “Oggi hanno derubato mia moglie in metro. Se li beccano, il giorno dopo sono di nuovo lì. Votate Sì al referendum” (Marco Rizzo, Democrazia Sovrana Popolare, 12.3).
Meno scippi per tutti.
Cappuccetto nero. “Tre ragioni per il Sì” (Fabrizio Cicchitto, Libero, 9.3). Ma soprattutto una: la tessera P2 numero 2232.
Pluralis maiestatis. “Renzi: ‘Sulle carriere divise liberi tutti’” (Giornale, 14.3). “Renzi: ‘Esecutivo incapace, ma sulla crisi dialoghiamo’” (Repubblica, 14.3). Ma “tutti” e “voi” chi?
Già mangiato/1. “La premier arruola l’ex Pd Ceccanti per il Sì” (Stampa, 15.3). Tranquilli, quello è arruolato da quando è nato.
Già mangiato/2. “Gli insulti a Pisapia perché vota Sì: ‘Ormai è anziano’” (Giornale, 14.3). Veramente era già così da giovane.
Telepatie.
“Già l’Assemblea costituente prevedeva la separazione” (Antonio Baldassarre, ex presidente Consulta, Corriere della sera, 14.3).
“La divisione delle carriere era auspicata dalla Costituente” (Giulio Prosperetti,ex vicepresidente Consulta, Riformista, 14.3).
Ma infatti: i costituenti erano così favorevoli che si scordarono di scriverla nella Costituzione.
Martellate. “L’esuberanza dei pm? Quando vedi Gratteri in tv capisci bene di cosa parliamo, sembra uno alla ‘Ercolino faccio tutto io’” (Claudio Martelli, ex Psi, Un giorno da pecora, Radio1, 9.3). E, quel che è peggio, non prende tangenti.
Ignobel. “Per liberarci l’intervento straniero è indispensabile” (Shirin Ebadi, iraniana, premio Nobel per la Pace, Repubblica, 11.3). Così vince pure il Nobel per la Guerra.
Smorzacalenda. “Serve un salto di qualità nella partnership con la Russia. Il prossimo obiettivo è la diffusione territoriale delle nostre imprese anche fuori Mosca e San Pietroburgo. Stiamo lavorando con il governo centrale russo e con i diversi governatori su 340 proposte legate a progetti di investimento comune”, “Nessuna grande azienda italiana ha mai chiuso bottega in Russia, in qualunque circostanza, e questo è il segno di un’amicizia. Qui ci sono tutte le grandi aziende, il presidente del Consiglio, il ministro, le associazioni economiche, le banche. Più di così non potevamo portare, dovevamo traslocare il Colosseo…” (Carlo Calenda, ministro Sviluppo del governo Renzi, al Forum economico di San Pietroburgo alla presenza di Putin, Agenzia Italia e Tv di Stato russa, 17.6.2016).
“Vedi Giuseppe Conte io non mi siederei mai con uno che appoggia Putin nascondendosi dietro la parola pace” (Calenda, leader Azione, 14.3.2026). “Non vorrei mai far parte di un club che accettasse tra i suoi soci uno come me” (Groucho Marx).
Ha stato Putin. “La nave russa che affonda e appesta il Mediterraneo colpita dagli ucraini. Regalo di Mosca” (Libero, 14.3). Quindi se affonda e appesta non è colpa di chi l’ha colpita.
Le parole per dirlo. “È morto Contrada, l’ex 007 dei misteri” (Corriere della sera, 14.3). “Contrada, il superpoliziotto dei misteri” (Repubblica, 14.3).“Lo 007 dei misteri” (Stampa, 14.3). “Il calvario di Contrada” (Giornale, 14.3). “Contrada si porta nella tomba i segni di una tortura più crudele di un ergastolo” (Foglio, 14.3). “Contrada, il superpoliziotto vittima della malagiustizia” (Libero, 14.3). “Contrada, l’enigma” (Sole 24 ore, 14.3). “Contrada, lo 007 dei misteri di Palermo” (Messaggero, 14.3).
Eppure bastavano tre parole: complice della mafia.
Il titolo della settimana/1. Cortina, la pista sovranista è un caso: ‘Danni da 1 milione’” (Repubblica, 9.3). La pista sovranista si riconosce dalle altre perché i bobbisti sorpassano a destra.
Il titolo della settimana/2. “Mai violato il diritto in Iran. Era a un passo dall’attacco. Usa e Israele hanno risposto a rischi seri e concreti” (Fiamma Nirenstein, Giornale, 10.3). Ovvio: l’Iran stava per invadere gli Stati Uniti.
Il titolo della settimana/3. “Quello sfottò in pubblico a The Donald. Zelensky non ne può più di giochetti” (Anna Zafesova, Stampa, 14.3). Oh no, e adesso come facciamo?
Il titolo della settimana/4. “Qualcuno crede ancora al sistema giustizia?” (Luca Palamara, Libero, 13.3). Da quando ti hanno radiato dalla magistratura, un pochino.
Il titolo della settimana/5. “La sinistra alla frutta schiera Ficarra e Picone” (Libero, 15.3). Invece la destra alla grappa schiera Nordio.