sabato 10 settembre 2011

I 5 Stelle rilanciano il Parlamento pulito Beppe Grillo porta in piazza il “cozza day”. - di Luigina D'Emilio



“Tutti in fila indiana, silenziosi ed ordinati”. Queste le prime parole che Beppe Grillo pronuncia ai manifestanti di piazza Navona, arrivati da tutta Italia per il “Cozza day”. Come un gran cerimoniere, corredato di maglia tricolore, il comico genovese si rivolge a una piazza che da stamattina ha invaso la Capitale per protestare contro la manovra del governo e il silenzio sulla legge ‘Parlamento pulito’, 350mila firme che giacciono in Senato dal 2007. Per evitare che sieda in aula chi ha condanne penali e chi ha già fatto più di due mandati.

Una “v” umana per mandare a quel paese il Parlamento. E’ iniziato così, con quattro flash-mob itineranti in luoghi simbolo di Roma, appunto, il “Cozza day”, il giorno contro le “cozze parlamentari abusive” organizzato dal Movimento 5 Stelle. Dal Colosseo, al Campidoglio, a piazza di Spagna, fino a piazza del Popolo, la protesta prende forma con slogan e cartelloni, il tutto condito dai cori dei manifestanti che attaccano la Casta dei politici. La scelta della lettera “v” è anche in memoria del V-day
 di tre anni fa, spiegano gli organizzatori: “Da allora non è cambiato nulla in questo Paese e, se è possibile, la situazione peggiora di giorno in giorno, con l’aggravante di un totale disinteresse nei confronti dei cittadini, di quello che hanno chiesto a gran voce con la legge di iniziativa popolare che è finita a fare la muffa nelle aule del Senato”.



A srotolare un lungo striscione con la scritta “a casa i molluschi”, durante il presidio di piazza di Spagna, molte persone che quella proposta di legge l’avevano firmata e che oggi portano per le vie di Roma la loro indignazione. Spiega Silvana di Nicolò mentre dà il via all’ultimo flash-mob della mattina: “La legge porcata di Calderoli fu approvata dal governo Berlusconi nel 2006, gli successe Prodi che in due anni non la cambiò, e neppure ci provò. Nessuno protestò. Ora, invece di portare la legge Parlamento pulito in discussione al Senato, gli stessi che non hanno mosso un dito quando erano al governo, propongono un referendum abrogativo che non risolverebbe nulla”. Anche se il porcellum venisse abrogato, chi ha condanne penali potrebbe rimanere comunque in Parlamento assieme a chi ha già superato i due mandati.

Piazza Navona è stata trasformata per l’occasione in una grande agorà pubblica delimitata da tre tagli di stoffa, lunghi 12 metri l’uno che formano la bandiera italiana. Tante le scritte in giro che ricordano anche le lotte del Movimento 5 Stelle, come i cartoncini che fanno bella mostra delle poltrone parlamentari posizionate sotto la lunga bandiera. Ecologia, informazione, acqua pubblica, onestà, queste le parole che si ripetono con più frequenza e questi i messaggi che i manifestanti porteranno oggi a Montecitorio. Da Piazza Navona, infatti, dopo l’attesissimo intervento di Grillo, è partita una lunga processione, in fila indiana, fino alla sede della Camera, dove ogni manifestante ha deposto una cozza simbolica in un grande cesto davanti la porta di accesso della Camera. Perché come ha spiegato Grillo, “la deposizione della cozza a Montecitorio è un esercizio catartico, simbolico. Servirà per purificare l’aria, per respirare profondamente e guardare in alto verso l’eterno cielo azzurro. Le cozze stanno formando una muraglia. Un groviglio di mitili avariati attaccati allo stesso scoglio”. E per chi volesse, carta e penna per la ricetta dell’impepata di cozze parlamentari.

Standing ovation, quando la politica si mischia alla satira con un Grillo che, da un palco improvvisato inizia il comizio show mostrando una grande rete con migliaia di cozze dentro: “Neanche Pinochet, o il generale Franco avrebbero agito così nascondendo le firme di 350 mila cittadini. Avrebbero almeno come intelligenza dato una risposta. Ricordando che i militanti del 5 Stelle non sono un movimento politico ma un’idea collettiva coadiuvata dalla rete per lottare assieme su dei progetti”.
(video di Irene Buscemi e Paolo Dimalio)



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