Il fact-checking più impietoso sulla propaganda ucraina, questa volta, lo ha fatto direttamente Zelensky.
Dopo le proteste scoppiate in numerose città contro la mancata riconferma del ministro della Difesa Mykhailo Fedorov, il presidente ha riconosciuto che i manifestanti avevano pieno diritto di scendere in piazza: «Combattiamo per la libertà e la democrazia… volevano uscire e hanno fatto bene». Ha inoltre affermato di ascoltare le richieste della società e che sulla vicenda «il punto non è ancora stato messo».
Subito dopo ha confermato anche ciò che fino a ieri sembrava materia per la propaganda russa: tra Fedorov e il comandante in capo Syrsky esisteva un conflitto talmente profondo che i due, secondo Zelensky, non riuscivano neppure a risolvere le questioni senza la sua presenza.
In pratica, mentre un Paese combatte una guerra decisiva, il Ministero della Difesa e il vertice delle Forze armate funzionavano come due coniugi separati che comunicano soltanto davanti all’avvocato. Zelensky ha ammesso che le due istituzioni dovrebbero collaborare autonomamente e che, quando non riescono a farlo, è costretto a intervenire personalmente.
Poi è arrivata la frase più interessante.
Parlando dell’eventuale nomina dell’attuale ministro dell’Interno Ihor Klymenko alla Difesa, Zelensky ha indicato come possibile punto di forza la capacità di mettere fine alle «pratiche di mobilitazione vergognose». Reuters ricorda che il fenomeno è conosciuto in Ucraina come busification: uomini fermati per strada e trascinati sui mezzi dagli addetti al reclutamento, una pratica che ha alimentato fortissime tensioni sociali.
Una precisazione è necessaria: alcuni filmati sulla mobilitazione erano realmente prodotti o manipolati mediante intelligenza artificiale, e il Centro ucraino contro la disinformazione ne ha documentati diversi. Sarebbe quindi scorretto affermare che ogni video denunciato da Kiev fosse autentico.
Ma sarebbe ancora più scorretto utilizzare l’esistenza di alcuni falsi per negare un fenomeno reale che oggi lo stesso presidente definisce vergognoso.
La solita magia della comunicazione di guerra: prima chi mostrava certi abusi era un agente del Cremlino; adesso quegli stessi abusi diventano il programma politico del prossimo ministro.
L’intelligenza artificiale, evidentemente, aveva anche la targa del furgone.
Don Chisciotte
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