martedì 5 luglio 2011

Berlusconi ritira la salva-Finvest, « vergognosa montatura». Paola Pica


MILANO
- Berlusconi ritira la norma salva-Fininvest. «Per sgombrare il campo da ogni polemica ho dato disposizione che questa norma giusta e doverosa sia ritirata». Così il presidente del consiglio e proprietario del gruppo del gruppo Fininvest che controlla tra le altre Mondadori Mediaset e il Milan in una nota diffusa nel pomeriggio di una giornata di forti tensioni nella maggioranza di governo. La cosiddetta norma «ad aziendam» spuntata a sorpresa nella manovra di stabilizzazione finanziaria aveva scatenato la polemica. Si tratta di una leggina sulla sospensione dell'esecutività dei risarcimenti che avrebbe evitato alla Fininvest di Silvio Berlusconi di versare alla Cir di Carlo De Benedetti 750 milioni di euro. Una mossa che precedeva di pochi giorni il verdetto di secondo grado dei giudici atteso alla fine della settimana.

Il premier: come faccio a pagare? (15 giugno 2011)

LA DICHIARAZIONE - «Nell'ambito della cosiddetta manovra -si legge nella dichiarazione di Berlusconi- è stata approvata una norma per evitare attraverso il rilascio di una fideiussione bancaria il pagamento di enormi somme a seguito di sentenze non ancora definitive, senza alcuna garanzia sulla restituzione in caso di modifica della sentenza nel grado successivo. Si tratta di una norma non solo giusta ma doverosa specie in un momento di crisi dove una sentenza sbagliata può creare gravissimi problemi alle imprese e ai cittadini». «Le opposizioni -sottolinea- hanno promosso una nuova crociata contro questa norma pensando che, tra migliaia di potenziali destinatari, si potrebbe applicare anche a una societá del mio gruppo. Si è prospettato infatti che tale norma avrebbe trovato applicazione nella vertenza Cir- Fininvest dando così per scontato che la Corte di Appello di Milano effettivamente condannerá la Fininvest al pagamento di una somma addirittura superiore al valore di borsa delle quote di Mondadori possedute dalla Fininvest. Conoscendo la vicenda ritengo di poter escludere che ciò possa accadere e anzi sono certo che la Corte d'Appello di Milano non potrá che annullare una sentenza di primo grado assolutamente infondata e profondamente ingiusta. Il contrario costituirebbe un'assurda e incredibile negazione di principi giuridici fondamentali», assicura il premier. «Per sgombrare il campo da ogni polemica ho dato disposizione che questa norma giusta e doverosa sia ritirata.Spero non accada che i lavoratori di qualche impresa, in crisi perchè colpita da una sentenza provvisoria esecutiva, si debbano ricordare di questa vergognosa montatura», rimarca Berlusconi..

IL GELO DELLA LEGA, SI SFILA GHEDINI - Il Carroccio non ha fatto mistero del «profondo malumore» dei ministri della Lega Nord. Ma da quel testo che secondo la procedura è stato inviato da Palazzo Chigi (dove è stato visto per l'ultima volta) al Quirinale hanno preso le distanze un po' tutti, persino Niccolò Ghedini, avvocato personale del premier e deputato Pdl : «Non l'ho scritto io, non ne sapevo nulla»

IL SILENZIO DI TREMONTI - Nella bufera è rimasto in silenzio il ministro dell'Economia Giulio Tremonti che, si dice, non ne sapesse nulla. Si dice anche che il suo silenzio nasconda la profonda irritazione. Dopo aver annullato la conferenza stampa di presentazione della manovra prevista a mezzogiorno - decisione almeno ufficialmente motivata con le difficoltà a raggiungere Roma a causa del maltempo - Tremonti ha confermato la sua presenza nel pomeriggio al Teatro Centrale in Piazza del Gesù viene presentato il libro sulle fondazioni di Fabio Corsico. Oltre al ministro saranno presenti, tra gli altri, il direttore generale del Tesoro Vittorio Grilli, il presidente dello Ior Ettore Gotti Tedeschi e il presidente della Cariplo e dell'Acri Giuseppe Guzzetti. C'è molta attesa per l'eventuale presa di posizione del ministro.

VIETTI: A RISCHIO IL PRINCIPIO DI UGUAGLIANZA - Il vice-presidente del Csm, Michele Vietti, aveva posto l'accento sul principio di uguaglianza: «Non entro nel dettaglio di una norma non ancora presentata in Parlamento - spiega Vietti - ma voglio solo rilevare che il principio dell'esecutività delle sentenze di secondo grado è un principio generale che vigeva già prima che diventassero provvisoriamente esecutive le sentenze di primo grado. Modificare questo principio significherebbe rischiare di stravolgere il sistema giudiziario e credo che convenga non farlo per non violare il principio di eguaglianza fra i cittadini di fronte alla legge».

LA REAZIONE DEL COLLE - «Non dico nulla. Sulla manovra, quando sarà il momento, conoscerete le nostre determinazioni». Così, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, presente al convegno «Europa più democratica», ha risposto ai giornalisti che gli chiedevano un commento sul testo trasmesso dal governo al Quirinale.

IL PD: ALFANO? SEGRETARIO DEL PREMIER - Per il Pd il neosegretario politico del Pdl Angelino Alfano è in realtà «il segretario di Berlusconi», mentre il capogruppo Pd Dario Franceschini chiede di «conoscere l'opinione precisa del segretario del PdL sulla norma relativa al lodo Mondadori. Per altro il segretario del PdL, che nei giorni scorsi ha parlato di partito degli onesti, è anche, e non è dato sapere per quanto, ministro della Giustizia. È quindi indispensabile conoscere con chiarezza la sua posizione»

L'ALTOLA' DELLA STAMPA CATTOLICA - «Errori da correggere», chiede il direttore di Avvenire, Marco Tarquinio. Mentre di «ipocrisia e incompetenza» nel gestire le sorti del Paese parla Famiglia Cristiana nel numero in uscita. «La manovcra non ci pare equa» scrive il settimanale- «Per essere davvero giusta dovrebbe chiedere a tutti di tirare la cinghia». A cominciare dai politici, cui spetta dare l'esempio. E invece? I tagli agli scandalosi costi dei politici vengono rimandati al futuro» scrive il settimanale. Inoltre la manovra è, per Famiglia Cristiana, «simile alla politica cui siamo abituati da anni: solo parole». «Nel documento economico di Tremonti brillano per assenza due promesse strombazzate in campagna elettorale: abolizione delle Province e quoziente familiare (ora Fattore famiglia).

http://www.corriere.it/politica/11_luglio_05/napolitano-manovra-firma_51c148ac-a6e7-11e0-bbaa-d83a3b6f7958.shtml


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