Visualizzazione post con etichetta Garlasco. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Garlasco. Mostra tutti i post

mercoledì 6 maggio 2026

MARCO TRAVAGLIO - Sempio e lo scempio - IFQ - 6 maggio 2026


Da quando la cronaca giudiziaria la fa chi non ha mai visto un processo neppure col binocolo e crede che l’incidente probatorio sia la bicicletta delle gemelle Cappa che va a sbattere contro quella di Alberto Stasi, può succedere di tutto. Anche lo scempio del diritto, della pietà e della decenza che dura da più di un anno sul caso Garlasco, da quando la Procura di Pavia decise di battere le piste alternative alla condanna definitiva del fidanzato di Chiara Poggi. Dopo mesi di “rivelazioni” partorite da giornalisti, mitomani e giornalisti mitomani o fatte trapelare da avvocati e investigatori, neppure l’invito a comparire recapitato al sospettato Andrea Sempio, amico di Marco Poggi (fratello della vittima), ha chiarito cosa abbiano trovato i pm a suo carico. Ma si pensa, o si spera, che sia una prova formidabile. Perché dev’essere in grado di annientare la sentenza definitiva su Stasi. Senza una revisione che cancelli la sua condanna in Cassazione, il processo a Sempio sarebbe uno spasso. Potremmo avere un fatto unico nella storia: una donna morta due volte, uccisa da due diversi uomini a poche ore di distanza. Spiace per la compagnia di giro del Circo Garlasco, ma al momento il colpevole è solo uno, Stasi, che nessuno ha scagionato. Invece di Sempio – sempre in attesa della pistola o del pistolino fumante – non risulta alcuna traccia sulla scena del delitto (che pure frequentava per far visita all’amico Marco): anzi, le nuove tracce sulla colazione, che qualcuno sperava fossero sue, erano anche quelle di Stasi. La cui posizione esce peggiorata dall’inchiesta che doveva scagionarlo.

Ora, prima della fine-indagini, siamo agli interrogatori: dell’indagato Sempio, rimasto l’unico possibile assassino alternativo (dopo mille leggende metropolitane sul commando di una dozzina di killer), che si avvale della facoltà di non rispondere in attesa di conoscere gli elementi a suo carico; e dei testimoni Marco Poggi, fratello di Chiara, e le cugine, le gemelle Paola e Stefania. Ma prima i tre testimoni, mai indagati, venivano additati come complici o assassini (senza contare i sospetti infamanti e incestuosi sullo zio e le oscene insinuazioni su papà e mamma Poggi); e ora vengono spacciati per gente da torchiare su non si sa bene quale accusa da chi non conosce neppure la differenza fra un teste e un indagato, tant’è che si continua a disquisire sulla loro mancanza di alibi. Come se chi non è accusato di nulla dovesse cercarsene uno. E gli artefici di quella mostrificazione, anziché chiedere umilmente scusa per averli gettati in pasto a orde di guardoni da tastiera, danno lezioni di giornalismo a chi ha sempre denunciato lo scempio. E naturalmente passa per “giustizialista”, mentre quell’orda barbarica rappresenta il “garantismo”.

giovedì 18 aprile 2013

Garlasco: Cassazione, processo Stasi da rifare.



Annullata sentenza d'appello di assoluzione del giovane.

Annullata la sentenza di assoluzione di Alberto Stasi per l'omicidio di Chiara Poggi, avvenuto il 13 agosto 2007 a Garlasco (Pavia): lo ha deciso la Prima Sezione penale della Cassazione disponendo un nuovo processo d'appello.
Il nuovo processo d'appello a Stasi si svolgera' a Milano, davanti a un'altra sezione della Corte d'Assise d'Appello.
"Sono dispiaciuto, non si capisce il motivo". Questa la reazione di Alberto Stasi. "Leggeremo le motivazioni", ha detto l'avvocato. "Non ce lo aspettavamo - ha detto Fabio Giarda - le due sentenze erano granitiche e cristalline. Bisognerà vedere se la Cassazione ha accolto i motivi di ricorso o se ha solo accettato le richieste di rinnovazione".
Potrebbero essere due, infatti, gli elementi da riesaminare: il capello ritrovato nella mano di Chiara e la bicicletta. Ma anche se questi, ha spiegato l'avvocato, "avevamo concordato insieme quali accertamenti fare".
"Sono contenta perché i giudici hanno capito che Chiara ha bisogno di verità". E' il primo commento di Rita Poggi. La signora Poggi che ha detto di essere "un po' emozionata" e con voce che commossa ha ripetuto più volte "sono contenta che la Cassazione abbia capito...io voglio la verità su Chiara, voglio solo quello. Sono quasi sei anni che aspetto". La mamma di Chiara, assieme al marito, tramite il loro avvocato Gianluigi Tizzoni, avevano chiesto agli Ermellini di annullare la sentenza di Secondo grado e riaprire il dibattimento per effettuare in particolare un esame su un capello corto e castano trovato nel palmo della mano sinistra della figlia. "Il mio legale e i miei consulenti hanno lavorato tantissimo e il merito è il loro". Dopodiché la signor Poggi non ha voluto più aggiungere altro spiegando che la notizia della decisione della cassazione le appena stata comunicata dall'avvocato ma di non saperne i motivi.
"Ho sentito i familiari di Chiara, sono soddisfatti ma anche molto emozionati: oggi è stato fatto un passo avanti verso la verità" ha detto Paolo Reale, cugino di Chiara. "Nessuno parla di vittoria - ha aggiunto - è un percorso che va avanti, accetteremo la nuova sentenza che verrà, qualunque cosa sia".