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domenica 21 giugno 2026

Putin parla per ​12 minuti. - Antonio Monteforte

 

12 minuti in cui Vladimir Putin si è messo davanti ai vertici militari russi e ha sparato cinque avvertimenti diretti alla NATO.
​Non discorsi diplomatici, non giri di parole. Un briefing operativo. E mentre i media occidentali lo dipingono come l'ennesima minaccia di un pazzo isolato, la verità è un'altra.
​Mosca sta mettendo nero su bianco quello che accadrà se l'Occidente continua a fingere che l'Ucraina sia una guerra per procura e non un confronto diretto.
PRIMO AVVERTIMENTO: NESSUN COMPROMESSO.
​Putin non negozia sugli obiettivi. Gli scopi dell'operazione speciale verranno raggiunti, che vi piaccia o no. Preferibilmente con la diplomazia, ma se Kiev e i suoi padroni stranieri continuano a rifiutare colloqui sostanziali, allora sarà guerra fino alla liberazione completa di quelle che Mosca chiama "terre storiche russe".
​E qui casca il primo pezzo: niente conflitto congelato, niente linee di cessate il fuoco provvisorie. Controllo territoriale permanente, zone cuscinetto di sicurezza che verranno ampliate finché non si sentono al sicuro.
​Per la NATO, questo significa che qualsiasi futuro accordo di sicurezza per l'Ucraina dovrà fare i conti con mappe completamente ridisegnate. E indovinate chi ha in mano le matite?
​Ma facciamo un passo indietro. Perché arriviamo a questo punto? Putin lo dice chiaramente: dietro il regime di Kiev c'è la potenza della più grande alleanza militare del mondo. Assistenza militare su larga scala che non si ferma mai: consiglieri, istruttori, mercenari, dati di intelligence in tempo reale.
​La Russia guarda l'Ucraina e non vede Zelensky; vede i server della NATO, i satelliti americani, i contractor britannici. Vede un proxy armato fino ai denti per fare quello che l'Occidente non ha il coraggio di fare direttamente: mettere i missili a pochi minuti di volo da Mosca.
​E quando ti senti accerchiato, quando per trent'anni ti hanno promesso che la NATO non si sarebbe espansa di un centimetro a est e poi ti ritrovi basi missilistiche ai confini, cosa fai? Aspetti che ti colpiscano per primi? No, reagisci. E Putin sta reagendo.
SECONDO AVVERTIMENTO: LA DETERRENZA NUCLEARE INARRESTABILE.
​Deterrenza nucleare. E qui la faccenda si fa seria davvero. Putin annuncia test riusciti di due sistemi che hanno un nome che suona già come un incubo: Burevestnik, il missile da crociera a raggio illimitato, e Poseidon, il veicolo subacqueo senza pilota. Entrambi alimentati da reattori nucleari.
​Sentite bene: illimitato. Significa che possono girare per giorni, settimane, aggirare qualsiasi sistema di difesa missilistica, colpire da angolazioni impossibili.
​La NATO ha speso miliardi per costruire scudi antimissile in Polonia, Romania, Alaska. Putin gli sta dicendo: inutili. I vostri sistemi sono progettati per intercettare traiettorie balistiche prevedibili; questi arrivano da sotto, da sopra, da dove non ve lo aspettate, e garantiscono a Mosca la parità strategica per i primi decenni.
​Non è una minaccia vuota, è ingegneria operativa. E mentre l'Occidente continua a vendere la storia della Russia isolata e in ginocchio per le sanzioni, Putin sta dispiegando sistemi d'arma che gli Stati Uniti non hanno.
​Pensateci: chi è davvero isolato qui? Un paese che testa armi nucleari a propulsione infinita, o uno che deve convincere gli alleati europei a comprare gas americano a prezzi triplicati per punire Mosca?
TERZO AVVERTIMENTO: L'INCUBO IPERSONICO "ORESHNIK"
​Oreshnik. Il sistema missilistico ipersonico a medio raggio entra in servizio di combattimento entro fine anno. E non è teoria, è già stato usato. Novembre scorso, prima volta in combattimento: un missile che viaggia a Mach 10, che cambia traiettoria in volo, che nessun sistema di difesa aerea occidentale può fermare.
​Per la NATO, questo significa che ogni base, ogni centro di comando, ogni hub logistico in Europa Orientale è esposto. Non potete abbatterlo, non potete prevederlo; potete solo sperare che non sia diretto verso di voi.
​E Putin lo sa, per questo lo ha messo in campo adesso: non come deterrente astratto, ma come arma operativa pronta all'uso.
​Immaginate la scena nei quartieri generali NATO: generali che guardano mappe e capiscono che le loro basi in Polonia, i depositi in Romania, i centri logistici in Germania sono tutti bersagli scoperti, e che l'unico modo per proteggerli sarebbe ritirare tutto indietro di 1.000 chilometri.
​Ma come fai a spiegarlo agli alleati dell'Est Europa, che ti hanno aperto le porte proprio per sentirsi sicuri? Come gli dici che la tecnologia russa ha reso obsoleto il tuo ombrello difensivo?
QUARTO AVVERTIMENTO: LA GUERRA NELLO SPAZIO
Putin accusa la NATO di schierare armi oltre l'atmosfera terrestre e annuncia che la Russia rafforzerà le proprie capacità militari orbitali: nuovi satelliti di nuova generazione, canali di comunicazione ad alta velocità e protetti, intelligence superiore, navigazione accurata.
Quinto passo.
​E qui colpisce dove fa male: la NATO dipende dai satelliti per tutto: comunicazioni criptate, GPS militare, ricognizione in tempo reale...
... Sarà tutto distrutto!

martedì 11 agosto 2020

Bonus: Garante Privacy, nessun ostacolo a pubblicità dei beneficiari.

Tridico ©

Istruttoria sulla metodologia seguita dall'ente.

"La privacy non è d'ostacolo alla pubblicità dei dati relativi ai beneficiari del contributo laddove, come in questo caso, da ciò non possa evincersi, in particolare, una condizione di disagio economico-sociale dell'interessato". Lo sottolinea, in relazione alla vicenda del bonus Covid, il Garante per la protezione dei dati personali. Ciò vale a maggior ragione rispetto a coloro che svolgono una "funzione pubblica", aggiunge il Garante, che aprirà un'istruttoria sulla metodologia seguita dall'Inps.
"In relazione alla vicenda del bonus Covid, il Garante per la protezione dei dati personali - si legge in una nota diffusa dall'Autorità - precisa che, sulla base della normativa vigente, la privacy non è d'ostacolo alla pubblicità dei dati relativi ai beneficiari del contributo laddove, come in questo caso, da ciò non possa evincersi, in particolare, una condizione di disagio economico-sociale dell'interessato (art. 26, comma 4, d.lgs. 33 del 2013)". "Ciò vale, a maggior ragione, rispetto a coloro per i quali, a causa della funzione pubblica svolta, le aspettative di riservatezza si affievoliscono - spiega il Garante - anche per effetto dei più incisivi obblighi di pubblicità della condizione patrimoniale cui sono soggetti (cfr., ad es., artt. 9 L. 441/1982 e 5 d.l. 149/2013, convertito, con modificazioni, dalla L. n. 13 del 2014)". Il Garante contestualmente comunica che "sarà aperta una istruttoria in ordine alla metodologia seguita dall'Inps rispetto al trattamento dei dati dei beneficiari e alle notizie al riguardo diffuse".
"Come promesso, se qualcuno ha preso un bonus verrà sospeso, anche se quei soldi sono stati dati in beneficienza". Lo dichiara il capogruppo alla Camera Riccardo Molinari. 
Ex sfidante Nardella,preso bonus per darlo beneficenza  - Anche Ubaldo Bocci, coordinatore del centrodestra in Palazzo Vecchio che nel 2019 sfidò Dario Nardella nella corsa a sindaco di Firenze, ha chiesto, e percepito, il bonus per i professionisti in difficoltà a causa dell'emergenza Covid. Bocci, ex dirigente Azimut, come riportano oggi i quotidiani locali, spiega di non aver problemi di finanze ma di averlo fatto "per dimostrare che il governo stava sbagliando non dando soldi ad hoc per disabili e tossicodipendenti" e di aver "dato tutto in beneficenza". "E' vero ho preso quei soldi ma non li ho tenuti per me - aggiunge Bocci -. Il commercialista mi disse che avrei potuto averli anche io visto che si trattava di denari a pioggia, dati in maniera sbagliatissima, senza distinguere reddito e posizione di ciascuno. E allora pensai che potevo richiederli per donarli a chi ne aveva davvero bisogno. E così ho fatto". "Ho i bonifici che lo testimoniano - conclude -. Lo dichiarai anche in una riunione dei capigruppo in Palazzo Vecchio".