lunedì 2 marzo 2026

Le proprietà del Tarassaco,

 

Uno studio dell'Università di Windsor, in Canada, ha rivelato che l'estratto di radice di tarassaco è in grado di eliminare fino al 95% di alcune cellule cancerose in sole 48 ore, senza intaccare quelle sane.

Il meccanismo? Attiva l'apoptosi, la morte programmata delle cellule malate, un obiettivo che la chemioterapia tradizionale fatica a centrare con precisione.

Quella che un tempo era solo un'erbaccia da giardino sta ora entrando in trial clinici avanzati come potenziale terapia antitumorale sicura, accessibile e naturale: la prova che le soluzioni più potenti potrebbero essere già sotto i nostri occhi, nascoste tra le foglie di un semplice soffione.


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MARCO TRAVAGLIO - BIG MAMA ALLA DIFESA - IFQ- 2 marzo 2026

Ci scusiamo per aver scritto che né l’Ue né i governi europei né i ministri meloniani né i loro reggipalle “riformisti” hanno detto una parola chiara sull’attacco criminale di Usa e Israele all’Iran. Quando il Fatto era già in stampa, i suddetti tartufi hanno scandito parole chiarissime: ma a favore dell’aggressione a uno Stato sovrano, spacciata per “attacco preventivo” (per prevenire non si sa cosa);e contro le legittime rappresaglie del Paese aggredito.

Ecco la presidente del Parlamento Ue, tal Metsola: “Gli attacchi del regime iraniano contro i paesi del Golfo sono ingiustificabili e imperdonabili. Il regime iraniano deve astenersi da qualsiasi ulteriore escalation contro Stati del Golfo, Israele o cittadini europei o statunitensi”.
Quindi, se Usa e Israele, violando l’abc del diritto internazionale, sterminano un capo di Stato e centinaia di civili, incluse 148 bambine e ragazze nella loro scuola per liberare le donne iraniane dal velo, è cosa buona e giusta; se invece il Paese aggredito risponde con una rappresaglia pienamente legittimata dal diritto internazionale contro gli aggressori e i loro complici, è un peccato mortale.
Alle giovani trucidate dai liberatori pensa però una dei tanti vicepresidenti del Parlamento europeo, tal Picierno, ovviamente del Pd: “Viva l’Iran libero… Quando viene deposto un dittatore (le hanno detto che Khamanei è stato deposto, ndr), è sempre un giorno di festa per il mondo libero… nel nome delle bambine, delle ragazze e delle donne minacciate, torturate e assassinate da un regime criminale” (par di sentirle, le loro urla di giubilo da sottoterra).
Poi naturalmente tutti a sanzionare l’aggressore Putin perché ha imparato da noi; e ad armare l’Ucraina aggredita (non a caso Zelensky plaude entusiasta agli aggressori dell’Iran, con le stesse parole che Putin usa per lui).
A proposito: quando parte la prima fornitura di armi e missili a lunga gittata all’esercito iraniano aggredito? Vorremmo tanto chiederlo al ministro Crosetto, ma purtroppo è impegnato a rientrare da Dubai, dove villeggiava durante l’attacco senza avvertire i servizi segreti, cosa peraltro inutile visto che né quelli né la Meloni erano stati avvertiti dall’alleato privilegiato (che pare si sia scordato persino di Di Maio, “inviato speciale della Ue nel Golfo”). Si conferma così il ruolo fondamentale dell’Italia come ponte fra Trump e Ue, grazie anche alla decisiva presenza di Tajani nel Board of Peace in veste di osservatore-finanziatore, cioè di guardone-pagante. Purtroppo le migliaia di italiani bloccati nei Paesi del Golfo, fra cui la cantante Big Mama, non hanno la fortuna di chiamarsi Crosetto e restano lì, sotto i droni e i missili iraniani, grazie alla squisita premura degli “alleati”. Con amici così, che bisogno abbiamo di nemici?

domenica 1 marzo 2026

Omar Yaghi, vincitore del Premio Nobel per la Chimica.

Omar Yaghi, vincitore del Premio Nobel per la Chimica nel 2025, ha sviluppato un innovativo sistema solare in California. Questa tecnologia rivoluzionaria è in grado di estrarre acqua potabile purissima direttamente dall'arida aria del deserto.
Il dispositivo sfrutta i MOF, speciali spugne molecolari ad altissima efficienza. Ogni modulo genera fino a 1.000 litri di acqua al giorno, funzionando anche con umidità al 15%. Soltanto 1 grammo di questi materiali garantisce una superficie di cattura enorme.
La tecnologia supera ogni limite delle infrastrutture attuali. Il metodo assicura acqua potabile pulita scavalcando i costosi impianti di desalinizzazione.
L'invenzione avvia una produzione di massa destinata a salvare moltissime popolazioni. Questo strumento segna una svolta storica contro la crisi climatica.

giovedì 26 febbraio 2026

Referendum giustizia.


Votare "SI" al referendun è pericolosissimo perchè concentrerebbe tutto il potere decisionale nelle mani di un unico organismo e ciò è inaccettabile!

Sappiamo benissimo, infatti, che il potere va gestito da più organismi perchè venga applicata la Democrazia.

cetta.

Salviamo la Costituzione!



L'art, 104 della Costituzione sancisce che: "La magistratura in Italia è definita dalla Costituzione (Art. 104) come un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere, garantendo l'imparzialità dei giudici, soggetti soltanto alla legge. Il Consiglio Superiore della Magistratura (CSM) è l'organo di autogoverno che gestisce carriere e provvedimenti disciplinari, composto da membri togati, laici e di diritto."

Questi di destra vogliono cambiare ciò che è stabilito in Costituzione e lo stanno facendo con emendamenti e leggi che la vuotano di significato per assumere tutto il potere... non dobbiamo permetterglielo!

cetta,

DAZI RIEN VA PLUS?? - Viviana Vivarelli - FB - 21.2.2026 * h10.17

Trump ha progettato di usare come arma per dominare il mondo la leva dei dazi. Non fai quello che voglio io? Ti metto un dazio così gli Americani non compreranno più le tue merci e queste verranno prodotte da fabbriche americane! Peccato che oggi qualunque oggetto, specie se tecnologico, sia formato da componenti che vengono da molti Paesi del mondo, per cui dovresti bloccare anche quelli! Praticamente dovresti bloccare tutto il mondo o uscire dal mercato perché nemmeno le aziende americane riusciranno più a produrre qualcosa. E peccato che ai dazi americani il Paese colpito (ad esempio la Cina) possono replicare con i controdazi bloccando i prodotti americani, così che alla fine avremmo la paralisi del mercato!

Prendiamo una Ford. Per assemblare i pezzi occorrono i Microchip che vengono daTaiwan, Corea del Sud, Cina o Giappone; le batterie dalla Cina; il motore dal Messico; l'acciaio dal Canada; i sensori dalle Filippine. Nessun Paese è autarchico e può produrre tutto da solo.
Ma non ci avevano detto che il neoliberismo si fondava sul libero mercato? E che l'opposto del libero mercato si ha dove lo Stato impone col protezionismo le proprie merci bloccando coi dazi quelle altrui, e dove si riduce al minimo l'intervento dello Stato e si eliminano le barriere doganali (dazi, quote) per favorire il commercio internazionale, così che ogni Paese si specializzerà nella produzione di beni che realizza con maggiore efficienza, col massimo vantaggio di tutti?
All'opposto il protezionismo è una politica economica volta a difendere la produzione nazionale dalla concorrenza estera attraverso interventi legislativi e fiscali, come barriere tariffarie, dazi (tasse) sulle merci importate per renderle meno competitive rispetto ai prodotti locali. Dunque Trump vuole imporre il protezionismo al posto del liberismo??
Fatemi capire: sono più di 120 anni che ce la menano col neoliberismo come toccasana del mondo, basato sul libero mercato, sul libero scambio, e ora viene avanti un folle che si appella a uno Stato che va contro il libero mercato, dunque contro sé stesso?
Non solo Trump intende abbattere ogni regola neoliberista, ma alla fine si troverà contro l'intero sistema mondiale, segnando il crollo degli Stati Uniti, anche perché la sua instabilità mentale produce cambiamenti di decisione ogni giorno, anzi ogni minuto, come una trottola impazzita in una totale quanto imbecille inaffidabilità.
Ma ora cosa succede?
La Corte Suprema americana boccia i dazi punitivi di Trump perché ha oltrepassato i limiti della sua autorità.
Il suo potere assoluto è stato stoppato dal più alto Tribunale statunitense, il vertice del potere giudiziario federale, l'unico tribunale istituito direttamente dalla Costituzione, le cui decisioni non sono soggette ad appello. Che può dichiarare incostituzionali leggi federali, statali o atti del Governo, atti del Presidente. Boom!
Colpito in casa. E per di più da una Corte devo su 9 Giudici, 6 sono repubblicani!
Il massimo boss criminale che l'America abbia mai avuto non può imporre i dazi come gli pare ma deve ubbidire alla legge federale che impone tariffe sulla base dell'International Emergency Economic Powers Act del 1977, legge federale degli Stati Uniti che conferisce o toglie al Presidente il potere di regolare o bloccare le transazioni economiche e congelare i beni stranieri in risposta a minacce esterne "insolite e straordinarie.
La Costituzione degli Stati Uniti riserva al Congresso il potere di regolare il commercio. E il Congresso in questo momento è molto irritato con Trump, anche per il caso Epstein, e gli si sta rivoltando contro. Non solo i democratici ma persino una parte dei conservatori.
La politica commerciale a colpi di dazio del Monarca Assoluta è stata bocciata con 170 pagine di spiegazione giuridica di 9 Giudici federali.
Ovviamente Trump si è incazzato moltissimo. Come osa l'Alta Corte bocciare le decisioni del Nuovo Monarca americano? È una vergogna! Oggi stesso firmerà un altro 10% in più su quelli che ha già messo, così chi osa contrastarlo impara!
Io non credo, anzi spero, che non gli vada bene.
Questo megalomane fuori di testa che mette le mani sul petrolio venezuelano, che minaccia di prendersi la Groenlandia, che tenta di annientare Cuba, che ha sempre finanziato la distruzione ucraina e le guerre di Israele, che progetta, senza un minimo rimorso, una Nuova Trumpland costruita sui morti della Palestina come grande affare immobiliare privato, e che crede di essere il padrone del mondo quando parla e pensa come un bambino di sei anni, per di più disabile mentale, deve essere fermato! E magari deve essere internato come paziente pericoloso in qualche resort psichiatrico di lusso. Altro che strusciarsi a lui facendo risatine da idiota come fa la Meloni!!
Donald Trump è malato, è un pericolo per il mondo e spero solo che i file Epstein segnino la sua rovina!
L'esaltato mentecatto vede nemici dell'America in tutto l'orbe terracqueo ma il vero nemico del mondo è lui. E bisogna bloccarlo prima che sia lui a rovinare il mondo!
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Scrive Rampini che la batosta è enorme. Trump dice che troverà un piano B ma ha sentito lo schiaffone e traballa la sua credibilità all'estero, specie ora che sta per incontrare il leader della Cina. Senza contare che sono a rischio le elezioni di midterm, a novembre.
Dio ci salvi dai pazzi che si credono padroni del mondo! E ci liberi anche della marmaglia che sta ai loro piedi per salvare sé stessa!

Viviana Vivarelli - FB - 21.2.2026 * h10.17

mercoledì 25 febbraio 2026

Il 24 febbraio 1990 ci lasciava il presidente partigiano più amato della storia della Repubblica italiana. "Sandro Pertini"

 

Alessandro Pertini è nato a Stella (Savona) il 25 settembre 1896.
Laureato in giurisprudenza e in scienze sociali.
Coniugato con Carla Voltolina.

Ha partecipato alla prima guerra mondiale; ha intrapreso la professione forense e, dopo la prima condanna a otto mesi di carcere per la sua attività politica, nel 1926 è condannato a cinque anni di confino.

Sottrattosi alla cattura, si è rifugiato a Milano e successivamente in Francia, dove ha chiesto e ottenuto asilo politico, lavorando a Parigi.

Anche in Francia ha subito due processi per la sua attività politica.

Tornato in Italia nel 1929, è stato arrestato e nuovamente processato dal tribunale speciale per la difesa dello Stato e condannato a 11 anni di reclusione.

Scontati i primi sette, è stato assegnato per otto anni al confino: ha rifiutato di impetrare la grazia anche quando la domanda è stata firmata da sua madre.

Tornato libero nell'agosto 1943, è entrato a far parte del primo esecutivo del Partito socialista. Catturato dalla SS, è stato condannato a morte.

La sentenza non ha luogo. Nel 1944 è evaso dal carcere assieme a Giuseppe Saragat, ed ha raggiunto Milano per assumere la carica di segretario del Partito Socialista nei territori occupati dal Tedeschi e poi dirigere la lotta partigiana: è stato insignito della Medaglia d'Oro.

Conclusa la lotta armata, si è dedicato alla vita politica e al giornalismo.

E' stato eletto Segretario del Partito Socialista Italiano di unità proletaria nel 1945. E' stato eletto Deputato all'Assemblea Costituente.

E' stato eletto Senatore della Repubblica nel 1948 e presidente del relativo gruppo parlamentare.

Direttore dell'"Avanti" dal 1946 al 1947 e dal 1949 al 1951, nel 1947 ha assunto la direzione del quotidiano genovese "Il Lavoro".

E' stato eletto Deputato al Parlamento nel 1953, 1958, 1963, 1968, 1972, 1976.

E' stato eletto Vice-Presidente della Camera dei Deputati nel 1963.

E 'stato eletto Presidente della Camera dei Deputati nel 1968 e nel 1972.

Dopo il fallimento della riunificazione tra P.S.I. e P.S.D.I,. aveva rassegnato le dimissioni, respinte da tutti i gruppi parlamentari.

E' stato eletto Presidente della Repubblica l'8 luglio 1978 (al sedicesimo scrutinio con 832 voti su 995). Ha prestato giuramento il giorno successivo.
Celebre negli annali il suo discorso d'Insediamento..
Espresse alti concetti, con esemplare semplicità e sobrietà di stile, ma facendo emozionare l’assemblea. Di seguito se ne riporta il contenuto.

In apertura, dopo aver fatto un breve sommario dei doveri del Presidente della Repubblica, Pertini esprime l’avviso che l’Italia debba farsi portatrice di pace nel mondo. Pronuncia, quindi, un appello ai governanti del mondo che resterà famoso.

« L'Italia, a mio avviso, deve essere nel mondo portatrice di pace: si svuotino gli arsenali di guerra, sorgente di morte, si colmino i granai, sorgente di vita per milioni di creature umane che lottano contro la fame. Il nostro popolo generoso si è sempre sentito fratello a tutti i popoli della terra. Questa la strada, la strada della pace che noi dobbiamo seguire. »
Il presidente prosegue invitando il paese alla concordia e all’Unità nazionale, auspicando il consolidamento della libertà e della fratellanza, in Italia e nel mondo.

« Dobbiamo operare perché, pur nel necessario e civile raffronto fra tutte le ideologie politiche, espressione di una vera democrazia, la concordia si realizzi nel nostro paese. Farò quanto mi sarà possibile, senza tuttavia mai valicare i poteri tassativamente prescrittimi dalla Costituzione, perché l'unità nazionale, di cui la mia elezione è un'espressione, si consolidi e si rafforzi. Questa unità è necessaria e, se per disavventura si spezzasse, giorni tristi attenderebbero il nostro paese. Questo diciamo, perché vogliamo la libertà, riconquistata dopo lunga e dura lotta, si consolidi nel nostro paese. E vada la nostra fraterna solidarietà a quanti in ogni parte del mondo sono iniquamente perseguitati per le loro idee. »
Dopo aver ricordato le lotte intraprese in gioventù, per la libertà e contro il fascismo, Pertini esprime il concetto secondo cui libertà e giustizia sociale costituiscono un binomio inscindibile.

«Certo noi abbiamo sempre considerato la libertà un bene prezioso, inalienabile. Tutta la nostra giovinezza abbiamo gettato nella lotta, senza badare a rinunce per riconquistare la libertà perduta. Ma se a me, socialista da sempre, offrissero la più radicale delle riforme sociali a prezzo della libertà, io la rifiuterei, perché la libertà non può mai essere barattata. Tuttavia essa diviene una fragile conquista e sarà pienamente goduta solo da una minoranza, se non riceverà il suo contenuto naturale che è la giustizia sociale. Ripeto quello che ho già detto in altre sedi: libertà e giustizia sociale costituiscono un binomio inscindibile, l'un termine presuppone l'altro: non vi può essere vera giustizia sociale senza libertà, come non vi può essere vera libertà senza giustizia sociale.»
Il Presidente prosegue ribadendo che lo Stato non deve cedere alla violenza, rendendo omaggio alla figura di Aldo Moro, che della violenza è stato vittima e riscuotendo numerosi e vivissimi applausi.

«Contro questa violenza nessun cedimento. Dobbiamo difendere la Repubblica con fermezza, costi quel che costi alla nostra persona. Siamo decisi avversari della violenza, perché siamo strenui difensori della democrazia e della vita di ogni cittadino. Ed alla nostra mente si presenta la dolorosa immagine di un amico a noi tanto caro, di un uomo onesto, di un politico dal forte ingegno e dalla vasta cultura: Aldo Moro. Quale vuoto ha lasciato nel suo partito e in questa Assemblea! Se non fosse stato crudelmente assassinato, lui, non io, parlerebbe oggi da questo seggio a voi.»
Pertini prosegue, dettando quasi un programma politico alle forze parlamentari. Né tralascia di ricordare i principali problemi che l’Italia deve urgentemente risolvere: la disoccupazione, soprattutto giovanile, la casa, la salute, la crisi della scuola, la promozione della cultura e della ricerca scientifica.

«Bisogna sia assicurato il lavoro ad ogni cittadino. La disoccupazione è un male tremendo che porta anche alla disperazione. Questo, chi vi parla, può dire per personale esperienza acquisita quando in esilio ha dovuto fare l'operaio per vivere onestamente. La disoccupazione giovanile deve soprattutto preoccuparci, se non vogliamo che migliaia di giovani, privi di lavoro, diventino degli emarginati nella società, vadano alla deriva, e disperati, si facciano strumenti dei violenti o diventino succubi di corruttori senza scrupoli. Bisogna risolvere il problema della casa, perché ogni famiglia possa avere una dimora dignitosa, dove poter trovare un sereno riposo dopo una giornata di duro lavoro. Deve essere tutelata la salute di ogni cittadino, come prescrive la Costituzione. Anche la scuola conosce una crisi che deve essere superata. L'istruzione deve essere davvero universale, accessibile a tutti, ai ricchi di intelligenza e di volontà di studiare, ma poveri di mezzi. L'Italia ha bisogno di avanzare in tutti i campi del sapere, per reggere il confronto con le esigenze della nuova civiltà che si profila. Gli articoli della Carta costituzionale che si riferiscono all'insegnamento e alla promozione della cultura, della ricerca scientifica e tecnica, non possono essere disattesi.»
In ultimo, Pertini ricorda come "luminosi esempi" per la sua formazione politica i nomi di Giacomo Matteotti, di Giovanni Amendola e Piero Gobetti, di Carlo Rosselli, di don Giovanni Minzoni e di Antonio Gramsci, suo indimenticabile compagno di carcere.

«Non posso, in ultimo, non ricordare i patrioti coi quali ho condiviso le galere del tribunale speciale, i rischi della lotta antifascista e della Resistenza. Non posso non ricordare che la mia coscienza di uomo libero si è formata alla scuola del movimento operaio di Savona e che si è rinvigorita guardando sempre ai luminosi esempi di Giacomo Matteotti, di Giovanni Amendola e Piero Gobetti, di Carlo Rosselli, di don Minzoni e di Antonio Gramsci, mio indimenticabile compagno di carcere. Ricordo questo con orgoglio, non per ridestare antichi risentimenti, perché sui risentimenti nulla di positivo si costruisce, né in morale, né in politica.»

Il neoeletto Presidente conclude il suo discorso d’insediamento con il proposito di cessare di essere uomo di partito ma solo “il Presidente della Repubblica di tutti gli italiani, fratello a tutti nell'amore di patria e nell'aspirazione costante alla libertà e alla giustizia”.

Quando vi dicono che la sinistra favoriva le brigate rosse, fategli vedere questa foto e, ricordategli che insinuare questo, accende la rabbia per i ricordi delle stragi d'Italia e del tentativo di colpo di stato fatto dai fascisti..

Sandro era il mio Presidente, il vostro Presidente:"Il PRESIDENTE DI TUTTI GLI ITALIANI che credevano nella giustizia sociale .
#antifascismo #antifascista #Antifas #SandroPertini 

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