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lunedì 14 settembre 2026

BONINO - Viviana Vivarelli

Certamente i radicali si sono battuti per referendum molto importanti per il nostro Paese anche se questi referendum il partito radicale ci campava. Indubbiamente la spinta che ha dato al divorzio, l'aborto, i diritti dei gay, le condizioni dei carcerati e la depenalizzazione della cannabis o la lotta per l'eutanasia è stato fortissima ma poi il suo comportamento ondivago in Parlamento, il passare da uno schieramento a un altro, il mettersi anche con Berlusconi, le sue posizioni in economia contro i diritti dei lavoratori, la sua difesa del liberismo estremo, le privatizzazioni, il suo odio per i lavoratori e il suo desiderio di abolire lo stato sociale lo mettevano decisamente a destra, completava il tutto la difesa delle guerre americane e la pretesa di voler trasformare l'Italia in un paese capitalista all'americana, dove i lavoratori non hanno diritti, non esiste quasi stato sociale e tutto il potere è dato ai più abbienti; se ci aggiungiamo l'appoggio a tutte le guerre aggressive americane il quadro era completo, cosa che spiega il grande elogio che la destra attuale dà alla Bonino.

Il partito radicale era un partito ibrido che univa diritti sociali che oggi definiremmo di sinistra o anarchici a principi iperliberisti, come la difesa del capitale, le privatizzazioni, le guerre, la schiavizzazione dei lavoratori, l'abolizione dello stato sociale (la Bonino voleva abolire anche il Servizio Sanitario pubblico come voleva abolire i sindacati o i contratti collettivi di lavoro). Per cui era una destra estrema edulcorata dalla difesa di alcuni diritti civili che facevano da foglia di fico a un liberismo economico estremo per cui sono sempre stata d'accordo sui diritti, che la destra non avrebbe mai voluto, ma non lo sono mai stata sulla sua posizione economica di capitalismo estremo che schiacciava crudelmente poveri e lavoratori. Ma la lotta del partito radicale per i diritti civili non si poteva definire nemmeno di sinistra anche perché, al momento del voto, i radicali votarono poi sempre contro la sinistra o si astennero, per cui leggi come quella sul divorzio o sull'aborto o sul divorzio non passarono per il voto dei radicali ma per il voto della sinistra, per cui attribuire queste leggi alla Bonino è sbagliato non solo per i modi ma spesso anche per i tempi perché le vengono attribuite leggi fatte quando lei non era nessuno.
Indubbiamente nel partito radicale hanno contato personaggi intelligenti, molto più di quelli attuali, a partire da Pannella che aveva un riconoscimento europeo, uno spessore politico e delle capacità oratorie che i politici di adesso se li sognano e che venivano riconosciuto e stimato anche dai suoi avversari ma il partito radicale era un partito non popolare ma di élite, per capitalisti.
Quando io ero ragazza, ascoltavo sempre radio radicale per la sua intelligenza ed era finanziato dallo Stato perché trasmetteva, oltre ai discorsi veementi e straripanti di Pannella che duravano anche sei ore, le sedute parlamentari. Ed era interessante sentire in diretta cosa dicevano senza le traduzioni propagandistiche attuali. Comunque nemmeno a quel tempo la Bonino mi è mai piaciuta. È sempre stata esagerata, grezza, aggressiva, con un fondo di cattiveria e di stupidità che Pannella non aveva. Ed era inserita nei salotti bene, confindustriali, che la sostenevano e finanziavano per il suo liberismo spinto nemico dello Stato, dei poveri e dei lavoratori (pensiamo solo al milione e mezzo di euro che le regalò Soros), tanto che alla fine Pannella la buttò fuori dal partito per i suoi eccessi e le sue amicizie altolocate.
Personalmente l'ho sempre trovata volgare, sgraziata, fanatica, esibizionista, egocentrica e cattiva e ho odiato la sua arroganza e la sua presunzione, la sua mancanza di cultura e di civiltà. Il fatto stesso che prendesse somme enormi da Soros, il più grande finanziere del mondo e piacesse ai salotti buoni di Milano, mi disgustava ma mi disgustava anche il suo linguaggio fanatico e violento, il suo smaccato atlantismo, il suo odio contro poveri o lavoratori, il suo desiderio di fare dell'Italia un Paese liberista dove, se ti ammali, muori perché non hai una assicurazione privata sanitaria e dove i senza tetto riempiono le strade e i lavoratori dipendenti rischiano la miseria. Pannella aveva ben altro spessore e alla fine disgustò anche lui che la cacciò dal partito. E che la Bonino fosse finita con Calenda mostra la disinvoltura delle sue alleanze.
Non mi meraviglia che questa destra le dia funerali di Stato, mi addolora che sia morto negli stessi giorni Fabio Mussi, che è stato uno dei personaggi migliori della sinistra italiana, intelligente, colto, fine, equilibrato, appassionato, e che né la tv abbia dato nemmeno notizia della sua morte né che la Schlein ne abbia detto parola.
Ho degli amici radicali e li rispetto, non discuto mai con loro del partito radicale ma sono convinta che molti di loro non vadano oltre alla difesa dei diritti civili e sappiano ben poco del piano ultraliberista del partito, che io personalmente aborrisco. Questo piano è sempre stato, poi, quello di Renzi, che voleva azzerare lo stato sociale, e ha fatto quella mostruosità del job act o voleva abolire il Senato, e il fatto che la Schlein ancora non abbia deciso se tenerlo o no, mi preoccupa non poco e mi spaventa perché mostra il grado di dissoluzione del Pd, così come vederla firmare qualunque atrocità venga comandata dalla von der Leyen sia sull'Ucraina che sulla Russia. Purtroppo sono rimasta a una sinistra ideale, quella di Berlinguer e di Pertini, alla posizione sulla guerra di Gino Strada, ai Beati costruttori di pace, a Flavio Lotti, alla purezza incontaminata di Di Battista, e, poi all'utopia di Casaleggio sulla democrazia diretta, e vedere oggi gente che da destra a sinistra omaggia un personaggio barbaro e rozzo come la Bonino, atlantista, guerrafondaia, ultraliberista, addirittura con funerali di Stato mi addolora e mi dà il mal di stomaco.
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Comunque, per la cronaca, i radicali
- nel 1970 si astennero in Parlamento al momento dell'approvazione della legge sul divorzio
- nel 1978 votarono CONTRO la legge sull'aborto, la 194.
Circa le alleanze,
negli anni '70 – Intese tematiche con la Sinistra (PCI, PSI, Democrazia Proletaria), hanno collaborato principalmente con il Partito Socialista Italiano (PSI)
Anni '80 – Rapporti con il PSI di Craxi e i Verdi
In questa fase il Partito Radicale intesse un dialogo privilegiato con il Partito Socialista di Bettino Craxi (con cui condivideva battaglie garantiste sulla giustizia) e sostenne le prime liste verdi/ecologiste. Nel 1987 Marco Pannella fu persino eletto alla Camera nelle liste del PSI.
1994-1996 – L'alleanza elettorale con Silvio Berlusconi (Polo delle Libertà). L'intesa portò Emma Bonino a essere nominata Commissario Europeo su indicazione del governo Berlusconi I.
2006 – La "Rosa nel Pugno" con i Socialisti (Centro-sinistra)
Dopo una fase di isolamento elettorale a inizio anni 2000, i Radicali (costituitisi in Radicali Italiani) si allearono con lo SDI (Socialisti Democratici Italiani) di Enrico Boselli per fondare la Rosa nel Pugno, stringendo un'alleanza strutturale con la coalizione di centro-sinistra di Romano Prodi (L'Unione).
2008 – Inserimento nel Partito Democratico (PD)
Alle elezioni politiche del 2008, a causa della soglia di sbarramento, stringono un accordo con il PD di Walter Veltroni, inserendo i propri candidati (tra cui Emma Bonino e Rita Bernardini) nelle liste democratiche.
2018-Oggi – +Europa e il centro-sinistra moderno
Negli ultimi anni, la componente radicale guidata da Emma Bonino si è strutturata nel partito +Europa, stabilmente alleato con le coalizioni di centro-sinistra e liberalsocialiste in chiave europeista.
Oggi la morte della Bonino è omaggiata dalla destra.
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Riguardo all'Europa:
Anni '70 – Intese tematiche con la Sinistra (PCI, PSI, Democrazia Proletaria)
Durante la stagione delle grandi battaglie per i diritti civili (divorzio, aborto, obiezione di coscienza), i Radicali hanno collaborato principalmente con il Partito Socialista Italiano (PSI) e con le forze della sinistra laica ed extraparlamentare. Nel 1976 e nel 1979 candidarono ed elessero in Parlamento figure di spicco della sinistra culturale laica e indipendente (come Leonardo Sciascia).
Anni '80 – Rapporti con il PSI di Craxi e i Verdi
In questa fase il Partito Radicale intesse un dialogo privilegiato con il Partito Socialista di Bettino Craxi (con cui condivideva battaglie garantiste sulla giustizia) e sostenne le prime liste verdi/ecologiste. Nel 1987 Marco Pannella fu persino eletto alla Camera nelle liste del PSI.
Sky TG24
1994-1996 – L'alleanza elettorale con Silvio Berlusconi (Polo delle Libertà)
Con la nascita della Seconda Repubblica, la Lista Pannella fece una svolta liberista in economia e garantista sulla giustizia. Alle elezioni del 1994 stipulò un accordo di desistenza con il centrodestra di Silvio Berlusconi (Polo delle Libertà) al Nord. L'intesa portò Emma Bonino a essere nominata Commissario Europeo su indicazione del governo Berlusconi I.
Wikipedia
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2006 – La "Rosa nel Pugno" con i Socialisti (Centro-sinistra)
Dopo una fase di isolamento elettorale a inizio anni 2000, i Radicali (costituitisi in Radicali Italiani) si allearono con lo SDI (Socialisti Democratici Italiani) di Enrico Boselli per fondare la Rosa nel Pugno, stringendo un'alleanza strutturale con la coalizione di centro-sinistra di Romano Prodi (L'Unione).
2008 – Inserimento nel Partito Democratico (PD)
Alle elezioni politiche del 2008, a causa della soglia di sbarramento, stringono un accordo con il PD di Walter Veltroni, inserendo i propri candidati (tra cui Emma Bonino e Rita Bernardini) nelle liste democratiche.
2018-Oggi – +Europa e il centro-sinistra moderno
Negli ultimi anni, la componente radicale guidata da Emma Bonino si è strutturata nel partito +Europa, stabilmente alleato con le coalizioni di centro-sinistra e liberalsocialiste in chiave europeista.


Senza alcun dubbio è stata un personaggio di spicco, con alcuni meriti, ma il suo maestro la superava: Pannella era il mentore del partito.
cetta