martedì 17 marzo 2026

 

STORICO: LA CORTE SUPREMA SPOGLIA TRUMP DEL SUO SCUDO LEGALE SUL CASO EPSTEIN....
Titolo: COLPO FINALE ALL’IMMUNITÀ! La Corte Suprema Decide Contro Donald Trump, Consentendo di Convocarlo Legalmente nel Caso Epstein
In una decisione che ha scosso le fondamenta della Casa Bianca e del sistema giudiziario americano, la Corte Suprema ha ufficialmente respinto l’immunità assoluta di Donald Trump nel controverso caso Jeffrey Epstein.
Questa sentenza storica stabilisce un precedente senza precedenti: il Presidente non può più usare la sua carica come scudo impenetrabile contro la giustizia. Con questa risoluzione, Trump può ora essere legalmente convocato per testimoniare e fornire prove riguardo ai suoi legami con la rete di Epstein. Mentre Washington reagisce all’impatto della decisione, attivisti e vittime celebrano quella che considerano la fine dell’impunità ai livelli più alti del potere. Per la prima volta, la strada verso la verità sembra completamente aperta.
Credi che questa decisione della Corte Suprema segni l’inizio della fine dei segreti di Donald Trump?
News4Italia.



Quello della Corte Suprema è un atto dovuto, necessario! Non possiamo essere amministrati da persone che si sentono al di sopra della legge e in diritto di compiere ogni reato senza essere indagate e sanzionate!

cetta

lunedì 16 marzo 2026

MA MI FACCIA IL PIACERE. - Marco Travaglio

 

Era ora.
“Col Sì rivoluzione copernicana. Saremo finalmente un Paese democratico e libero. Entreremo a pieno diritto nelle democrazie occidentali. E ci toglieremo i residui della dittatura comunista e di quella fascista” (Carlo Nordio, ministro FdI della Giustizia, 14.3). Nel senso che si dimette?
Senti chi parla.
“La lezione di Mattarella agli studenti: ‘Non agire fuori dal diritto internazionale’” (Stampa, 11.3). Cioé non fare come lui in Serbia.
Agenzia Sticazzi. “Cile, la cravatta di Kast al giuramento scelta da Giorgia Meloni” (Ansa, 11.3). E poi dicono che il giornalismo investigativo è morto.
Prendere i voti. “Mantovano: ‘I cattolici voteranno sì’” (Ansa, 3.3). “Catania, da TikTok alla parrocchia, l’omaggio choc al boss Santapaola: ‘Qui ha fatto la storia’” (Corriere della sera, 9.3). “Il No conviene agli islamici” (Giornale, 9.3). “La Mecca dice No” (Tommaso Cerno, Giornale, 14.3).
Mi sa che ha ragione Mantovano.
Demenza naturale.
“La propaganda Cgil ha ‘convinto’ l’algoritmo dell’Ia a schierarsi per il No” (Giornale, 15.3). Questa Ia è musulmana e pure comunista.
Cetto Laqualunque/1. “Ecco come il Sì risolleverà l’economia” (Gabriele Albertini, Libero, 11.3). Più pilu per tutti.
Cetto Laqualunque/2. “Oggi hanno derubato mia moglie in metro. Se li beccano, il giorno dopo sono di nuovo lì. Votate Sì al referendum” (Marco Rizzo, Democrazia Sovrana Popolare, 12.3).
Meno scippi per tutti.
Cappuccetto nero. “Tre ragioni per il Sì” (Fabrizio Cicchitto, Libero, 9.3). Ma soprattutto una: la tessera P2 numero 2232.
Pluralis maiestatis. “Renzi: ‘Sulle carriere divise liberi tutti’” (Giornale, 14.3). “Renzi: ‘Esecutivo incapace, ma sulla crisi dialoghiamo’” (Repubblica, 14.3). Ma “tutti” e “voi” chi?
Già mangiato/1. “La premier arruola l’ex Pd Ceccanti per il Sì” (Stampa, 15.3). Tranquilli, quello è arruolato da quando è nato.
Già mangiato/2. “Gli insulti a Pisapia perché vota Sì: ‘Ormai è anziano’” (Giornale, 14.3). Veramente era già così da giovane.
Telepatie.
“Già l’Assemblea costituente prevedeva la separazione” (Antonio Baldassarre, ex presidente Consulta, Corriere della sera, 14.3).
“La divisione delle carriere era auspicata dalla Costituente” (Giulio Prosperetti,ex vicepresidente Consulta, Riformista, 14.3).
Ma infatti: i costituenti erano così favorevoli che si scordarono di scriverla nella Costituzione.
Martellate. “L’esuberanza dei pm? Quando vedi Gratteri in tv capisci bene di cosa parliamo, sembra uno alla ‘Ercolino faccio tutto io’” (Claudio Martelli, ex Psi, Un giorno da pecora, Radio1, 9.3). E, quel che è peggio, non prende tangenti.
Ignobel. “Per liberarci l’intervento straniero è indispensabile” (Shirin Ebadi, iraniana, premio Nobel per la Pace, Repubblica, 11.3). Così vince pure il Nobel per la Guerra.
Smorzacalenda. “Serve un salto di qualità nella partnership con la Russia. Il prossimo obiettivo è la diffusione territoriale delle nostre imprese anche fuori Mosca e San Pietroburgo. Stiamo lavorando con il governo centrale russo e con i diversi governatori su 340 proposte legate a progetti di investimento comune”, “Nessuna grande azienda italiana ha mai chiuso bottega in Russia, in qualunque circostanza, e questo è il segno di un’amicizia. Qui ci sono tutte le grandi aziende, il presidente del Consiglio, il ministro, le associazioni economiche, le banche. Più di così non potevamo portare, dovevamo traslocare il Colosseo…” (Carlo Calenda, ministro Sviluppo del governo Renzi, al Forum economico di San Pietroburgo alla presenza di Putin, Agenzia Italia e Tv di Stato russa, 17.6.2016).
“Vedi Giuseppe Conte io non mi siederei mai con uno che appoggia Putin nascondendosi dietro la parola pace” (Calenda, leader Azione, 14.3.2026). “Non vorrei mai far parte di un club che accettasse tra i suoi soci uno come me” (Groucho Marx).
Ha stato Putin. “La nave russa che affonda e appesta il Mediterraneo colpita dagli ucraini. Regalo di Mosca” (Libero, 14.3). Quindi se affonda e appesta non è colpa di chi l’ha colpita.
Le parole per dirlo. “È morto Contrada, l’ex 007 dei misteri” (Corriere della sera, 14.3). “Contrada, il superpoliziotto dei misteri” (Repubblica, 14.3).“Lo 007 dei misteri” (Stampa, 14.3). “Il calvario di Contrada” (Giornale, 14.3). “Contrada si porta nella tomba i segni di una tortura più crudele di un ergastolo” (Foglio, 14.3). “Contrada, il superpoliziotto vittima della malagiustizia” (Libero, 14.3). “Contrada, l’enigma” (Sole 24 ore, 14.3). “Contrada, lo 007 dei misteri di Palermo” (Messaggero, 14.3).
Eppure bastavano tre parole: complice della mafia.
Il titolo della settimana/1. Cortina, la pista sovranista è un caso: ‘Danni da 1 milione’” (Repubblica, 9.3). La pista sovranista si riconosce dalle altre perché i bobbisti sorpassano a destra.
Il titolo della settimana/2. “Mai violato il diritto in Iran. Era a un passo dall’attacco. Usa e Israele hanno risposto a rischi seri e concreti” (Fiamma Nirenstein, Giornale, 10.3). Ovvio: l’Iran stava per invadere gli Stati Uniti.
Il titolo della settimana/3. “Quello sfottò in pubblico a The Donald. Zelensky non ne può più di giochetti” (Anna Zafesova, Stampa, 14.3). Oh no, e adesso come facciamo?
Il titolo della settimana/4. “Qualcuno crede ancora al sistema giustizia?” (Luca Palamara, Libero, 13.3). Da quando ti hanno radiato dalla magistratura, un pochino.
Il titolo della settimana/5. “La sinistra alla frutta schiera Ficarra e Picone” (Libero, 15.3). Invece la destra alla grappa schiera Nordio.

domenica 15 marzo 2026

Noi donne...




 

Nicola Gratteri.

Petroliera russa nel Mediterraneo. - A. Di Battista

 

In questo momento c’è una petroliera russa con 900 tonnellate di gasolio e 60mila tonnellate di gas naturale liquefatto (GNL) nel Mediterraneo e si sta avvicinando alle coste italiane.
Lo scorso 3 marzo questa petroliera è stata attaccata molto probabilmente da droni ucraini. E onestamente non mi stupirebbe per nulla, considerando che gli ucraini hanno già distrutto una delle infrastrutture europee più importanti, e cioè i Nord Stream 1 e 2, i gasdotti nel Mar Baltico, fregandosene dei danni arrecati agli stessi Paesi che continuano a finanziarli.
La petroliera si chiama Arctic Metagaz. In questo momento naviga in modo incontrollato e rischia di causare un disastro ambientale. Provate a immaginare cosa accadrebbe se nel nostro mare dovessero rovesciarsi 900 tonnellate di gasolio. La nave ha una lunghezza di 277 metri, capite di che nave stiamo parlando? A bordo in questo momento non c’è nessuno ed è gravemente danneggiata sul lato sinistro e nella zona della poppa a causa delle esplosioni provocate dai droni.
Vi rendete conto dei danni ambientali che causerebbe?
Possibile che, ancora oggi, nessuno riesca a capire che il Paese a cui diamo miliardi di euro in armi, quello per cui abbiamo deciso di legarci mani e piedi al Gnl statunitense, quello per cui abbiamo applicato 19 pacchetti di sanzioni alla Russia, continua a commettere azioni criminali fregandosene dei nostri interessi nazionali e dell’impatto ambientale delle sue stesse azioni?
Ci rendiamo conto che per anni ci hanno raccontato che la Russia era pronta ad attaccarci ma ad oggi l’unico Paese che sta seriamente mettendo a rischio i nostri interessi è lo stesso Paese che finanziamo da 4 anni ininterrottamente e che ruba (gettandoli letteralmente nel cesso d’oro) i nostri soldi?
Avete per caso ascoltato la Meloni condannare tutto questo? Ovviamente no. Perché la cosiddetta sovranista riesce a servire contemporaneamente Washington, Bruxelles, Tel Aviv e pure Kiev.
Sapete cosa farebbe in questo momento un Governo sovrano o quantomeno serio? Sospenderebbe immediatamente i finanziamenti a Kiev, chiederebbe spiegazioni e chiederebbe all’Unione europea di intervenire. Perché se si colpisce un’imbarcazione con 900 tonnellate di gasolio vicino alle nostre coste è un atto terroristico. Punto!

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sabato 14 marzo 2026

IL TRIONFO DEL CRETINO Marco Travaglio FQ 14.03”26

 

Mentre la geniale guerra di Trump&Netanyahu sortisce l’agognato regime change democratico a Teheran (Khamenei figlio al posto di Khamenei padre), come già a Caracas (la vice di Maduro al posto di Maduro), mandando definitivamente in malora l’economia europea, una domanda resta sospesa:
tra i governi cretini d’Europa,
qual è il più cretino?
La risposta giunge da Giuli, ministro della Cultura.
Che scomunica il presidente della Biennale di Venezia, Buttafuoco, intellettuale di destra nominato dal governo, perché l’ha riaperta agli artisti di tutti i Paesi, a prescindere dai governi, in quanto “deve restare uno spazio di tregua tra le nazioni e accogliere anche quelle in conflitto”.
Vale per Usa e Israele, ma fin qui tutto ok.
E vale per la Russia, e qui infuria la canea.
Mentre l’India riacquista l’energia da Mosca, Trump autorizza gli alleati a farlo e tanti ne approfittano (beati loro),
noi siamo ancora mummificati alla comica russofobia di quattro anni fa, quando la Bicocca sospese il corso di Nori su Dostoevskij, il Festival Fotografia di Reggio cacciò un fotografo russo (che tornò a Mosca, manifestò contro la guerra e fu arrestato dalla polizia di Putin), la Scala bandì Gergiev, l’Ue mise in fuga soprano, pianisti, ballerini, scienziati, atleti olimpici e paralimpici.
Poi qualcuno propose di fare lo stesso con gli israeliani al Festival di Venezia perché il governo Netanyahu fa molto peggio di Putin e lì cascò l’asino: tutti dissero giustamente che un conto sono gli artisti, un altro i governi.
Si sperava che valesse per tutti, invece la Reggia di Caserta, che aveva invitato il russo Gergiev e l’israeliano Oren, cacciò il primo e fece esibire il secondo, fra gli applausi di Giuli, noto “liberale”.
Che ora, anziché fare almeno il sovranista e mandare a farsi fottere i 22 governi Ue che minacciano di tagliare i fondi alla Biennale e Zelensky che ci dà ordini come fossimo una colonia ucraina, dichiara guerra a Buttafuoco perché va “contro l’opinione del governo” e “isola la Biennale dal mondo libero”.
E un bello ’sticazzi non ce lo vogliamo aggiungere? Dove sta scritto che il governo comanda sugli enti culturali?
Mollicone, quello che voleva spezzare le reni a Peppa Pig e ora presiede la commissione Cultura (tutto vero), spera che “i russi non partecipino” perché “il Cremlino non ammette voci libere”. Invece Arabia, Emirati, Qatar, Azerbaigian, Cina, Egitto, Turchia, Guatemala &C., da sempre presenti alla Biennale, sono “mondo libero” e nessuno li discute.
Ora abbatteranno il Colosseo perché l’han fatto Vespasiano e Tito, o la Cappella Sistina perché la fece affrescare da Michelangelo il papa guerrafondaio Giulio II?
Anzi no, cancelliamo la domanda: questi giganti del pensiero potrebbero prenderla per un suggerimento.

mercoledì 11 marzo 2026

Ursula Von der Leyen ha appena pronunciato un discorso terribile, tutto incentrato sull'uso della forza e sulla necessità di fare la guerra.

 

Ursula Von der Leyen ha appena pronunciato un discorso terribile, tutto incentrato sull'uso della forza e sulla necessità di fare la guerra.
Basterebbe solo questo per capire che le politiche portate avanti da questa signora sono totalmente incompatibili con la Costituzione della Repubblica italiana.

Lo schema che stanno usando è di nuovo quello dell'emergenza.

Putin è il nuovo covid, il mostro, il pericolo, la minaccia, l'elemento che può farti morire e che ti rende bisognoso di protezione.

Di fronte a un'emergenza così incombente non c'è tempo per le discussioni, per le macchinose assemblee democratiche che fanno solo perdere tempo mentre il mostro avanza. Il tuo diritto a dissentire non conta nulla perché bisogna proteggere la collettività.

Si deve correre, essere uniti, scavalcare il Parlamento, rinunciare ai diritti.

E non sono ammessi "disertori".
Non a caso usavano questa espressione anche durante il covid, e lo paragonavano a una guerra.
Ora come allora chi non è d'accordo con le politiche portate avanti dalle classi dirigenti sta con il nemico, tifa per il mostro,
va silenziato, censurato, magari anche arrestato.

Come in Romania, dove sono state annullate le elezioni e il vincitore è stato arrestato e poi escluso dalla ripetizione delle elezioni. Per non parlare della censura verso chi prova a fare sentire le ragioni dell'altro. L'ospitata di un giornalista russo nella nostra tv pubblica è stata repentinamente cancellata su ordine di una europarlamentare italiana. Perché si dovrebbe avere paura di ascoltare il punto di vista dell'altro? Poi lo si può contestare, si può non essere radicalmente d'accordo, ma se arrivi al punto di vietare all'altro di parlare sei già in un regime di comunicazione di guerra, non hai fiducia nelle tue ragioni e vuoi essere certo che la tua propaganda sia l'unica da dare in pasto alle masse.

Le armi invece sono il nuovo vaccino, lo strumento salvifico verso cui dirottare tutte le risorse pubbliche, che dall'oggi al domani diventa argomento unico di discussione per il carrozzone mediatico e nel dibattito politico.

Non esiste più emergenza climatica, magicamente il debito pubblico non mette più a repentaglio la stabilità delle nostre istituzioni, tutti si riscoprono keynesiani, oltretutto stavolta quando dicono di voler usare il bazooka non è più solo un'espressione figurata.

L'esercito europeo e la difesa comune sono quegli strumenti attraverso cui raggiungere la salvezza e la sicurezza in maniera pratica ed efficiente.

Perché per comprare ciò di cui abbiamo bisogno per proteggerci, o per produrlo più in fretta, c'è bisogno di accentrare il potere decisionale presso una sola entità, la quale deve avere carta bianca per ordinare le commesse magari anche con un sms.

Se ci pensate, è il modo più "stalinista" di gestire la cosa pubblica, ma paradossalmente ci dicono che tutto questo serve proprio per non diventare come i russi, e difendere la democrazia liberale.

E' vero, siamo in pericolo, qualcuno minaccia la nostra libertà, la nostra sicurezza, e ci ha dichiarato guerra.

Ma si tratta dei "nostri".

Francesco Forciniti

https://www.facebook.com/photo/?fbid=3312804968901247&set=a.397017047146735

Questi hanno perso completamente il lume della ragione, pendono totalmente dalla volontà di chi li manovra, sono marionette al servizio di pazzi scatenati; questi hanno dimenticato che l'unica soluzione, in situazioni del genere, è dialogare, ma preferiscono accettare di combattere un mostro già designato dal finto alleato ed obbedire ai suoi dictat... 

Gatta ci cova, però... se accettiamo sanzioni dagli alleati e rifiutiamo di acquistare gas e petrolio ad un prezzo minore offerto dal "mostro" - definito tale dall'alleato fedifrago...

cetta