lunedì 20 luglio 2026

"Putin precipita nei sondaggi": continua la demenziale propaganda occidentale contro la Russia, colpevole di non piegarsi. - Diego Fusaro


In questi giorni, i più letti e, soprattutto, più venduti quotidiani di provata fede liberal-atlantista stanno ripetendo a tambur battente che Vladimir Putin sta precipitando nei sondaggi e sta subendo una vera e propria emorragia di consensi.
Di questo passo, ci spiegheranno presto, magari, che il popolo russo sogna di avere il guitto Zelensky, attore Nato, come presidente e di passare direttamente sotto il controllo americano o, forse, di entrare a far parte della tecnocrazia depressiva e repressiva di Bruxelles.

Gli stessi che danno la caccia alle fake news e si sono intestati la demenziale battaglia contro la disinformazione, sono i primi a riempire le teste dei cittadini manipolati di disinformazione e di propaganda, buone soltanto a garantire l'ordine simbolico funzionale alla riproduzione del sistema capitalistico americanocentrico, di cui la UE è semplice colonia priva di dignità. L'obiettivo resta sempre il medesimo, descritto da Platone più di duemila anni fa con l'immagine della caverna: fare in modo che gli ottenebrati dell'antro desiderino rimanere là sotto, anziché tentare la difficile via che porta a migliori libertà. Più precisamente, i gruppi dirigenti in occidente spacciano i loro sogni e i loro desiderata per realtà effettuale: l'idiosincrasia occidentale verso Putin e, più in generale, la collaudata russofobia oggi imperante in occidente si spiegano in ragione del fatto che Putin sta da decenni opponendo una fermissima resistenza alla americanizzazione della Russia, tutelando la sovranità della sua nazione e rivelandosi indisponibile a ogni compromesso con il nichilismo della globalizzazione americanocentrica, quella che più volte abbiamo qualificato come anglobalizzazione.

La realtà, non detta perché non dicibile, è che il popolo russo è unito e compatto intorno alla figura del suo presidente, nel quale ravvisa, con ottime ragioni, un baluardo di resistenza e di sovranità contro i barbari che premono alle porte della Russia e che, lo ricordiamo, hanno prodotto la guerra d'Ucraina come casus belli in vista della normalizzazione atlantista della Russia stessa.

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