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giovedì 16 luglio 2026

Non capisco ma è un limite mio.

 

Gli Stati Uniti riprendono gli attacchi sull'Iran perché hanno un'economia in chiaro affanno e un debito ingovernabile tanto da spaventare persino Madame Lagarde.
Trump afferma anche che imporrà un dazio, subito dichiarato illegittimo dall'Agenzia marittima delle Nazioni Unite, pari al 20% del valore delle merci che transitano da Hormuz.
L'effetto molto probabile sarà un'inflazione che potrebbe arrivare in Europa all'8/9 per cento, con una drammatica erosione del potere d'acquisto e con un rialzo dei tassi di interesse da parte della Bce.
Tale rialzo è destinato a essere mortale per famiglie e imprese del Vecchio Continente, sottomesse ad una nuova austerity a cui si lega un accrescimento delle disuguaglianze.
Tutto ciò in nome del tentativo, disperato, della presidenza Trump di risollevare l'economia Usa puntando sul controllo armato delle risorse fossili; quindi praticando continue guerre fino a quando il debito Usa non esploderà trascinando con sé tutti gli asset in dollari, a cominciare da quelli diffusissimi in Europa nelle varie tipologie di prodotti finanziari.
Nonostante questo, i leader europei omaggiano la Nato, anzi si impegnano a spendere sempre più soldi nel riarmo, finanziando l'Ucraina che ormai è diventato un gigantesco hub militare dove affluiscono non solo i finanziamenti Ue ma le decine di miliardi di dollari delle grandi imprese produttrici di armi che scelgono di produrre lì, dove la manodopera costa poco e i vincoli ambientali sono inesistenti.
Quando i tassi di interesse europei arriveranno al 5% sui decennali per la concorrenza Usa e per l'esplosione dell'inflazione da guerra, i bilanci degli Stati inizieranno a diventare sempre più stretti e il riarmo continuerà ad assorbire risorse perché ci hanno detto che siamo in guerra con la Russia.
Il capitalismo finanziario Usa produce guerre e povertà diffusa, nel cuore dell'Europa sta sviluppandosi uno Stato dove la spesa militare è pari a poco meno del 50% del Pil, con un bilancio sul modello di Israele, ma dire che forse la Russia non è il primo pericolo in assoluto per la popolazione europea è un sacrilegio, di cui i chierici di stretta osservanza neoliberal pretendono la più immediata abiura.


La situazione creatasi, non dà alcuno spazio ai dubbi: gli USA, nella persona di Trump, avendo un urgente bisogno di rimettere a posto le risorse finanziarie in forte caduta, scelgono di costringere gli stati europei ad investire denaro sonante acquistando armi dalle loro industrie ed imponendo dazi illeggittimi a chi attraversa lo stretto di Hormus; 
oltretutto, è lecito ricordare che i figli di Trump investono miliardi nella difesa proprio mentre gli Usa puntano sulla spesa militare... 

"pecunia non olet"
cetta.

domenica 4 agosto 2019

Priorità. - Laura Ferrara

L'immagine può contenere: una o più persone e spazio al chiuso

Oggi un mio conterraneo ha inviato una foto del treno regionale Napoli - Cosenza delle 12:46. Come potete vedere è sovraffollato e le persone sono costrette a viaggiare in piedi. 
Mentre per il Nord la questione TAV riguarda come far viaggiare più velocemente le merci, al Sud la questione è come migliorare i trasporti per le persone. 
Prima il TAV per le merci o prima migliorare i trasporti per le persone?


https://www.facebook.com/LauraFerraraM5S/photos/a.715836825128647/2523431164369195/?type=3&theater