C’è così tanto bisogno di lavoro che la nascita di nuovi mestieri, specie se resistenti all’IA, è sempre una buona notizia.
L’ultimo, piuttosto redditizio e cumulabile con altri
(di solito il giornalismo), è lo spingitore di Renzi.
Ogni giorno che Dio manda in terra i media si riempiono di queste strane figure che adorano il politico più detestato dagli italiani e il cui unico scopo nella vita è trovargli un posto anche nel prossimo Parlamento.
Eppure lo sanno benissimo che per portare a votare giovani e astensionisti, come al referendum sui giudici, bisogna evitarlo come la peste bubbonica.
Che, se Conte e Schlein dissentono fra loro su Kiev, da lui dissentono su tutto il resto.
Che con lui i progressisti hanno molte meno chance di vincere che senza di lui.
Che, anche se vincessero con lui, anzi malgrado lui, il governo durerebbe quanto un gatto in tangenziale, visto che la sua specialità è demolire i governi “amici” (il Letta, il Conte-2 e persino il suo) per trafficare coi “nemici” (B., Verdini, Vannacci), riportarli al potere (FI e Lega nel governo Draghi)
o votare con loro qualunque cosa per farsi caricare
(l’ha fatto pure con la Meloni, che però l’ha rimbalzato).
Che, con lui, i progressisti non possono aprire bocca sulle porcate delle destre, perché lui ne ha fatte o tentate di ben peggiori prima di loro o ha votato direttamente le loro.
Ma, siccome al cuore non si comanda, gli spingitori insistono per forza d’inerzia, anche a costo di coprirsi di ridicolo.
Attaccano Conte perché chiede garanzie affinché il passato non si ripeta.
Bombardano le primarie, che quando il Pd le inventò e Renzi le vinse erano una “festa di popolo” e un “bagno di democrazia”, mentre ora sono una ciofeca perché metti che vinca Conte e lasci fuori Renzi.
Ora si sono inventati che “si parla troppo di Renzi e poco di programmi”: lo scrive soprattutto il Corriere, che dedica a Renzi due articoli al giorno e due interviste a settimana
(al netto di quella quotidiana a rotazione sui vari talk dello stesso editore) e, quando Conte presenta il programma dei 5Stelle, ne descrive “l’abito blu e la camicia sbottonata”, senza dimenticare la “pochette subliminale”.
L’altroieri Renzi applaudiva la Meloni per le supercazzole guerrafondaie sull’Ucraina con la destra Pd e la ruota di scorta Calenda.
Posizione perfettamente coerente:
le mani di questi “riformisti” per mancanza di riforme sono irresistibilmente attratte dal plauso alla destra, come il braccio del dottor Stranamore dal saluto al Führer.
Con la destra han sempre fatto governi, Bicamerali,
patti del Nazareno, schiforme elettorali e costituzionali:
mai un giorno di opposizione.
È la missione degli spingitori: sostituire la destra meloniana con un’ameba che faccia le stesse cose sotto mentite spoglie.

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