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domenica 26 luglio 2026

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Il 23 luglio l’Unione europea ha approvato il ventunesimo pacchetto di sanzioni contro la Russia, inserendo anche 14 imprese della Cina continentale e di Hong Kong tra quelle accusate di sostenere l’apparato industriale russo o di favorire l’aggiramento delle restrizioni occidentali. (Consiglio Europeo)
Pechino non ha organizzato una conferenza sulla “resilienza”, non ha convocato un tavolo tecnico e non ha annunciato una strategia da completare entro il 2040.
Il giorno successivo ha semplicemente risposto.
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Da quel momento gli esportatori non possono piรน fornire loro beni a duplice uso. Il divieto riguarda anche organizzazioni straniere che volessero trasferire alle aziende colpite materiali o componenti di origine cinese. Eventuali deroghe dovranno essere autorizzate direttamente dal Ministero del Commercio di Pechino. (Ministero del Commercio)
In altre parole: Bruxelles firma una lista.
Pechino chiude il rubinetto.
E dentro quel rubinetto possono passare materiali strategici, componenti elettronici e alcune terre rare indispensabili per droni, sistemi ottici, motori, radar, missili, aerospazio e tecnologie militari avanzate. (Reuters)
Qui comincia la parte comica.
L’Europa parla quotidianamente di “autonomia strategica”, ma la stessa Commissione europea riconosce che la Cina fornisce praticamente il 100% delle terre rare pesanti utilizzate nell’Unione. (Mercato Interno e PMI)
Secondo l’Agenzia internazionale dell’energia, Pechino controlla circa il 60% dell’estrazione mondiale delle terre rare magnetiche, il 91% della raffinazione e il 94% della produzione dei magneti permanenti sinterizzati. (IEA)
Sono i magneti che servono per automobili, turbine, robot, droni, aerei, apparati elettronici e sistemi d’arma.
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Nel 2025 le restrizioni di Pechino provocarono giร  rallentamenti e sospensioni temporanee nella produzione di alcune case automobilistiche occidentali. L’IEA calcola che un’applicazione completa dei controlli cinesi potrebbe esporre a rischio fino a 6.500 miliardi di dollari di produzione annuale fuori dalla Cina, con Europa e Stati Uniti tra le aree piรน vulnerabili. (IEA)
Non significa che domani tutte le fabbriche europee si fermeranno.
Significa qualcosa di politicamente ancora piรน grave: ๐—น’๐—˜๐˜‚๐—ฟ๐—ผ๐—ฝ๐—ฎ ๐—ต๐—ฎ ๐—ฑ๐—ฒ๐—ฐ๐—ถ๐˜€๐—ผ ๐—ฑ๐—ถ ๐˜€๐—ณ๐—ถ๐—ฑ๐—ฎ๐—ฟ๐—ฒ ๐—ถ๐—น ๐—ฝ๐—ฎ๐—ฒ๐˜€๐—ฒ ๐—ฑ๐—ฎ๐—น ๐—พ๐˜‚๐—ฎ๐—น๐—ฒ ๐—ฑ๐—ถ๐—ฝ๐—ฒ๐—ป๐—ฑ๐—ฒ ๐—ฝ๐—ฒ๐—ฟ ๐—บ๐—ฎ๐˜๐—ฒ๐—ฟ๐—ถ๐—ฎ๐—น๐—ถ ๐—ฐ๐—ต๐—ฒ ๐—ป๐—ผ๐—ป ๐—ฒ̀ ๐—ถ๐—ป ๐—ด๐—ฟ๐—ฎ๐—ฑ๐—ผ ๐—ฑ๐—ถ ๐˜€๐—ผ๐˜€๐˜๐—ถ๐˜๐˜‚๐—ถ๐—ฟ๐—ฒ ๐—ถ๐—ป ๐˜๐—ฒ๐—บ๐—ฝ๐—ถ ๐—ฏ๐—ฟ๐—ฒ๐˜ƒ๐—ถ.
รˆ la diplomazia europea del nuovo millennio:
dichiarare guerra economica con le materie prime dell’avversario,
riarmarsi con i suoi componenti,
fare la transizione verde con i suoi magneti
e poi stupirsi quando quello presenta il conto.
Bruxelles pensava di avere in mano una frusta.
Ha scoperto che era il cavo di alimentazione della propria industria e che la spina si trova a Pechino.
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Ma ha dimostrato ancora una volta di praticare una politica estera molto piรน grande della propria capacitร  industriale.
E la Cina ha risposto con una frase che non aveva bisogno di essere pronunciata:
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Don Chisciotte
Fonti: Consiglio dell’Unione europea; Ministero del Commercio della Repubblica Popolare Cinese; Reuters; Agenzia internazionale dell’energia.