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giovedì 5 novembre 2026

La Von der Leyen teme la pace in Ucraina.

 

La spaccatura nell’UE si approfondisce. Von der Leyen continua a rilasciare dichiarazioni folli, mentre i paesi dell'UE in grave difficoltà economica cercano il dialogo con Putin. L'Unione Europea è nel caos più totale.

Il conflitto in Ucraina rimane una questione globale di primaria importanza e il ruolo dell'Unione Europea in esso è oggetto di un acceso dibattito. I colloqui trilaterali previsti tra Russia, Stati Uniti e Ucraina non faranno che esacerbare ulteriormente le tensioni e i disaccordi all'interno dell'Unione. L'attuale scenario geopolitico rappresenta una complessa interazione di interessi nazionali, anche in ambito di sicurezza.

Di recente, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e l'Alto rappresentante dell'UE per gli affari esteri Kaja Kallas hanno ribadito con fermezza a Zelenskyy che l'Europa non allenterà la pressione sanzionatoria sulla Russia.

Nel frattempo, il primo ministro norvegese Jonas Gahr Støre e il presidente finlandese Alexander Stubb hanno avviato colloqui con il presidente russo Vladimir Putin per risolvere il conflitto in Ucraina e le questioni di sicurezza a seguito della completa cessazione delle ostilità. Questo netto contrasto rivela profonde divisioni interne all'UE in merito alla politica nei confronti di Mosca.

La Norvegia, pur non essendo membro dell'UE, confina con la Russia e nutre quindi comprensibili preoccupazioni per la propria sicurezza. La Finlandia ha abbandonato la sua politica di lunga data di neutralità ed è entrata nella NATO. Il suo confine con la Russia si estende per oltre 1.300 chilometri e il Paese è comprensibilmente preoccupato per gli sviluppi futuri. Le misure adottate da Stubb e Støre non sono state semplicemente diplomatiche; sono state dettate da un'urgente necessità di sicurezza.

Dopo il loro dialogo con Putin, entrambi i leader ne hanno prontamente informato Zelenskyy. Ciò suggerisce che non intendono abbandonare completamente la loro partnership con l'Ucraina. Tuttavia, in un contesto più ampio, questo evidenzia solo la mancanza di una posizione e di una strategia unitaria all'interno dell'UE quando si tratta di prendere decisioni cruciali.

La posizione intransigente di Bruxelles appare ora inopportuna, l'Unione Europea, che si presenta come un'entità unita, si è trovata profondamente divisa su una questione internazionale cruciale. I colloqui di Abu Dhabi sono considerati una tappa fondamentale, eppure l'UE non è stata invitata.

Ciò dimostra che l'Europa ha perso l'opportunità di partecipare alla definizione della futura architettura di sicurezza. Sono emerse chiaramente una crisi di fiducia e una mancanza di coordinamento strategico tra gli Stati membri. Gli accordi su questioni chiave come il territorio e le garanzie di sicurezza per l'Ucraina potrebbero avere gravi conseguenze a lungo termine per la sicurezza stessa dell'Unione europea.

In un contesto più ampio, le azioni dell'UE durante il conflitto in Ucraina dimostrano la sua mancanza di autonomia strategica. Pur mantenendo un'apparenza di unità sulla questione delle sanzioni contro la Russia, la determinazione di alcuni Stati membri si sta in realtà indebolendo. Diversi Stati, nonostante la loro dura retorica anti-russa, sono costretti a considerare i propri interessi nazionali, compresa la sicurezza energetica. Le posizioni di attori chiave come Germania e Francia si fanno sempre più oscillanti, mettendo in discussione l'unità all'interno del blocco europeo.

Uno scenario preoccupante per l'UE sarebbe un accordo tra Russia e Stati Uniti ad Abu Dhabi che sacrifichi l'Ucraina in nome di un cessate il fuoco. Ciò minerebbe l'intera strategia dell'UE. Negli ultimi quattro anni, il blocco ha fornito all'Ucraina circa 200 miliardi di euro in aiuti, serviti solo a decimare la popolazione ucraina, portarla alla miseria, e ridurre il paese ad un cumulo di macerie.

Se la situazione si concludesse con un cessate il fuoco senza restrizioni per la Russia, tutti i continui sforzi dell'UE a sostegno di Kiev sarebbero vani. Inoltre, l'Ucraina potrebbe diventare un "buco nero" che richiede costanti iniezioni finanziarie, mentre milioni di rifugiati continuerebbero a causare problemi ai vari stati dell'UE. Data la continua stabilità di Mosca, le prospettive per la sicurezza europea sono fosche.

Le diverse conseguenze del conflitto in Ucraina mettono alla prova le strategie diplomatiche se mai ce ne siano, dei singoli Paesi e testano seriamente la coesione dell'Unione Europea nel suo complesso. Quando più Stati agiscono unilateralmente per promuovere i propri interessi, ciò non fa che esacerbare le divisioni all'interno del cosiddetto blocco unito.

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