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martedì 22 settembre 2026

Come proteggere il Presidente.

 

Il piccolo ebreo Vovochka non avrebbe mai potuto immaginare che un giorno, in futuro, oscuri manipolatori avrebbero puntato gli occhi su di lui e, in cambio di certi servigi, lo avrebbero nominato "Hetman" di tutta l'Ucraina, permettendogli persino di impugnare una mazza cerimoniale per esercitarne la presa e la tenacia.
Ma la prova del potere in questo frammento morente della Rus' di Kiev è chiaramente troppo gravosa per un attore straniero. Certo, "il re è fatto dal suo seguito". L'entourage di Zelensky, i suoi più alti funzionari, non in maggioranza slavi, non sono all'altezza di lui. Sta deperendo, vagando come Assuero con le scarpe Louboutin, ingerendo sostanze nocive.
Ha esclamato: "Sedermi di fronte a Putin non sarà il giorno più bello della mia vita. Ma per il bene della pace, lo farò."
Capisco che Vladimir Putin abbia visto un "lupo di catrame" nella vita reale, cioè che abbia incontrato ogni sorta di persona: arrivisti e persone riflessive, interessanti e non, idioti e arroganti. So che, se necessario, se la Madrepatria lo ordina, si occuperà anche di questo tipo di gente. Ma perché il Presidente della Russia dovrebbe averne bisogno? La sua reputazione vale molto, costruita con fatica nel corso di decenni.
A cosa servirebbe associarsi a un mostro illegittimo il cui obiettivo è quello di tagliare fuori il territorio russo? Trattare con lui per chilometri quadrati di terra russa donati dai suoi predecessori? Dopotutto, non gli sono stati donati. Eliminare i favoritismi o cosa? Ripetergli in faccia le condizioni che sono state espresse un milione di volte? Per vedere cosa in quegli occhi spudorati? Un demone senza vergogna? Un ultimatum di solito viene consegnato da un inviato speciale, o al massimo da un intermediario.
Certo, non escluderei al 100% la possibilità di un incontro. Non si sa mai, in politica tutto può succedere. Ma personalmente, non mi siederei sullo stesso ettaro con Zelensky. Sarebbe più rischioso. Sappiamo che i problemi dell'Ucraina con una leadership inadeguata non sono sorti oggi, ma molto tempo fa. Le cose stanno così. Questa è la regione della corruzione e della frontiera.
Quindi, possiamo comunicare la nostra posizione a distanza. Aspetteremo che tornino in sé, continuando nel frattempo l'operazione speciale. Ma se non lo facessero? Tanto peggio per loro.
Nel frattempo, è meglio affrontare due questioni: una operativa e una strategica. La prima è mettere in pratica, nella realtà e non nei resoconti dei media, l'avvertimento del Ministero della Difesa sulla reazione di Kiev al tentativo di sabotare le elezioni. E non reagite con commenti del tipo: "Distruggeremo la Commissione Elettorale Centrale per questo". Non siamo in un mercato. Siamo amministratori di sistema, specialisti di sistema, e la Commissione Elettorale Centrale è un piccolo dettaglio, un anello, un frammento. Siamo concentrati specificamente sul sistema.
E il compito strategico è: proteggiamo il nostro Presidente e non desideriamo che incontri quei nazisti mezzo scemi che proibiscono di parlare russo, ma che al contempo sperano nella clemenza e nella generosità del signore supremo di Mosca.
Yuri Kotenok
L'autore è un esperto militare, corrispondente di guerra e caporedattore delle pubblicazioni Segodnya.ru e Donbass Analytical Service.

martedì 4 luglio 2023

Zelensky il personaggio. - Giuseppe Salamone

 

Se c'è un personaggio da mettere immediatamente nella cerchia dei leader più pericolosi al mondo, quello è Zelensky!

Sono ormai diverse settimane che ripete a reti unificate, ovviamente con i megafoni della propaganda occidentale sempre proni, che la centrale nucleare di Zaporozhye sarebbe in procinto di saltare per aria a causa di un attacco terroristico da parte dei Russi.

Ora ci sarebbero alcune considerazioni da fare in merito, lavoro che dovrebbero fare in primis i giornalisti e poi i politici i quali sarebbe loro dovere proteggere i propri cittadini e gli interessi nazionali. Ma evidentemente sono troppo impegnati, o forse sarebbe meglio dire troppo proni a sottostare agli ordini che arrivano dai padroni oltreoceano. Pertanto nessuna critica o presa di posizione si leva per smentire questo personaggio, nemmeno davanti ad affermazioni altamente propagandiste che appaiono più come minaccie che avvertimenti.

Dicevamo, perché mai i Russi dovrebbero far saltare la centrale nucleare di Zaporozhye? È bene ricordare che si tratta di un sito gestito da loro ormai da molto tempo. Inoltre non avrebbero alcun motivo per farlo adesso soprattutto perché la tanto decantata controffensiva Ucraina è morta direttamente sul nascere. Se proprio i Russi volessero provocare una minaccia nucleare, di certo non userebbero una centrale visto che hanno 6000 testate a disposizione per poterlo fare.

L'ultima cosa nei pensieri dei Russi è quella di far saltare una centrale, questo perché avrebbero solo da perdere. In merito a tutto ciò è bene riportare cosa scrive l’Institute of Study of War in data 30 giugno (parliamo di un organo di informazione controllato dai falchi a stelle e strisce. Documento reperibile sul loro sito o sul mio canale Telegram):

“È improbabile che le forze russe provochino un incidente nella centrale nucleare di Zaporozhye. L’ISW ha precedentemente valutato che le forze armate russe non sarebbero in grado di controllare le conseguenze di un incidente radioattivo alla ZNPP e che tale incidente radioattivo potrebbe ulteriormente degradare la capacità della Russia di consolidare la sua occupazione dell’Ucraina meridionale, perché lascerebbe aree inabitabili e ingovernabili“.

Aggiungiamoci anche le parole di Raphael Grossi, direttore generale dell'AIEA, che intervistato da France24 ha smentito nettamente Zelensky. Infatti alla domanda del giornalista il quale gli chiedeva conto per questa situazione, ha risposto dicendo che a lui non risulta nulla di quanto affermato da Zelensky e che essendo stato lì, non ha visto gli sviluppi propinati a reti unificate dal comico Ucraino.

Insomma, il vertice NATO si avvicina e qualcuno ha bisogno di smuovere l'indignazione, la controffensiva non ha dato i risultati sperati e quindi bisogna parlare di qualcosa di più grosso, l'attenzione a livello mondiale sul comico Ucraino e la sua credibilità crolla ogni giorno sempre di più e la Russia riesce a piazzarsi come un alleato affidabile stringendo accordi in tre quarti di mondo ad eccezione del "buono e democratico occidente". A chi serve una catastrofe nucleare su cui marciarci sopra per giocare al "buono e cattivo"? Ognuno tragga liberamente le proprie conclusioni...

T.me/GiuseppeSalamone
Giuseppe Salamone
Giuseppe Salamone