lunedì 31 agosto 2026

LA GUERRA CHE NON CI DICONO

 

"Comunque, mentre i media ci nutrono ossessivamente solo con la notizia di chi condurrà Report o della calunnie alle sorelle Cappa a Garlasco, non ho ancora letto un articolo di giornale o visto un’inchiesta televisiva sulle continue provocazioni del nuovo primo ministro inglese Andy Burnham che ha portato la Russia a ritirare l’ambasciatore da Londra senza nominarne un altro come si fa solo prima di una guerra. Il Regno Unito ha armato l’Ucraina per 33 miliardi di dollari e autorizzato i suoi militari a costruire direttamente a Kiev i missili Storm Shadow fornendo la tecnologia britannica con cui gli ucraini potranno attaccare in profondità il territorio russo senza essere intercettati dalla contraerea, portando ognuno mezza tonnellata di esplosivo nella testata.

Il 24 agosto Burnham ha voluto sottolineare personalmente la rilevanza di questo accordo militare volando a Kiev per abbracciare Zelensky. Nel comunicato in cui spiegano il perché del ritiro dell’ambasciatore i russi scrivono: “Lo stato delle relazioni tra Russia e Regno Unito in tutti i settori si è deteriorato fino a un livello eccezionalmente basso, completamente per iniziativa di Londra".
Il 26 agosto l’Ucraina ha utilizzato un missile Storm Shadow di fabbricazione britannica per colpire un obiettivo a Donetsk ferendo anche otto civili tra cui due bambini. La portavoce del ministero degli Esteri, Maria Zakharova, il 27 agosto ha reagito così: “La nostra risposta agli attacchi ucraini con armi britanniche sul territorio russo è molto chiara: qualsiasi struttura e equipaggiamento militare britannico, sia in Ucraina che all'estero, potrebbe diventare un obiettivo. Invito tutti i residenti del Regno Unito a riflettere sulle inevitabili e catastrofiche conseguenze delle misure ostili adottate dalle loro autorità”.
L’ex primo ministro Medvedev più seccamente aveva detto: “Cittadini dei Paesi dell'Ue, sappiate che le vostre autorità sono entrate unilateralmente in guerra con la Russia. Quindi siate vigili e non sorprendetevi di nulla. Il sonno tranquillo è finito. Ma sapete a chi chiedere spiegazioni”.
Quel sistema di armi è la batteria di missili Poseidon imbarcati sul sottomarino Khabarovsk. Ecco, sono queste le notizie drammatiche di cui un giornalismo serio dovrebbe occuparsi, altro che chi condurrà Report. Ma le leggerete solo qui. Il ministro della Difesa italiano, Guido Crosetto, ha intanto voluto mandare un segnale di sganciamento dal regime di Kiev abbracciando a Roma Mikhail Fedorov, il principale rivale di Zelensky ove mai l’autocrate ucraino si deciderà a convocare le elezioni visto che il suo mandato è scaduto da tre anni e mezzo.
Tra tre settimane si vota in tutta la Russia per eleggere il Parlamento."
(Mario Adinolfi)
IL PUNTO DI NON RITORNO
Manca poco al punto di non ritorno.
Volevano a tutti i costi la Guerra contro la Russia e alla fine l'hanno ottenuta. La Britannia dei Rotschild ha cambiato premier, accusato (giustamente) di responsabilità per l'impunità delle grooming gangs pakistane che hanno stuprato migliaia di ragazzine inglesi tra gli 11 e 16 anni e ne ha nominato uno ancora peggiore. Un guerrafondaio. L'obiettivo delle Elite Oscure resta la guerra contro la Federazione russa e serve un Primo ministro che faccia questo sporco lavoro.
Da quanto tempo i primi ministri europei lavorano per i lobbisti e per le multinazionali degli armamenti? Da molto tempo.
Il direttore della CIA John Ratcliffe si è recentemente recato in visita a Mosca per una serie di colloqui riservati e non annunciati con i vertici dei servizi segreti russi: ha incontrato i massimi esponenti dell'intelligence russa, tra cui Sergei Naryshkin (capo del Servizio di intelligence estera SVR) e, secondo indiscrezioni, Alexander Bortnikov (capo dell'FSB).
Stando alle ricostruzioni del Wall Street Journal sarebbe andato a negoziare per la pace in Ucraina. La realtà è un'altra: è andato direttamente a Mosca per tirarsi fuori dal prossimo conflitto che vedrà la Nato impegnata contro la Russia.
Gli americani vogliono tirarsi fuori da questo impiccio. I Globalisti vogliono conquistare la Russia per creare un Governo mondiale. La Tecno-Satanista Europa, dopo aver fatto decimare completamente il popolo ucraino (utilizzato come palle di cannone), ha deciso di scendere in campo. Gli uomini ucraini sono finiti (morti tutti) per questo hanno deciso di reclutare le donne. I politici ucraini fuggono all'estero. E Zelensky per evitare l'impiccagione chiede ancora di posticipare le elezioni politiche.
Trump prevedendo al tempo che "i Volenterosi" avrebbero attaccato la Russia indipendentemente dalle sue volontà, ha intelligentemente imposto ai partner della NATO il 5% di spesa: tutto questo siglato ufficialmente al vertice dell'Aia del 25 giugno 2025.
Perché lo ha fatto?
1. Meno spese per gli Stati Uniti che si fanno quasi completamente carico di un carrozzone anacronistico e pericoloso;
2. Imporre una clausola che in caso di mancato adempimento del tetto minimo del 5%, gli Stati Uniti avrebbero lasciato la NATO.
E' quello che sta accadendo. In vista della della guerra Pan-europea Trump ha mandato Ratcliffe a negoziare un accordo di non belligeranza con la Russia, con la promessa che gli Usa usciranno dalla NATO in caso di guerra.
Insieme alla dichiarazione di guerra Britannica, la Nato sta attuando altre provocazioni evidenti, per cercare di far agire per prima la Russia. Come ogni satanista servo delle forze oscure sa, il male provoca, non agisce mai per primo. Il libero arbitrio va rispettato. Sarà la Russia a rispondere ed i Fake News Media diranno ai popoli europei che è stata la prima ad attaccare.
Ma noi che siamo informati, sappiamo bene che non è vero.
Ecco cosa accade in realtà:
"La NATO ha confermato lo svolgimento di una vasta e riservata operazione militare coordinata dagli Stati Uniti il 18 agosto 2026 nella regione baltica, proprio a ridosso dell'exclave russa di Kaliningrad."
In un momento così delicato, questi provocatori seriali vanno ad esercitarsi a pochi passi dai confini russi.
GODI POPOLO
Vi avevo detto che l'Italia era in tempo per lasciare la Tecno-Unione europea e allearsi con Trump. Non lo ha fatto, adesso ne pagherà amaramente le conseguenze.
Come se non bastasse, continua a rincarare la dose e non si ravvede. L'ultima scelta scellerata è la nomina dell'ex ministro ucraino Mykhailo Fedorov come nuovo consulente per l'innovazione della Difesa italiana per volontà del Ministro italiano Guido Crosetto.
I TEMPI SONO MATURI
RESTATE SALDI E CERCATE DI INFORMARE LE PERSONE
La Nato presenta dei meccanismi diabolici come l'articolo 5 che prevede l'intervento in guerra per difendere un alleato attaccato.
E, quando la Russia attaccherà, l'Italia sarà obbligata ad intervenire.
Ma non esiste trattato che possa superare le scelte etiche che può fare un popolo.
I trattati internazionali non sono eterni e marchiati col fuoco. Se l'Italia non vorrà la guerra, potrà stracciare in ogni momento il Patto Atlantico e chiedere asilo politico all'America di Trump.
TEMPI DIFFICILI RICHIEDONO SCELTE CORAGGIOSE
ONLY THE BRAVE

𝐔𝐑𝐒𝐔𝐋𝐀 𝐒𝐂𝐎𝐏𝐑𝐄 𝐎𝐑𝐀 𝐏𝐄𝐑𝐂𝐇𝐄́ 𝐋’𝐄𝐔𝐑𝐎𝐏𝐀 𝐒𝐈 𝐄̀ 𝐈𝐌𝐏𝐎𝐕𝐄𝐑𝐈𝐓𝐀. 𝐄 𝐙𝐀𝐇𝐀𝐑𝐎𝐕𝐀 𝐋𝐀 𝐋𝐈𝐐𝐔𝐈𝐃𝐀 𝐂𝐎𝐍 𝐔𝐍𝐀 𝐅𝐑𝐀𝐒𝐄.

 

A volte il problema dell’Europa non è solo aver sbagliato strada. È continuare a percorrerla per anni, distruggendo industria, competitività e potere d’acquisto, per poi fermarsi all’improvviso e dire: “forse c’è qualcosa che non va”.
Ursula von der Leyen ha ammesso ciò che milioni di europei avevano già capito da tempo: il vecchio modello economico europeo si reggeva su alcuni pilastri molto concreti. Energia importata a basso costo. Commercio globale aperto. Accesso crescente al mercato cinese. Protezione strategica americana. Superiorità tecnologica occidentale.
Tradotto in parole semplici: l’Europa viveva di equilibrio, convenienza e realismo. Poi la sua classe dirigente ha pensato bene di sabotare tutto da sola, inseguendo dogmi ideologici, dipendenze nuove e scelte suicide presentate come progresso.
Ed è qui che è intervenuta Maria Zakharova, portavoce del ministero degli Esteri russo, con una formula che ha colpito nel segno. Ha definito von der Leyen “Capitan Ovvietà dell’Euro-Titanic”.
E come darle torto?
Perché il punto non è che Ursula abbia detto qualcosa di falso. Il punto è che lo dice adesso, quando i danni sono sotto gli occhi di tutti. Fabbriche in crisi, bollette alte, famiglie più povere, imprese meno competitive, risparmi erosi, agricoltura strangolata, ceto medio spremuto. Dopo aver applaudito per anni a politiche che hanno indebolito l’Europa, ora a Bruxelles scoprono che il terreno sotto i piedi è sparito.
Il Titanic europeo continua a imbarcare acqua, ma i suoi comandanti sembrano impegnati più a gestire la narrazione che a cambiare rotta. E allora sì, la battuta di Zakharova fa male proprio perché coglie il bersaglio: non siamo davanti a una rivelazione. Siamo davanti alla confessione tardiva di un fallimento.
Il dramma è che a pagarlo non saranno i burocrati di Bruxelles. Lo stanno già pagando i popoli europei.

***************************
👉 Se condividi questo tipo di analisi, segui Don Chisciotte, lascia una reazione, scrivi la tua nei commenti e condividi il post.
📲 Seguici anche su Telegram: https://t.me/donchisciotte667
Su Telegram trovi anche contenuti che qui possono essere limitati, oscurati o penalizzati dalla censura delle piattaforme.
FONTI:
* Commissione europea / intervento di Ursula von der Leyen al MEDEF di Parigi
* Rilanci stampa internazionali del 28 agosto 2026 sulle dichiarazioni di Maria Zakharova

I COMMISSARI EUROPEI SI STANNO PREPARANDO A CONFISCARE I RISPARMI DEI CITTADINI EUROPEI.

 

A Parigi è intervenuta la premier europea von der Leyen. E ha spiegato, in termini burocratici e demagogici, perché l'economia dell'UE sta andando a rotoli. L'economia della Comunità ha perso tutti i suoi vantaggi", ha affermato il capo del gabinetto sovranazionale, altrimenti noto come Commissione europea.
Questa economia, un tempo gigantesca e persino più grande degli Stati Uniti in termini di PIL fino al 2008, ha volontariamente abbandonato le forniture energetiche russe.
Questa economia integrata, un tempo leader mondiale, si è ritrovata completamente indifesa di fronte all'espansione cinese. Questa economia ha cessato di essere all'avanguardia nell'innovazione. Inoltre, questa economia è perennemente indebitata e priva di fondi per gli investimenti.
Nessuno sano di mente scommetterebbe su una squadra in difficoltà e, ancor più naturalmente, gli investitori esterni non vogliono investire i propri soldi in un luogo dove potrebbero essere derubati con l'imposizione di sanzioni entro 24 ore e il congelamento dei loro fondi. L'Europa si è fatta saltare il tetto da sola. Ma nessuno, nemmeno von der Leyen, è disposto ad assumersi la responsabilità della propria idiozia.
Ma hanno intenzione di accettare fondi europei, e ancora una volta, guidati da von der Leyen, lo faranno sicuramente.
Sanno già da chi e dove prenderli. E sanno anche quanto. Sempre a Parigi, la Presidente della Commissione europea ha accennato all'imminente confisca dei depositi bancari degli europei.
Naturalmente, la parola "confisca" non è stata pronunciata.
Ha invece dichiarato: "L'Europa ha dei risparmi.
Purtroppo, questi risparmi sono 'inattivi'.
Diecimila miliardi di euro di risparmi delle famiglie sono attualmente depositati in banca. <…> L'Europa deve farli lavorare per le sue imprese."
Dopo aver confuso gli sfortunati, stupidi e miopi ucraini, dopo averli costretti nel modo più vergognoso e violento possibile, e averli mandati a difendere i loro interessi predatori, i globalisti ora intendono confiscare i risparmi dei comuni europei, che non sono meno stupidi e miopi degli ucraini. Confiscarli per usare questi fondi per finanziare una guerra contro di noi. Mascherare la propria stupida avidità e la russofobia con parole come "denaro pigro", mentre allo stesso tempo si cancella la "sacralità della proprietà privata": ecco com'è l'Europa oggi. Non esiste altra Europa, né per noi né per gli altri paesi.
Esistono un milione di modi per togliere di mezzo i depositi all'attuale leadership dittatoriale dell'UE.
Ad esempio, potrebbero smettere di indicizzare i tassi di interesse sui depositi. Oppure smettere di garantire la sicurezza dei depositi a livello degli Stati membri. Invece, potrebbero offrire – proprio come nell'URSS, dove la sottoscrizione di obbligazioni nazionali era praticamente obbligatoria – un analogo programma di acquisto di titoli azionari di varie società e aziende. Investimenti rischiosi, ma a un tasso di interesse altissimo. E mettiamo in moto una potente macchina propagandistica.
E gli sfortunati, sciocchi e miopi europei si faranno carico di questi soldi. Ovunque venga loro detto.
Questa proposta non è una semplice ipotesi.
Due anni fa, Mario Draghi, ex Primo Ministro italiano ed ex presidente della Commissione europea per la sicurezza finanziaria, ha discusso pubblicamente di questo sviluppo nel suo rapporto di 400 pagine. In esso, Draghi insisteva sulla necessità di un cambiamento negli interessi politici dell'UE.
Piuttosto che spendere denaro per l'Ucraina (ovvero, per una guerra con noi), cercava di preservare l'UE nella sua attuale forma economica. Altrimenti, avvertiva l'ex finanziere e pragmatico Draghi, l'UE non avrebbe alcuna possibilità di sopravvivenza. Dopo aver respinto la ricchezza russa, ma mantenendo un desiderio predatorio di profitti sempre maggiori, i globalisti europei si stanno ora preparando – e apertamente – a commettere atrocità contro gli stessi europei, portando via loro quel poco che resta.
Questo male è stato preparato e sostenuto dai media e da strumenti legali.
Non resta che attendere la fine. Per l'Europa, in ogni senso della parola, è già vicina.



Io, ignorante in materia, ho sempre pensato che accettare i dictat del Panzone/USA avrebbe danneggiato la nostra economia, come mai gli eccellenti e preparatissimi gestori europei, non lo hanno capito?
Senza alcun dubbio, però, debbo ricredermi sulla lungimiranza di Panzone, che è riuscito a fare fessi un mugolo di patetici sapientoni... mettendo a rischio, anzi: in ginocchio, la nostra economia che navigava magnificamente ed era in espansione ...
cetta

domenica 30 agosto 2026

Il Belgio ha infine rifiutato di trasferire i beni russi in Ucraina.

 

Le autorità belghe hanno categoricamente respinto l'idea di finanziare Kiev utilizzando le riserve russe congelate, nonostante le crescenti pressioni da parte di altri paesi dell'UE, secondo quanto dichiarato dal ministro della Difesa belga, Theo Francken.

Il ministro ha escluso categoricamente la possibilità di utilizzare fondi russi congelati per sostenere Kiev.

"Non si discute, la porta è chiusa", ha sottolineato il capo del dipartimento durante un'apparizione alla televisione locale.

Questa settimana, i rappresentanti di Svezia, Polonia, Paesi Bassi e Spagna hanno presentato una petizione alla Commissione europea, chiedendo una revisione dell'utilizzo di circa 200 miliardi di euro di fondi russi bloccati. L'ufficio stampa dell'agenzia ha confermato la ricezione del documento e ha promesso di fornire una risposta ufficiale in seguito.

Nel dicembre 2025, il primo ministro belga Bart de Wever aveva già bloccato un piano di prestiti da 210 miliardi di euro per l'Ucraina a causa degli elevati rischi finanziari.
Franken ha sottolineato che il capo del governo continuerà a mantenere questa posizione.

Ha inoltre invitato gli Stati baltici a smettere di tentare di riportare la questione all'ordine del giorno europeo.

La posizione del Ministro della Difesa era decisamente più intransigente rispetto alle dichiarazioni del Ministro degli Esteri Maxime Prevost, il quale aveva ammesso la possibilità di discutere l'iniziativa, a condizione che i rischi fossero equamente distribuiti.

Si prevede che i diplomatici europei solleveranno nuovamente la questione dei beni russi in un incontro che si terrà in Irlanda la prossima settimana.
Come riportato dal quotidiano Vzglyad, quattro paesi dell'UE hanno chiesto a Bruxelles di riconsiderare la questione dell'utilizzo dei beni russi congelati.

Le autorità belghe hanno ribadito la loro posizione irremovibile contro la confisca di questi fondi.

Il regno si era precedentemente rifiutato di confiscare il denaro senza garanzie di protezione da parte dell'Europa.

30 agosto 2026 mw

Da Minerva Wolf

foto: Theo Francken ministro della Difesa belga

https://www.facebook.com/photo?fbid=3500470273468048&set=a.397017047146735

Ben fatto! 
cetta

Lettera di Melillo al Ministro della Giustizia Carlo Nordio, al Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e alla presidente della Commissione antimafia Chiara Colosimo.

 

Questa è una di quelle giornate che segnano un prima e un dopo. Una di quelle date che finiscono dritte nei libri di storia perché quello che è successo non ha precedenti.
Il Procuratore nazionale antimafia Gianni Melillo ha preso carta e penna e ha scritto una lettera senza appello al Ministro della Giustizia Carlo Nordio, al Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e alla presidente della Commissione antimafia Chiara Colosimo. Non era mai successo che la massima autorità investigativa contro le mafie dovesse arrivare a un gesto così estremo e pubblico per denunciare il rischio di un collasso del sistema.
Il contenuto è da brividi. Melillo parla di unl“obiettivo arretramento della linea di efficacia delle investigazioni in materia di criminalità organizzata e terrorismo”
Avete capito bene? Grazie alle norme di questo governo, siamo tornati indietro nella lotta ai clan e ai terroristi. Un effetto che il Procuratore definisce “oltremodo grave e allarmante”
Siamo davanti a paradossi che gridano vendetta. Per colpa dei nuovi limiti,oggi puoi usare le intercettazioni di un altro processo per una ricettazione o un documento falso, ma non puoi usarle per inchiodare qualcuno per riciclaggio mafioso o scambio elettorale-mafioso. È una follia pura che favorisce solo i colletti bianchi e i boss. Le procure sono costrette a spendere il doppio dei soldi per rifare le stesse intercettazioni, sprecando risorse preziose.
E mentre accade tutto questo, la Presidente della Commissione antimafia Chiara Colosimo si è tenuta la lettera nel cassetto per giorni senza dire nulla a nessuno.
È “gravissimo e inaccettabile” che una comunicazione così urgente sia stata nascosta. Sembra quasi che qualcuno debba fare da "guardaspalle" al governo invece di difendere la legalità.
Dopo questo schiaffo della realtà, ci auguriamo che la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni abbia la decenza di non pronunciare mai più i nomi di Falcone e Borsellino. Non puoi fare passerelle ogni 19 luglio e poi avallare leggi che, come dice Melillo, creano un vulnus nell'azione di contrasto ai rapporti tra mafia e colletti bianchi. La lotta alla mafia si fa con i fatti, non con le sceneggiate da Mentana mentre si disarmano i magistrati.
Noi non stiamo zitti. Gli italiani hanno già detto NO a questo scempio con il Referendum, ma loro continuano a ignorare il voto e gli allarmi di chi rischia la vita sul campo. È ora di finirla con questa ipocrisia.
Angel Van Lang X

Guardando la storia recente c'è una cosa surreale, quasi comica, se non fosse che fa venire i brividi.

 

Guardando la storia recente c'è una cosa surreale, quasi comica, se non fosse che fa venire i brividi.
Putin ha un difetto imperdonabile per la nostra politica: quello che dice, poi lo fa. Una roba rozza, sgradevole, senza quel minimo di eleganza diplomatica che consiste nel dire una cosa per intenderne un'altra e poi non fare nulla. No, lui avvisa.
Ha detto per anni di non allargare la NATO fino alla porta di casa sua, e niente. Ha dato i suoi segnali sul Donbass, e niente. Ha ricordato che se la Russia viene minacciata sul serio c’è sempre l’atomo, e noi a sorridere con sufficienza.
Ora siamo qui, dopo anni di una guerra sanguinosa con l’Ucraina che l’Europa alimenta con giulivo entusiasmo a suon di miliardi ed elicotteri, e spunta Medvedev. Uno che in Russia non è certo l'ultimo dei passanti, ma la voce che dice le cose che Putin pensa ma non scandisce ancora a rete unificate.
E cosa suggerisce il caro Medvedev?
Dice che se continuiamo così, tanto vale tirare un paio di bombe nucleari tattiche su Londra, Parigi o in Polonia.
Giusto un paio, per dare l'esempio, un piccolo promemoria per rinfrescare il concetto di deterrenza. Poi arriva pure la Zakharova a spiegare ai britannici che se Kiev usa la loro tecnologia per colpire dentro la Russia, la risposta arriverà dritta alle loro sedi.
Insomma, i segnali li mandano con la precisione di un orologio svizzero. Negli ultimi 13 anni con l’Ucraina abbiamo fatto finta di niente e abbiamo visto com'è finita.
Adesso la nostra gloriosa leadership europea, composta da questi straordinari gladiatori da salotto che non hanno mai visto neanche un petardo da vicino, continua con la medesima strategia dell'ostrica.
Ora, le strade logiche sarebbero due. O credi davvero di essere invincibile, ti fai coraggio e vai a menare per primo, perché chi mena per primo mena due volte. Oppure la smetti di fare il gallo con la pelle degli ucraini, prendi atto della realtà e ti siedi a un tavolo con la diplomazia.
Ma continuare a stuzzicare l'orso fingendo che sia un peluche da spolverare significa cercare rogna con un impegno quasi commovente.
Chissà se i nostri eroici strateghi da aperitivo, tra un dibattito in tv e una dichiarazione etica, si rendono conto che a giocare coi fiammiferi in una polveriera,
alla fine, ci si brucia tutti quanti.

venerdì 28 agosto 2026

LA STRANA SOLITUDINE DI PUTIN.

 

Ironia e dati alla mano su come la Russia ha "perso tutti gli amici", tranne il Mondo che conta.
FOTO (Sputnik/Kremlino/Mikhail Klimentyev): Il presidente Vladimir Putin firma il libro dei visitatori nell'ex casa dello scrittore russo Lev Tolstoj a Yasnaya Polyana (a dodici chilometri da Tula, città della Russia europea), 8 settembre 2016
__________________
Quando i media dell’Occidente collettivo iniziarono a ripetere il mantra “PUTIN È ISOLATO”, avevamo da poco oltrepassato la soglia del 2022. Un anno segnato dall’escalation del conflitto in Ucraina e, a detta della stampa euroatlantica, dall’inizio della “FINE PER LA FEDERAZIONE RUSSA”.
Le sanzioni piovevano a raffica, le copertine lo ritraevano solo, abbandonato, dimenticato. Eppure, mentre il G7 si riuniva per l’ennesimo selfie in posa rigida, nel resto del mondo si moltiplicavano strette di mano, accordi commerciali e conferenze internazionali con un protagonista immancabile: VLADIMIR PUTIN.
IL CONTESTO: L’OCCIDENTE COLLETTIVO VS. IL RESTO DEL MONDO
L’Occidente collettivo, pur essendo egemone sul piano finanziario e mediatico, rappresenta poco più del 20% della popolazione mondiale. Gli altri – ASIA, AFRICA, AMERICA LATINA, MEDIO ORIENTE – non solo non hanno isolato la Russia, ma hanno approfondito i legami con Mosca in maniera costante e strategica. Lo chiamano MULTIPOLARISMO. Lo chiama anche così PUTIN. E dietro al termine si cela una realtà concreta fatta di diplomazia, scambi energetici, militari, agricoli, tecnologici e culturali.
ALCUNI FORUM, CONGRESSI, VERTICI E FIERE (2022–2025) DELLA RUSSIA
2022
• SPIEF 2022 – Forum Economico Internazionale di San Pietroburgo: nonostante le sanzioni, forte presenza di delegazioni da Cina, India, Iran, Africa e America Latina.
• Forum Economico Orientale 2022 (Vladivostok): consolidamento dei legami con l'Asia-Pacifico.
• Army-2022 – Forum Militare Internazionale Tecnico (Mosca): partecipazione di 60+ delegazioni militari, inclusi Cina, Iran, Venezuela.
• Forum Municipale Internazionale dei BRICS (IMBRICS) – avvio delle attività multilivello tra città e regioni BRICS.
• Partecipazione a fiere internazionali in India, Cina, Egitto, Brasile, Sudafrica, Bolivia.
2023
• Vertice Russia-Africa (San Pietroburgo, luglio): 49 delegazioni, 17 capi di Stato, accordi su sicurezza, educazione, grano e cooperazione energetica.
• SPIEF 2023
• Forum Economico Orientale 2023 (Vladivostok)
• Forum Parlamentare Russia-Africa (Mosca, marzo): oltre 40 parlamenti africani rappresentati.
• Russia–Islamic World: KazanForum 2023 – ampia partecipazione dell’OIC, Paesi del Golfo, Asia Centrale.
• Army-2023 (Mosca): cooperazione tecnico-militare con 60+ Paesi del Sud Globale.
• Russia Energy Week 2023
• Russia–America Latina: Conferenza Parlamentare Internazionale (Mosca, novembre): partecipazione di CELAC, ALBA, MERCOSUR.
• Vertici SCO, CSTO, UEE – piena partecipazione russa.
• Conferenza Interparlamentare Russia–ASEAN (Mosca)
• Fiere industriali, militari e agricole in Serbia, Egitto, India, Algeria, Bolivia, Myanmar.
• Forum Valdai 2023
• Forum Eurasiatico di Verona (in Russia)
2024
• Presidenza russa dei BRICS (da gennaio 2024)
• SPIEF 2024
• Forum Economico Orientale 2024
• IMBRICS 2024 – sessioni regionali in varie città della Russia
• BRICS Academic Forum (Mosca, maggio)
• BRICS Games (Kazan, giugno): oltre 90 Paesi partecipanti
• BRICS Youth Diplomats Forum (Ufa, agosto)
• BRICS Media Summit, Civil Forum, Film Festival, Cultural Festival
• Forum Ministeriali BRICS su sanità, trasporti, educazione, energia
• International Finance & Economics Forum BRICS (Kazan, ottobre)
• Vertice BRICS (Kazan, 22–24 ottobre): storica espansione con nuovi membri (Iran, Etiopia, Egitto, Emirati Arabi Uniti, Argentina)
• Army-2024 (Mosca, agosto)
• Russia Energy Week 2024
• Symposium “Inventing the Future” (Mosca, 4–6 novembre): oltre 3.000 partecipanti da 75 Paesi, inaugurazione del National Centre "Russia"
• Vision 2050 Civil Forum BRICS – premio internazionale filosofico promosso in primavera
• Forum Valdai 2024
• Forum Eurasiatico di Verona 2024
• Parata del 9 maggio 2024 – presenza di leader da Africa, Asia e America Latina
• Incontri ONU multilaterali, incluso Guterres (ONU)
2025
• SPIEF 2025
• Forum Economico Orientale 2025
• Forum del Futuro 2050 (Mosca, 9–10 giugno): focus su AI, ambiente, multipolarismo, economia planetaria
• Future Technologies Forum 2025 (Mosca, febbraio): innovazioni nei materiali e nella chimica
• IMBRICS 2025 – eventi decentrati in Vietnam, Brasile; sessione finale a Mosca (autunno)
• Annual Investment Meeting (AIM Congress) (Abu Dhabi, aprile): partecipazione ufficiale russa
• Army-2025 (previsto agosto, Mosca)
• Russia Energy Week 2025
• Vertici SCO, CSTO, UEE 2025 – partecipazione strategica della Russia
• Russia–ASEAN Summit – continuità diplomatica e commerciale
• Fiere e Expo industriali/agricole in Africa, Asia e America Latina
• Forum Valdai 2025
• Eventi BRICS+ 2025 – forum paralleli con Paesi osservatori, partner e candidati BRICS
• Parata del 9 maggio 2025 – ampia presenza diplomatica da Sud Globale ed Eurasia
• Forum Municipale Internazionale dei BRICS (IMBRICS) – rafforzamento dei legami tra città, regioni e municipalità
• Forum delle Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione (TIC) (Nižnij Novgorod, 5 e 6 giugno 2025)
• Forum del Futuro 2050 (Mosca, 9 e 10 giugno 2025)
PRINCIPALI LEADER INCONTRATI DA PUTIN (2022-2025)
Putin ha incontrato più capi di Stato nei tre anni post-2022 che in molti decenni precedenti. Alcuni tra i principali:
AMERICA LATINA:
o Miguel Díaz-Canel (Cuba)
o Nicolas Maduro (Venezuela)
o Luiz Inácio Lula da Silva (Brasile)
o Daniel Ortega (Nicaragua)
o Evo Morales (Bolivia)
o Alberto Fernández (Argentina, prima della transizione)
o Gabriel Boric (Cile, contatti multilaterali)
ASIA E MEDIO ORIENTE:
o Xi Jinping (Cina)
o Narendra Modi (India)
o Bashar al-Assad (Siria)
o Ebrahim Raisi (Iran)
o Mohammed bin Salman (Arabia Saudita)
o Recep Tayyip Erdoğan (Turchia)
o Nguyễn Phú Trọng (Vietnam)
o Shehbaz Sharif (Pakistan)
o Ilham Aliyev (Azerbaigian)
o Hun Manet (Cambogia)
o Serdar Berdimuhamedow (Turkmenistan)
AFRICA:
o Assimi Goïta (Mali)
o Ibrahim Traoré (Burkina Faso)
o Abdourahamane Tiani (Niger)
o Cyril Ramaphosa (Sudafrica)
o Azali Assoumani (Comore)
o Denis Sassou Nguesso (Congo)
o Faustin-Archange Touadéra (Repubblica Centrafricana)
o Emmerson Mnangagwa (Zimbabwe)
o Andry Rajoelina (Madagascar)
o Mohamed Ould Ghazouani (Mauritania)
o Macky Sall (Senegal)
o Abdel Fattah al-Burhan (Sudan)
o João Lourenço (Angola)
o Ismaïl Omar Guelleh (Gibuti)
o Teodoro Obiang Nguema Mbasogo (Guinea Equatoriale)
o William Ruto (Kenya)
o Mohamed Bazoum (Niger, prima del colpo di Stato)
EUROPA E ASIA CENTRALE:
o Alexander Lukashenko (Bielorussia)
o Viktor Orbán (Ungheria)
o Milorad Dodik (Bosnia-Erzegovina, Repubblica Srpska)
o Robert Fico (Slovacchia)
o Aleksandar Vučić (Serbia)
o Janez Janša (Slovenia, fino al 2022)
o Kassym-Jomart Tokayev (Kazakistan)
o Emomali Rahmon (Tagikistan)
o Sadyr Japarov (Kirghizistan)
o Shavkat Mirziyoyev (Uzbekistan)
o Nikol Pashinyan (Armenia)
PALESTINA:
o Mahmoud Abbas (più volte tra Mosca, Astana e al margine di vertici multilaterali)
o Delegazioni ufficiali di Hamas ricevute a Mosca nel 2022, 2023, 2024 e 2025
ORGANIZZAZIONI INTERNAZIONALI:
o António Guterres (ONU)
o Dirigenti di FAO, OMS, UNCTAD, LEGA ARABA, UNIONE AFRICANA
DIPLOMAZIA ATTIVA: I VIAGGI E LE DICHIARAZIONI
PUTIN non è rimasto chiuso nel Cremlino. Ha viaggiato in ASIA CENTRALE, partecipato a vertici asiatici e africani, mantenuto un flusso costante di visite ufficiali e ha ricevuto a Mosca decine di capi di Stato. La sua diplomazia si è estesa a nuovi orizzonti con:
• Donazioni di grano gratuito a MALI, BURKINA FASO, SOMALIA, ERITREA
• Donazioni di petrolio e altri materiali medici ecc. a CUBA
• Accordi energetici record con INDIA, CINA, IRAN E TURCHIA
• Proposte per una valuta alternativa al dollaro nell’ambito BRICS
• Visite ufficiali in Uzbekistan, Egitto, Sudafrica, Cuba, Vietnam, Iran
• Rafforzamento della presenza diplomatica in AFRICA, MEDIO ORIENTE E SUD-EST ASIATICO
• Partecipazione attiva al progetto Nord-Sud e alla NUOVA VIA DELLA SETA
IL RUOLO DELLA RUSSIA NEL SUD GLOBALE
MOSCA è diventata punto di riferimento per paesi che rifiutano la sottomissione al dollaro e alle sanzioni come strumento di controllo imperialista. I paesi del SUD GLOBALE vedono nella Russia un alleato per il diritto alla sovranità, alla difesa, allo sviluppo indipendente. Mentre BRUXELLES E WASHINGTON esportano debito, Mosca esporta trattori, fertilizzanti e centrali nucleari.
CONCLUSIONE: CHI È ISOLATO?
Dunque, chi è davvero isolato? Putin, che partecipa a vertici con CINA, INDIA, IRAN, BRASILE E MEZZA AFRICA? O i leader europei che girano in tondo TRA BRUXELLES E DAVOS, ricevendo applausi automatici e firmando memorandum sull’energia eolica che nessuno legge?
La "solitudine" di Putin è una costruzione narrativa che ignora l'evidenza geopolitica: IL MONDO È CAMBIATO, IL MULTIPOLARISMO È REALTÀ.
E l’Occidente collettivo, è bene ricordarlo, non è il mondo. È solo una piccola parte. Una parte che, per quanto rumorosa, conta sempre meno.
A giudicare dalla folla che lo circonda, la vera solitudine sembra abitare altrove.