Un diario, dove annoto tutto ciò che più mi colpisce. Il mio blocco per gli appunti, il mio mondo.
sabato 3 ottobre 2026
SUPER MARIO: L'IDRAULICO CHE SALVÒ L'AEREO PER AVER VISTO TUTTA LA SERIE DI DOCUMENTARI TV " SOS AIR CRASH"...
venerdì 2 agosto 2024
CHI HA SCOLPITO DAVVERO LA SFINGE?
Come si può vedere dalla foto del modello, la Sfinge è un colosso di pietra al centro di una “vasca” chiusa su tre lati, in particolare sul lato posteriore e sui due laterali. Da almeno 3.500 anni la zona attorno alla Sfinge è un arido deserto di sabbia. Visto che negli ultimi millenni la sabbia in Egitto viene spostata continuamente dal vento, in condizioni normali il vento trasporta la sabbia nella “vasca” della Sfinge, riempiendola completamente.
…
La sabbia ricopre quindi l’intera “vasca” fino all’altezza del collo della statua, la cui testa si trova grossomodo all’altezza del terreno circostante. In condizioni normali, quindi la testa della Sfinge resta l’unica parte visibile della statua. Fu infatti questa la condizione in cui venne trovata la Sfinge nel XIX secolo, completamente sepolta nella sabbia, ad eccezione della testa. Furono gli archeologi a dissotterrarla e a farcela vedere come la vediamo oggi.
…
Tenendo conto di questo aspetto, non è possibile che i costruttori della Sfinge abbiano deciso di scolpire questa statua sapendo che sarebbe stata ricoperta di sabbia. I costruttori sapevano per esperienze che, anche se avessero spalato via la sabbia, questa si sarebbe ripresentata puntualmente nel giro di poco tempo. Come spiegare questo apparente errore madornale?
…
La spiegazione più semplice e plausibile è che, evidentemente, quando venne scolpita la sfinge, la zona attorno alla roccia non era affatto ricoperta di sabbia come lo è oggi. Questo spiegherebbe in maniera semplice e ragionevole perché i costruttori non presero in considerazione la possibilità che la sabbia potesse invadere la “vasca” e sotterrare la Sfinge. La sabbia in quel tempo semplicemente non c’era! Quindi la sabbia non era un problema da prendere in considerazione.
…
In un periodo compreso tra il 12.500 a.C. e il 3.500 a.C. il Sahara si è trasformato gradualmente dall’essere una zona verdeggiante piena di acqua. Evidentemente la Sfinge fu scolpita in quel periodo di tempo, quando la sabbia non era un problema. E questo rende evidente che la Sfinge non fu scolpita dagli egiziani che conosciamo noi, ma da una popolazione precedente.
…
L’articolo continua sul libro:
51 50 35 - L’inconfessabile verità sulle piramidi
Potete trovare una copia dell’articolo qui:
https://www.amazon.it/dp/B09PJJM763
https://www.facebook.com/photo/?fbid=507960261751292&set=a.166635502550438
mercoledì 20 gennaio 2021
Governo: Bettini, la rottura con Renzi è troppo profonda.
Esponente Dem: 'La maggioranza dovrebbe 'dialogare con Forza Italia sulla legge elettorale'. Zingaretti? 'E' un gatto...'. Di Conte 'colpisce la tenacia'.
"Matteo Renzi dopo aver aperto la crisi, attraverso Rosato ha detto 'in due ore si risolve tutto'; lo ha detto dopo, non prima. Ma come? Sei insoddisfatto in modo tale da far cadere il governo e poi con lo stesso governo in due ore risolvi tutto? Non è un modo serio di fare.
Io penso che la rottura è stata così profonda che non si può far finta di niente. Addebitare a Conte un vulnus alla democrazia italiana non è superabile". Lo ha detto Goffredo Bettini a Sky Tg24.
Diverso il discorso per i parlamentari di Iv: "Renzi ha fatto astenere i gruppi perché dentro aveva un malessere e molti di loro non hanno condiviso la crisi aperta da Renzi".
Zingaretti è "innanzi tutto onesto, con senso di responsabilità, e sente la sfida. Poi è un uomo molto per bene e poi è un gatto: ha una sensibilità, un istinto felino. La bonomia la lego al fatto che è responsabile, ma in politica non basta la bonomia, occorre l'istinto", aggiunge Bettini rispondendo alla domanda sulle tre principali caratteristiche del segretario del Pd e del Premier Conte.
"Di Conte - ha detto il dirigente Dem - mi colpisce la tenacia. Mi disse che era nuovo alla politica, ma ai Consigli Ue incontrava gente che aveva 30 anni di esperienza alle spalle che alla fine gli dava ragione per sfinimento. Poi è un uomo molto umano, semplice, piacevole. E poi è libero e questo dà fastidio. Io ho un feeling perché è avvocato e mio padre era avvocato".
Alla domanda se fosse amico di Conte, Bettini ha replicato: "Non mi posso permettere, lui è il presidente del Consiglio, io sono un dirigente scosso, galoppo. Ma da parte mia c'è un senso di amicizia, di piacevole rapporto, scherzoso, praticato in territori fuori dalla politica".
Per quanto riguarda la legge elettorale, Bettini dice che la maggioranza dovrebbe dialogare con Fi. "Vararla in tempi brevi non so, è una sfida difficile, ma la legge elettorale non è cosa astratta. Abbiamo una crisi della rappresentanza, una distanza tra istituzioni e cittadini. Non c'è stata più qualcosa di simile ai partiti di massa. In un Paese così diviso, sbrindellato, non c'è bipolarismo ma pluralità, e il proporzionale è garanzia di dare voce a tutti. Poi questi partiti devono fare compromessi alti, da fare davanti ai cittadini". "Penso - osserva il dirigente del Pd - sia uno dei temi che può essere condiviso da Fi. E' evidente che a una parte grande di Fi non piace stare sotto il tallone di Salvini, di forze amiche di Orban e non di Merkel, perché Fi sta con la Cdu, non con i sovranisti. Poi scelgono con chi stare al governo, e il proporzionale gli permette di avere una voce".
"Non è che le elezioni non si possono fare, perché si fanno in tutta Europa. Ma se non riusciamo a rafforzare il governo, non c'è un governo della destra o con le destre. Superata la fase acuta dell'epidemia si va alle elezioni", dichiara Bettini. Secondo il dirigente del Pd, la verifica sulla possibilità di allargare la maggioranza va fatta "rapidamente", in "poche settimane" dopo di che si potrebbe procedere ad un rimpasto, mentre la sostituzione delle due ministre di Iv andrebbe fatta "subito" con personalità "fuori dalla trattativa" per l'allargamento della maggioranza. "Noi - spiega - abbiamo chiesto la fiducia perché sarebbero state sbagliate le elezioni, fuori tempo, fuori dalla sensibilità dei cittadini, ed ecco perché vogliamo allargare i confini della maggioranza, perché con questi numeri non si può governare fino a fine legislatura". Bettini giudica impraticabile un governo di unità nazionale: "Un Governo con tutti dentro? Sarebbe incomprensibile, perché abbiamo una destra di un certo tipo. Il Pd non lo voterebbe mai". In ogni caso o si allarga l'attuale maggioranza oppure "c'è il voto" perché "non è che le elezioni non si possono fare, dato si fanno in tutta Europa". La verifica sull'allargamento, prosegue, va fatta "in poco tempo, e il tempo si misura in settimane. Si capisce in poche settimane se ci sono le condizioni per un patto di legislatura. Noi del Pd la verifica l'abbiamo chiesta già da prima, ma non in modo distruttivo come ha fatto Renzi, che ha fatto una svolta incomprensibile". Terza tappa il rimpasto: "Noi abbiamo posto il problema di un rafforzamento, Conte è d'accordo e deve avvenire dopo un chiarimento sul programma. In queste settimane dobbiamo lavorare alle emergenze, sostituendo le ministre che si sono dimesse. Suggerisco di scegliere personalità fuori dalle trattative. Poi se in corso d'opera si costruisce una alleanza numerica più ampia e vediamo un programma di legislatura, a quel punto si può pensare a un rafforzamento", ha concluso Bettini.
giovedì 12 marzo 2020
Fantavirus. - Marco Travaglio

“Finalmente l’Italia è tornata alla normalità”.
domenica 8 dicembre 2019
Nuova ipotesi sull’universo, potrebbe essere chiuso.
L’universo primitivo visto dal satellite europeo Planck (fonte: ESA/LFI & HFI Consortia)Dai dati del satellite Planck forse la spia di una nuova fisica.
Ciò che fa rabbrividire è: che cosa c'è oltre l'Universo? Ciò che, invece, ci tranquillizza è sapere che viviamo in uno spazio così grande che sarà impossibile scoprirlo.
giovedì 21 novembre 2019
Ilva, l’ipotesi dell’aggiotaggio dal 17 settembre e focus su acquisti triangolati dalla brasiliana Itabrasco: su cosa indaga la procura di Milano. - Giovanna Trinchella e Andrea Tundo

L'inchiesta copre due catene di comando: quella che fa ha fatto capo a Matthieu Jehl, ad fino allo scorso 15 ottobre, e quella riconducibile a Lucia Morselli, subentrata negli ultimi 40 giorni. Accertamenti sulle materie prime comprate da Itabrasco - join venture di Ilva - attraverso una società del gruppo ArcelorMittal. Ascoltato in procura il direttore finance Steve Wampach. E le Fiamme gialle ritengono "interessante" anche la sentenza del 15 novembre della Corte suprema dell'India su un investimento da 6,8 miliardi in Asia.
martedì 13 agosto 2019
"Le carte di Conte: il discorso e poi il commissario Ue" di Salvatore Cannavò


