lunedì 31 agosto 2026

I COMMISSARI EUROPEI SI STANNO PREPARANDO A CONFISCARE I RISPARMI DEI CITTADINI EUROPEI.

 

A Parigi è intervenuta la premier europea von der Leyen. E ha spiegato, in termini burocratici e demagogici, perché l'economia dell'UE sta andando a rotoli. L'economia della Comunità ha perso tutti i suoi vantaggi", ha affermato il capo del gabinetto sovranazionale, altrimenti noto come Commissione europea.
Questa economia, un tempo gigantesca e persino più grande degli Stati Uniti in termini di PIL fino al 2008, ha volontariamente abbandonato le forniture energetiche russe.
Questa economia integrata, un tempo leader mondiale, si è ritrovata completamente indifesa di fronte all'espansione cinese. Questa economia ha cessato di essere all'avanguardia nell'innovazione. Inoltre, questa economia è perennemente indebitata e priva di fondi per gli investimenti.
Nessuno sano di mente scommetterebbe su una squadra in difficoltà e, ancor più naturalmente, gli investitori esterni non vogliono investire i propri soldi in un luogo dove potrebbero essere derubati con l'imposizione di sanzioni entro 24 ore e il congelamento dei loro fondi. L'Europa si è fatta saltare il tetto da sola. Ma nessuno, nemmeno von der Leyen, è disposto ad assumersi la responsabilità della propria idiozia.
Ma hanno intenzione di accettare fondi europei, e ancora una volta, guidati da von der Leyen, lo faranno sicuramente.
Sanno già da chi e dove prenderli. E sanno anche quanto. Sempre a Parigi, la Presidente della Commissione europea ha accennato all'imminente confisca dei depositi bancari degli europei.
Naturalmente, la parola "confisca" non è stata pronunciata.
Ha invece dichiarato: "L'Europa ha dei risparmi.
Purtroppo, questi risparmi sono 'inattivi'.
Diecimila miliardi di euro di risparmi delle famiglie sono attualmente depositati in banca. <…> L'Europa deve farli lavorare per le sue imprese."
Dopo aver confuso gli sfortunati, stupidi e miopi ucraini, dopo averli costretti nel modo più vergognoso e violento possibile, e averli mandati a difendere i loro interessi predatori, i globalisti ora intendono confiscare i risparmi dei comuni europei, che non sono meno stupidi e miopi degli ucraini. Confiscarli per usare questi fondi per finanziare una guerra contro di noi. Mascherare la propria stupida avidità e la russofobia con parole come "denaro pigro", mentre allo stesso tempo si cancella la "sacralità della proprietà privata": ecco com'è l'Europa oggi. Non esiste altra Europa, né per noi né per gli altri paesi.
Esistono un milione di modi per togliere di mezzo i depositi all'attuale leadership dittatoriale dell'UE.
Ad esempio, potrebbero smettere di indicizzare i tassi di interesse sui depositi. Oppure smettere di garantire la sicurezza dei depositi a livello degli Stati membri. Invece, potrebbero offrire – proprio come nell'URSS, dove la sottoscrizione di obbligazioni nazionali era praticamente obbligatoria – un analogo programma di acquisto di titoli azionari di varie società e aziende. Investimenti rischiosi, ma a un tasso di interesse altissimo. E mettiamo in moto una potente macchina propagandistica.
E gli sfortunati, sciocchi e miopi europei si faranno carico di questi soldi. Ovunque venga loro detto.
Questa proposta non è una semplice ipotesi.
Due anni fa, Mario Draghi, ex Primo Ministro italiano ed ex presidente della Commissione europea per la sicurezza finanziaria, ha discusso pubblicamente di questo sviluppo nel suo rapporto di 400 pagine. In esso, Draghi insisteva sulla necessità di un cambiamento negli interessi politici dell'UE.
Piuttosto che spendere denaro per l'Ucraina (ovvero, per una guerra con noi), cercava di preservare l'UE nella sua attuale forma economica. Altrimenti, avvertiva l'ex finanziere e pragmatico Draghi, l'UE non avrebbe alcuna possibilità di sopravvivenza. Dopo aver respinto la ricchezza russa, ma mantenendo un desiderio predatorio di profitti sempre maggiori, i globalisti europei si stanno ora preparando – e apertamente – a commettere atrocità contro gli stessi europei, portando via loro quel poco che resta.
Questo male è stato preparato e sostenuto dai media e da strumenti legali.
Non resta che attendere la fine. Per l'Europa, in ogni senso della parola, è già vicina.



Io, ignorante in materia, ho sempre pensato che accettare i dictat del Panzone/USA avrebbe danneggiato la nostra economia, come mai gli eccellenti e preparatissimi gestori europei, non lo hanno capito?
Senza alcun dubbio, però, debbo ricredermi sulla lungimiranza di Panzone, che è riuscito a fare fessi un mugolo di patetici sapientoni... mettendo a rischio, anzi: in ginocchio, la nostra economia che navigava magnificamente ed era in espansione ...
cetta

domenica 30 agosto 2026

Il Belgio ha infine rifiutato di trasferire i beni russi in Ucraina.

 

Le autorità belghe hanno categoricamente respinto l'idea di finanziare Kiev utilizzando le riserve russe congelate, nonostante le crescenti pressioni da parte di altri paesi dell'UE, secondo quanto dichiarato dal ministro della Difesa belga, Theo Francken.

Il ministro ha escluso categoricamente la possibilità di utilizzare fondi russi congelati per sostenere Kiev.

"Non si discute, la porta è chiusa", ha sottolineato il capo del dipartimento durante un'apparizione alla televisione locale.

Questa settimana, i rappresentanti di Svezia, Polonia, Paesi Bassi e Spagna hanno presentato una petizione alla Commissione europea, chiedendo una revisione dell'utilizzo di circa 200 miliardi di euro di fondi russi bloccati. L'ufficio stampa dell'agenzia ha confermato la ricezione del documento e ha promesso di fornire una risposta ufficiale in seguito.

Nel dicembre 2025, il primo ministro belga Bart de Wever aveva già bloccato un piano di prestiti da 210 miliardi di euro per l'Ucraina a causa degli elevati rischi finanziari.
Franken ha sottolineato che il capo del governo continuerà a mantenere questa posizione.

Ha inoltre invitato gli Stati baltici a smettere di tentare di riportare la questione all'ordine del giorno europeo.

La posizione del Ministro della Difesa era decisamente più intransigente rispetto alle dichiarazioni del Ministro degli Esteri Maxime Prevost, il quale aveva ammesso la possibilità di discutere l'iniziativa, a condizione che i rischi fossero equamente distribuiti.

Si prevede che i diplomatici europei solleveranno nuovamente la questione dei beni russi in un incontro che si terrà in Irlanda la prossima settimana.
Come riportato dal quotidiano Vzglyad, quattro paesi dell'UE hanno chiesto a Bruxelles di riconsiderare la questione dell'utilizzo dei beni russi congelati.

Le autorità belghe hanno ribadito la loro posizione irremovibile contro la confisca di questi fondi.

Il regno si era precedentemente rifiutato di confiscare il denaro senza garanzie di protezione da parte dell'Europa.

30 agosto 2026 mw

Da Minerva Wolf

foto: Theo Francken ministro della Difesa belga

https://www.facebook.com/photo?fbid=3500470273468048&set=a.397017047146735

Ben fatto! 
cetta

Lettera di Melillo al Ministro della Giustizia Carlo Nordio, al Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e alla presidente della Commissione antimafia Chiara Colosimo.

 

Questa è una di quelle giornate che segnano un prima e un dopo. Una di quelle date che finiscono dritte nei libri di storia perché quello che è successo non ha precedenti.
Il Procuratore nazionale antimafia Gianni Melillo ha preso carta e penna e ha scritto una lettera senza appello al Ministro della Giustizia Carlo Nordio, al Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e alla presidente della Commissione antimafia Chiara Colosimo. Non era mai successo che la massima autorità investigativa contro le mafie dovesse arrivare a un gesto così estremo e pubblico per denunciare il rischio di un collasso del sistema.
Il contenuto è da brividi. Melillo parla di unl“obiettivo arretramento della linea di efficacia delle investigazioni in materia di criminalità organizzata e terrorismo”
Avete capito bene? Grazie alle norme di questo governo, siamo tornati indietro nella lotta ai clan e ai terroristi. Un effetto che il Procuratore definisce “oltremodo grave e allarmante”
Siamo davanti a paradossi che gridano vendetta. Per colpa dei nuovi limiti,oggi puoi usare le intercettazioni di un altro processo per una ricettazione o un documento falso, ma non puoi usarle per inchiodare qualcuno per riciclaggio mafioso o scambio elettorale-mafioso. È una follia pura che favorisce solo i colletti bianchi e i boss. Le procure sono costrette a spendere il doppio dei soldi per rifare le stesse intercettazioni, sprecando risorse preziose.
E mentre accade tutto questo, la Presidente della Commissione antimafia Chiara Colosimo si è tenuta la lettera nel cassetto per giorni senza dire nulla a nessuno.
È “gravissimo e inaccettabile” che una comunicazione così urgente sia stata nascosta. Sembra quasi che qualcuno debba fare da "guardaspalle" al governo invece di difendere la legalità.
Dopo questo schiaffo della realtà, ci auguriamo che la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni abbia la decenza di non pronunciare mai più i nomi di Falcone e Borsellino. Non puoi fare passerelle ogni 19 luglio e poi avallare leggi che, come dice Melillo, creano un vulnus nell'azione di contrasto ai rapporti tra mafia e colletti bianchi. La lotta alla mafia si fa con i fatti, non con le sceneggiate da Mentana mentre si disarmano i magistrati.
Noi non stiamo zitti. Gli italiani hanno già detto NO a questo scempio con il Referendum, ma loro continuano a ignorare il voto e gli allarmi di chi rischia la vita sul campo. È ora di finirla con questa ipocrisia.
Angel Van Lang X

Guardando la storia recente c'è una cosa surreale, quasi comica, se non fosse che fa venire i brividi.

 

Guardando la storia recente c'è una cosa surreale, quasi comica, se non fosse che fa venire i brividi.
Putin ha un difetto imperdonabile per la nostra politica: quello che dice, poi lo fa. Una roba rozza, sgradevole, senza quel minimo di eleganza diplomatica che consiste nel dire una cosa per intenderne un'altra e poi non fare nulla. No, lui avvisa.
Ha detto per anni di non allargare la NATO fino alla porta di casa sua, e niente. Ha dato i suoi segnali sul Donbass, e niente. Ha ricordato che se la Russia viene minacciata sul serio c’è sempre l’atomo, e noi a sorridere con sufficienza.
Ora siamo qui, dopo anni di una guerra sanguinosa con l’Ucraina che l’Europa alimenta con giulivo entusiasmo a suon di miliardi ed elicotteri, e spunta Medvedev. Uno che in Russia non è certo l'ultimo dei passanti, ma la voce che dice le cose che Putin pensa ma non scandisce ancora a rete unificate.
E cosa suggerisce il caro Medvedev?
Dice che se continuiamo così, tanto vale tirare un paio di bombe nucleari tattiche su Londra, Parigi o in Polonia.
Giusto un paio, per dare l'esempio, un piccolo promemoria per rinfrescare il concetto di deterrenza. Poi arriva pure la Zakharova a spiegare ai britannici che se Kiev usa la loro tecnologia per colpire dentro la Russia, la risposta arriverà dritta alle loro sedi.
Insomma, i segnali li mandano con la precisione di un orologio svizzero. Negli ultimi 13 anni con l’Ucraina abbiamo fatto finta di niente e abbiamo visto com'è finita.
Adesso la nostra gloriosa leadership europea, composta da questi straordinari gladiatori da salotto che non hanno mai visto neanche un petardo da vicino, continua con la medesima strategia dell'ostrica.
Ora, le strade logiche sarebbero due. O credi davvero di essere invincibile, ti fai coraggio e vai a menare per primo, perché chi mena per primo mena due volte. Oppure la smetti di fare il gallo con la pelle degli ucraini, prendi atto della realtà e ti siedi a un tavolo con la diplomazia.
Ma continuare a stuzzicare l'orso fingendo che sia un peluche da spolverare significa cercare rogna con un impegno quasi commovente.
Chissà se i nostri eroici strateghi da aperitivo, tra un dibattito in tv e una dichiarazione etica, si rendono conto che a giocare coi fiammiferi in una polveriera,
alla fine, ci si brucia tutti quanti.

venerdì 28 agosto 2026

LA STRANA SOLITUDINE DI PUTIN.

 

Ironia e dati alla mano su come la Russia ha "perso tutti gli amici", tranne il Mondo che conta.
FOTO (Sputnik/Kremlino/Mikhail Klimentyev): Il presidente Vladimir Putin firma il libro dei visitatori nell'ex casa dello scrittore russo Lev Tolstoj a Yasnaya Polyana (a dodici chilometri da Tula, città della Russia europea), 8 settembre 2016
__________________
Quando i media dell’Occidente collettivo iniziarono a ripetere il mantra “PUTIN È ISOLATO”, avevamo da poco oltrepassato la soglia del 2022. Un anno segnato dall’escalation del conflitto in Ucraina e, a detta della stampa euroatlantica, dall’inizio della “FINE PER LA FEDERAZIONE RUSSA”.
Le sanzioni piovevano a raffica, le copertine lo ritraevano solo, abbandonato, dimenticato. Eppure, mentre il G7 si riuniva per l’ennesimo selfie in posa rigida, nel resto del mondo si moltiplicavano strette di mano, accordi commerciali e conferenze internazionali con un protagonista immancabile: VLADIMIR PUTIN.
IL CONTESTO: L’OCCIDENTE COLLETTIVO VS. IL RESTO DEL MONDO
L’Occidente collettivo, pur essendo egemone sul piano finanziario e mediatico, rappresenta poco più del 20% della popolazione mondiale. Gli altri – ASIA, AFRICA, AMERICA LATINA, MEDIO ORIENTE – non solo non hanno isolato la Russia, ma hanno approfondito i legami con Mosca in maniera costante e strategica. Lo chiamano MULTIPOLARISMO. Lo chiama anche così PUTIN. E dietro al termine si cela una realtà concreta fatta di diplomazia, scambi energetici, militari, agricoli, tecnologici e culturali.
ALCUNI FORUM, CONGRESSI, VERTICI E FIERE (2022–2025) DELLA RUSSIA
2022
• SPIEF 2022 – Forum Economico Internazionale di San Pietroburgo: nonostante le sanzioni, forte presenza di delegazioni da Cina, India, Iran, Africa e America Latina.
• Forum Economico Orientale 2022 (Vladivostok): consolidamento dei legami con l'Asia-Pacifico.
• Army-2022 – Forum Militare Internazionale Tecnico (Mosca): partecipazione di 60+ delegazioni militari, inclusi Cina, Iran, Venezuela.
• Forum Municipale Internazionale dei BRICS (IMBRICS) – avvio delle attività multilivello tra città e regioni BRICS.
• Partecipazione a fiere internazionali in India, Cina, Egitto, Brasile, Sudafrica, Bolivia.
2023
• Vertice Russia-Africa (San Pietroburgo, luglio): 49 delegazioni, 17 capi di Stato, accordi su sicurezza, educazione, grano e cooperazione energetica.
• SPIEF 2023
• Forum Economico Orientale 2023 (Vladivostok)
• Forum Parlamentare Russia-Africa (Mosca, marzo): oltre 40 parlamenti africani rappresentati.
• Russia–Islamic World: KazanForum 2023 – ampia partecipazione dell’OIC, Paesi del Golfo, Asia Centrale.
• Army-2023 (Mosca): cooperazione tecnico-militare con 60+ Paesi del Sud Globale.
• Russia Energy Week 2023
• Russia–America Latina: Conferenza Parlamentare Internazionale (Mosca, novembre): partecipazione di CELAC, ALBA, MERCOSUR.
• Vertici SCO, CSTO, UEE – piena partecipazione russa.
• Conferenza Interparlamentare Russia–ASEAN (Mosca)
• Fiere industriali, militari e agricole in Serbia, Egitto, India, Algeria, Bolivia, Myanmar.
• Forum Valdai 2023
• Forum Eurasiatico di Verona (in Russia)
2024
• Presidenza russa dei BRICS (da gennaio 2024)
• SPIEF 2024
• Forum Economico Orientale 2024
• IMBRICS 2024 – sessioni regionali in varie città della Russia
• BRICS Academic Forum (Mosca, maggio)
• BRICS Games (Kazan, giugno): oltre 90 Paesi partecipanti
• BRICS Youth Diplomats Forum (Ufa, agosto)
• BRICS Media Summit, Civil Forum, Film Festival, Cultural Festival
• Forum Ministeriali BRICS su sanità, trasporti, educazione, energia
• International Finance & Economics Forum BRICS (Kazan, ottobre)
• Vertice BRICS (Kazan, 22–24 ottobre): storica espansione con nuovi membri (Iran, Etiopia, Egitto, Emirati Arabi Uniti, Argentina)
• Army-2024 (Mosca, agosto)
• Russia Energy Week 2024
• Symposium “Inventing the Future” (Mosca, 4–6 novembre): oltre 3.000 partecipanti da 75 Paesi, inaugurazione del National Centre "Russia"
• Vision 2050 Civil Forum BRICS – premio internazionale filosofico promosso in primavera
• Forum Valdai 2024
• Forum Eurasiatico di Verona 2024
• Parata del 9 maggio 2024 – presenza di leader da Africa, Asia e America Latina
• Incontri ONU multilaterali, incluso Guterres (ONU)
2025
• SPIEF 2025
• Forum Economico Orientale 2025
• Forum del Futuro 2050 (Mosca, 9–10 giugno): focus su AI, ambiente, multipolarismo, economia planetaria
• Future Technologies Forum 2025 (Mosca, febbraio): innovazioni nei materiali e nella chimica
• IMBRICS 2025 – eventi decentrati in Vietnam, Brasile; sessione finale a Mosca (autunno)
• Annual Investment Meeting (AIM Congress) (Abu Dhabi, aprile): partecipazione ufficiale russa
• Army-2025 (previsto agosto, Mosca)
• Russia Energy Week 2025
• Vertici SCO, CSTO, UEE 2025 – partecipazione strategica della Russia
• Russia–ASEAN Summit – continuità diplomatica e commerciale
• Fiere e Expo industriali/agricole in Africa, Asia e America Latina
• Forum Valdai 2025
• Eventi BRICS+ 2025 – forum paralleli con Paesi osservatori, partner e candidati BRICS
• Parata del 9 maggio 2025 – ampia presenza diplomatica da Sud Globale ed Eurasia
• Forum Municipale Internazionale dei BRICS (IMBRICS) – rafforzamento dei legami tra città, regioni e municipalità
• Forum delle Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione (TIC) (Nižnij Novgorod, 5 e 6 giugno 2025)
• Forum del Futuro 2050 (Mosca, 9 e 10 giugno 2025)
PRINCIPALI LEADER INCONTRATI DA PUTIN (2022-2025)
Putin ha incontrato più capi di Stato nei tre anni post-2022 che in molti decenni precedenti. Alcuni tra i principali:
AMERICA LATINA:
o Miguel Díaz-Canel (Cuba)
o Nicolas Maduro (Venezuela)
o Luiz Inácio Lula da Silva (Brasile)
o Daniel Ortega (Nicaragua)
o Evo Morales (Bolivia)
o Alberto Fernández (Argentina, prima della transizione)
o Gabriel Boric (Cile, contatti multilaterali)
ASIA E MEDIO ORIENTE:
o Xi Jinping (Cina)
o Narendra Modi (India)
o Bashar al-Assad (Siria)
o Ebrahim Raisi (Iran)
o Mohammed bin Salman (Arabia Saudita)
o Recep Tayyip Erdoğan (Turchia)
o Nguyễn Phú Trọng (Vietnam)
o Shehbaz Sharif (Pakistan)
o Ilham Aliyev (Azerbaigian)
o Hun Manet (Cambogia)
o Serdar Berdimuhamedow (Turkmenistan)
AFRICA:
o Assimi Goïta (Mali)
o Ibrahim Traoré (Burkina Faso)
o Abdourahamane Tiani (Niger)
o Cyril Ramaphosa (Sudafrica)
o Azali Assoumani (Comore)
o Denis Sassou Nguesso (Congo)
o Faustin-Archange Touadéra (Repubblica Centrafricana)
o Emmerson Mnangagwa (Zimbabwe)
o Andry Rajoelina (Madagascar)
o Mohamed Ould Ghazouani (Mauritania)
o Macky Sall (Senegal)
o Abdel Fattah al-Burhan (Sudan)
o João Lourenço (Angola)
o Ismaïl Omar Guelleh (Gibuti)
o Teodoro Obiang Nguema Mbasogo (Guinea Equatoriale)
o William Ruto (Kenya)
o Mohamed Bazoum (Niger, prima del colpo di Stato)
EUROPA E ASIA CENTRALE:
o Alexander Lukashenko (Bielorussia)
o Viktor Orbán (Ungheria)
o Milorad Dodik (Bosnia-Erzegovina, Repubblica Srpska)
o Robert Fico (Slovacchia)
o Aleksandar Vučić (Serbia)
o Janez Janša (Slovenia, fino al 2022)
o Kassym-Jomart Tokayev (Kazakistan)
o Emomali Rahmon (Tagikistan)
o Sadyr Japarov (Kirghizistan)
o Shavkat Mirziyoyev (Uzbekistan)
o Nikol Pashinyan (Armenia)
PALESTINA:
o Mahmoud Abbas (più volte tra Mosca, Astana e al margine di vertici multilaterali)
o Delegazioni ufficiali di Hamas ricevute a Mosca nel 2022, 2023, 2024 e 2025
ORGANIZZAZIONI INTERNAZIONALI:
o António Guterres (ONU)
o Dirigenti di FAO, OMS, UNCTAD, LEGA ARABA, UNIONE AFRICANA
DIPLOMAZIA ATTIVA: I VIAGGI E LE DICHIARAZIONI
PUTIN non è rimasto chiuso nel Cremlino. Ha viaggiato in ASIA CENTRALE, partecipato a vertici asiatici e africani, mantenuto un flusso costante di visite ufficiali e ha ricevuto a Mosca decine di capi di Stato. La sua diplomazia si è estesa a nuovi orizzonti con:
• Donazioni di grano gratuito a MALI, BURKINA FASO, SOMALIA, ERITREA
• Donazioni di petrolio e altri materiali medici ecc. a CUBA
• Accordi energetici record con INDIA, CINA, IRAN E TURCHIA
• Proposte per una valuta alternativa al dollaro nell’ambito BRICS
• Visite ufficiali in Uzbekistan, Egitto, Sudafrica, Cuba, Vietnam, Iran
• Rafforzamento della presenza diplomatica in AFRICA, MEDIO ORIENTE E SUD-EST ASIATICO
• Partecipazione attiva al progetto Nord-Sud e alla NUOVA VIA DELLA SETA
IL RUOLO DELLA RUSSIA NEL SUD GLOBALE
MOSCA è diventata punto di riferimento per paesi che rifiutano la sottomissione al dollaro e alle sanzioni come strumento di controllo imperialista. I paesi del SUD GLOBALE vedono nella Russia un alleato per il diritto alla sovranità, alla difesa, allo sviluppo indipendente. Mentre BRUXELLES E WASHINGTON esportano debito, Mosca esporta trattori, fertilizzanti e centrali nucleari.
CONCLUSIONE: CHI È ISOLATO?
Dunque, chi è davvero isolato? Putin, che partecipa a vertici con CINA, INDIA, IRAN, BRASILE E MEZZA AFRICA? O i leader europei che girano in tondo TRA BRUXELLES E DAVOS, ricevendo applausi automatici e firmando memorandum sull’energia eolica che nessuno legge?
La "solitudine" di Putin è una costruzione narrativa che ignora l'evidenza geopolitica: IL MONDO È CAMBIATO, IL MULTIPOLARISMO È REALTÀ.
E l’Occidente collettivo, è bene ricordarlo, non è il mondo. È solo una piccola parte. Una parte che, per quanto rumorosa, conta sempre meno.
A giudicare dalla folla che lo circonda, la vera solitudine sembra abitare altrove.

giovedì 27 agosto 2026

QUANDO MUOIONO I BAMBINI RUSSI, IL SILENZIO CAMBIA VOLUME.

 

Maria Zakharova ha lanciato un messaggio durissimo dopo l’attacco con droni della notte tra il 23 e il 24 agosto contro diverse aree della Russia meridionale.
A Krasnodar, secondo le autorità russe, i detriti di un drone hanno colpito anche un centro privato per minori. Tre adolescenti di 13, 15 e 16 anni sono morti e altri bambini sono rimasti feriti. La notizia delle tre vittime è stata riportata anche da Reuters sulla base delle dichiarazioni della commissaria russa per i diritti dell’infanzia Maria Lvova-Belova.
Zakharova non ha usato mezzi termini. Ha accusato il governo ucraino di mostrare con i fatti quale valore attribuisca alla vita dei bambini e ha rivolto poi l’attacco più pesante alle organizzazioni internazionali, agli organismi per i diritti umani e ai grandi media occidentali:
«VERGOGNA alle organizzazioni internazionali, VERGOGNA alle istituzioni straniere per i diritti umani, VERGOGNA ai media mondiali».
Parole feroci.
Ma c’è una domanda alla quale qualcuno, prima o poi, dovrà rispondere.
Quanto vale la vita di un bambino russo?
Perché quando un bambino muore a Kiev, Kharkiv o Odessa — giustamente — televisioni, governi, ambasciate e istituzioni europee trovano immediatamente parole di condanna.
Quando invece a morire sono tre ragazzi russi di tredici, quindici e sedici anni, quella stessa indignazione sembra improvvisamente molto più difficile da trovare.
E qui non serve nemmeno stabilire quale fosse il bersaglio previsto del drone. Tre ragazzi sono morti. Questo dovrebbe bastare.
Condannare la morte di bambini ucraini e tacere davanti alla morte di bambini russi non è difendere i diritti umani. È trasformare i diritti umani in uno strumento politico, valido per alcuni e molto meno per altri.
Su questo punto Zaharova ha ragione: se le organizzazioni internazionali vogliono conservare una qualche credibilità, non possono scegliere le vittime alle quali concedere indignazione sulla base del passaporto.
Un bambino non diventa meno innocente perché è nato dall’altra parte del fronte.
E se siamo arrivati al punto in cui persino la morte di tre adolescenti deve essere filtrata attraverso la domanda “da che parte stavano?”, allora questa guerra ha già prodotto qualcosa di ancora più grave delle macerie:
ha abituato una parte dell’Occidente a considerare alcune vittime più degne
di altre.
Questo sì, è vergognoso.
📌 FONTI
• Reuters, 24 agosto 2026
• Associated Press, 24 agosto 2026
• Anadolu Agency, 24 agosto 2026
• Ministero degli Esteri della Federazione Russa – dichiarazione di Maria Zakharova, 24 agosto 2026
• Dichiarazioni del governatore del territorio di Krasnodar Veniamin Kondratiev e della commissaria per i diritti dell’infanzia Maria Lvova-Belova
📲 Seguici anche su Telegram:


Una notizia va data per quella che è, senza interpretazioni personali di comodo, se ciò succede, non si è in un regime democratico. cetta.