martedì 29 settembre 2026

La benzina, la Cina e il cambio di paradigma. - Tommaso Merlo

 

Dal benzinaio paghiamo l’aggressione illegale americana all’Iran, un paese colpevole di essere farcito di petrolio e dare fastidio alle lobby che infestano Washington. A differenza delle altre guerre a vanvera, questa non la paghiamo solo coi miliardi di soldi pubblici che finiscono in bombe invece che in scuole ed ospedali, ma anche quando dobbiamo mettere mano al portafoglio per tirare avanti. E mentre noi ci impoveriamo, la bulimica lobby della guerra ingrassa.
Stiamo assistendo ad un epocale trasferimento di ricchezza dai cittadini ad una cerchia sempre più ristretta di privilegiati. Benvenuti nell’era della Repubblica capitalista, oligarchica e guerrafondaia. Un sistema che garantisce sempre più profitti ai ricchi e scarica tutti i costi suoi comuni mortali. Ma non dobbiamo perdere la speranza, l’impero americano sta crollando e la Cina ha molto più sale in zucca. Xi in confronto a Trump sembra Confucio ma del resto per fare politica ad alti livelli in Cina servono titoli accademici e decenni di gavetta sul campo, un lungo percorso meritocratico perché dare in mano un paese a degli ignoranti ed inetti e magari pure corrotti e rimbambiti dall’età, è da pazzi.
Negli Stati Uniti per fare politica ad alti livelli servono invece soldi, cinismo e spudoratezza. Chi è ricco è considerato migliore e capace di tutto, anche di fare politica come se un paese fosse un’azienda e la società un mercato e gli altri paesi concorrenza o nemici da annientare. Una deriva palese grazie a Trump. Gli Stati Uniti sono diventati una Repubblica capitalista fondata sul consumo la cui sovranità appartiene alle lobby oligarchiche che la esercitano nei limiti dei loro interessi egoistici.
Al tavolo d’onore con Xi e Trump c’era anche Elon Musk e non certo per caso. Le migliori auto elettriche al mondo sono prodotte dal colosso cinese BYD le cui auto però sono addirittura bandite negli Stati Uniti nonostante in confronto le Tesla sono dei costosissimi rottami, o meglio proprio per questo. Il famoso mercato libero almeno fino a quando conviene agli oligarchi che in caso contrario lo imprigionano e non si fanno certo scrupoli a mungere la mammella statale. Repubblica capitalista ed oligarchica fondata sull’ipocrisia e la fregnaccia epocale della “mano invisibile” del mercato che trasforma magicamente l’egoismo dei singoli individui nel maggior benessere possibile per l’intera società. Già, come no, oligarchi come Musk hanno accumulato più soldi d’interi paesi in cui milioni di persone lottano per sopravvivere. Davvero una pazzia. E non bastandogli più sfruttare il lavoro, gli oligarchi sono passati a sfruttare anche lo stato comprandosi la politica oramai ridotta a marketing col compito di infinocchiare le masse convincendole che contano ancora qualcosa e ricevendo in cambio onorevoli poltrone.
Ma tira aria di cambio di paradigma e dalla “mano invisibile” stiamo passando ad un mega dito medio e sempre più visibile anche grazie alle imprese di Trump e soci.
Già, non dobbiamo perdere la speranza, l’impero americano sta crollando e la Cina ha molto più sale in zucca.
In Cina hanno capito che la libertà di mercato funziona per aziende e prodotti in quanto stimola innovazione e riduzione dei prezzi, ma non funziona affatto per persone e società. La competizione genera sviluppo economico ma non umano e sociale, anzi, l’opposto. Per questo in Cina il timone lo mantiene la politica e quindi non prevale la mera logica del profitto ma un pensiero più lungimirante, profondo e sensibile.
Mentre gli Stati Uniti sono in balia di una cricca di oligarchi che reagisce scompostamente al caos che crea, la Cina è governata da classi politiche competenti e che portano avanti un progetto collettivo di lungo periodo che include la pianificazione e la regolazione del mercato affinché serva davvero l’interesse pubblico e non solo quello privato. Fatti.
Negli Stati Uniti mangiano porcherie chimiche per i profitti dell’industria alimentare e si svenano in medicine o crepano sul divano per i profitti dell’industria farmaceutica e quella sanitaria. E che dire dei profitti dell’indotto delle armi e quindi della guerra che hanno trasformato le strade americane e il mondo intero in un Far West. In Cina hanno capito che ad essere centrale deve essere lo stato e non il mercato. La politica deve prevalere sull’economia in modo da usare il capitalismo invece di venirne usati. Il mercato deve essere sufficientemente libero per generare sviluppo economico ma lo sviluppo sociale spetta alla politica. Solo così prevale il bene pubblico sugli egoismi privati e si maturano decisioni sagge invece di garantire sempre più profitti ai ricchi e scaricare tutti i costi suoi comuni mortali. Ma i cinesi seguono la loro strada e noi dobbiamo seguire la nostra sfruttando l’epocale cambio di paradigma per riconquistare una pace anche sociale attraverso una equa distribuzione delle risorse e una democrazia autentica.

lunedì 28 settembre 2026

MA MI FACCIA IL PIACERE - Editoriale di Marco Travaglio - 28 Settembre 2026

Morto che parla. “È morto Alessandro Di Battista, ex deputato M5S” (Corriere.it, 26.9). Il Corriere, invece, è defunto da parecchi anni.

E lui modestamente lo nacque. “In Italia c’è un certo numero di coglioni che elegge idioti” (Carlo Calenda, leader Azione, Un giorno da Pecora, Rai Radio1, 24.9). Tanto per dare un senso all’esistenza in vita di Azione.
Segretissimo. “Il piano segreto di Putin: sostenere Vannacci per far vincere un centrosinistra filorusso egemonizzato da Conte e Travaglio” (Fabrizio Cicchitto, Riformista, 25.9). Segreto per tutti, ma non per la tessera P2 numero 2232: Putin l’ha confidato solo a lui, in esclusiva.
Il mitomane. “Il Riformista dà fastidio e viene messo nel mirino: Scarpinato, Travaglio e Ranucci, tre compagni d’avventura che non ci fanno paura” (Aldo Torchiaro, Riformista, 21.9). E niente, ci ha sgamati: con Roberto e Sigfrido ci riuniamo ogni notte nelle catacombe per capire chi minchia sia questo Torchiaro.
Musica. “Renzi a Schlein e Conte: ‘Senza di me perderete le elezioni’” (Adnkronos, 22.9). Però “senza di me” suona bene.
Programmi di evasione. “Elkann: ‘L’integrazione si costruisce tra i banchi. Il presidente Mattarella ci ha insegnato che è qui che si tessono cultura e dialogo tra le persone’” (Repubblica, 24.9). Giusto: anche gli stranieri devono imparare a evadere le tasse.
Plurale maiestatico. “Bonaccini: ‘Siamo tutti per il sostegno a Kiev’” (Corriere della sera, 22.9). Ma voi chi?
Ha stato lui/1. “Prof aggredita, la pista dell’account russo” (Corriere della sera, 21.9). “L’aggressore della prof a Roma e le follie estremiste in Rete. Caccia a chi ha postato il video: potrebbe essere un russo” (Stampa, 21.9). “L’autore forse è un cittadino russo, visto che le scritte che accompagnavano il video erano in cirillico” (Sky Tg24, 21.9). Il cirillico è usato anche dalle lingue ucraina, bielorussa, bulgara, serba, macedone, kazaka e da altre dell’Asia Centrale. Ma qui non ci sono dubbi: ha stato Putin.
Ha stato lui/2. “Schlein, eletta dai grillini per tenere a bada il vecchio apparato del partito” (Giuliano Ferrara, Foglio, 21.9). Quindi l’ha eletta Putin.
L’arma segreta. “La chiave della vittoria ucraina è far capire a Putin che non può vincere, ci dice Petraeus” (Foglio, 15.9). E poi sperare che se la beva.
L’amuleto. “Fassino: ‘Senza aiuti militari Ucraina umiliata. Sul ddl Antisemitismo molte falsità’” (Dubbio, 19.9). Quindi gli aiuti all’Ucraina e il ddl Antisemitismo sono spacciati.
Disimparato. “La pm Imparato, paladina della carriere separate, diventa giudice” (Repubblica, 25.9). “Imparato: ‘Il mio cambio di carriera? Ho subìto attacchi personali, volevo andare via da lì. Ma resto per la separazione delle carriere’” (Corriere della sera, 26.9). Quelle degli altri.
Capitano Penultimo. “Vedere quei magistrati che avevano la responsabilità della conduzione delle indagini dopo l’arresto di Riina contestarmi la cosiddetta mancata perquisizione mi ha amareggiato” (Sergio De Caprio, alias Capitano Ultimo, Identità, 24.9). Ma quindi il covo l’ha perquisito e non ci ha detto niente?
I giureconsulti. “L’imboscata. Schlein calpesta la Costituzione: ‘Contro le guerre’. Ma l’ha letta?” (Riformista, 19.9). Dev’esserle sfuggito l’articolo 11-bis: “L’Italia propugna la guerra”.
Lezioni di giornalismo/1. “Lezione di civiltà. Storico discorso di Netanyahu all’Onu” (Riformista, 26.9). Vivi applausi dalle sedie vuote e dal Riformatorio.
Lezioni di giornalismo/2. “Nelle carte il bacio Ranucci-Boccia”, “Adesso volano gli stracci: ‘Sigfrido è un porcone’” (Libero, 10 e 18.9). “Via la kefiah, lo schiaffo al Pd e ora le copertine ‘griffate’. Le metamorfosi di Albanese” (Corriere della sera, 25.9). E poi dicono che non ci sono più le grandi inchieste di una volta.
L’intenditore. “Disertore a chi? In Russia, in Jacuzia, in Buriazia, nel Caucaso, in Corea del Nord, che bell’appello è quello: ‘Organizzeremo i disertori’” (Adriano Sofri, Foglio, 17.9). Se li avessero organizzati a Lotta continua, Luigi Calabresi sarebbe ancora vivo.
Non spingete. “In 4 anni almeno 290 soldati di Kiev hanno abbandonato i loro reparti e i renitenti potrebbero essere oltre 2 milioni” (Domani, 21.9). Come nella nostra Resistenza, praticamente.
Cella dolce cella. “Indagine conoscitiva sulle carceri: Sì all’unanimità alla richiesta di FI” (Dubbio, 17.9). Si incontrano sempre un sacco di amici.
Il Geniale. “La toga di Ranucci voleva processare Nordio”, “Il giudice di Ranucci: lo stesso di Almasri”, “Non solo Almasri: il giudice di Ranucci ‘salvò’ anche Conte”, “Il giudice di Ranucci salvò Conte e Speranza dall’inchiesta sul Covid” (Giornale, 26 e 27.9). In pratica il presidente del Tribunale del Lavoro di Roma non può giudicare la causa di lavoro di Ranucci perché prima ha seguito altri processi, assolvendo innocenti (anzi, per Conte e Speranza si dice “salvare”) e chiedendo di processare colpevoli. Ha fatto il suo mestiere: vergogna.
Il titolo della settimana/1. “Zelensky: ‘Scateneremo il Generale Inverno contro Mosca’” (manifesto, 24.9). Fra l’altro, il Generale Inverno porta buono.
Il titolo della settimana/2. “Un altro schiaffo dai giudici: Roggero deve restare in carcere” (Giornale, 15.9). Strano: è dentro da ben 2 mesi e deve scontarne solo 177 per duplice omicidio volontario. Dove andremo a finire, signora mia.
Il titolo della settimana/3. “Mirko Campochiari: ‘La guerra ibrida di Mosca corre sui media occidentali’” (Dubbio, 26.9). Ce la facciamo da soli e poi ci crediamo.
Il titolo della settimana/4. “Parla Kuperwasser: ‘Israele non accetta lezioni di moralità’” (Foglio, 16.9). Tranquillo, si vede a occhio nudo.

E SVEGLIARSI? - Marco Travaglio

 

Mentre il governo Meloni perde consensi e insegue trafelato Vannacci, spingendo i suoi elettori a domandarsi “Perché solo ora?”, il Pd arretra più di FdI (-0,6% contro -0,1).
È il verdetto dell’Ipsos di Nando Pagnoncelli, che dà i 5Stelle stabili al 14,5 come Avs al 6,3, e FI e Lega in caduta libera (-1 e -0,4) a vantaggio di Vannacci (+1,8%). Quindi il partito della premier, anche se il governo piace solo a un terzo degli italiani, perde molto meno del primo partito di opposizione, che con Elly era risalito al 24 e ora è di nuovo sotto il 20, pericolosamente vicino ai minimi storici di Renzi nel 2018 e di Letta nel 2022. Come si spiega?
1) Meloni si muove, sia pur maldestramente, e invia un messaggio chiaro, anche se preso a prestito da Vannacci. Invece Schlein è immobile, paralizzata dai veti interni, e la sua linea è ambigua e confusa proprio mentre in tutto il mondo vincono le posizioni radicali chiare e nette, a destra come a sinistra. Non è un caso se, per la prima volta da quand’è segretaria, il fronte pacifista di 5Stelle e Avs scavalca col 20.8% il Pd riarmista scivolato al 19,5.
Un riequilibrio interno destinato ad acuirsi, visto che gli elettori progressisti ostili al riarmo Ue e Nato e alle armi all’Ucraina sono il doppio di quelli favorevoli.
2) Il messaggio del Pd è una cacofonia di voci contraddittorie e, se prima l’ambiguità “democristiana” sposata dalla Schlein la aiutava a tener dentro tutto e il contrario di tutto, ora rischia di mettere in fuga sia i pacifisti alla Virginia Libero sia i bellicisti della destra dem.
E il guaio per Elly è che l’ambiguità è una necessità: deve accontentare tutti o almeno non scontentare nessuno, per unire l’intero partito intorno a sé alle primarie, evitando che si candidi qualcun altro favorendo Conte. Quindi il suo linguaggio sarà sempre più cerchiobottista: l’opposto della radicalità che lo spirito del tempo richiede.
Col rischio di farle perdere altri consensi. Cosa che a destra non accade, perché i voti persi dai partiti di governo li raccatta Vannacci, con un po’ di astenuti, quindi non vanno sprecati. Perché le destre di governo l’alleanza con Futuro nazionale la fanno comunque: o prima delle elezioni per superare il 42% e agguantare il premio di maggioranza; oppure dopo, se neppure i progressisti superano al 42% e il Melonellum diventa un proporzionale puro. In entrambi i casi, la destra XXL vince.
Ai progressisti, paradossalmente, tocca sperare che passi il Melonellum, che la Consulta non bocci l’ignobile premio di maggioranza e che Vannacci vada da solo.
Oppure scegliere la via maestra: scaricare Renzi e le altre zavorre paralizzanti, darsi un programma di battaglia e conquistare tanti voti nuovi fra delusi di destra, giovani e astenuti. Cioè svegliarsi.

domenica 27 settembre 2026

ANALISI DEL PAZIENTE SPICHIATRICO TRUMP...

 

C'è una misura esatta della decadenza di un'epoca, il momento in cui affidiamo le chiavi del mondo non a chi sa custodirlo, ma al più spudorato dei saltimbanchi psicolabili, convinto che la sua ricchezza lo ponga al di sopra delle leggi della fisica e della decenza umana. Trump non governa, scompensa! E mentre trascina intere comunità e equilibri globali verso il baratro con la leggerezza cinica di chi si crede immortale, il suo stesso corpo, storto, contratto, ridicolizzato da tic che sfuggono al suo controllo, urla al mondo la verità che la sua mente nega: il tiranno intoccabile è il prigioniero grottesco della propria caricatura... È ora di conoscere i nemici dell'umanità.
Cominciamo dalla chiave psicosomatica, il corpo come verità tradita.
Il corpo non mente mai, soprattutto quando cerca di compensare ciò che la mente nega. Avete notato che quando parla la postura della sua testa è sempre piegata sulla spalla destra: in psicosomatica, il lato destro del corpo è tradizionalmente associato al principio attivo, al potere, al fare, al controllo sociale, al maschile e alla proiezione verso il mondo esterno. Tenere cronicamente la testa piegata verso quella spalla suggerisce una distorsione nel rapporto con l'autorità o con il proprio stesso potere. È come se il collo, sotto il peso di un IO ipertrofico e inflazionato, cedesse a un tentativo di sottomissione o di ascolto forzato di una parte di sé che non si vuole ammettere. Il corpo si piega non per umiltà, ma per uno sforzo asimmetrico di mantenere una "facciata" di dominio.
E le smorfie grottesche e inconsapevoli della sua bocca quando parla, le vogliamo analizzare?
La bocca è l'organo della nutrizione ma anche della voracità, del morso, della parola che definisce e divora. Quando sfugge al controllo cosciente e produce smorfie grottesche, rivela la scissione tra la maschera regale e la realtà pulsionale. Quelle smorfie sono il ritorno del represso, il bambino capriccioso, vorace e grottesco che sghignazza alle spalle del potentato che veste i panni dell'invincibile.
Ora analizziamo la chiave della Psicologia del Profondo (L'inflazione dell'Io e l'ombra divoratrice).
La convinzione assoluta di essere intoccabili e invincibili è il classico sintomo di un IO inflazionato, identificato totalmente con una maschera di onnipotenza.
Più un individuo si percepisce come un monolite inattaccabile, più l'inconscio profondo spinge dalla direzione opposta per ristabilire l'equilibrio (la legge di compensazione).
Il passaggio repentino da un argomento all'altro nell'arco delle 24 ore (il cosiddetto "passare dalla rava alla fava") tradisce una profonda instabilità strutturale. Dietro la facciata del dominatore si agita il caos informe e incontrollabile che Netanyahu ha sfruttato a suo favore.
Spara minacce, derisioni, offese reiterate e schizofreniche nell'arco delle 24 ore. L'aggressività verbale e lo svilimento dell'altro non sono segni di forza, ma di estrema fragilità difensiva. Chi si sente veramente forte non ha bisogno di distruggere l'interlocutore per esistere. In lui agisce un'ombra feroce e infantile, l'incapacità di tollerare la frustrazione del limite umano trasforma ogni interazione in una lotta per la sopravvivenza psichica, dove l'altro deve essere umiliato prima che possa mettere in discussione la fragile divinità del soggetto.
E per concludere non facciamoci mancare anche la chiave di analisi archetipica del tiranno grottesco e il puer aeternus.
Guardando alla scena con gli occhi di chi vede la realtà intessuta di immagini e dèi, ci troviamo di fronte a una costellazione ben precisa.
Trump non vive nella realtà oggettiva, ma è posseduto da un mito personale distorto. L'archetipo del Re o dell'imperatore ha perso la sua saggezza generativa ed è degenerato in una caricatura tirannica.
È l'esempio vivente del contrasto tra potere e ridicolo.. l'aspetto più interessante è il cortocircuito tra la ricchezza/potenza materiale e i tic grotteschi della bocca.
L'immaginale si vendica dell'inflazione... proprio mentre Trump si erge a giudice supremo e intoccabile, le smorfie involontarie rivelano la maschera del buffone o del puer capriccioso che fa i bizzarri capricci. L'anima punisce la Hybris (la presunzione smisurata) rendendo il corpo involontariamente ridicolo. L'immaginaria grandiosità e la farsa convivono nella stessa persona: più urla la sua potenza, più il sintomo fisico grida la sua prigionia dentro un'immagine clownesca sterile e coatta.
In sintesi, ci troviamo davanti a un'anima che ha barattato la propria umanità per un trono di cartapesta, difesa da un apparato di onnipotenza verbale, mentre il corpo, attraverso asimmetrie e smorfie, prova disperatamente a ridicolizzare e a riequilibrare la maschera ormai divenuta insostenibile di Trump...
Quando un clown delirante siede sul trono del mondo, la catastrofe non è un incidente di percorso, è il conto che la realtà presenta a chi ha scambiato le proprie smorfie per il destino dell'umanità.
Qualcuno ha paragonato questo squilibrato a Nerone e Caligola .. dico che è un insulto imperdonabile nei confronti di due modesti dilettanti che, a loro tempo, si limitavano a incendiare una città o a nominare senatore un cavallo, senza l'ambizione moderna di polverizzare l'intero pianeta solo per noia o per un capriccio digestivo.
Karima Angiolina Campanelli



Trump è il classico narcisita assoluto, quello che ama solo se stesso ed ha di sè una stima spropositata, si crede un dio, ma è solo un essere ridicolo e pericoloso: un Caligola o un Nerone, appunto. 
cetta.

UFFICIALE: INTITOLATO A SILVIO BERLUSCONI L'AEROPORTO DI MILANO MALPENSA.

 

Immagino gli stranieri che, non sapendo chi sia, s'informano e digitando il suo nome leggono:
Politico italiano, più volte Presidente del Consiglio. Più volte parlamentare dello Stato italiano.
Il suo cavallo di battaglia durante le campagne elettorali erano "mille euro alle pensioni minime e dentiere per tutti". In Italia, ancora oggi, i pensionati minimo prendono 540 euro. Praticamente la metà di quanto aveva promesso.
E i vecchietti senza denti... frullano tutto.
Condannato in via definitiva per frode allo
Stato italiano per ben 368milioni dollari, gli è stato permesso di legiferare (anche) in materia di fisco.
Sebbene non condannato, in un'altra sentenza si specifica che il suo partito è stato fondato da un mafioso e che lui stesso, per molti anni ha finanziato la mafia. Famoso per i suoi festini nella sua villa di Arcore, a cui diede il nome di "Bunga bunga".
Più famoso ancora per essersi fatto votare (da quelli che in questo momento governano l’Italia), circa 40 leggi ad personam, per le sue televisioni e per sfuggire alle sue responsabilità penali.
Fece liberare una prostituta frequentatrice delle sue feste, telefonando in caserma e dicendo che quella ragazza (marocchina) fosse la nipote di Mubarak (egiziano).
Tutt'oggi risulta membro del parlamento italiano, l'ultima sua compagna. Di lei si sa solo che ha una percentuale di presenza che sfiora lo 0%.
Per altre "perle" (e sono tante) si consiglia di leggere il libro "Il santo" di Marco Travaglio".
Non c'è che dire... un orgoglio italiano... penseranno i turisti quando atterreranno nell'aeroporto che porta il suo nome.
Imbichì...
Rino Ingarozza (25/09/2026)


E' mostruoso, disgustoso ciò che hanno fatto! Ora è lapalissiano capire da chi è stato votato questo governo!
cetta


Questo credo sia uno dei migliori interventi che siano mai stati fatti al Parlamento Europeo.

 

Lo ha fatto l'Eurodeputato slovacco Ľuboš Blaha, rivolgendosi a Kaja Kallas. Va letto interamente con attenzione e possibilmente diffuso il più possibile, perché qui dentro c'è davvero tutto:
«E' lei che rappresenta la più grande minaccia ibrida per l'Europa! La più grande minaccia ibrida per l’Europa non è la Russia, signore e signori, ma la signora Kallas, che si trova qui tra noi e che vuole trascinarci in una guerra nucleare.
Sapete cos’è la disperazione?
Quando l’élite tedesca, solo per sconfiggere l’AfD alle elezioni, organizza un’operazione dei servizi segreti a Lipsia e ne attribuisce la responsabilità alla Russia. Hanno completamente distrutto i propri rapporti con la Russia e, nonostante ciò, hanno comunque perso le elezioni. Eccezionale!
Nemmeno Mr. Bean avrebbe raggiunto questi risultati.
Non solo hanno perso, ma si sono anche dimostrati incompetenti! Signora Kallas, lei parla costantemente di «minacce ibride», ma in realtà si tratta dell’esatto contrario.
Siete proprio voi, da molti anni, a condurre una guerra sanguinosa contro la Russia. Le vostre armi uccidono i russi. Vi state armando come ai tempi di Hitler e la vostra retorica anti-russa è al livello dei nazisti. La cruda verità è che la Russia non ha attaccato nessuno dei paesi dell’Unione Europea. Siete voi che avete attaccato la Russia.
Siete voi che vi siete spinti fino ai confini russi.
Siete voi che, per decenni, avete cercato di provocare un cambio di regime in Russia.
E ora avete paura di ricevere ciò che vi meritate, come bambini viziati. Lei è una guerrafondaia estrema, signora Kallas. Se ne vada!»
Questo intervento dovrebbe essere mostrato a reti unificate. Invece nulla, meglio diffondere le porcherie di Ursula von der Leyen, Kaja Kallas e il resto dei guerrafondai.
Non sia mai dire agli italiani che in Europa c'è chi si oppone alla retorica guerrafondaia...


Non dimentichiamo che la Germania nazista fu abbattuta dalla Russia, quindi ha il dente avvelenato, chissà da quanto tempo medita la vendetta...
cetta

sabato 26 settembre 2026

CHI AVVELENA I POZZI. - Marco Travaglio

 

Come il sabotaggio russo all’aereo della Von der Leyen, che non era né un sabotaggio né russo.
Come l’attentato russo all’aereo di Zelensky, che non era un attentato perché il drone è caduto a 160 km e non era russo perché – secondo i nostri Servizi citati dal Corriere – “si trattava di un drone ucraino”.
Come il drone russo che spiava la fabbrica di elicotteri di Leonardo a Vergiate e non era né un drone né russo, ma un aggeggio comprato su Amazon per potenziare il segnale Gsm in una villetta lì vicino.
Insomma, come tutti gli allarmi dell’ultimo anno e mezzo sulla guerra ibrida russa all’Europa, anche il rapporto Cia “svelato” da un ministro lituano a El Mundo sull’imminente attacco di droni russi via nave contro Italia, Francia e Spagna era una bufala: l’hanno smentito i tre Paesi,
ma soprattutto la Cia.
Siccome però è impossibile che i falsi allarmi quotidiani degli ultimi 18 mesi siano sorti per caso, bisogna chiedersi chi fabbrica questa spazzatura per avvelenare i pozzi e trascinarci in guerra:
chi mena le danze di questa guerra ibrida a suon di fake news anti-russe mentre strilla alla guerra ibrida delle fake news russe.
Un anno fa, il 20.9.2025, quando Kiev accusò Mosca di aver attaccato la Polonia con uno sciame di droni e Varsavia finse di crederci, salvo poi ammettere che l’unico danno l’aveva causato un missile polacco, il capo dell’Aise Caravelli riferì al Copasir che l’ipotesi più probabile era che quei droni avessero sconfinato dal teatro di guerra in Bielorussia e poi in Polonia perché deviati da barriere elettromagnetiche di Kiev.
E dal governo italiano trapelò irritazione verso Zelensky,
che nelle stesse ore lo “avvisava” di un piano di Putin per colpire l’Italia: piano ovviamente inventato.
Ora ci risiamo.
E nel governo torna il sospetto che il falso allarme Cia sia un’altra provocazione ucraina, in joint venture con Vilnius.
Sempre allo stesso scopo: spillarci altri soldi e armi, screditare come putiniano chi si oppone all’escalation e trascinare l’Europa occidentale nella guerra alla Russia che le Repubbliche baltiche (come pezzi di Polonia, Germania e altri Stati del Nord) sognano da 80 anni, ma non hanno i mezzi per combattere.
Tanto si sa che i media dominanti rilanciano qualunque panzana anti-russa senza cercare uno straccio di prova e financo ignorando le smentite.
La propaganda a suon di fake news la fanno tutti.
Ma qui a farla sono Paesi alleati (i Baltici) o da noi finanziati e armati perché scambiati per amici (l’Ucraina).
Un governo serio riferirebbe in Parlamento, ufficializzerebbe che l’allarme è falso, indicherebbe autori e mandanti e annuncerebbe le ritorsioni.
Ma siamo in Italia:
qui la peggior punizione per chi avvelena i nostri pozzi è un nuovo pacchetto di soldi e di armi.
F.Q. 26 settembre


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Così ci turlupinano, per indurci ad accondiscendere alle loro mire...
cetta