Un diario, dove annoto tutto ciò che più mi colpisce. Il mio blocco per gli appunti, il mio mondo.
venerdì 23 ottobre 2026
Ursula von der Leyen la nuova fuhrer d’Europa.
mercoledì 10 febbraio 2021
Rousseau, memento Monti. - Marco Travaglio
Se anche gl’iscritti 5Stelle gli diranno sì, Mario Draghi avrà la fiducia più larga della storia repubblicana: 596 deputati su 629 e 302 senatori su 321. Gli voterebbero contro soltanto i 33 deputati e i 17 senatori FdI (e meno male che c’è la Meloni: i governi senza opposizione esistono solo nelle dittature). Un record bulgaro che straccerebbe quello dell’altro SuperMario, Monti, “fiduciato” 10 anni fa con 556 voti alla Camera e 281 al Senato (contrari solo i 59+25 leghisti, a cui s’aggiunsero ben presto i 21+12 dipietristi di Idv, che avevano votato solo la prima fiducia per poi passare all’opposizione).
Monti per tre mesi fece il bello e il cattivo tempo sull’onda di un’emergenza drammatica: lo sfascio economico-finanziario in cui il governo B.-3 ci aveva precipitati. Poi, dinanzi alle scelte impopolari di massacro sociale dettate dalla lettera della Bce di Trichet & Draghi, che fecero pagare ai pensionati e ai lavoratori l’intero costo della crisi, la luna di miele finì e iniziarono i distinguo dei partiti.
B., capo di quello di maggioranza relativa, iniziò a fare il capo dell’opposizione con la grancassa dei suoi media: Monti passò dal consenso al dissenso e fu persino costretto a sloggiare anzitempo. Tentò di vendicarsi fondando Scelta Civica con Fini e Casini, ma nel 2013 prese poco più dei voti degli alleati Fli e Udc. Gli elettori punirono duramente anche i due azionisti principali del suo governo, FI e Pd, che persero 6,5 e 3,5 milioni di voti, regalando il 25,5% ai debuttanti 5Stelle.
Ora, Draghi non è Monti e l’Italia del 2021 non è quella del 2011: grazie a Conte e ai presunti “incompetenti”, lo Stato non ha problemi di cassa, anzi sta per incamerare 250 miliardi dall’Ue tra Recovery e fondi di coesione, non appena presenterà quel Plan che sarebbe già pronto se l’Innominabile non l’avesse preso in ostaggio dal 5 dicembre. E le altre emergenze sono avviate a soluzione da Conte e dai presunti “incompetenti”, con una gestione della pandemia e una campagna vaccinale tra le più efficaci d’Europa. Ma i frutti di quella cascata di soldi si vedranno tra qualche anno, quando anche Draghi sarà passato (forse al Colle).
Il suo governo, però, è molto simile a quello di Monti perché tiene tutti dentro. Il che oggi è un elemento di forza. Ma, quando cambieranno i sondaggi e finirà la luna di miele coi partiti, sarà un fattore di debolezza. A meno che qualcuno non creda davvero che il M5S della Spazzacorrotti, delle manette agli evasori, della legge sul voto di scambio politico-mafioso e della blocca-prescrizione possa convivere amabilmente per due anni con un corruttore seriale, pregiudicato per frode fiscale, nove volte prescritto per gravi reati, amico e finanziatore dei mafiosi.
O che Salvini si sia convertito all’europeismo, alla progressività fiscale e all’accoglienza. O che Pd e LeU abbiano archiviato per sempre le differenze destra-sinistra. Più si avvicineranno le elezioni, più ciascun partito riscoprirà le differenze dagli altri, non foss’altro che per trovare qualcosa da dire agli eventuali elettori. Ai quali ciascuno dovrà presentare i propri successi degli ultimi mesi, se ne avrà ottenuti. E sarà un guaio soprattutto per il M5S che, avendo il gruppo parlamentare più ampio e gli elettori più esigenti, avrà suscitato le maggiori aspettative. Nel Conte-1 aveva 9 ministri (più il premier) contro 8 leghisti e 3 indipendenti. Nel Conte-2, 11 ministri (più il premier) contro 9 del Pd, 1 di LeU e 2 indipendenti. Infatti è sua la gran parte delle leggi di questi tre anni. Ma con Draghi, a quel che si dice, avrà 3 o 4 ministri su 20 o più. E nessuno sa ancora quali.
Cosa potrà mai ottenere o mantenere? Che senso ha il mantra del “restare dentro per controllare meglio”? Certo, se strappasse ai vecchi e nuovi alleati Giustizia, Lavoro, Ambiente-Sviluppo e Istruzione con l’impegno scritto, in un contratto di governo, di non toccare le loro leggi-bandiera, sedersi a quel tavolo sarebbe giusto, anzi doveroso. Ma non è aria: tra qualche giorno, salvo miracoli, l’ammucchiata degli altri partiti riesumerà la prescrizione con un emendamento al Milleproroghe.
I numeri in Parlamento e nel governo sono contro i 5Stelle. I media esultano come un sol uomo per la “fine dell’incompetenza”, cioè per la loro fine, preferendo di gran lunga la competenza dei criminali e dei loro compari (nessuno scandalo per la presenza alle consultazioni di B. e del tappetino di Bin Salman). Che senso ha piazzare qualche ministro, magari nei posti sbagliati, per poi assistere impotenti ai nuovi e vecchi alleati che giocano a bowling con le loro conquiste? Se proprio non si vuole dire di no al governo Draghi, cioè a Mattarella che l’ha imposto con la manovra a tutti nota, nulla impone di dire sì, per giunta al buio (a meno che il voto su Rousseau non sia un concorso di bellezza: “Vi piace Draghi?”). Si possono dettare condizioni sui temi del M5S. E, se vengono respinte, ci si può astenere per avere le mani libere e votare di volta in volta su ciascun provvedimento.
Per questo il quesito deve prevedere “fiducia” e “sfiducia”, ma anche “astensione”. Se prevarrà la berlingueriana “non sfiducia”, il governo Draghi diventerà pienamente “politico”, perché dovrà scegliere ogni giorno se dipendere dalla Lega o dal partito di maggioranza relativa. E si vedrà anche se la futura coalizione giallorosa M5S-Pd-Leu intorno a Conte esiste ancora, o è soltanto un pezzo di antiquariato o un’esca per gonzi.
https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2021/02/10/memento-monti/6096012/
martedì 3 novembre 2020
L’opposizione senza decenza invoca le urne. - Antonio Padellaro
Funziona così: la peggiore opposizione d’Europa dice al governo ammalato di Covid, ok ti diamo una mano a gestire sia la crisi sanitaria (soprattutto nelle Regioni guidate dalla destra) sia le tensioni sociali, ma in cambio vogliamo le elezioni anticipate nella primavera prossima. Giorgia Meloni aveva detto qualcosa di molto simile una settimana fa e dunque questa dovrebbe essere la reale posta in gioco, che tuttavia pone alcuni interrogativi di elementare decenza. Dice la Costituzione che le Camere possono essere sciolte anticipatamente su iniziativa dal capo dello Stato, e non da questo o da quel partito in un mercato delle vacche. Decisione che Sergio Mattarella sarebbe costretto a prendere solo se messo di fronte a una paralisi istituzionale senza soluzione, e con l’assenso della grande maggioranza dei partiti presenti in Parlamento. Se anche Conte e il Pd si piegassero al diktat, cosa tutta da dimostrare, non si vede per quale motivo dovrebbero farlo i 5stelle, la cui maggioranza relativa di oggi nessun sondaggio conferma che ci sarà anche domani. Per non parlare dell’Italia Viva di Matteo Renzi, partitino di palazzo destinato a defungere in “Italia Morta”, anche qui sondaggi alla mano. Per non parlare della pletora di ex grillini, ed ex tutto, barricati nel Gruppo misto che al prossimo giro torneranno alle consuete occupazioni (qualcuno dovrà addirittura trovarsi un lavoro) visto che difficilmente saranno ricandidati. Per quale cervellotica ragione, infine, l’attuale maggioranza dovrebbe tagliarsi gli attributi:
1) rinunciando a eleggere il presidente della Repubblica all’inizio del 2021;
2) spianando la strada a un nuovo Parlamento dove la destra avrebbe probabilmente un peso maggiore rispetto a oggi;
3) consentendo così a un fronte di stampo sovranista di mandare al Quirinale il proprio uomo di fiducia?
Se così stanno le cose, sembra evidente che quello avanzato dall’opposizione (ma Forza Italia, destinata all’estinzione se si tornasse al voto, che ne pensa?) sia un negoziato impossibile, utile solo a dire a Mattarella ‘noi ci abbiamo provato sono quelli là che si arroccano’. E in modo da lasciare sulle spalle del premier Conte e del governo l’intero carico delle misure gravose e impopolari imposte dalla pandemia. Insomma, più che una soluzione per affrontare l’emergenza, ha l’aria di una partita di poker giocata sulla salute degli italiani.
domenica 18 ottobre 2020
Effetti collaterali. - Marco Travaglio
L’aspetto più seccante della seconda ondata non è solo il Covid, che per ora fa molti meno danni che nella prima. Ma anche il ritorno dei virologi da divano e degli epidemiologi da tastiera che, non avendo una mazza da fare e non potendo dare cattivi esempi, dispensano buoni consigli come gli umarell nei cantieri urbani. Per esempio Walter Veltroni, che non si sa più che mestiere faccia e ricorda ormai Alberto Sordi nei panni di Gian Giacomo Pignacorelli in Selci del film verdoniano Troppo Forte: un giorno avvocato, l’indomani ballerino, poi dentista, fruttivendolo e così via. Ieri Uòlter si sentiva tanto virologo, ma pure sceneggiatore, filosofo ed economista: infatti, sul Corriere, ha citato Todo Modo, ha usato le metafore del tunnel e delle sabbie mobili, poi ha suggerito al governo “dialogo” e “autorevolezza” (mo’ me lo segno) e infine, siccome “il debito pubblico è arrivato a 2.578 miliardi”, ha intimato di aggravarlo un altro po’: non solo col Recovery fund (che in parte è a fondo perduto), ma anche con “le risorse del Mes per finanziare la ristrutturazione degli ospedali e sostenere il personale”. In stereofonia, anche l’Innominabile e 300 sindaci urlavano a una sola voce “Mes Mes”, ignorando che è l’ultima cosa che serve a noi e agli altri (infatti, essendo nato per salvare gli Stati dalla bancarotta, in Europa non lo chiede nessuno): perché i titoli di Stato hanno rendimenti ormai così bassi che chi ha problemi di cassa può finanziarsi emettendone altri a tassi convenienti quanto quelli del Mes; perché l’Italia non ha problemi di cassa; perché alla nostra sanità non mancano i soldi (7 miliardi spesi in 10 mesi) né le attrezzature, ma qualcuno che sappia usarli (Arcuri ha 2.900 respiratori nuovi di zecca che aspettano solo qualche sgovernatore capace di tradurli in posti letto di terapia intensiva). Ma ormai il Mes è un intercalare, una clausola di stile, un mantra che fa fine e non impegna da usare in società quando non si sa cosa dire per fare bella figura. I Paesi seri aspettano il vaccino e la cura anti-Covid: noi aspettiamo il Mes.
L’altro nefasto effetto collaterale della seconda ondata è l’attesa messianica delle “nuove misure” del governo, che dovrebbero arrivare a cadenza quotidiana e miracolosamente raddrizzare le gambe ai cani, cioè fermare un contagio in gran parte inevitabile (altrimenti i Paesi più efficienti di noi starebbero meglio: invece stanno tutti peggio). L’isteria da “Covid governo ladro” che porta Salvini a domandare “cosa ha fatto il governo per fermare l’epidemia” mentre lui passava l’estate a incoraggiarla. Il panico di chi non sa leggere i dati, molto meno allarmanti di quelli di sette mesi fa.
E invoca ogni giorno nuove strette, sterzate, serrate, giri di vite, coprifuoco, lockdown come se fossimo a marzo. La follia di chi scambia gli auspici propri o dei suoi mandanti per leggi già fatte e Dpcm già varati. Ieri i lettori di Stampubblica hanno scoperto che “L’Italia chiude alle 22” (Repubblica) e “Arriva il coprifuoco. Serrata dopo le 22” (Stampa). Come quelli degli altri giornali di destra, che davano il coprifuoco per già deciso e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale: “Conte prepara il coprifuoco: locali chiusi alle 22. Stop per parrucchieri, centri estetici, cinema, teatri” (Libero), “Ci chiudono in casa”, “Serrata: Conte vuol chiudere i locali alle 22” (Verità), “Scuola, trasporto, smart working e coprifuoco: oggi si decide” (Giornale). Noi continuiamo a sperare che si tratti di giornalismo horror-fantasy. Bastano e avanzano, per ora, un incremento dello smart working (quello che non piace ai fenomeni di Confindustria e dunque a Sala) e qualche limite alle attività inessenziali. Si spera che in questo Paese di isterici e schizofrenici che passano dal “convivere col virus” al “chiudere tutto”, da “il virus è morto” al “moriremo tutti di virus” senza soluzioni di continuità né vie di mezzo, governo e Cts scelgano ancora il buon senso. Chiudere le scuole sarebbe follia: i ragazzi andrebbero ad ammucchiarsi nei locali, nelle vie e nelle piazze della movida, nei centri commerciali, sui mezzi pubblici, cioè in luoghi molto meno controllati della scuola (che ha regole ferree e contagi minimi). Ma anche chiudere bar e ristoranti sarebbe da assurdo: lì si devono rispettare protocolli severi e di solito si rispettano; molto meglio avere gente lì che allo stato brado per strada o nelle case, dove i contagi sono molto più frequenti che nei luoghi sorvegliati. Perciò oggi anche un lockdown diurno sarebbe non solo inutile, ma pure controproducente: aumenterebbe i contagi in famiglia. Semmai si potrebbe vietare la circolazione notturna, dopo la chiusura dei locali a mezzanotte, contro gli assembramenti da movida. E lasciare alle Regioni le misure più drastiche per le zone più infette.
Ma contro i contagi chi governa può far poco, a parte spiegare – con campagne pubblicitarie, anche tramite gli influencer più ascoltati dai giovani – le cose da fare e non fare: il grosso del lavoro è di noi cittadini. Governo, Regioni e Comuni devono produrre un piano trasporti serio. E il governo deve costringere le Regioni a moltiplicare i tamponi e gli altri test diagnostici (i materiali ci sono, ma le Asl ne usano pochi), potenziare la medicina territoriale e incrementare il contact tracing da Immuni in giù. Se poi qualche sgovernatore ancora non ci sente, il commissariamento è meglio del lockdown e del coprifuoco.
https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2020/10/18/effetti-collaterali/5970281/#
mercoledì 17 giugno 2020
Oggi arriva Bonomi: sui soldi Ue vuole un posto “a tavola”. - Salvatore Cannavò

venerdì 12 giugno 2020
Chi lavora e chi sa solo scappare. - Gaetano Pedullà

domenica 17 maggio 2020
Articolo 21. - Massimo Erbetti

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure
Per cui ben venga la protesta del 2 giugno. Ma siccome l'articolo 21 non è solo per alcuni, tutti hanno il diritto di dire la loro, per cui, diritto di protestare? Si, sacrosanto, ma anche il diritto di critica verso chi quella manifestazione l'ha indetta, deve essere accettato. E io rivendico il mio diritto a farlo, rivendico il diritto di ricordare a questi signori affetti dalla sindrome della memoria corta, quanto accaduto negli ultimi tempi. Cari "amici del popolo italiano", vi ricordate che con la finanziaria dello scorso anno l'attuale governo è riuscito ad evitare l'aumento dell'Iva? Ve le ricordate le clausole di salvaguardia? Vi ricordate che il governo Conte è riuscito a scongiurarlo? Ve lo ricordate si, che quello che voi chiamate capitano, ma altro non è che un mozzo, ha deliberatamente fatto cadere il governo precedente? E vi ricordate che avrebbe voluto andare al voto, proprio quando si sarebbe dovuta fare la manovra economica? Cosa sarebbe successo, se le cose fossero andate come voleva lui? Lo sapete vero che i mercati speculano su queste cose e che sfruttano i momenti di incertezza per lanciare attacchi agli stati e lo spread sarebbe aumentato e il taglio dell'Iva non si sarebbe potuto effettuare? Come sarebbe oggi la nostra economia con un'iva al 25%? E ve lo ricordate che il vostro mozzo, ha attaccato il governo perché secondo lui bisognava chiudere già dal 31 gennaio? (Non voglio entrare nella polemica di dire che un giorno affermava una cosa e quello successivo un'altra, non è questo il mio scopo) Non diceva di non chiudere, anzi lui avrebbe chiuso prima, e cosa sarebbe cambiato rispetto ad ora? Non avremmo avuto gli stessi problemi? Attività in difficoltà, lavoratori senza stipendi, molti cittadini senza neanche soldi per fare la spesa, ci sarebbero state comunque no? Oppure pensate che lui i soldi li avrebbe trovati? E se pensate che li avrebbe trovati, ditemi dove. Li avrebbe stampati? Li avrebbe creati dal nulla? Con la bacchetta magica? Oppure se li sarebbe fatti dare dall'Europa? Perché se mi dite che sarebbe l'Europa a doverci aiutare, mi dovete anche spiegare per quale assurdo motivo l'altro giorno, in Europa non avete votato il Recovery Fund, e mi dovete anche spiegare perché fate comunella con i partiti nazionalisti europei che sono i primi a non volerci aiutare. Volete soldi e avete ragione a volerli, volete i soldi della cassa integrazione e avete ragione, ragione da vendere, ma spiegatemi come mai, le vostre regioni, quelle governate da voi, sono indietro con la lavorazione delle pratiche, lo sapete che dipende da loro se i soldi non arrivano? Siete così indietro che per far arrivare quei benedetti soldi questo governo, sta togliendovi questo compito per darlo direttamente all'INPS, così da accelerare le pratiche. Sapete? La gente ha fame davvero e il giochetto delle tre carte prima o poi verrà scoperto.
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lunedì 17 febbraio 2020
"La battaglia in nome dell’equità". - Gaetano Pedullà

mercoledì 4 marzo 2015
Russia, io non so chi ha ucciso Boris Nemtsov. - Giulietto Chiesa
Ecco cosa intende dire oggi Mikhail Gorbaciov.



